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Lorita Tinelli
Sono una psicologa ad indirizzo clinico e di comunità, laureata presso La Sapienza di Roma. Sono iscritta dal 1998 presso l’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia con n. 1329 Ho aquisito nel 1998 il titolo di Grafologa presso l’Università degli Studi di Urbino, con 70/70 e dichiarazione di lode e successivamente ho frequentato il Corso di Perfezionamento di Criminologia Giudiziaria e Penitenziaria presso l’Università di Bari e quello di Mediazione Familiare, Sociale e Penale. Dal 1999 sono iscritta all’albo del consulenti tecnici presso il Tribunale di Bari e da allora svolgo consulenze presso diversi Tribunali d’Italia, in qualità di CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) o CTP (Consulente Tecnico di Parte). Dal 1999 svolgo la libera professione e sono titolare di uno studio in cui effettuo diagnosi, colloqui di sostegno e attività di consulenza e di ricerca. Da diversi anni presto la mia collaborazione presso il Corso di Alta Formazione Ricorrente in Crimonologia Generale Applicata e Penitenziaria dell’Università di Bari, in qualità di docente. Mi interesso di studi sulla criminologia e sulla criminalistica, sulla psicologia forense e mi occupo da tempo di studi sulle dinamiche di gruppo. Nel giugno 1999, insieme ad altri studiosi, ho fondato il CeSAP, di cui sono stata presidente pro-tempore sino al 2015 e attualmente vice-presidente. Nell’ambito del CeSAP presto ascolto e consulenza per l’aiuto alle vittime di controllo mentale e di abuso psicologico da parte di sette, sedicenti carismatici e gruppi a carattere totalitario. In qualità di Tutor seguo diversi tirocinanti nel loro percorso formativo e di ricerca. Collaboro da sempre con Istituzioni pubbliche e private, anche realizzando ricerche su fenomenti emergenti quali: il disagio giovanile, il mobbing, i giovani e l’esoterismo, la cultura dello sballo, …. Sono socio fondatore e membro della redazione dell’Osservatorio di Psicologia nei Media e socio ordinario dell’associazione di categoria Altra Psicologia, di cui condivido intenti ed interessi. Dal 2010 sono Socio Onorario dell’associazione La PEC – sezione Lecce (laboratorio di esame e contro esame permanente) Nel mese di giugno 2011 ho fondato assieme ad altri professionisti lo Studio Socio-Psico-Pedagogico Adelante Dal 2011 sono una International Affiliate of the American Psychological Association (APA) Dal 2012 sono Socio Onorario dell’associazione ETTAsos Esperienza Trasparenza Tutela Aiuto Dal 2015 Psicologa presso l’Unità di Prevenzione e Analisi Criminologica di Roma. Dal 2015 Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Noci, con deleghe all’inclusione e solidarietà, parità di genere, cittadinanza attiva, trasparenza, sport, cultura e offerta formativa.

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La Trasparenza … questa sconosciuta

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NEL MEZZO DEL CAMMIN di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura … Queste parole di Dante descrivono perfettamente l’esperienza vissuta da diversi colleghi che, in maniera coraggiosa, si sono spinti alla ricerca di un documento qualsiasi all’interno del sito web dell’Ordine pugliese.

Una selva oscura ed intricata dove, nella ricerca delle attività attuali dell’Ordine, o di una semplice modulistica con la quale dichiarare il proprio cambio di indirizzo, o meglio ancora dei bilanci, incarichi e ogni sorta di legittima curiosità che un qualsiasi iscritto o cittadino abbia rispetto agli amministratori della nostra professione, si inciampa inevitabilmente in documenti datati, pagine non aggiornate e ciechi meandri da cui difficilmente si ritorna indietro. Se per esempio si vuol conoscere quante volte il Consiglio dell’Ordine si è riunito dall’inizio del suo mandato ad oggi, si rimarrà basiti nel leggere che alla pagina web dedicata, vi sono solo due sintetici inviti con ordini del giorno risalenti al 2014. Sì, due, ahimè. La sezione trasparenza, tra l’altro, possiede 2 soli bilanci e delibere sino al 18/7/2016, non integrate dai verbali.

CERCA CERCA E TROVERAI … In effetti la ricerca non è stata poi così vana, sempre ritornando all’ordine del giorno del consiglio del 17 luglio 2014, al punto 9 si apprende di “Commissione Gestione sito Web, trasparenza: coordinamento”. Riteniamo che questa istituzione sia un ottimo modo di procedere verso la reale trasparenza web. Ma, a questo punto, ci interessa capire come tale strumento dell’Ordine garantisca l’apertura, la comunicazione e la responsabilità di tale ente.

CARON DIMONIO DAGLI OCCHI DI BRACIA … Mi sono affidata io stessa all’aiuto offerto dal sito stesso per la navigazione e devo dire che oltre a leggere la spiegazione teorica della strutturazione del sito, la mia esperienza di utente non ha ricevuto alcuni miglioramenti inerenti le notizie e i documenti di mio interesse, ma al contrario, dopo diversi tentativi, ne ho ricavato un gran mal di testa e occhi arrossati dallo sforzo. Eppure mi ritengo un’abile ricercatrice degli spazi web.

LE LINEE GUIDA SULLA TRASPARENZA … Vediamo un po’ di capire. Il 26 novembre 2009 il Ministero per la Pubblica amministrazione e innovazione ha pubblicato i criteri e gli strumenti per la riduzione dei siti web obsoleti e per il miglioramento di quelli attivi, puntando su quegli aspetti fondamentali del processo di offerta di informazioni rivolte al cittadino. Tali linee guida avrebbero dovuto contraddistinguere ogni pubblica amministrazione. Le linee guida furono aggiornate nel 2011, e con il d.lgs del 14 marzo 2013, con successive modificazioni si è giunti ad una disciplina unitaria della trasparenza amministrativa.

LA TRASPARENZA ON LINE … In sintesi la trasparenza consiste nella pubblicità di atti, documenti, informazioni e dati propri di ogni amministrazione. Lo scopo è quello di favorire forme diffuse di controllo sull’azione amministrativa, sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulle modalità con le quali le pubbliche amministrazioni agiscono per raggiungere i propri obiettivi.

MA QUALI ATTI? Gli atti da pubblicare sono le deliberazioni, le ordinanze e le determinazioni dell’Ente. Ma anche i curricula professionali (ad esempio, dei titolari di incarichi amministrativi di vertice), i loro compensi in seno all’Ente, i provvedimenti amministrativi (ad esempio concorsi e prove selettive), gli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e attribuzioni di vantaggi economici e l’elenco dei soggetti beneficiari, nonché il bilancio annuale. Con l’obbligo per gli stessi di permanenza sul web di 5 anni e alla trasposizione in archivio. Vi è anche l’obbligo di “indicizzare” i contenuti pubblicati tramite motori di ricerca per finalità di trasparenza, con l’esclusione dei dati sensibili e giudiziari.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA … Qualcuno si potrebbe chiedere se anche l’Ordine è obbligato a rispettare tali norme, o esse vengono applicate solo ad altre pubbliche amministrazioni.

Un Ordine Professionale è un Ente Pubblico posto “sotto l’alta vigilanza del Ministero della Giustizia”, la cui funzione principale consiste nel garantire il cittadino circa la professionalità e la competenza dei professionisti, al suo interno, che svolgono attività dedicate nel campo della scienza, della salute, della legge.

Ne consegue che anche un Ordine professionale come il nostro, debba rispettare pienamente le norme relative al facile accesso e alla trasparenza, sopra accennati.

Ci chiediamo pertanto come mai il sito dell’Ordine pugliese, venuto a costarci circa 16 mila euro (dato che si evince dalla lettura dei verbali faticosamente conquistata), pagati all’unica società che ha risposto al bando, alla quale è subentrata una nuova società che ha chiesto ulteriori 6000 euro per un restyling, sia di così di difficile navigazione e non contenga i documenti contemplati dalle norme sulla trasparenza on line?

La mancata pubblicazione di atti di pubblica utilità assieme ad una difficoltà oggettiva a ricevere verbali e documenti, anche recandosi all’Ordine di persona, allontana sempre di più il coinvolgimento degli iscritti e la loro effettiva partecipazione all’azione comunitaria dell’Ente. Ne fa perdere fiducia.

Partecipazione, collaborazione, reputazione, facilità d’uso di un sito sono garanti di un percorso di legalità, al quale un ente non può e non deve sottrarsi.

Perché dunque risultare inadempiente alle norme sulla trasparenza ingenerando dubbi nel lettore sui motivi per cui si ritiene di non pubblicare tutto quello che si decide e si fa all’interno dell’ordine? E’ ovvio che non stiamo parlando di un reato penale, ma di arbitrarie decisioni sulla pubblicazione di atti che non riusciamo a comprendere.

Ci piacerebbe molto un Ordine pugliese che mettesse al servizio dei propri iscritti e dei cittadini un engagement di maggiore efficacia, da questo punto di vista. Del resto sarebbe un utile investimento per la nostra professione.

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