Un caffè (avvelenato) non si nega a nessuno

“Dai! Pigliamoci un caffè, stai tranquillo che non farai la fine di Sindona”

CAFFE’ AVVELENATI. Parto da questa frase ascoltata durante l’ultimo Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP). Una piccola nota storica: Michele Sindona morì avvelenato in seguito all’ingestione di caffè al cianuro di potassio mentre era in carcere. La morte di Michele Sindona rimane tuttora un mistero.

A pronunciarla, il Presidente dell’Ordine degli Psicologi Calabria. Rivolto a Nicola Piccinini, Presidente dell’Ordine Psicologi del Lazio.

IL CONTESTO. Si arriva a questo singolare invito durante la discussione sulla costituzione di una Fondazione del CNOP, a cui Nicola Piccinini stava opponendo una serie di critiche durante una riunione del Consiglio Nazionale.

Ecco, se prima avevo qualche dubbio sulla nascita di una Fondazione del Consiglio Nazionale (CNOP), dopo aver sentito questa frase con le mie orecchie, di dubbi non ne ho più: mancano i presupposti ambientali.

IL SILENZIO. Il singolare invito è avvenuto pubblicamente. Davanti ai colleghi Presidenti. Dato che nessuno ha avuto alcuna reazione, forse pure loro sono rimasti ammutoliti. Non è la prima volta.

FATTI E MISFATTI. L’ombra di irregolarità sulle elezioni per l’Ordine Sicilia, ancora con un ricorsi pendenti da parte di diversi candidati. La citazione per diffamazione con richiesta di 200.000 euro a Gaetana d’Agostino e ad AltraPsicologia da parte dello stesso Ordine Sicilia e da 13 suoi consiglieri, per aver raccontato delle elezioni siciliane. La recente dimissione di quattro consigliere dell’Ordine Sicilia, che hanno messo nero su bianco presunte irregolarità sull’utilizzo dei soldi. E poi le udienze del processo penale per truffa aggravata nei confronti dell’ex Presidente ENPAP Angelo Arcicasa, in cui il Segretario Generale dell’AUPI Mario Sellini – oggi nello staff di presidenza del CNOP – viene sentito come testimone perché presente in molte fasi della trattativa del palazzo di via della Stamperia, e viene pure ammonito dal giudice per reticenza.

E DOVREMMO FIDARCI? Per qualcuno forse è possibile. Per noi no. E ovviamente ci offrono un caffè. Ma tranquilli: non faremo la fine di Sindona.

DOVREMMO TOGLIERE CONTROLLI E TUTELE? Gli Ordini possono svolgere molte attività per le quali si propone di fare una Fondazione. Gli Ordini guidati da AltraPsicologia lo stanno dimostrando: attività formative, informative, bandi, eventi per la cittadinanza. Certo, gli Ordini sono enti pubblici e quindi hanno i loro vincoli: affido degli incarichi, bandi pubblici, trasparenza, presentazione dei bilanci. Per qualcuno sono una scocciatura, per noi sono una tutela. Punti di vista. Di certo una Fondazione renderebbe la vita più facile nello spendere denaro degli iscritti senza troppe formalità. E forse creerebbe qualche zona grigia, di cui facciamo volentieri a meno, date le premesse ambientali di cui sopra.

NO. NON DOVREMMO. Con queste premesse, una Fondazione non è necessaria e non è compatibile con il momento storico che alcune nostri istituzioni stanno vivendo. Una Fondazione nulla aggiungerebbe. Ma toglierebbe molto. Protezione, trasparenza, tracciabilità.

Va tutto bene, quindi?

di Alessandro Lombardo e Federico Conte