Marketing della professione e promozione del lavoro
Nicola Piccinini e Felice Damiano Torricelli, 29 Novembre 2009
Esiste ed è ampiamente documentata una significativa domanda di salute, benessere, supporto, orientamento da parte dell’utenza italiana, sia essa una singola persona, un gruppo o un’organizzazione. È altrettanto accertato il fatto che tale domanda non si trasforma poi in opportunità lavorativa per lo psicologo.
Non si potrà mai creare lavoro per tutti e 70.000 gli psicologi italiani, ma neppure accettare che oltre il 50% degli iscritti non lavori come psicologo!
La realtà ci dice che ci sono spazi di sviluppo per la professione, ma anche sacche di zavorra che la stanno portano velocemente a fondo.
In particolare, queste sono a nostro avviso le principali sacche di zavorra:
un’immagine dello psicologo ancorata a stereotipi obsoleti, schiacciata su dimensioni di malattia e patologia, affiancata a figure quali medico, psicoterapeuta o psichiatra,
un sistema mass-mediatico che distorce l’immagine della Psicologia, a volte per ignoranza in materia, altre volte per precisi interessi economici (meglio la pillola…),
un peso politico nullo della nostra categoria in sede parlamentare, che non permette di legiferare provvedimenti che riconoscano la rilevanza sociale dello psicologo,
un proliferare di professioni limitrofe (counselor, coach, ecc…) che abusano degli ambiti di competenza psicologica, senza trovare opposizione da parte dei nostri Ordini,
vent’anni di Ordine governato da psicologi sanitari, che hanno concepito lo psicologo esclusivamente come psicoterapeuta, come dipendente tramite concorso e non come libero professionista pro-attivo nel mercato dei servizi,
un disinvestimento completo nelle aree emergenti della Psicologia, ed un parallelo disinteresse a creare sinergie con altre professioni potenzialmente interessate alle nostre competenze: avvocati, architetti, informativi, operatori turistici, banche e assicurazioni, ecc…
un sistema universitario che continua a sfornare migliaia di giovani colleghi, in un mercato già saturo, e con percorsi formativi che non rispondono al reale fabbisogno del mercato del lavoro e della società.
Ad oggi, lo psicologo non ha alcuna rilevanza sociale, è invisibile, spesso confuso e svilito.
L’amara considerazione è che l’Ordine Lazio non ha mostrato né capacità né attenzione a migliorare questa dannosa condizione.
LE NOSTRE PROPOSTE OPERATIVE
Come Consiglieri daremo battaglia in Ordine Lazio per ottenere:
una razionalizzazione del budget dell’Ordine Lazio che eviti di buttare soldi in pergamene, calendarietti ed iniziative senza ricaduta tangibile, e che investa invece in efficaci azioni pubblicitarie sul territorio laziale;
un ufficio stampa, che monitori l’immagine mediatica della Psicologia e che intervenga efficacemente per tutelarla da una parte e per promuoverla dall’altra;
un gruppo “Comunicazione e Marketing” formato da professionisti esperti – psicologi e non – il cui compito sia quello di pianificare e gestire campagne di marketing e posizionamento dello Psicologo, soprattutto in ambito di Salute e Benessere;
un gruppo “lobbing” che sviluppi relazioni privilegiate con Istituzioni, Politica e realtà economiche. Invece di spendere soldi per produrre l’ennesimo Manuale di Psicodiagnostica, investiamo su professionisti il cui compito è generare opportunità per la comunità dei colleghi;
un incubatore di impresa: l'Ordine per statuto non può erogare finanziamenti, ma sicuramente potrebbe fornire supporto, competenze e strumenti per favorire l'avvio di associazionismo, cooperativismo, l'avvio di studio professionali, ecc...;
progetti di Ricerca & Sviluppo sulle aree emergenti della Psicologia, in grado di produrre conoscenza e competenza dove esiste una reale domanda di mercato. Basta alla Psicologia come Psicoterapia e basta!
organizzazione di iniziative locali che permettano l'incontro da psicologi e cittadini, come il MIP (Maggio di Informazione Psicologica).
L'Ordine Lazio, con DUE MILIONI di euro all'anno di entrate, deve obbligatoriamente cominciare ad investire i soldi in azioni utili allo sviluppo della professione. Molti colleghi sono stanchi di gadget, libri o seminarietti del sabato. Vogliamo un'utilizzo strategico di questi soldi!
Purtroppo i soldi non basta averli. Bisogna saperli investire!
Sino ad oggi hanno sopperito a questa incapacità con iniziative da circolo ricreativo.
Come consiglieri intendiamo movimentare queste risorse economiche per creare maggiori opportunità di sviluppo e lavoro agli psicologi del Lazio
SULLE QUESTIONI DI MARKETING E PROMOZIONE
DAREMO BATTAGLIA VERA E PROPRIA
E CHIEDEREMO A CIASCUNO DI VOI DI SOSTENERCI
NELLA PRESENTAZIONE ED ACCETTAZIONE
DELLE PROPOSTE SOPRA MENZIONATE!