La politica professionale? Roba da psicologi… curiosi!

Alzi la mano chi, almeno una volta nel suo percorso formativo, non è rimasto di stucco perché non immaginava neanche lontanamente che gli psicologi si sarebbero dovuti occupare di certi argomenti.

A molti, probabilmente, è successo quando all’università hanno scoperto di dover imparare a fare calcoli anche molto complessi per il corso di Metodologia della ricerca.

E che dire del fatto che gli psicologi si occupano anche di politica?

Già, la POLITICA PROFESSIONALE, quell’angolo del nostro cosmo che oserei definire recondito, data la scarsa frequentazione di molti colleghi, soprattutto giovani.
Il motivo non lo so, ma un bel giorno io ho deciso di farci un salto. E sapete? Ho scoperto tantissime cose interessanti sul funzionamento della nostra bella professione.

Oggi scrivo  in particolare per i miei giovani colleghi, per quelli con le carte in regola fresche fresche, ma scoraggiati perché per gli psicologi non c’è lavoro.

Ma vi siete mai chiesti PERCHE’?

Io l’ho fatto e ve ne voglio parlare perché ne vale davvero la pena.

Cambio

Non so voi, ma io sono incazzato curioso.

Io sono uno di quelli che non si accontenta del piatto servito – molto spesso NON servito – da nonsochi.

Sono uno di quelli a cui “E’ così e basta!” proprio non piace.

Dopo cinque faticosi anni di università, un anno di tirocinio (a mie spese) e un esame di abilitazione, ho tutto il diritto di capire frasi del tipo:

  • Al massimo puoi lavorare come educatore
  • L’Ordine non ci tutela
  • Hai scelto psicologia? Farai la fame!
  • Lo psicologo sarebbe utile, ma non è previsto nella struttura
  • Sei psicologo? Puoi lavorare come volontario, se vuoi, GRATIS.

Cos’è andato storto? Di chi è la colpa?

841e821128531c265d20455a744a7c08Queste domande affollavano la mia mente e converrete con me che, per uno psicologo, avere la testa piena di domande senza risposta può essere devastante! 😛

Avevo bisogno di capire di chi erano certe responsabilità perché il mio dovere, io, l’avevo fatto e di soldi ne avevo spesi già parecchi.

Ho deciso che meritavo di più e ho scelto di iniziare a capirci qualcosa con ciò che possedevo:  tra un selfie e un tweet, ho iniziato a FARE RETE, ad incrementare i miei contatti.

Perché noi, psicologi, di COLLEGANZA, ne abbiamo bisogno!

Sui social network, si sa com’è: ti iscrivi a gruppi in cui decine di notizie passano rapidamente et voilà, ALTRAPSICOLOGIA.

Subito lo slogan cattura la mia attenzione come un magnete:

Diritti, tutela e promozione.

Erano parole interessanti, così ho iniziato a leggere,  ho iniziato a informarmi e le cose hanno iniziato a farsi più chiare…

Cos’è AltraPsicologia?

Si tratta di un gruppo di professionisti che si impegna costantemente per promuovere la nostra professione, tutelandola e denunciandone chiaramente aspetti ambigui e controversi, responsabili, in parte, delle difficoltà che sottotraccia alimentano negatività e sfiducia.

E’ vero, viviamo in un momento storico difficile, “c’è la crisi”, ma la nostra Psicologia non ci insegna che sono proprio i momenti critici a favorire un nuovo migliore assetto?

Oggi, sono parte di AltraPsicologia e la sostengo perché mi sostiene, mi informa e fa davvero i miei interessi, quelli di tutti noi.

Per farla breve: non se ne lascia scappare una! E’ un po’ la nostra scatola nera! 😉

INFORMAZIONE e PARTECIPAZIONE.

AltraPsicologia siamo noi: è il nostro presente e il nostro futuro.

Il mio invito è, dunque, quello di intervenire, di condividere, di interessarsi a certi aspetti della professione per avere una visione molto più realistica di quella accademica oltre che ad essere aggiornati sulle evoluzioni – e, purtroppo, anche involuzioni – della professione.

L’impegno di AltraPsicologia è anche quello di garantire un’equa partecipazione di tutti, di comunicare con noi e tra di noi nella maniera più trasparente possibile e fare colleganza.

L’impegno di tutta la categoria professionale, invece, deve essere quello di uscire da logiche individualistiche che imperano la nostra società, unendoci, dialogando e partecipando, perché la nostra forza siamo proprio noi, INSIEME.