Dottori in Tecniche Psicologiche? Chi sono?

Chi sono queste strane figure mitologiche chiamate Dottori in Tecniche Psicologiche (DTP)?

Facciamo un po di chiarezza partendo proprio dalla legge n° 170 del 2003 disponibile al seguente link (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/03170l.htm).

Il DTP è un professionista che ha frequentato un percorso di studi universitario triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche; in seguito ha svolto 6 mesi di tirocinio obbligatorio post lauream e superato un Esame di Stato composto da 4 prove.

Nell’atto di iscrizione all’esame di stato è necessario compiere una scelta importante: diventare un “Dottore in Tecniche Psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro” o un “Dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità“.

Questi due indirizzi di lavoro influenzeranno poi le attività che ogni professionista sarà abilitato a fare una volta iscritto all’Albo B degli psicologi della propria regione.

 

Cosa fanno i DTP?

Senza ripetere ciò che è scritto nella legge 170 del 2003 ecco, concretamente, di cosa si occupano questi professionisti!

Il Dottore in Tecniche Psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro può realizzare progetti formativi per la promozione della crescita individuale, dell’integrazione sociale e per migliorare la qualità di vita in questi contesti specifici. Può applicare protocolli per l’orientamento professionale e la selezione delle risorse umane, eseguire progetti di prevenzione (es. Burnout) e formazioni sulle tematiche del rischio e della sicurezza. Può in ultimo utilizzare alcuni test specifici fra cui quelli per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi e delle opinioni e può, ovviamente, collaborare con lo psicologo per diverse attività.

Il Dottore in Tecniche Psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità invece si occupa di attuare interventi per la riabilitazione, la rieducazione funzionale e l’integrazione di soggetti con disabilità, deficit neuropsicologici, con disturbi psichiatrici e con dipendenze da diverse sostanze. Inoltre un DTP può utilizzare test per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, di opinioni e atteggiamenti, motivazione e di idoneità psicologica a specifici compiti. In collaborazione con uno psicologo si può occupare, ad esempio, di interventi per sostenere la relazione genitore-figlio e altre attività come la costruzione di test standadizzati.

 

Il DTP, qualunque sia l’indirizzo scelto, ha delle aree di autonomia e delle aree in cui è richiesta la collaborazione, non necessariamente la supervisione, con uno Psicologo iscritto all’Albo.

Da ultimo qualche numero e riferimento:

  • Dal documento del CNOP (http://www.psy.it/wp-content/uploads/2019/02/Numero-di-iscritti-per-Ordine-2018.pdf) si evince che, nel 2018, il numero degli iscritti all’Albo B degli Psicologi ammontava a 299, un numero piccolo ma non proprio indifferente. Al momento le regioni con il numero maggiore di DTP sono la Lombardia con 57 iscritti, il Lazio con 55 e la Sicilia con 37. le regioni meno popolose di DTP invece sono la Basilicata, il Piemonte e Trento con la bellezza di zero Dottori in Tecniche Psicologiche.

Siamo figure mitologiche, spesso poco conosciute, ma con grandi potenzialità di lavoro; fare rete con altri professionisti e colleghi psicologi amplifica ed esalta le nostre competenze.