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Roberta Cacioppo
Sono nata nel 1976 a Milano, dove tutt’ora vivo. Mi sono laureata in psicologia nel 2000, e oggi la mia vita professionale è dedicata prevalentemente all’attività clinica e a quella politico-professionale. Sono psicologa psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico dell’età evolutiva, utilizzo anche la metodologia EMDR e mi occupo di sessuologia. Sono Consigliere dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia per i quadrienni 2010-2013 2 2014-2017, e Consigliere del Consiglio di Indirizzo Generale di ENPAP (2013-2016). Dal 2003 esercito la professione privatamente presso il mio studio, dove incontro prevalentemente bambini, adolescenti e coppie. Nel contempo ho collaborato con vari enti pubblici della Lombardia e ho lavorato 7 anni presso un Servizio di Tutela Minori dell’hinterland, svolgendo un’attività in prima linea nei contesti di grave disagio sociale. Questa rimane per me una delle esperienze più delicate e coinvolgenti della professione clinica, anche per avermi offerto competenze che continuo ad utilizzare quotidianamente in contesti svariati. Ho cominciato ad occuparmi di politica professionale in senso ampio dal 2005: ho sempre creduto nel valore aggiunto della condivisione all’interno del gruppo, e dedicandomi in prima persona a un’intensa vita associativa, ho compreso quanto spazio possa esserci nella nostra professione per agire concretamente. Da allora è stato un lento e arricchente cammino in salita, che mi ha portata oggi ricoprire delle cariche istituzionali. Numerosi e importanti sono stati gli incontri ed esperienze che ho fatto in questi anni, e che mi hanno portata oggi – nel 2013 – a diventare socia di AltraPsicologia. Le mie “parole chiave”? Promozione, tutela, appartenenza, rappresentanza istituzionale, responsabilità. Collaboro come Cultore della Materia presso la cattedra di Psicologia Dinamica dell'Università Cattolica di Milano e di Brescia e sono professore a contratto presso l'Università degli Studi di Pavia in materia di Etica e deontologia. Dulcis in fundo… ho diverse passioni. Musicista per 15 anni, ora canto in un coro, e la musica è una fedele compagna di vita. Pratico costantemente la corsa, e mi dedico anche a montagna, bicicletta e nuoto, per non parlare di altri sport che ho provato per pura curiosità. Mi piacciono anche arte e fotografia, oltre che viaggiare. Direi che è sufficiente: già così è evidente che non riesco a dedicarmi a tutto quanto vorrei, ma comunque ci provo, e con soddisfazione!

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Lettera aperta alla maggioranza di OPL

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Gentili Consiglieri,

con questa lettera Roberta Cacioppo, Cristina Contini e Mauro Grimoldi intendono comunicare le proprie dimissioni dalla Commissione di Garanzia di OPL.

La decisione nasce in seno a una discussione molto più ampia e complessa, legata alla gestione globale dell’Ente nel corso di questa consigliatura, e le seguenti riflessioni sono condivise dall’intero gruppo di opposizione, che si riconosce in AltraPsicologia.

Nei giorni scorsi ci siamo confrontati seriamente sulla possibilità di dimetterci tutti dal nostro incarico di consiglieri. Abbiamo considerato, tuttavia, un preciso dovere quello di rimanere e continuare a svolgere il mandato per il quale i colleghi ci hanno eletti.

Le dimissioni dalla Commissione di Garanzia rappresentano quindi il nostro atto politico e fattivo, essendo stata la commissione stessa, in frequenti occasioni, specchio di una gestione globale – appunto – da noi nient’affatto condivisa:

  • mancanza di capacità e/o volontà politica di indirizzo,
  • gestione orientata all’approvazione e al finanziamento di progetti spesso privi di sostanza per la professione,
  • costante noncuranza per alcuni aspetti formali (che per un’istituzione dovrebbero essere sostanziali)[*].

Riteniamo, in particolare, che il nostro apporto all’azione consultiva della Commissione – cioè collaborare nella preparazione delle decisioni da portare in riunione di Consiglio, tenendo conto degli elementi utili per permettere ai Consiglieri di esprimere il proprio voto – sia tendenzialmente fallita. I nostri pareri e suggerimenti riguardanti l’opportunità di prendere determinate decisioni, ed eventualmente la modalità da seguire – tranne in rari casi e su progetti certamente “secondari”- sono stati sistematicamente tralasciati.

Aggiungiamo che a più di 6 mesi dalla conclusione del progetto sulle Pari Opportunità (portato avanti da 3 consigliere dell’opposizione) non solo sul sito internet non è presente alcun materiale che testimoni il compimento di questa prima fase, ma nonostante i ripetuti solleciti – e anche le riunioni di revisione del nuovo progetto alle quali comunque 2 consiglieri di maggioranza hanno partecipato -, semplicemente stiamo assistendo a un “ne parleremo”.

Constatiamo di aver ricevuto la rendicontazione di tutti i progetti OPL così come promesso: a distanza di 2 mesi, tuttavia, non vi è stato spazio per discuterne né in garanzia, né (quale sede naturale) in Consiglio. A nostro parere – già espresso ripetutamente – varrebbe la pena di convocare una riunione di Consiglio supplementare, per poter discutere insieme dei singoli progetti, ove possibile anche incontrando e conoscendo i colleghi che se ne sono occupati, e valutare accuratamente come vengono spesi i soldi dell’intera comunità professionale. Viceversa, quello che si verifica è un appiattimento della gestione dei progetti su un piano squisitamente tecnico: quello dell’approvazione del bilancio, che purtroppo non permette di entrare nel merito dei contenuti e della qualità di ciò che viene offerto.

Ultimo, ma non meno importante, segnaliamo nuovamente il tema della deontologia: la decisione assunta durante l’ultimo Consiglio disciplinare ci ha colti completamente impreparati: la gravità dei contenuti emersi e del caso di specie (con possibili rilevanti ricadute sull’intera comunità professionale) – e la conduzione dell’audizione all’iscritto da parte di singoli Consiglieri, evidenziavano tutt’altra posizione. Riteniamo, infatti, che la votazione si sia svolta in modo frettoloso e poco responsabile, senza discutere approfonditamente le diverse opzioni di sanzione disciplinare, come sarebbe stato auspicabile per un caso così complesso. Sembra sia stato completamente eluso il fatto che la democraticità della decisione maggioritaria all’interno di un Consiglio giudicante debba potersi sostenere sul consenso della comunità scientifica, non sulla prevalenza di chi ha il potere. Secondo noi, invece, quello che è successo è anche frutto dell’esistenza di una commissione deontologica gestita senza competenze radicate e anche per questo continuamente a rischio di appiattimento su una deriva giuridica che non può certamente rendere conto della complessità dei temi professionali che ci troviamo ad affrontare.

Pur essendo consapevoli del fatto che l’attuale maggioranza abbia proposto e realizzato anche progetti validi, siamo rammaricati per quanto sta accadendo, e riteniamo un nostro preciso dovere morale rendere noto ai colleghi Consiglieri di maggioranza e alla comunità professionale questioni che sin dall’inizio della consigliatura sono state poste come problematiche, e che riteniamo non siano nemmeno state affrontate.

Roberta Cacioppo, Cristina Contini, Mauro Grimoldi.

[Paolo Bozzato, Paolo Campanini, Valeria La Via, Chiara Marabelli]

*******

*[NOTA]: … come ad esempio il costante invio dei materiali del Consiglio a distanza di sole poche ore dalla riunione, o la proposta di delibere da portare al voto quasi sempre incomplete se non addirittura errate; e per la garanzia in particolare:

  • la commissione non viene mai convocata ufficialmente tramite mail dalla segreteria: per estensione di quanto contenuto nell’art. 17 del Regolamento di OPL, la chiamata dovrebbe avvenire almeno 48 ore prima tramite mail, con la specificazione dell’ordine del giorno e con la indicazione del giorno, del mese, dell’anno, dell’ora di inizio e di conclusione. Mai visto nulla di simile,
  • non abbiamo un coordinatore ufficiale della commissione (anche questo previsto dal regolamento),
  • questo significa anche che nessuno relaziona al Consiglio ogni trimestre tramite resoconto scritto,
  • il foglio firme per la verifica delle presenze dei componenti la commissione non c’è praticamente mai,
  • i verbali della commissione non vengono protocollati in segreteria, o almeno questo risulterebbe da alcuni errori commessi dalla contabilità dell’Ente.

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