Questa non è la mia psicologia.

“Cari colleghi”.

Così inizia il discorso di Fulvio Giardina, Presidente dell’Ordine Nazionale (CNOP), rappresentante di 100mila psicologi, al convegno di Assocounseling.

E così continua ad appellare i 1500 counselor uditori della tavola rotonda ad Assago.

Semmai vi venisse il dubbio di un lapsus, continuerà ad appellare i suoi ascoltatori come “colleghi” per tutto il suo discorso.

Sono dunque miei colleghi persone che non hanno mai messo piede non dico in un’università di psicologia, ma proprio dentro un’università?
78L’accademia ha tanti problemi, e problemi ancor più speciali toccano alla formazione in psicologia: è certo faticoso interloquire con l’università, meglio è bypassare la noia degli anni della laurea?Forse sì, secondo il Presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi.

Sono dunque miei colleghi persone che si formano e contemporaneamente si accreditano attraverso percorsi totalmente privati, che prima li formano e poi ne approvano la formazione, nella totale autoreferenzialità?
Peccato però, che quella su cui si lavora non è una questione privata, ma pubblica, difesa nella Costituzione:

la salute dei cittadini e delle comunità.

Sono dunque miei colleghi quelli che si formano con me, in certe scuole di psicoterapia, nella stessa aula.
Eh sì, sono proprio colleghi miei questi qui, se studiamo le stesse cose, sugli stessi libri, con le stesse esercitazioni, con gli stessi didatti, con lo stesso conto dove versare la retta e poi finiamo pure a vedere gli stessi pazienti…ops, clienti, ops “consumatori”.

 

Laurea e tirocinio, formazione ed esperienza, sono brutti orpelli.

La 56/89, puzza di muffa e vizio, possiamo anche farne a meno, così come degli Ordini.

Che importa se poi uno di un Ordine di cui non vede prospettiva e futuro è pure Presidente?

C’è, in quel “cari colleghi”, la squalifica di tutto quello che è il percorso della psicologia e dello psicologo in Italia.

snob2C’è la squalifica di un percorso accademico di certo imperfetto, ma che gli psicologi svolgono con valore e crescita personale e professionale, anche lottando e ribellandosi, chiedendo di essere messi nelle condizioni migliori possibili per entrare nel mondo del lavoro.

C’è la squalifica delle norme, leggi e istituzioni, fastidiose mura che impediscono a ognuno di fare quel che vuole, che tanto è il consumatore a garantire l’evoluzione.
Quindi niente più brevetto aereo per il pilota del vostro prossimo viaggio.

C’è una squalifica della salute, trattata alla stregua di una qualsiasi merce. Tutti possono tutto, basta un po’ di creatività poi ci pensa la rete a dirti chi è bravo e chi no.

Quindi d’ora innanzi, niente più lauree in medicina per il chirurgo che vi apre la pancia: scoprite in rete qual è il migliore!

C’è una squalifica di qualsiasi buona prassi, che viene così lasciata alla mercé di internet, che è bella, ma dà la stessa visibilità alle prassi scientifiche e ai fanatici del gender e complottisti vari.
Inizio a sospettare che sia per questa ragione che il CNOP non si è degnato in un anno di prendere una posizione chiara sul gender: è la rete che decide cosa è giusto o cosa no e se decide #nogender nelle scuole, a noi va bene così.

C’è una squalifica della libera professione, perché quelli meritevoli di tutela sono solo gli psicologi nel SSN.

I liberi professionisti, tutti, diplomati, laureati in economia, architettura, matematica, possono stare lì a sbranarsi tutti insieme inventandosi psicoqualcosa, mentre i temerari psicologi di frontiera del SSN possono continuare a stare sereni, il sindacato continuerà a tutelarli come ha già fatto in questi 20 anni, proprio con gli stessi successi.

#psicologistatesereni, mi raccomando.

il-peccato-originale-psicoanalisi-religione-lorenzini-immagine-2Mi dispiace.

Forse sono medievale, corporativista, antiquata, ma questi non sono i miei colleghi, quelli che li formano neppure sono miei colleghi, queste non sono le mie istituzioni, questo non è il modo in cui mi propongo sul mercato, questo non è il modo in cui considero i miei pazienti.

Questa, non è la mia psicologia.