Finalmente UNI-ti per la tutela della professione?

Finalmente non saremo più soli.
Dopo più di 15 anni di battaglia, politica e culturale attraverso la nostra attività associativa e istituzionale quando ci siamo trovati alla guida degli Ordini, martedì 16 Giugno la nostra comunità professionale sarà compatta per dire no al riconoscimento dei counselor.

Ci sarà infatti un nuovo incontro al Tavolo UNI per la normazione dei counselor e per la prima volta quasi tutti gli Ordini regionali siederanno al tavolo con una posizione netta e unitaria.

LA NORMAZIONE UNI. Lo scopo dell’UNI è produrre delle norme di applicazione volontaria con l’auspicato scopo di garantire un più alto standard di qualità a favore dei consumatori. Si può proporre di normare praticamente qualsiasi cosa: nell’ultimo mese sono uscite delle norme riguardanti le valvole in materiale termoplastico, gli indumenti di protezione per lo snowboard e le parallele da ginnastica.
Ma non solo. L’UNI può normare anche le cosiddette “professioni non regolamentate”, ossia tutte quelle afferenti alla famosa Legge 4/2013, quella cui fanno sempre riferimento i counselor per accreditarsi – impropriamente – come professione “riconosciuta”.

LA NORMA SUI COUNSELOR. Il tentativo di normazione dei counselor è in corso da ormai qualche anno, caratterizzato da una caparbietà a tratti incomprensibile.
L’Ordine del Lazio, a guida AltraPsicologia, è presente al tavolo sin dalla sua apertura e fino a qualche mese fa era praticamente solo a portare avanti le istanze di chiusura del tavolo. 
Una chiusura richiesta anche dal Ministero della Salute, per ben due volte: una richiesta assurdamente ignorata dall’UNI, che prosegue per la sua strada; persino dopo che l’inchiesta pubblica ha raccolto più di 40mila pareri sfavorevoli alla normazione.

LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI. Già il 1 Marzo scorso l’Ordine dell’Emilia-Romagna – ora a guida AltraPsicologia – insieme all’Ordine del Lazio avevano inviato un ulteriore sollecito ai Ministeri del Lavoro, della Salute, delle Sviluppo economico, delle Politiche Sociali, dell’Istruzione e al CNOP per evidenziare i vari profili di criticità.
Martedì 16 Giugno, finalmente non saremo soli a portare avanti queste istanze. In queste settimane 19 Ordini regionali su 21 si sono iscritti al Tavolo UNI per rappresentare compatti quello che per anni come AltraPsicologia abbiamo rappresentato alla comunità professionale: le attività dello psicologo, sono esclusiva dello psicologo e nessun altro può improvvisarsi ad intervenire sulla salute psichica dei cittadini.

UN CAMBIO DI PASSO? Finalmente ci siamo? Finalmente, dopo anni di battaglia politica, culturale, istituzionale, siamo riusciti a imprimere una direzione chiara alla politica degli Ordini sul tema della tutela?

Molti degli Ordini che martedì 16 Giugno saranno al tavolo UNI per mettere in discussione la normazione, due anni fa sostenevano favorevolmente la Consensus Conference sul counseling promossa del precedente CNOP, un tavolo cui sedevano insieme psicologi e counselor e che era stato definito un “percorso di pacificazione” . Anche in quell’occasione, come AltraPsicologia, ci siamo trovati soli, ma nonostante tutto non ci siamo mai scoraggiati e la consensus, per fortuna, non ha mai prodotto i suoi frutti.

Il nostro auspicio è che quello di martedì sia il primo di tanti momenti in cui finalmente l’intera comunità professionale esce dalle ambiguità cui abbiamo assistito in questi anni e che sia questo l’inizio di un percorso che sempre più nettamente si orienti sul tema della tutela, svincolandosi da conflitti di interesse.
Perché quando punti il dito contro qualcuno, ne punti tre contro te stesso: prima o poi dovremmo farci concretamente carico di affrontare il problema di tutte quelle realtà che, dall’interno della comunità professionale, sostengono e formano counselor.