Una Sinergia Cruciale nella Cura del Paziente Cronico: la Collaborazione Tra Farmacisti e Psicologi

Quando si parla di malattie croniche e di persone con malattie croniche, l’aspetto cruciale è la complessità che vi è dietro la gestione della malattia.

Per quanto la ricerca e la medicina abbiano prodotto soluzioni molto efficaci nella gestione biologica di alcune malattie, resta fondamentale l’impegno della persona direttamente coinvolta.

In questo orizzonte, tra le varie figure sanitarie divenute (ma forse già lo erano) di rilievo nel supporto alla persona con malattia cronica, quella del farmacista è divenuta strategica per la persona e per il funzionamento del Sistema Sanitario (es. per le cure territoriali) per la capillarità della sua presenza sul territorio.

Una guida nel fornire indicazioni, un “punto di riferimento” e supporto alla persona che deve gestire la malattia poiché più di altre figure sanitarie è “facilmente raggiungibile” e a stretto contatto con la gente.

Ma sappiamo anche che la gestione del paziente cronico è una sfida complessa che richiede un approccio interdisciplinare per garantire un trattamento completo e personalizzato. In questo contesto, la collaborazione tra farmacisti e psicologi emerge come un elemento strategico per affrontare le difficoltà che i pazienti cronici, ed i farmacisti, possono incontrare nella gestione della propria malattia.

La gestione quotidiana di una malattia cronica può generare diversi ostacoli per il paziente tra cui: la complessità dei regimi terapeutici, la necessità di adottare stili di vita salutari ma anche, specialmente, le inevitabili fluttuazioni emotive. Per questi motivi il rischio di non aderire alle terapie è sempre presente.

I farmacisti, svolgendo un ruolo fondamentale nella gestione delle terapie farmacologiche, spesso si possono trovare di fronte a varie difficoltà quando si tratta di interagire con pazienti cronici. La mancanza di tempo durante le consulenze in farmacia, la comunicazione limitata, la difficoltà nel comprendere appieno le sfide individuali di ciascun paziente, l’alto livello di stress con il quale possono imbattersi, la gestione della relazione sono solo alcune delle difficoltà che possono compromettere un supporto ottimale.

Dalla letteratura emerge come in generale l’integrazione degli psicologi nel team di cura può apportare benefici significativi. Possono aiutare i pazienti a comprendere e accettare la loro condizione, migliorare la gestione dello stress e sviluppare strategie per affrontare i cambiamenti nello stile di vita.

Tornando ai punti sopra in merito alle difficoltà che i farmacisti possono incontrare risulta evidente come sia strategica la sinergia tra psicologi e farmacisti: per il paziente ma anche per i farmacisti stessi.

Provando a fare qualche esempio di come questa sinergia possa tradursi a livello operativo abbiamo immaginato alcuni scenari.

Consulenze Condivise: farmacisti e psicologi possono organizzare consulenze condivise per discutere dei pazienti, consentendo un approccio completo alla gestione della malattia e lo sviluppo di piani integrati che tengano conto sia degli aspetti farmacologici che di quelli psicologici.

Formazione congiunta: sessioni di formazione a doppio senso possono migliorare la comprensione reciproca delle competenze di ciascuna figura professionale, agevolando una comunicazione più efficace e la gestione di quelle dinamiche psicologiche e relazionali che abbiamo menzionato sopra.

Supporto Continuo: farmacisti e psicologi possono offrire supporto continuo attraverso follow-up regolari alla persona, valutando l’aderenza alle terapie e l’evoluzione dello stato emotivo del paziente.

Educazione del Paziente: un approccio collaborativo può migliorare l’educazione del paziente, fornendo informazioni chiare e affrontando ad esempio le paure e le preoccupazioni legate alla malattia.

 

Venendo alle conclusioni, la collaborazione tra farmacisti e psicologi rappresenta un passo estremamente significativo nella gestione integrata e territoriale del paziente cronico. Superare le barriere che ostacolano la comunicazione e integrare le competenze di entrambe le figure professionali può migliorare notevolmente l’efficacia della cura.

La sinergia tra farmacisti e psicologi non solo affronta le difficoltà del paziente cronico ma crea un approccio multilivello che mira a migliorare la qualità della vita del paziente e aumentare l’efficacia delle attività professionali dei farmacisti.

 

Lino Gorrasi, farmacista

Tommaso Ciulli, psicologo e psicoterapeuta.

 

Questo articolo fa parte del Primo primo numero del 2024 di

Altra Rivista di Psicologia“,

il nostro periodico riservato alle tesserate, ai tesserati e dedicato alla professione.

Vuoi ricevere tutti i numeri di AltraRivista di Psicologia?

Iscriviti ad AltraPsicologia!

La tessera è gratuita e puoi riceverla compilando questo form ⬇️
http://bit.ly/3ygZe8e