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Paolo Campanini
Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Psicoterapeuta. Ha lavorato in Clinica del Lavoro di Milano. Ph.D. in Medicina del Lavoro, già assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano, ha scritto articoli su riviste scientifiche nazionali ed internazionali riguardanti stress lavorativo derivanti da valutazioni, interventi e ricerche effettuate per aziende nazionali e multinazionali. Continua ad occuparsi di lavoro tramite interventi, formazione, valutazioni e ricerche su temi psicosociali (come ad es. engagement, benessere, stress lavoro-correlato, mobbing, burnout) presso aziende nazionali e multinazionali. Consigliere dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, Consigliere CIG presso l'ENPAP e membro del direttivo di AltraPsicologia.

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Il consiglio degli innocenti

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Possiamo affermare che da inizio anno le divergenze tra il gruppo di AltraPsicologia e quello che detiene la maggioranza e l’amministrazione dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia sono aumentate, tanto da immaginare una inconciliabilità di vedute generali sulla professione e il suo governo.

Pur rimanendo soddisfatti dell’erogazione di alcuni dei servizi proposti dall’Ordine, rimangono forti dubbi sulla sua amministrazione generale e sul ruolo che sta giocando per il futuro della psicologia.

AltraPsicologia oramai ha una tradizione da più di 10 anni sulla politica professionale, una visione del futuro della professione legata a una conoscenza delle potenzialità su tutto il territorio nazionale. Invece, in Lombardia ci siamo trovati ancora una volta di fronte a un ordine a “conduzione familiare”.

Ecco alcuni tra i tanti esempi di quello che succede

Avvio della consigliatura

Pur vincendo alle elezioni per una manciata di voti, a indicare un equilibrio sostanziale tra i due gruppi (AltraPsicologia e l’attuale “maggioranza”), già nell’avvio della consigliatura, nonostante le nostre proposte per una collaborazione, il gruppo attuale decide di governare da solo, votandosi le 4 “cariche” dell’ordine e stabilendo di seguire la propria strada in continuità con il passato remoto della professione. Il lasciare fuori la prima associazione nazionale degli psicologi significa non usare la professionalità a disposizione ma accontentarsi del proprio buon senso.

Commissione deontologica

Conformemente al proprio andamento solipsistico della maggioranza, ecco che sono state votate le commissioni… in un Consiglio dove avevamo avvisato che saremo stati assenti per impegni istituzionali pregressi. Risultato? Nonostante la presenza tra i consiglieri della nostra collega Valeria La Via, nota in Italia per le sue competenze sulla deontologia, la commissione deontologica viene affidata a una Consigliere del loro gruppo al primo incarico. La  La Via rimane fuori dalla commissione, ma per fortuna prosegue autonomamente regalando le sue competenze al consiglio dell’Ordine. Grazie Valeria.

Commissione deontologica/bis

I risultati di quanto descritto al punto precedente non tardano ad arrivare, e così ci ritroviamo di fronte a una impostazione di deontologica basata sul sentire comune, ovvero diversi tentativi di giustificare qualsiasi cosa, anche se palesemente inadatta. Così, puoi barattare i tuoi colloqui con un intervento idraulico o puoi fare una perizia sul “mi pare che sia così perché lo dico io”. Per fortuna durante il Consiglio si raddrizza quel che si può, ma la partenza mi pare spesso impropria. Dopo diverse rimostranze riceviamo la proposta: “troviamoci a discutere assieme di deontologia, così ci allineiamo”. Certo, ne possiamo parlare per giorni, ma qui è necessario approfondire, ci vuole un esperto che istruisca perché la competenza è come la scienza, non è democratica, non funziona per alzata di mano. Ecco la differenza.

Bilancio

Il Bilancio dell’Ordine è una delle attività fondamentali del Consiglio dell’Ordine. La legge stabilisce che il bilancio deve essere approvato entro il 30 aprile. Ma… abbiamo cambiato il sistema di gestione e poi “c’è un periodo di ferie” e così la maggioranza approva una delibera per rimandare l’approvazione del bilancio a metà maggio, perché febbraio, marzo e aprile forse non sono stati sufficienti per chiudere. Alla richiesta in Consiglio di indicare in base a quale normativa fosse consentita la proroga, otteniamo un “non so”.
Vabbè, non votiamo la delibera (ancora ci interroghiamo se questa sia legittima). Facciamo presente che se non saranno rispettati i termini informeremo il Ministero e magicamente il bilancio viene approvato per tempo.

ECM

La nostra posizione sull’Educazione Continua in Medicina è chiara: interessa una minima parte dei colleghi, sarebbe opportuno sviluppare una formazione professionale continua alternativa, personalizzata e  aderente alle esigenze degli psicologi. Nonostante questa impostazione la maggioranza continua imperterrita a erogare “formazione ECM” fino al punto di arrivare a far diventare l’Ordine provider ECM per gli enti pubblici.

Alleanze spregiudicate

Durante le elezioni ENPAP abbiamo assistito alla disfatta politica di questa maggioranza, non tanto per il risultato eclatante che ha premiato AltraPsicologia all’ENPAP e ha relegato la maggioranza dell’Ordine della Lombardia a un terzo dei voti di AP, quanto per la sfrontatezza con la quale li abbiamo visti alleati con chi rappresentava il passato remoto della psicologia, quel passato che si muoveva tra il nulla e qualche scandalo. Ma allora, le nuove copertine patinate del nostro ordine nascondono solo vecchie riviste?

Ascolto e partecipazione

Ci si inventa una “commissione di garanzia”, finalizzata a istruire le attività del consiglio tra AltraPsicologia e la maggioranza. Peccato che come commissione funzionava quando voleva, quasi mai convocata ufficialmente (ma sempre tenuta), quasi sempre senza un ordine del giorno, durante la quale si discuteva alcune volte di questioni di utilità per il consiglio altre di vaghezze. Difficile intervenire in queste condizioni. Morale: ci si dimette dalla commissione. Grandi dispiaceri in consiglio, cordogli e tanta volontà di farci partecipare così la discussione sulla commissione viene portata due volte. Sì, ma tra gli ultimi punti del consiglio così, se si fa in tempo, magari se ne parla. Alla nostra richiesta di cosa cambierà e quali riflessioni siano seguite non otteniamo nulla di concreto.

Risultato?

Non mi pare vi siano le condizioni per collaborare.
Il singolo progettino o servizio dell’Ordine sarà anche carino e interessante, ma la psicologia che fine fa?
Il secondo Ordine per grandezza in Italia anziché essere uno degli Ordini trainanti e capace di indirizzare il futuro della professione, mi pare che stia assumendo un ruolo gregario, pronto a ricorrere qualsiasi idea utilizzando una conduzione familiare.

La via di uscita sarebbe un cambiamento sostanziale, una riformulazione generale dell’amministrazione dell’Ordine e degli assetti delle commissioni, un nuovo rapporto con l’Ordine nazionale e delle  decisioni più determinate a favore degli psicologi e della psicologia, ma le risposte che otteniamo è di indicare cosa non funziona tecnicamente nel progettino del giorno, intanto si continua a sbagliare strada e si gira intorno senza arrivare da nessuno parte. Noi, intanto, la direzione l’abbiamo chiara: informazione, tutela e promozione della psicologia.

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