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Ultimo aggiornamento: mercoledì 06 gennaio 2010 |
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… la casta è costretta a lavorare per gli psicologi tutti!
O meglio ancora, giù dalla panca non esiste più una casta, quanto più un gruppo di Consiglieri che effettivamente lavora per il bene comune degli Psicologi del Lazio.
Ma non mettiamo il carro davanti ai buoi, cominciamo dal significato del termine “casta”.
In origine la casta era un certo segmento sociale di popolazione che si posizionava ad uno specifico livello, internamente ad una rigida gerarchia. Gli individui appartenenti ad una casta (il servo) difficilmente potevano accedere a quella superiore (il nobile).
Nell’attuale senso comune, la casta corrisponde invece ad una ristretta cerchia di soggetti che detiene – di fatto – un significativo grado di potere (economico, politico, informativo e/o culturale) e che – tendenzialmente – agisce al fine di auto-perpetuare il proprio status di privilegio.
Non importa se alcuni soggetti appartenenti alla casta occupano ruoli di responsabilità verso un certo segmento di popolazione. La casta rimane scollata dalla popolazione in quanto il riferimento non è fissato sul “bene comune”, ma sul personalistico interesse a mantenere posizioni ed interessi.
Ed allora perché avvicinare il termine casta alla nostra realtà professionale?
Effettivamente può apparire scomodo affrontare questo tema, ma di fatto ho l’impressione che alcuni tratti ed alcune dinamiche proprie della casta siano proprie anche della nostra comunità professionale.
E l’Ordine Psicologi del Lazio penso rappresenti un'interessante declinazione di casta!
Tengo veramente di cuore a precisare che in questo articolo non nutro alcun interesse a fare gossippate o a gettare valutazioni di merito su singoli individui.
Mi attengo semplicemente a fatti e dati, e sulla base di questi cerco di costruirmi un’opinione.
Ed allora, alcuni veloci dati di scenario per la realtà del Lazio.
Andiamo a vedere invece la situazione rispetto a chi governa l’Ordine Psicologi Lazio.
Dal 1999 il gruppo Cultura & Professione gestisce le sorti degli psicologi nel Lazio e, con molta probabilità, continuerà anche per i prossimi 4 anni.
Nell’arco di oltre un decennio, non solo non avremo avuto un adeguato ricambio delle rappresentanze, ma neppure di alcuni nomi interni a Cultura & Professione, che oramai appartengono di fatto alla tappezzeria della sede dell’Ordine!
E preciso: in assoluto, rimanere su una poltrona per 14 anni potrebbe anche starmi bene, a patto che si svolgesse un lavoro ben fatto, che genera valore e servizio per noi psicologi.
Ma il problema sta proprio qui! Parliamo di fatti e di risultati concreti.
Mi chiedo: ad oggi gli psicologi del Lazio stanno meglio o peggio di dieci anni fa? C’è più lavoro o meno lavoro? I giovani di oggi sono ugualmente preparati rispetto a quelli di dieci anni fa? La nostra professione è tutelata oggi, o la situazione è peggiorata? Gli ambiti della Psicologia si sono evoluti, qui nel Lazio si investe in Ricerca e creazione di nuovi ambiti professionali?
In particolare mi chiedo: ma allora questi signori che hanno combinato in tutti questi anni? Per quale motivo continuano a rappresentarmi in Consiglio se non producono fattivamente dei vantaggi per la categoria?
Se i punti sono sempre i soliti significa che non si sono raggiunti gli obiettivi? Se non si sono raggiunti gli obiettivi significa che non si è capaci? Ed a poco vale inviare Pergamene, Calendari o Libri!
In un prossimo articolo, analizzerò dettagliatamente il programma proposto da Sipap e da Cultura & Professione, evidenzierò quanto è uguale a quello che da più di un decennio continuano a sbandierare, ed evidenzierò la discrepanza tra il loro promettere cose ed il loro NON fare nella pratica quelle cose, spesse volte per conflitti di interessi dovuti a colleghi che occupano più (troppi) posti di potere in più Istituzioni.
Ma tornando ai fatti, ed al focus di questo articoli, questi ci raccontano di un gruppo molto ristretto di persone che:
I fatti ci raccontano anche che questo gruppo molto ristretto di persone, oltre a ricoprire cariche dentro Ordine Lazio e dentro l’ENPAP, occupa ruoli importanti anche all’interno del mondo universitario (Facoltà di Psicologia di Roma), o ancora occupa posti direttivi all’interno di più o meno importanti Scuole di Specializzazione in Psicoterapia o Federazioni di Scuole.
Si può definire questa una casta? Mi rimetto alla vostra sensibilità!
Qui ci troviamo di fronte ad un ristretto gruppo di persone che occupa posizione significative in diversi “centri di potere”. Un reticolo di nodi interessati al mantenimento di questo equilibrio. E così accade che, ad ogni nuova elezione, tutti i nodi della rete (consiglieri, docenti, direttori, ecc…) si attivino presso i loro network per far affluire voti.
Accade che centinaia di specializzandi votino chi gli è stato caldamente suggerito di votare. Che giovani colleghi ancora in contatto con cattedre universitarie votino chi gli è stato caldamente suggerito di votare. Che giovani sottopagati nel sociale votino chi gli è stato caldamente suggerito di votare. E così via…
Ricapitolando, il gruppo ristretto – il vertice della piramide – attiva la sua rete di “centri di potere”, questi attivano a cascata i loro network di colleghi “di base”. Questi ultimi seguono l’imbeccata. Il sistema permane. Il ricambio diviene impossibile. Lo sviluppo vero della professione rimane un’utopia.
Il gruppo ristretto riconosce la fedeltà dei nodi della rete, rendendoli partecipi – in quanto fidati – delle varie iniziative istituzionali. Parlo di libri, di seminari, di gruppi di lavoro, di convegni, di commesse e progetti, ecc…
Senza tirare esplicitamente di mezzo nomi (che non si vuole qui criticare un singolo, bensì un sistema di potere), ci sono dei nodi di potere eclatanti, che mostrano quanto la casta riesca ad attivare diverse tipologie di reti, o comunque ad essere al centro di tutte le iniziative. Alimentandosi come casta, ed alimentando anche i nodi di potere singoli.
Uno dei nomi maggiormente in vista di Cultura & Professione è:
In potenza, 14 anni tra Ordine ed ENPAP, ma non finisce qui… passiamo alla produzione editoriale dell’Ordine Lazio. L’Ordine Lazio, a partire dal 2001, ha pubblicato la bellezza di 7 libri, inviati poi a tutti gli iscritti. Addirittura in 6 di questi è presente il contributo del collega. Riesce evidentemente a spaziare su:
Se è vero – come professa Cultura & Professione - che queste iniziative editoriali vengono fatte per fornire ai colleghi nuovi ed utili strumenti, conoscenze e competenze, mi attendo che i contributi siano – di volta in volta – proposti da colleghi che rappresentano profili di eccellenza nei rispettivi settori e/o argomenti trattati. Evidentemente vi sono colleghi che riescono ad avere anche 6 profili di eccellenza.
Sicuramente è invece vero che gli autori dei contributi hanno percepito parcelle ed onorari.
Ripeto: l’unica finalità è quella di proporvi un possibile meccanismo di funzionamento dell’Ordine Lazio, che vede il gruppo Cultura & Professione al timone da 10 anni… al di là dei fatti concreti prodotti.
Alle ultime elezioni Enpap di Marzo 2009, c’era un Docente Universitario molto conosciuto e stimato (anche dal sottoscritto), che continuava a telefonare a colleghi invitandoli a venire a votare e raccontandogli che poi, passate le elezioni, si potevano incontrare per un caffè, che forse c’erano delle situazioni interessanti, e che poi non si sa mai, ecc…
Ugualmente, avendo 36 anni mi capita di incontrare diversi colleghi specializzandi in Scuole di Psicoterapia. Capita di frequente che all’interno di quella Scuola vi sia il Docente, se non addirittura il Direttore, che passi il Santino con i nomi, che caldeggi la lista, che dica che poi, alla fine, è meglio per tutti…
La situazione è sotto gli occhi di tutti! Dentro all’Ordine Lazio, ad oggi, ci sono esponenti delle principali reti di potere (Università, Scuole, Sanità, Terzo Settore). Ci sono Consiglieri che rappresentano strutture di formazione per counselor e simili.
Da anni scrivono programmi in cui promettono di garantire qualità nella formazione in Psicoterapia, dicono di calmierare il numero di studenti a Psicologi e di iscritti all’Ordine, dicono di lottare per lo sviluppo della professione e contro l'abuso delle professioni limitrofe...
Promuovere un sistema di qualità nel mercato della Psicoterapia o dell’Università, inevitabilmente va a toccare gli interessi di alcuni nodi di potere che fanno parte del reticolo della casta. Andare a fare battaglia vera contro l’abuso della professione, significa creare problemi a diverse strutture formative, magari abitate dagli stessi consiglieri.
Questa gente non avrà MAI le mani pienamente libere di agire in modo incisivo, per cambiare la situazione e produrre un vero miglioramento e crescita della professione!
La Psicologia in Italia, ed in particolare nel Lazio, sta collassando. A fronte di minori opportunità di impiego, continua a crescere a dismisura il numero di psicologi. C’è da intervenire, e con urgenza!
Qualche centro di potere potrebbe perdere il sorriso. Ma in caso contrario saremo tutti noi, colleghi fuori dalla casta, a rimanere senza sorriso.
Vi chiedo, quanti di voi lavorano veramente come psicologo? Quanti di voi riescono a vivere con i guadagni derivanti dalla professione? Quanti di voi non conoscono innumerevoli storie di difficoltà nel proporsi con psicologo?
Saremo noi a scomparire, non la casta!
Saremo noi ad aver fatto sacrifici e a dover abdicare ai nostri sogni!
In due, di certo, non avremo direttamente il potere di prendere decisioni e di far cambiare immediatamente marcia all’Ordine Lazio.
Ma sicuramente abbiamo intenzione, come Consiglieri, di portare in Consiglio dei progetti concreti per lo sviluppo della professione. Due consiglieri, con un seguito di colleghi, può creare pressioni importanti e produrre cambiamento tangibile!
Presto vi sottoporremo la nostra Agenda di Lavoro!
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