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Fa sempre uno strano effetto, come se trovassimo Leonida lo spartano a spasso per le strade dell’antica Atene. O se Bill Gates presentasse il nuovo iPhone. O anche un po’ come se il cardinale Tettamanzi si presentasse all’opening party del Pacha di Ibiza. 

Diciamo che è l’uomo che non ti aspetti. 

Fulvio Giardina, presidente degli psicologi italiani, nonostante le polemiche dello scorso anno da parte di centinaia di colleghi, è nuovamente al centro della tavola dei relatori del convegno Nazionale Assocounseling del 15/4/2018. 

Cosa fa nella sede del più importante evento annuale dei counselor il Dott. Giardina?

Chi l’ha visto entrare avrà notato subito che è stato accolto non come una “controparte” ma come un notabile.

Fulvio Giardina è il presidente CNOP più amato dai counselor.

E’ del resto Giardina l’uomo che l’anno scorso che per la prima volta ha apostrofato i counselor con un “cari colleghi”. 

Giardina si vanta di fronte alle platee degli psicologi di battersi contro l’abusivismo e di essere in attesa della sentenza del Consiglio di Stato che sancirà con ogni probabilità la sovrapposizione del counseling con l’attività di sostegno psicologico ma al tempo stesso di fronte ai counselor parla di “nuova professione” e del suo riconoscimento come un evento ineluttabile, azzardando, come un novello Eraclito, l’immagine dell’acqua che scorre in un fiume per arrivare, si suppone, alla tranquilla foce del riconoscimento.  

Il merito di tanta stima è certo per la Consensus Conference sul Counseling, che appare in bella vista in mezzo al cartellone dell’evento. 

Eh già, chi l’avrebbe immaginato?

Mentre la psicologia dopo quasi trent’anni di vita come professione si vede finalmente riconoscere dai giudici italiani l’esistenza di atti tipici a sé riservati, il colloquio, la psicanalisi, con sentenze come la Zerbetto, la Conversano, la Righini, la Moccia… Ora che le nuove regole sull’esercizio abusivo di professione sanitaria stabilite dal DDL Lorenzin mettono i finti psicologi di fronte al rischio concreto della reclusione, ci sarebbero buone probabilità di dire la parola fine a una situazione di abusivismo che dura da troppi anni.

Ma proprio in questo momento così delicato…

…il CNOP, la nostra istituzione di riferimento, decide di usare le risorse economiche e professionali degli psicologi per vanificare ogni risultato raggiunto, riconoscendo, già fin dal primo momento implicitamente e poi forse anche nei risultati, il counseling come professione. 

Tra le ultime sentenze e l’aggravamento delle pene previsto dalla Lorenzin il problema counseling era, se non risolto, in via di soluzione. Invece, è arrivata la consensus, come uno degli atti potenzialmente più dannosi che si potessero concepire per la tutela della nostra professione. 

La consensus è uno sgambetto a tutti gli psicologi che vanifica completamente il vantaggio dell’essere professione sanitaria, perché erode il punto di confine, l’atto tipico per eccellenza, il colloquio psicologico al di fuori di un percorso psicoterapeutico. La porta di ingresso nella professione, il primo di tutti gli atti tipici, la riserva principale di chiunque si iscriva all’Ordine. 

Uno sgambetto che si potrebbe ripetere con l’appoggio informale che Giardina potrebbe dare anche in sede UNI. Altro luogo in cui è trattato come un vero notabile. Lì dove si decidono le regole delle nuove professioni lo chiamano tutti “professore” con sussiegoso rispetto, e sembrano fare a gara a compiacerlo, forse nella segreta speranza che, lui che potrebbe, non metta i bastoni tra le ruote alla normazione dei counselor come professione riconosciuta ai sensi della legge 4/13.  

Fulvio Giardina si è mai domandato se la comunità dei centomila colleghi italiani che lui dovrebbe rappresentare condivida la sua “vision” neoliberista?

A mia domanda specifica ha bollato un eventuale sondaggio interno come “demagogia”.  

Nessuno dalle parti della consensus Cnop sembra interessato a chiedersi se sul piano epistemologico vi sia effettiva differenza tra counseling e sostegno psicologico. E nessuno dice che in Italia abbiamo 1/3 degli psicologi europei, che davvero non si sentiva l’esigenza di una nuova figura nel già ampio panorama delle professioni di aiuto. 

Invece il mondo dei counselor in questo convegno 2018 rende onore e tante grazie al Prof. Giardina, le cui gesta vengono per la prima volta immortalate nello stesso cartellone del convegno, pubblicizzato come “un confronto su consensus conference, norma tecnica UNI e regolamentazione”.

E queste sono proprio le sue creature, consensus e UNI, situazioni in cui il ruolo di Giardina, del presidente CNOP è reale e centrale e consente ai counselor di procedere a grandi balzi, incuranti della posizione degli psicologi, quelli veri, verso il riconoscimento di una pratica che fino a ieri era considerata da molti semplice esercizio abusivo di una professione.

15/4/2018: l’ospite d’onore è Giardina, un uomo definitivamente consacrato dalla locandina del congresso assocounseling 2018 presidente onorario anche del mondo del counseling all’italiana.  

Il Presidente Fulvio Giardina applaude a scena aperta al convegno nazionale dei counselor non psicologi