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Federico Zanon
Ho 40 anni, vivo a Padova e ho due figli. Da oltre 12 anni faccio lo psicologo. Ho lavorato nelle dipendenze e mi interesso di plusdotazione intellettiva nei bambini. Dal 2006 ho iniziato a occuparmi di politica professionale con Altrapsicologia, e da allora non l'ho più abbandonata. Mi sono interessato in modo particolare di previdenza, dal 2009 al 2013 sono stato consigliere di indirizzo generale ENPAP e dal 2013 sono vicepresidente dell'Ente. Sono diventato presidente di Altrapsicologia nel 2014.

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ENPAP 2017-2021: dritti per la nostra strada.

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Riprendo a scrivere sul sito di AltraPsicologia dopo due mesi di interruzione. Un pausa necessaria di riflessione dopo le elezioni ENPAP, per sedimentare alcuni pensieri.

PRIMA DI TUTTO: GRAZIE!

A tutti voi, che ci avete dato fiducia e consegnato un risultato elettorale limpido, privo di dubbi. Con più del 70% dei consensi ad AltraPsicologia e una partecipazione al voto importante soprattutto al sud, queste elezioni segnano una pietra miliare nella storia della professione.

Un risultato che premia AltraPsicologia, ma soprattutto segna il tramonto delle raccolte-voti clientelari, dei brogli da repubblica delle banane, e riconosce il valore del lavoro fatto alla luce del sole.

Un risultato elettorale forgiato dal confronto pubblico costante con i colleghi.

Ho avuto anche la soddisfazione personale di essere per la seconda volta il candidato più votato d’Italia, e quindi devo un doppio ringraziamento: in AltraPsicologia lavoriamo insieme, come gruppo, e così continueremo. Ma sicuramente c’è chi ha riconosciuto nel mio lavoro qualcosa di speciale. Non posso che impegnarmi a continuare così, come fatto finora insieme ai colleghi di AP e con Felice Torricelli in particolare, con cui continueremo a condividere il governo di ENPAP nei prossimi 4 anni.

TRE CEPPI VIRALI.

Fatte queste premesse positive, passo alle questioni critiche. Ho isolato in queste elezioni tre ceppi virali su cui dobbiamo mantenerci vigili:

(1) IMPROVVISAZIONE e PRESSAPOCHISMO. Le candidature di liste last-minute mi hanno impressionato: l’aggregazione improvvisata di colleghi che mai si sono occupati di ENPAP e previdenza, ad un mese dalle elezioni e con programmi vacui, è stata portata quasi come un valore aggiunto.

Noi siamo di altro avviso: è solo in gruppo, con una logica stabile di collaborazione e impegno e la condivisione di una vision, che si può gestire ENPAP e gli Ordini in modo efficiente e in ottica di lungo periodo.

Forse non ci si rende pienamente conto che l’Ente di Previdenza di categoria non è una giostra che si ferma ogni quattro anni per fare scendere o salire la gente, ma un dispositivo-chiave per la tutela nostra e delle nostre famiglie.

Il ricambio politico non può essere inteso come roulette elettorale. Va invece gestito con responsabilità in un processo continuo di maturazione di nuove persone. Cosa che nei fatti non sta avvenendo. Prova ne è che il livello di dibattito fra opposti schieramenti in queste elezioni è stato avvilente: non si è potuto confrontarsi nel merito sui temi più rilevanti: pensioni, welfare, investimenti.

Fortunatamente i colleghi hanno saputo riconoscere il valore. Grazie certamente al confronto aperto, che nell’era dei social è impietoso e genera distorsioni ma anche meccanismi selettivi virtuosi.

(2) PSEUDO-VERITA’. La trasparenza è un patrimonio di civiltà, che AltraPsicologia ha sempre perseguito anche molto concretamente negli enti che ha governato. ENPAP è stato un modello su questo, che la stampa nazionale ha portato come caso esemplare anche per gli altri enti di previdenza.

La trasparenza serve per mettere sul tavolo le cose importanti e poterle discutere, avendo tutti un set di informazioni a disposizione. Ogni uso diverso da questo è improprio.

Ebbene, le informazioni civiche rese pubbliche per trasparenza, sono state usate a sproposito in campagna elettorale. Non sono servite per approfondire e impostare proposte politiche sui temi più importanti, ma per fare gossip in stile Novella 2000. Filtrate e distorte per creare pseudo-verità.

Le pseudo-verità, le post-verità o semplicemente le cazzate sparate ad arte sono un male in sé, perché generano incertezza e impediscono alle persone di fare scelte consapevoli. Ma hanno un ulteriore effetto deleterio: distraggono dai temi importanti.

(3) OCCULTAMENTO DI TEMI IMPORTANTI. I temi importanti per ENPAP sono pensioni, welfare e investimenti. Se ne sarebbe dovuto discutere in campagna elettorale. Era l’occasione per raccogliere insieme l’orientamento della comunità professionale. L’occasione per un confronto aperto.

Come AltraPsicologia abbiamo lanciato questi argomenti più volte e le liste concorrenti non li hanno colti, hanno preferito cincischiare sui compensi economici dei consiglieri. Un’occasione perduta. Pazienza. Attendo di vedere quanti rinunceranno al compenso da consigliere dopo aver diffuso proclami di ogni sorta.

Ora noi andremo avanti ad occuparci di pensioni, welfare e investimenti avendo come unici interlocutori i colleghi iscritti ENPAP. Non ci sentiremo vincolati ad alcuna necessità di confronto con altri gruppi, perché l’occasione c’è stata in campagna elettorale e non è stata sfruttata correttamente. Anzi, direi che è stata sfruttata anche scorrettamente.

ENPAP, OGGI E DOMANI.

Ci aspettano sfide difficili su pensioni, contributi, welfare, investimenti.
Andremo dritti per la nostra strada, insieme ai colleghi.

ENPAP non è un ‘convento ricco con frati poveri’: custodisce (e non possiede) solo il denaro necessario per coprire le pensioni future, le spese di gestione e il welfare. Non può raccogliere altro e non crea magicamente pensioni e welfare dal nulla: le costruisce a partire dai contributi di tutti noi.

Le uniche due magie di ENPAP sono (1) la moltiplicazione dei contributi per la pensione per 1,5-1,75 volte in 40 anni, e solo se viene mantenuto costantemente un buon sistema di investimento (2) la moltiplicazione del potere d’acquisto dei contributi per il welfare, e solo se le forme di assistenza vengono continuamente gestite e aggiornate.

ENPAP è semplicemente uno strumento nelle mani della comunità professionale. Possiamo renderlo molto sofisticato ed efficiente, ma non possiamo pensare che arrivi sostituirsi a noi nel programmare i nostri piani di risparmio personale, come fosse la versione cibernetica di una Grande Madre ancestrale. Un pezzo del lavoro deve farlo ciascuno di noi, e per farlo serve consapevolezza.

E questa è la grande sfida che alla fine mi sento di raccogliere: abbiamo la reale opportunità di migliorare la nostra vita con scelte efficaci, ma dobbiamo essere consapevoli e questa consapevolezza deve essere diffusa a livello di comunità professionale. Oggi, con gli strumenti web, i social network e le decine di incontri di persona che organizzeremo, la diffusione di consapevolezza e il confronto aperto sono possibili ad un livello senza precedenti.

A tutti noi l’augurio di saper cogliere e usare al meglio queste opportunità.
Grazie per il vostro enorme e affettuoso sostegno.

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