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Federico Zanon
Ho 40 anni, vivo a Padova e ho due figli. Da oltre 12 anni faccio lo psicologo. Ho lavorato nelle dipendenze e mi interesso di plusdotazione intellettiva nei bambini. Dal 2006 ho iniziato a occuparmi di politica professionale con Altrapsicologia, e da allora non l'ho più abbandonata. Mi sono interessato in modo particolare di previdenza, dal 2009 al 2013 sono stato consigliere di indirizzo generale ENPAP e dal 2013 sono vicepresidente dell'Ente. Sono diventato presidente di Altrapsicologia nel 2014.

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Gli ECM per i liberi professionisti non sono obbligatori.

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LA CONFUSIONE SUGLI ECM. Molti colleghi ci stanno chiedendo notizie sugli ECM. Ci segnalano anche che i siti degli Ordini regionali sembrano fornire informazioni discordanti. Noi vogliamo dirlo chiaro:

Gli psicologi liberi professionisti non hanno nessun obbligo di raccogliere ECM.

LA POSIZIONE DI ALTRAPSICOLOGIA. Oltre a non essere tecnicamente obbligatori, gli ECM sono pure un nodo politico. E anche qui vogliamo essere netti: AltraPsicologia è contraria all’imposizione degli ECM come sistema di formazione continua obbligatoria per gli psicologi. Noi sosteniamo la necessità di un sistema formalizzato di formazione continua sul modello – già esistente ma giacente al ministero da anni – della Formazione Continua in Psicologia. Un sistema su misura per noi, dove vengono riconosciute attività specificamente nostre come la supervisione o l’intervisione, dove anche l’attività professionale è formazione se soddisfa certi criteri, dove scrivere un articolo è formazione. Un sistema che pure contenga gli ECM, ma che non coincida con il sistema ECM, che è farraginoso, costoso, rigido e di spiccata connotazione sanitaria.

LE POSIZIONI DEGLI ORDINI. Molti colleghi ci hanno segnalato che leggendo pagine dei siti degli Ordini (Toscana, Campania, Emilia Romagna e altri) parrebbe che gli ECM siano obbligatori. Addirittura qualche collega ha inteso che vi siano differenze regionali nell’obbligo. Nulla di tutto questo.

Le pagine degli Ordini che ci sono state segnalate non dicono nulla di sbagliato, sono semplicemente poco chiare. Riportando una materia complessa, sovrappongono normative diverse e non riescono a dare le informazioni essenzali.

L’informazione più completa è dell’Ordine Psicologi Lazio (governo AP), che oltre a dire in modo chiaro che gli ECM non sono obbligatori, pubblica anche (1) un PARERE LEGALE e (2) una RISPOSTA DEL CNOP ad una richiesta di chiarimento.

IL MOTIVO PER CUI GLI ECM NON SONO OBBLIGATORI. Perché la normativa sugli ECM parla dell’obbligo per i liberi professionisti sempre e solo in termini ‘eventuali’, e si tratta sempre e comunque di liberi professionisti che abbiano un rapporto con strutture pubbliche (articolo 16-quater D.lgs. 502/1999).

La normativa è questa:

(1) Accordo stipulato nella Conferenza Stato-Regioni del 1° agosto 2007, richiamato e reso fonte di diritto dalla L. 244/07, articolo 2 comma 357:

“(…) Destinatari della formazione continua devono essere tutti gli operatori sanitari che direttamente operano nell’ambito della tutela della salute individuale e collettiva, indipendentemente dalle modalità di esercizio dell’attività, compresi, dunque, i liberi-professionisti. È evidente che ogni eventuale obbligo per i liberi-professionisti debba fondarsi su alcune precise garanzie normative ed individuare agevolazione sui costi sopportati; parimenti potrebbe essere diversamente individuato il debito complessivo dei crediti e la composizione del Dossier Formativo”

(2) Il più recente Accordo Stato-Regioni-Province (19 Aprile 2012) non cambia le carta in tavola:

I liberi professionisti possono acquisire i crediti formativi attraverso modalità flessibili per crediti anno

(3) E l’art. 16-quater del D.Lgls 502/1992:

(Incentivazione della formazione continua) – 1. La partecipazione alle attività di formazione continua costituisce requisito indispensabile per svolgere attività professionale in qualità di dipendente o libero professionista, per conto delle aziende ospedaliere, delle università, delle unità sanitarie locali e delle strutture sanitarie private.

ECM STORYTELLIG. Per noi che amiamo raccontare storie vintage, ecco lo sviluppo degli ECM dalla nascita all’adolescenza.

ANNO 1978. Io avevo tre anni. Le prime norme sulla formazione continua in ambito sanitario risalgono addirittura alla Legge che ha istituito il SSN, la famosa L. 833/1978 (art. 47 e 48).

ANNO 1979. Ulteriore passaggio nel DPR 761 DEL 20 DICEMBRE 1979, che all’articolo 46 parla di aggiornamento professionale obbligatorio ‘per tutto il personale dell’unita’ sanitaria locale‘.

ANNO 1992. Il DECRETO LEGISLATIVO 502 DEL 1992 segna una pietra miliare. Il decreto riguarda chiaramente il solo SSN: tutto l’articolo 1 circoscrive l’ambito. Agli articoli 16 bis, ter e quater si parla per la prima volta di formazione continua in termini moderni. Viene istituita la Commissione Nazionale per la Formazione Continua e si gettano le fondamenta dell’ECM, che arriverà 10 anni dopo. Si parla per la prima volta di LIBERI PROFESSIONISTI, ma ci si riferisce con chiarezza a quelli che lavorano per strutture pubbliche.

ANNO 2001. Per la prima volta compare il termine ‘Educazione Continua in Medicina’, nell’Accordo Stato-Regioni-Province autonome (20 Dicembre 2001). Resta sempre chiaramente un programma destinato a chi opera nel SSN (e sistemi sanitari regionali). Si avvia la prima fase del programma ECM. Il 1 Gennaio 2002, il pargolo vede la luce e viene chiamato subito ‘ECM’.

ANNO 2007. Per la prima volta, nel nuovo Accordo Stato-Regioni-Province (1 Agosto 2007) si parla di liberi professionisti come destinatari anch’essi del sistema ECM. Ma non viene sancito nessun obbligo.

Destinatari nel sistema ECM
Destinatari della formazione continua devono essere tutti gli operatori sanitari che direttamente operano nell’ambito della salute individuale e collettiva, indipendentemente dalle modalità di esercizio dell’attività, compresi, dunque, i liberi professionisti. È evidente come ogni eventuale obbligo per i liberi professionisti debba fondarsi su alcune precise garanzie normative ed individuare agevolazioni sui costi supportati. Parimente potrebbe essere diversamente individuato il debito complessivo dei crediti e la composizione del dossier formativo. Appare inoltre opportuno approfondire la possibilità di allargamento graduale dell’obbligo formativo attivo agli operatori che operano nel sistema del settore socio sanitario, con previsione di crediti anche per questo settore. (…)

ANNO 2007. Il sistema ECM assume forza di diritto, perché la Legge 244 del 2007, articolo 2 comma 357 recepisce il testo dell’Accordo Stato-Regioni-Province così com’è, senza aggiungere una virgola.

ANNO 2009. Un nuovo Accordo Stato-Regioni-Province (5 Novembre 2009) sostanzialmente ribadisce i contenuti dell’Accordo 2007 per quanto riguarda i liberi professionisti.

ANNO 2012. Il nuovo Accordo Stato-Regioni-Province (19 Aprile 2012) è laconico:

Liberi professionisti
I liberi professionisti possono acquisire i crediti formativi attraverso modalità flessibili per crediti anno. Nel manuale di accreditamento dei provider è regolata la valorizzazione dei crediti formativi acquisiti con autoformazione anche attraverso il riconoscimento di attività gestite dagli ordini, collegi e associazioni professionali di riferimento. Al fine di favorire l’ampliamento dell’offerta formativa in particolare ai liberi professionisti, gli ordini, i collegi e le associazioni e le federazioni riconosciute ai sensi del decreto del Ministro della salute del 19 giugno 2006, qualora accreditati in qualità di provider, possono presentare e assicurare un’offerta formativa che preveda piani informativi su tematiche di particolare rilevanza professionale, oltre che etica deontologica. Tale offerta non può essere oggetto di sponsorizzazione commerciale e deve consentire ai rispettivi scritti la partecipazione gratuita o a costi minimi necessari alle coperture delle spese sostenute dall’ordine, collegio associazione e dalle relative federazioni nazionali.

ANNO 2016. Il sistema ECM vive alterne vicende. E’ noto ad esempio che una larga fetta di medici ospedalieri non è regolare con gli ECM nell’ultimo triennio, complici le lentezze burocratiche di registrazione dei crediti. Praticamente sarebbe come se la scuola primaria italiana non riuscisse a dare la licenza di quinta a metà degli alunni. Per cui è stata addirittura concessa una proroga generale di un anno: LEGGI QUI.

CONCLUSIONI. Ad oggi, non vi è alcun obbligo di acquisizione di crediti ECM dimostrabile con certezza in capo ai liberi professionisti. Non vi è inoltre alcun dettato di norma che possa far pensare ad un collegamento fra lo statuto di ‘professione sanitaria’ e l’essere sottoposti in modo automatico all’obbligo di formazione continua mediante ECM, perché ogni normativa ECM parla sempre e solo di ‘operatori sanitari’: professionisti che operano concretamente nella sanità. Insomma, stiamo tranquilli e manteniamoci aggiornati come deve fare qualunque professionista che abbia a cuore il proprio lavoro, ECM o meno.

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2 commenti

  1. Se lo dicevate l anno prossimo facevate un servizio anche migliore …

  2. Questione annosa, in effetti. Comunque, anche per i fautori del sistema accreditatorio versus autorizzatorio, nei paesi dove vige tale sistema per gli psicologi e per gli psicoterapeuti (spesso sono carriere separate ed essere psicoterapeuta non significa essere psicologo prima), l’aggiornamento professionale obbligatorio e certificato avviene su un regolamento creato e gestito dalla stessa associazione professionale (modello FCP, per dire) che non a un sistema gestito da terzi, tipo ECM.

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