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Progetto x la professione
01. Scenario, criticità e opportunità
02. Ruolo dell'Ordine Nazionale (CNOP)
03. Ruolo degli Ordini regionali
04. Promuovere la professione
05. Tutelare la professione
06. Il sistema di accreditamento
07. Le Scuole di Psicoterapia
08. Basta con i crediti E.C.M.
09. Ricerca come motore di sviluppo
10. Università, tirocinio, esame di stato
     
 

01 - 2005: odissea nella Psicologia

Il problema più evidente è ovviamente la mancanza di lavoro e la frequente condizione di precariato!

La questione è molto complessa e prende in carico diverse variabili: dai perenni problemi d'identità professionale, dalle politiche professionali non incisive e tutelanti, dallo smisurato aumento, negli ultimi anni, di false promesse alle ingiustificabili masse di studenti e neolaureati, dalle intrinseche difficoltà dei colleghi ad auto-organizzarsi, a fare gruppo, ad auto-promuoversi, dalla confusione/frammentazione riguardo i percorsi formativi e gli specifici operativi, etc, etc...

Vediamo, qui di seguito, di esplodere meglio alcune criticità che - se affrontato in modo sistemico - possono dar luogo ad una riforma e miglioramento della nostra comunità professionale.
Le varie "mancanze" disegnano lo scenario. Nei successivi capitoli del progetto professionale di AP, proporremo le azioni concrete per mutare lo scenario futuro.

Mancanza di identità
La figura dello Psicologo è vaga, confusa e non definita. E ciò ad un duplice livello:

  • internamente alla professione: spesso le professioni psicologiche sono sconosciute agli stessi psicologi i quali organizzano le loro identità/appartenenze altrove. Non possediamo un chiaro e forte sentimento di identità, unica ed unitaria. Ci frantumiamo in mille scuole e modelli di pensiero, tendendo più a valorizzare la singola particolarità che non lavorando per l'individuazione di sinergie e colleganze.
  • esternamente alla professione: nella società civile, come nel mercato del lavoro, siamo figura indefinita. Schiacciati dalla dimensione di cura/sofferenza (dove regna il medico) e molto carenti nelle molte aree emergenti del benessere e della salute (dove invece scorazzano professioni limitrofi e non riconosciute)

Mancanza di informazione
L’attuale sistema di comunicazione, che gli Ordini adoperano con i 50.000 iscritti, è assolutaA?>???mente incapace di fornire informazione e conoscenza in modo chiaro, esaustivo e trasparente. Molti colleghi non sanno nemmeno perché esiste l’Ordine (ahimé, sembra impossibile, ma succede!) e a cosa serve. Di contro l’Ordine non mantiene con la sua base un sufficiente canale comunicativo, se non in prossimità di pagamenti e elezioni e qualche rara iniziativa culturale.

Mancanza di partecipazione
Gli psicologi italiani non formano alcuna “comunità” allargata, né di tipo scientifico, né di tipo professionale e tendono ad essere divisi in ogni ambito. Gli psicologi italiani non sentono in gran parte il bisogno di essere rappresentati politicamente e votano alle elezioni (ordinistiche e dell’ENPAP) in percentuali irrisorie, lasciando spazio a cordate elettoralistiche prive di progetto e spessore o viceversa legate ad interessi di parte. D'altro canto gli Ordini poco hanno fatto per stimolare la partecipazione e la cittadinanza professionale. L'attuale scollamento tra vertici e base della comunità ne è lampante riprova.

Mancanza di cultura del servizio
Gli Ordini, ad oggi, sono esclusivamente un organismo burocratico, dedito al rispetto degli adempimenti previsti dalla legge 56/89. La tutela professionale è spesso vissuta come dovere e, per contro, la promozione della professione viene lasciata a sporadiche iniziative di singoli. La comunità professionale degli psicologi non ha spazio, nella cultura degli attuali Ordini, per partecipare attivamente al processo di crescita della Psicologia e gli Ordini non sono attualmente in grado di sostenere processi di cambiamento e riforma sostenibili ed orientati al servizio dei colleghi.

 

Hai ulteriori riflessioni da proporre? Inviale a redazione@altrapsicologia.it

 
     
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