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Ultimo aggiornamento: mercoledì 06 gennaio 2010 |
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Riceviamo e diffondiamo una lettera aperta girataci da un nostro collega iscritto all'Ordine Lazio.
Lavora, come Psicologo, all'INPS. Ci racconta che nel giro di pochi anni gli psicologi presenti in organico sono drammaticamente ed inesorabilmente diminuiti.
Nel silenzio assordante e inaccettabile disinteresse dell'Ordine Lazio, e della maggioranza Cultura e Professione, capitanata dalla presidentessa Maria Lori Zaccaria.
Cominciano ad arrivarci diverse segnalazioni di questo tipo. Vi preghiamo, inviatecele a altrapsicologialazio@psychology.it. Pensiamo sia interesse di tutti assicurarne adeguata diffusione!
Un ringraziamento e tutta la solidarietà a questi colleghi,
Nicola Piccinini
e Felice Torricelli
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Ai colleghi Psicologi del Lazio
Al Presidente dell’Ordine
degli Psicologi del Lazio
Marialori Zaccaria
Ai Consiglieri Regionali dell’Ordine
degli Psicologi del Lazio
Siamo un gruppo di Psicologi iscritti all’Ordine del Lazio, dipendenti dell’I.N.P.S., che, sollecitati dall’editoriale del nostro Presidente apparso sull’ultimo numero del notiziario titolato “ Ecco perché ho deciso di ricandidarmi”, desiderano portare un personale contributo.
Assunti dall’INPS nel 1985 come Psicologi del lavoro con concorso pubblico riservato a laureati in psicologia, non abbiamo mai visto riconosciuta la nostra professionalità specifica. Infatti, pur svolgendo negli anni attività di formazione, sviluppo organizzativo, valutazione del potenziale, indagini di benessere organizzativo e di customer satisfaction, oltre che funzioni di tutoraggio nei confronti di neolaureati in psicologia che svolgevano il tirocinio previsto per legge presso l’Istituto, siamo rimasti confinati in un ruolo amministrativo che ha mortificato la nostra identità e autonomia professionale; tutto ciò malgrado una delibera interna, mai applicata, che ha istituito il ruolo professionale degli Psicologi presso l’INPS, lasciandolo nei fatti vuoto.
Nella passata consigliatura avevamo preso contatti, come già fatto precedentemente, con l’allora presidente dott. Morozzo della Rocca per un sostegno dell’ Ordine ad un contenzioso che stavamo intraprendo con l’INPS per la tutela della nostra posizione e del nostro lavoro di Psicologi. Il dott. Morozzo della Rocca mostrò interesse e disponibilità sia personale che per conto dell’Ordine a sostenerci nella causa che stavamo per intraprendere a tutela della professione.
Il giorno delle elezioni del Consiglio dell’Ordine di quattro anni fa, presentataci dallo stesso Dott. Morozzo, la Dott.ssa Zaccaria, allora sua vice e candidata, ci confermò la sua disponibilità a sostenere la nostra azione legale a tutela della professione invitandoci, qualora fosse stata eletta, a contattarla per le iniziative da intraprendere.
Dopo alcuni mesi, avvenuta l’elezione e l’insediamento della Dott.ssa Zaccaria come Presidente dell’Ordine del Lazio, a seguito delle intese verbali intercorse abbiamo tentato di contattarla chiedendo la costituzione dell’Ordine ad adiuvandum nella causa che stavamo intraprendendo contro l’INPS a tutela della autonomia professionale dello Psicologo.
Vogliamo precisare che non siamo più riusciti a parlare personalmente con la Dott.ssa Zaccaria né per appuntamento né telefonicamente, ma solo con funzionari dell’Ordine.
Dopo aver, come richiesto, consegnata tutta la documentazione richiesta con accluso il ricorso preparato dal nostro avvocato, e, dopo varie settimane e numerose sollecitazioni, ci siamo sentiti dire - sempre tramite il funzionario - che l’Ordine rifiutava qualsiasi intervento a nostro favore in quanto si trattava di questioni che non lo investivano e che non erano di sua competenza.
Tralasciando ogni commento sugli aspetti relazionali, vorremmo comprendere come si conciliano i fatti riportati con alcune affermazioni pubblicate nell’editoriale già menzionato; in particolare quelle relative alla psicologia del lavoro, tema cruciale che ha visto l’attuale consigliatura in prima linea.
In particolare non capiamo, anche perché non ci è stata fornita alcuna motivazione né scritta né orale, come la nostra richiesta di un coinvolgimento dell’Ordine, volta a promuovere e tutelare l’autonomia e la dignità professionale dello Psicologo del lavoro in ambito pubblico - con importanti prospettive occupazionali per la categoria - possa essere considerata fatto privato che non comporti doveri istituzionali di un Ordine professionale.
L’ interrogativo rimane a tutt’oggi aperto: invitiamo perciò tutti i Colleghi ad una riflessione sul tema, alla vigilia del rinnovo delle cariche rappresentative degli psicologi del Lazio.
Cordiali saluti
Raffaella Biferale
Fabio Conti
Laura Piccione
Giuseppe Sacco
Giovanni Vaudo
Antonio Zazzetta
Roma, 02/12/2009
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