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Ho 44 anni. Sono padre, marito, amico e non solo. Faccio lo psicologo e lo psicoterapeuta. Lavoro in diversi contesti, dalla scuola al sociale alla terapia. Cerco di integrare le competenze professionali con altri interessi. Credo nella partecipazione costante alla vita pubblica di ciascuno di noi. Apprezzo chi, anche con idee diverse dalle mie, si impegna per migliorare la comunità di cui fa parte.

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Lo psicologo di base a Bologna

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Sulla figura dello “psicologo di base” (e declinazioni varie) la nostra comunità professionale si confronta ormai da diversi anni e con diverse modalità e obiettivi. Alcuni ne fanno uno spot elettorale buono per ogni occasione spesso purtroppo con ben poco seguito concreto dopo le elezioni, alcuni ne fanno un motivo per scagliarsi verso l’Ordine che non fa abbastanza per promuovere la professione ecc. ecc. o le Istituzioni che non capiscono l’importanza del nostro lavoro ecc. ecc., alcuni Ordini ci lavorano seriamente cercando di creare prospettive concrete di sviluppo… e alcuni colleghi intanto si attivano in prima persona, approfondiscono l’idea, si informano e la trasformano in un progetto strutturato, lo presentano e riescono a farsi finanziare la realizzazione. Questo è accaduto a Bologna grazie all’impegno del Centro Studi e Ricerche in Terapia Psicosomatica. In questo articolo il percorso che i colleghi hanno attivato per realizzare il progetto.

Noi di AltraPsicologia Emilia Romagna abbiamo scelto di dare visibilità a questa iniziativa per aprire uno spazio di riflessione insieme ai colleghi sulla collaborazione medico-psicologo con l’auspicio che prima o poi si trovino modalità, strumenti comuni e buone prassi condivise a vantaggio di tutti i colleghi e degli utenti.


Il progetto dello Psicologo di Base nasce dall’idea ambiziosa di riuscire a mettere insieme a Bologna, come già avviene in altre realtà sia europee sia italiane, medico e psicologo nello stesso Centro Medico: essi parlano e collaborano tra loro.

Il lavoro del Medico di Medicina Generale (MMG) è ormai diventato difficilissimo: i ritmi sono molto veloci, le scadenze pressanti, tanti documenti da compilare e spesso una visita dura pochi minuti perché fuori dalla porta c’è una lunga fila di persone in attesa. Il tempo per il paziente è limitato e spesso impiegato per la sola indagine sul corpo. Lo psicologo di base si inserisce proprio in questo scenario, con l’idea di offrire uno spazio in cui poter essere conosciuti, ascoltati e capiti da una figura professionale preposta a tale scopo e che collabori con il referente primario della salute generale del cittadino, il MMG.

L’IDEA

L’idea di attivare un’esperienza di sportello d’ascolto come Psicologi di Base all’interno del sistema delle Cure Primarie è nata a Bologna nel Centro Studi e Ricerche in Terapia Psicosomatica, un’associazione senza scopo di lucro nata nel 2001 per intento di alcuni professionisti riunitisi intorno al comune interesse verso la Psicosomatica. L’associazione è composta da psicologi, psicoterapeuti e medici; qui si condividono incontri formativi, incontri di supervisione e di discussione di casi clinici portati sia dai medici sia dagli psicoterapeuti e si fanno riflessioni sulle possibilità di intervento più adeguate a rispondere ai bisogni degli individui. Vista la presenza di diverse figure professionali, l’ottica è quella di una formazione per la presa in carico globale della persona, andando a ricercare le connessioni tra l’aspetto somatico, emotivo e cognitivo delle malattie o disturbi presentati.

La miccia che ha dato il via al progetto è stata la condivisione di alcuni casi clinici che i medici di base hanno presentato in associazione ai soci: da qui è emersa la necessità di riflettere insieme sulla richiesta di ascolto da parte dei pazienti dei MMG al di là dei loro sintomi fisici, richiesta attualmente non conciliabile con i tempi di lavoro del medico.

IL PERCORSO

Convinti che le due sfere, psicologica e organica, siano differenti nella lettura professionale ma strettamente connesse nell’umano, a gennaio 2015 nell’ambulatorio di via Parigi 15 abbiamo attivato il servizio dello Psicologo di Base, all’interno dei locali della Farmacia della Regina. Nel 2016 abbiamo ricevuto un contributo dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per poter attivare 8 sportelli nel territorio cittadino. Questa è stata l’occasione per mettere in pratica una condivisione che era solo teorica, iniziando una collaborazione in cui lo psicologo avesse uno spazio all’interno dell’ambulatorio di medicina generale di gruppo, cercando di realizzare un intervento non solo di cura ma anche di prevenzione nel sistema delle Cure Primarie.

I RIFERIMENTI TEORICI E LE INNOVAZIONI

Per costruire il Progetto abbiamo fatto riferimento all’esperienza del Prof. Luigi Solano dell’Università Sapienza di Roma, apportando la sostanziale modifica della stanza di consultazione separata: il fatto di lavorare separatamente favorisce una collaborazione medico-psicologo “differenziata”, in cui la relazione tra i due attori è esplicitata e formalizzata, contrariamente a quanto avviene in una situazione di compresenza, in cui il lavoro è condizionato dal tipo di relazione che si instaura tra i due professionisti e dalla loro sintonia; tale modalità, inoltre, fa sì che l’intervento psicologico non sia dipendente da un solo medico. Gli autori di riferimento nelle attività di studio interne all’associazione sono quelli della psicoanalisi contemporanea post-kohutiana, relazionale ed intersoggettiva e ai maggiori autori che si occupano di psicosomatica e neuroscienze (Balint, Kohut, Alexander, Taylor con i suoi scritti sull’alessitimia, Bucci e il codice multiplo, Baldoni, Porcelli, Infant Research, Boston Group).

IL PROGETTO

Trovare degli spazi adeguati non è stato semplice; fortunatamente la quasi totalità dei proprietari dei vari ambulatori ha preso a cuore la nostra causa e ha scelto di offrirci gratuitamente i propri spazi: Farmacia di Porta San Vitale, Farmacia della Cirenaica, Farmacia Sacchetti, Farmacia Speranza e il gruppo LLoyds. In fase di ricerca degli ambulatori è stato prezioso l’aiuto dei medici facenti parte dell’Associazione, in particolare il dott. Gabriele Pellecchia, Presidente della nostra associazione, e la dott.ssa Maria Adele Sorrentino, consigliera, della Dott.ssa Sara Montanari e successivamente del Dott. Antonino Rappocciolo, Socio Fondatore.

Ci siamo dapprima presentati a tutti i medici che intendevamo coinvolgere nel il Progetto, chiedendo loro la disponibilità ad instaurare una collaborazione attiva e lasciando loro materiale informativo sul tipo di servizio che avremmo offerto.

Ad offrire questo servizio di consultazione sono in totale otto psicologi, i quali garantiscono la propria presenza per 4 ore a settimana in ciascuno degli otto sportelli. Ogni consultazione viene supervisionata in gruppo o individualmente da psicoterapeuti senior in modo da offrire un servizio migliore. I pazienti possono accedere ai colloqui spontaneamente o su indicazione del MMG. Di fondamentale importanza risulta la connessione con il medico di riferimento, con il quale, previo consenso del paziente, ci si confronta alla fine dei tre colloqui per rispondere ad uno dei punti cardine che ha motivato questa esperienza: il fatto che la cura risponda alla complessità dell’individuo nei suoi aspetti psicologici e somatici e che il lavoro dello psicologo sia in primo luogo utile al cittadino e al medico che è la prima interfaccia per la salute del cittadino stesso. In questo senso il fatto che lo sportello sia situato in un luogo di cura connotato come l’ambulatorio medico, permette la prossimità ai cittadini ed un’accessibilità importante rendendo possibile uno spazio di cura e prevenzione complesso.

GLI OBIETTIVI

Ciò che questo Progetto spera di ottenere è una sensibilizzazione verso una cultura psicologica, la speranza che nella mente del cittadino “andare dallo psicologo” diventi un’abitudine, una esperienza quotidiana e alla portata di tutti; esattamente come andare dal medico.

Possiamo pensare a questo nostro lavoro come la risposta ad un bisogno, molto sentito nella popolazione, in primo luogo di ricevere un ascolto adeguato. L’ascolto è una forma di cura che nella società in cui viviamo, scandita dai tempi veloci e del consumo, ha perso il suo spazio. E allora sono arrivati da noi gli anziani rimasti soli con un forte bisogno di parlare e condividere, il coniuge appena separato e bisognoso di comprensione, il genitore dell’adolescente in difficoltà con una richiesta di rassicurazione rispetto al proprio ruolo. Tutto ciò accanto ad un lavoro più prettamente psicoanalitico-psicosomatico in risposta a quei casi in cui una malattia somatica era il chiaro sintomo portatore di un disagio più profondo.

IL FUTURO

Attualmente abbiamo creato dei gruppi terapeutici a prezzi calmierati per i pazienti che, al termine dei tre colloqui, richiedono un percorso di psicoterapia. Tra i nostri progetti futuri c’è senz’altro quello di implementare il numero dei colloqui e avere finanziamenti che ci permettano di offrire anche percorsi di terapia breve e di gruppo gratuiti per i cittadini.

di Virginia Martelli

 

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