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Ho 44 anni. Sono padre, marito, amico e non solo. Faccio lo psicologo e lo psicoterapeuta. Lavoro in diversi contesti, dalla scuola al sociale alla terapia. Cerco di integrare le competenze professionali con altri interessi. Credo nella partecipazione costante alla vita pubblica di ciascuno di noi. Apprezzo chi, anche con idee diverse dalle mie, si impegna per migliorare la comunità di cui fa parte.

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Medico e Psicologo di base insieme a Forlì

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A cura di Gabriele Raimondi e Ivano Frattini

La valorizzazione e diffusione delle buone prassi sviluppate sul territorio dai colleghi rappresenta una delle migliori modalità per far crescere l’intera comunità professionale. In quest’ottica si inserisce sicuramente la condivisione dell’esperienza realizzata a Forlì dai medici e psicologi del “Centro studi e ricerca sui disturbi della regolazione affettiva”, gruppo presente all’interno dell’ Ass. forlivese “Essere con”, che ha realizzato dall’aprile 2016 il progetto “Medico e Psicologo di base insieme” in collaborazione con il Nucleo di cure primarie 4 di Forlì.

Il progetto, tuttora in atto, prevede la collaborazione tra il medico e lo psicologo, entrambi operanti all’interno dello stesso Nucleo, per offrire al paziente un approccio integrato al corpo e alla mente.
Numerose ricerche hanno confermato che almeno il 50% delle richieste che pervengono ai Medici di medicina generale esprimono più un disagio di tipo relazionale/esistenziale che un problema somatico. Non ha più senso, quindi, parlare ancora di patologia somatica e/o psichica/sociale ma sarebbe auspicabile e corretto parlare di malattia o disturbo come mancanza di regolazione psicobiologica.

Il progetto ha coinvolto circa cento persone che, grazie ad una migliore collaborazione tra le figure professionali del medico e dello psicologo, hanno trovato ascolto e risposta rispetto a diverse manifestazioni di disagio soprattutto somatico, visto che si tratta di pazienti che provengono da un ambulatorio medico di cure primarie. La metà di loro presentava sintomi fisici. L’invio da parte dei medici, di persone che non presentavano, quindi, un malessere psichico ben identificabile e dal medico e dal paziente, e il fatto che la maggior parte di essi abbia usufruito di tutte e tre i colloqui gratuiti previsti dal progetto, rende abbastanza evidente che la collaborazione ha avuto un buon esito. Infatti questi pazienti non avrebbero mai consultato uno psicologo, se non ci fosse stata una sensibilizzazione e una buona ricezione, sull’importanza della “regolazione affettiva” nei medici. D’altronde l’affetto è un’informazione a base somatica che segnala il livello di attivazione degli organi vitali. Quindi regolare l’affetto significa sostanzialmente regolare il corpo. Certamente questo presuppone da parte dello psicologo una conoscenza ed una formazione approfondita delle tematiche complesse inerenti mente/cervello/corpo. Questo cerca di fare attraverso le sue attività il “Centro studi e ricerche sui disturbi della regolazione affettiva”.

Il progetto presenta elementi di particolare valore per tutti i soggetti coinvolti.

Per gli psicologi offre un importante riconoscimento del nostro profilo professionale in un contesto istituzionale come la ASL. I risultati raggiunti, riconosciuti come validi anche dagli stessi medici, rappresentano un punto di forza importante in una azione di valorizzazione della presenza stabile di psicologi in tutti i contesti di cura.

Per i medici permette una migliore gestione del paziente attraverso una presa in carico multidisciplinare condivisa. Facilita la personale rielaborazione delle eventuali difficoltà nella relazione col singolo paziente. Consente l’implementazione di competenze grazie al confronto costante con altre figure professionali.

Per gli utenti rappresenta l’opportunità di vedere gestite in modo professionale tutte le sfaccettature cognitive, emotive e organiche di una situazione di disagio. La persona viene quindi accolta nella sua complessità.

Come comunità professionale è importante promuovere una cultura psicologica tra i cittadini e tra le istituzioni. A questo scopo diventa di particolare rilevanza strategica la nostra capacità di offrire riscontri oggettivi dei risultati del nostro impegno professionale. Il progetto realizzato dall’Associazione Essere Con ha lavorato in questa direzione con ottimi riscontri.

I risultati del lavoro realizzato saranno presentati alle istituzioni ed ai cittadini nell’incontro, presente all’interno della manifestazione della città di Forlì “La settimana del Buon Vivere”, del 30 settembre alle ore 10.00 in Corso Garibaldi 45 a Forlì.

Una occasione di particolare interesse per tutti i colleghi e i cittadini alla quale vi invitiamo a partecipare.

L’incontro cercherà pertanto di evidenziare l’utilità necessaria di istituire un servizio dove si integri, attraverso la collaborazione fra lo Psicologo e il Medico, quell’unità psicosomatica presente in qualsiasi malattia o disturbo.

Tutte le informazioni a questo link

 

Evento – Convegno Forlì 2017 “Medico e psicologo di base insieme”

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