Quando il “si dice” diventa la fonte più accurata per il CNOP.

“Voce di popolo, voce di Dio!” sembra essere il mantra scelto dal Consiglio Nazionale per gestire la propria comunicazione!

Il Presidente Lazzari permette che si rilancino post con contenuti non avallati dalla comunità scientifica.

L’ultimo episodio eclatante, l’abuso narcisistico del 23 agosto, purtroppo non è l’unico in stile “notizie da spiaggia”.

Su questa triste scia di disinformazione già il 17 giugno 2022 sulla pagina Facebook del CNOP appariva un post che recitava

“Nel corso degli anni i social media sono diventati indispensabili nella vita quotidiana. Si sono sostituiti ai motori di ricerca, sono diventati strumenti di aggregazione sociale e intrattenimento, nonché potenti mezzi di diffusione per l’attività professionale. Eppure oggi c’è una nuova tendenza che denota un’inversione di marcia: sempre più giovani stanno eliminando i propri account social. Molti Millennials e Gen Z hanno deciso di allontanarsi dai media per ristabilire il proprio benessere psico-fisico e riprendere il controllo del loro tempo”.

Il post rimandava ad un articolo pubblicato su un sito web collegato ad una testata giornalistica partenopea, non una rivista scientifica, e di conseguenza privo di qualsiasi riferimento a dati oggettivi, fattuali o reperibili da fonti autorevoli e senza una bibliografia di riferimento.

Insomma, una bella “PSICOLOGI(FAKE)NEWS”, che non trovava nessun riscontro in merito ai dati pubblicati.

Per inciso il sito web preso come fonte dal Consiglio Nazionale per il suddetto post ha come direttore responsabile di testata un ex presidente regionale che, dopo la sconfitta elettorale del 2020, si è reinventato, a mio parere maldestramente, digital editor.

Una domanda sorge spontanea: perché il Presidente Lazzari ignora che alcuni Ordini Regionali, come l’Ordine Campania, a maggioranza Altrapsicologia, stanno dando vita a board scientifici di alto profilo, con rappresentanti del mondo accademico italiano ed europeo, nonché di professionisti con riconosciuto valore nel settore della clinica e stanno fondando vere e proprie riviste scientifiche che amplificano verso l’esterno le scienze psicologiche?

Il Consiglio Nazionale, nel gestire la propria comunicazione utilizzando fonti farlocche e con poca attenzione ad utilizzare un linguaggio scientifico, fatto di dati concreti e rigore metodologico, può screditare la psicologica e minare il faticoso lavoro che l’AIP conduce dal 1992 per portare rigore e metodo in tutte le ricerche di ambito psicologico.

In merito al post del 17 giugno, facciamo chiarezza su quanto sta accadendo nel mondo e in Europa rispetto all’utilizzo dei social network da parte dei giovani e vediamo se i dati che abbiamo recuperato confermano quanto pubblicato dal CNOP.

Riprendiamo i dati del Pew Research Center americano, istituzione imparziale che informa il pubblico sui problemi, gli atteggiamenti e le tendenze che stanno plasmando il mondo, conducendo sondaggi di opinione pubblica, ricerche sulle scienze sociali basate sui dati e senza prendere posizioni politiche.

Scopriamo che nel rapporto pubblicato nell’agosto 2022 emerge che agli adolescenti americani di età compresa tra i 13 ei 17 anni utilizzano TikTok come principale piattaforma di social media (circa il 67% degli adolescenti lo utilizza).
YouTube è in cima nelle statistiche per adolescenti del 2022, utilizzato dal 95% di loro, seguito da Instagram e Snapchat, entrambi utilizzati da circa sei adolescenti su dieci.

Alla domanda – rinunceresti ai social media – il 54% degli adolescenti americani afferma che sarebbe almeno un po’ difficile rinunciarvi.
Il sondaggio rileva che la stragrande maggioranza degli adolescenti ha accesso a dispositivi digitali, come smartphone (95%), computer desktop o laptop (90%) e console di gioco (80%). Inoltre gli utenti di internet giornalieri sono cresciuti dal 92% nel 2014-15 al 97% di oggi tra gli adolescenti e la quota che afferma di essere online quasi costantemente è quasi raddoppiata dal 2014-15 (46% ora e 24% allora).

Analizziamo anche le tendenze dei dati all’interno dell’Unione Europea, fonte statistiche Eurostat. 
Scopriamo che tra i giovani nell’UE di età compresa tra 16 e 24 anni, quasi 9 su 10 usano i social network (86%) con una forbice che va dal 73% in Italia al 98% a Cipro.
Scendendo ancora di più nel dettaglio, nel nostro Paese l’“Osservatorio Adolescenza” ha condotto un’indagine attraverso la somministrazione di un questionario online a risposte chiuse ad un campione nazionale rappresentativo di 8602 studenti con età 13-19 anni. Alla domanda “Al di là del tempo dedicato alla scuola a distanza, rispetto al passato stai utilizzando Internet, lo smartphone e i social?” Il 44,7% degli intervistati ha risposto “più che in passato”!

Speriamo con questo articolo di aver fatto chiarezza e di aver dato le giuste e corrette informazioni alla cittadinanza, ai colleghi e soprattutto al CNOP che, in un momento storico in cui i temi psicologici stanno trovando la giusta attenzione e considerazione, dovrebbe fare della comunicazione istituzionale la propria arma migliore, evitando di mortificare noi professionisti e tutelando i lettori.