[TOSCANA] Specialistica ambulatoriale: cos’è e come presentare la domanda

E’ arrivato Gennaio, tempo di specialistica ambulatoriale.
In questo post di servizio, le informazioni base utili a tutti e poi i link dove scaricare la domanda per i colleghi e le colleghe toscani.

COS’E’ LA SPECIALISTICA AMBULATORIALE. L’assistenza specialistica ambulatoriale comprende tutte le prestazioni, terapeutiche e riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio, riconosciute nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), erogate dai medici e altri professionisti sanitari specialisti (tra cui gli psicologi) che operano negli ambulatori e nei laboratori del Servizio Sanitario Nazionale.

COSA SIGNIFICA ESSERE INSERITI NELLA LISTA DEGLI SPECIALISTI AMBULATORIALI. L’inserimento nelle graduatorie della specialistica ambulatoriale permette di accedere agli incarichi banditi dalle singole asl. Le graduatorie valgono per l’anno successivo all’inserimento. Una volta iscritti in graduatoria di può accedere al ruolo di specialista ambulatoriale in due modi:
a) chiamata diretta (per sostituzioni ad esempio);
b) Partecipazione ai bandi per i turni vacanti. L’incarico può essere a tempo determinato o indeterminato e il tutto è regolato da un contratto nazionale.

ENTRO QUANDO VA PRESENTATA LA DOMANDA. C’è tempo entro il 31 Gennaio 2021 per l’inserimento nelle graduatorie.

PER QUANTO E’ VALIDA LA DOMANDA? La domanda è valida per l’inserimento nelle graduatorie ambulatoriali del 2022.

CI SONO DUE LISTE: afferenti alla disciplina Psicologia e alla disciplina Psicoterapia.
ATTENZIONE: per entrambe le liste è necessaria la specializzazione in psicoterapia

QUANTE DOMANDE SI POSSONO INVIARE? Si possono inviare domande per entrambe le liste, in più regioni e in più province, ciascuna compilata singolarmente per ciascuna asl e per ciascuna branca, ciascuna con apposito bollo da 16 euro.

COSA OCCORRE PER L’INVIO DELLA DOMANDA? Occorre scaricare la domanda dal sito dell’asl, compilarla con tutti i documenti richiesti, inviarla apponendo su ciascuna domanda un bollo da 16 euro.

DOVE POSSO SCARICARE LA DOMANDA PER ESSERE INSERITO NELLE GRADUATORIE DELLA TOSCANA?

Qui i link alle tre USL di area vasta della Toscana:

Azienda Usl Toscana centro (Pistoia, Prato, Firenze, Empoli):http://bit.ly/asl-centro

Azienda Usl Toscana nord ovest (Massa e Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Viareggio): http://bit.ly/nordovest

Azienda Usl Toscana sud est (Siena, Arezzo, Grosseto): modulo domanda 2022Istruzioni domanda 2022

 




Consenso informato: novità per gli psicologi? L’ebook di AltraPsicologia

Il consenso informato non è un mero adempimento burocratico, ma un tempo di enorme pregnanza clinica, in cui la comunicazione, cardine della nostra professione, assume un ruolo centrale.

Informare, comprendere e acconsentire non sono processi tecnici, ma momenti salienti di un processo di relazione che rappresenta, di per sé, già un tempo di cura.

Partendo dunque da un’attenta analisi dei principi su cui si fonda la Legge 219/2017 – che definisce in modo dettagliato le nuove procedure in materia di consenso informato – abbiamo prodotto questo ebook (a cura di Federico Zanon, con il contributo di Ada Moscarella per il consenso informato nelle prestazioni online) che vuole rappresentare un aggiornamento completo alla luce della normativa vigente, rispondendo in modo dettagliato a tutti i dubbi e le declinazioni che riguardano la nostra professione:

 

  • È necessaria la forma scritta?
  • La persona è obbligata a ricevere l’informazione?
  • Come comportarsi con i minori o con genitori che si oppongono?
  • Come gestire le prestazioni online?

Per scaricare l’ebook clicca qui




Psicologo di base: l’eroe che ci serve o quello che ci meritiamo?

“Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo”.

Così Nietzsche concettualizza per la prima volta il concetto di “eterno ritorno dell’uguale”, quello che gli storici definiscono “il pensiero più abissale”della sua filosofia, “più simile a una oscura profezia, alla rivelazione divinatoria di un segreto, che a una rigorosa esposizione filosofica”.

Praticamente la più accurata definizione di psicologo di base che io abbia mai letto.

L’idea dello psicologo di base è proposta per la prima volta da Luigi Solano all’alba del Nuovo Millennio, dove ne aveva curato una prima sperimentazione che aveva portato molte speranze e risultati molto promettenti: aveva dimostrato un sostanzioso risparmio del denaro pubblico.
Nonostante ciò, l’idea dello psicologo di base negli ultimi 20 anni si è ciclicamente dissolta dinanzi all’inconsistenza delle promesse.
Fu proprio Solano a parlarne, con rammarico, in un intervista rilasciata ad AltraPsicologia, dove, con estremo pragmatismo ci disse:

Nonostante reiterate promesse, [l’Ordine] non ha però mai realizzato alcun contatto istituzionale con autorità sanitarie per promuovere il progetto, e da diversi anni non mostra più alcun interesse per l’iniziativa

Era il 2013.
Lo psicologo di Base, infatti, nel corso del tempo, più che opportunità per la cittadinanza, è parso essere una sorta di Santo Graal, utile a raccogliere il sangue, sotto forma di voti, degli psicologi ogni volta che viene appiccicato in un programma elettorale.
E proprio come il Santo Graal tutti ne parlano, ma nessuno sa dire precisamente che aspetto abbia, questo psicologo di base.

Nel tempo ci è stato propinato in diverse versioni, più o meno appariscenti.
Lo psicologo del territorio della Campania prometteva l’assunzione di ben SEICENTO psicologi da parte della regione Campania. L’allora presidente Felaco ci disse in una entusiasmante newsletter che eravamo “seduti sulla nostra fortuna”, bastava alzarsi per andare lì, coglierla….e invece no. La norma prevedeva chiaramente nessun aggravio di spesa per la Regione, per cui è restato tutto sulla carta.
Qualcuno, qualche nostalgico romantico, ogni tanto lo evoca ancora e fa un po’ tenerezza.

In Veneto negli anni recenti più volte dall’Ordine si è strombazzato dell’istituzione dello psicologo di base, salvo poi scoprire che si trattava di minuscole sperimentazioni annuali di pochissime ore, di pochissimo denaro, di alcuna sostenibilità nel tempo.

Nella precedente consigliatura in CNOP si era promessa lotta dura senza paura per lo psicologo di base… ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

– L’ultimo sussulto ce l’aveva regalato il cosiddetto “DECRETO CALABRIA”. Nato per commissariare in toto la sanità calabrese (e quindi diciamo non con ottime premesse…), dentro il decreto ad un certo punto venivano inserite altre questioni e tra una cosa e l’altra qualcuno era riuscito a infilare le parole “…e dello psicologo” riferite alle figure professionali presenti negli studi dei Medici di Medicina Generale.
Subito spacciata dai soliti noti come il vero Graal che avrebbe prodotto nell’immediato un milione di posti di lavoro per gli psicologi, la norma si è mostrata per quello che era: un punto – necessario, intendiamoci – in un deserto arido e pieno di dune, dove non si arriva a scorgere l’orizzonte.

Arriviamo ad oggi: la Pandemia, i soldi dall’Europa, il sistema sanitario stressato e soprattutto tante elezioni regionali all’orizzonte, destinate a decidersi sul filo del rasoio.
In questo contesto sono nate diverse proposte di legge in alcune regioni (ad esempio in Campania e in Puglia – leggi approvate ma attualmente impugnate – ), altrove sono state fatte promesse tutte da verificare (come in Toscana), fatto sta che per la prima volta, al 31esimo anno dalla nascita della professione è accaduto un fatto mai visto.
Siamo stati considerati bacino elettorale interessante, interlocutori, e non semplici questuanti, a cui tentare di dare risposte più concrete delle fumose promesse degli anni passati.
Per questo, ad esempio, è un fatto significativo che la legge proposta nella regione Campania abbia visto per la prima volta un impegno di spesa di una certa consistenza.
Intendiamoci: siamo ancora agli albori, ci sono aspetti normativi evidentemente da chiarire, alcuni approcci sembrano anche abbastanza primitivi, ma un passo avanti c’è e responsabilizza al massimo i nostri rappresentanti negli enti: occorre avere idee chiare, realistiche e complessive delle richieste da portare avanti.

Fin qui le novità.

Alcune perplessità restano e non sono banali.

Quella più eclatante riguarda la definizione del ruolo che dovrebbe avere lo psicologo di base.
Spostandoci su una prospettiva nazionale, in Commissione Sanità al Senato sta procedendo una legge – (il testo completo qui) – che andrebbe ad istituire la figura dello psicologo delle cure primarie.
Nell’elenco dei compiti che questi dovrebbe andare a svolgere, una grossissima parte ricalca una tipologia di servizi che in teoria dovrebbero essere già in grado di fornire i Servizi di Salute Mentale (nelle loro varie declinazioni).
Se è questo il piano, perché allora banalmente non pensare di rinforzare il personale nei servizi con nuove – strutturali – assunzioni di psicologi?

La sensazione è che non basterebbe.

L’esperienza della pandemia ha lasciato all’interno di tutta la comunità delle professioni sanitarie la sensazione che questa volta l’abbiamo sfangata più che per l’organizzazione delle strutture, per la qualità – etica, morale e professionale – dei professionisti sul campo, che spesso si sono trovati a lanciare il cuore oltre l’ostacolo.

Non si tratta solo delle legittime richieste di assunzioni e stabilizzazioni, ma di costruire un’organizzazione diversa dei servizi sanitari.
Ognuno, però, sta ancora guardando la situazione dal proprio spioncino: così noi chiediamo “lo psicologo di base”, gli infermieri “l’infermiere di quartiere”, i fisioterapisti “il fisioterapista di famiglia” e così via.

Un atteggiamento, da parte di tutti, che rischia di schiacciare il dibattito su mere richieste “pro domo”, mentre la reale sfida lanciata da questa pandemia pare essere quella di un ripensamento complessivo del sistema sanitario, capace di cogliere una nuova idea di salute.
Un approccio che sia culturale e poi organizzativo, che integri strutturalmente la figura (e la competenza) psicologica in tutte le diverse fasi della presa in carico, togliendoci da quest’angolo pericoloso in cui stiamo rischiando di farci relegare: ossia essere i consulenti della seconda battuta.
Noi, come psicologi, esperti della complessità, potremmo e forse dovremmo essere i catalizzatori di un movimento culturale in grado di portare nel dibattito pubblico un’idea di salute diversa e più complessiva.
Intanto, però, le assunzioni di altri psicologi e psicologhe sono quanto mai necessarie, perché persino la nostra generosità prima o poi, pure se molto poi, avrà un limite e non potremo rispondere alle chiamate alle armi gratuite in eterno (…spero…).




Finalmente UNI-ti per la tutela della professione?

Finalmente non saremo più soli.
Dopo più di 15 anni di battaglia, politica e culturale attraverso la nostra attività associativa e istituzionale quando ci siamo trovati alla guida degli Ordini, martedì 16 Giugno la nostra comunità professionale sarà compatta per dire no al riconoscimento dei counselor.

Ci sarà infatti un nuovo incontro al Tavolo UNI per la normazione dei counselor e per la prima volta quasi tutti gli Ordini regionali siederanno al tavolo con una posizione netta e unitaria.

LA NORMAZIONE UNI. Lo scopo dell’UNI è produrre delle norme di applicazione volontaria con l’auspicato scopo di garantire un più alto standard di qualità a favore dei consumatori. Si può proporre di normare praticamente qualsiasi cosa: nell’ultimo mese sono uscite delle norme riguardanti le valvole in materiale termoplastico, gli indumenti di protezione per lo snowboard e le parallele da ginnastica.
Ma non solo. L’UNI può normare anche le cosiddette “professioni non regolamentate”, ossia tutte quelle afferenti alla famosa Legge 4/2013, quella cui fanno sempre riferimento i counselor per accreditarsi – impropriamente – come professione “riconosciuta”.

LA NORMA SUI COUNSELOR. Il tentativo di normazione dei counselor è in corso da ormai qualche anno, caratterizzato da una caparbietà a tratti incomprensibile.
L’Ordine del Lazio, a guida AltraPsicologia, è presente al tavolo sin dalla sua apertura e fino a qualche mese fa era praticamente solo a portare avanti le istanze di chiusura del tavolo. 
Una chiusura richiesta anche dal Ministero della Salute, per ben due volte: una richiesta assurdamente ignorata dall’UNI, che prosegue per la sua strada; persino dopo che l’inchiesta pubblica ha raccolto più di 40mila pareri sfavorevoli alla normazione.

LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI. Già il 1 Marzo scorso l’Ordine dell’Emilia-Romagna – ora a guida AltraPsicologia – insieme all’Ordine del Lazio avevano inviato un ulteriore sollecito ai Ministeri del Lavoro, della Salute, delle Sviluppo economico, delle Politiche Sociali, dell’Istruzione e al CNOP per evidenziare i vari profili di criticità.
Martedì 16 Giugno, finalmente non saremo soli a portare avanti queste istanze. In queste settimane 19 Ordini regionali su 21 si sono iscritti al Tavolo UNI per rappresentare compatti quello che per anni come AltraPsicologia abbiamo rappresentato alla comunità professionale: le attività dello psicologo, sono esclusiva dello psicologo e nessun altro può improvvisarsi ad intervenire sulla salute psichica dei cittadini.

UN CAMBIO DI PASSO? Finalmente ci siamo? Finalmente, dopo anni di battaglia politica, culturale, istituzionale, siamo riusciti a imprimere una direzione chiara alla politica degli Ordini sul tema della tutela?

Molti degli Ordini che martedì 16 Giugno saranno al tavolo UNI per mettere in discussione la normazione, due anni fa sostenevano favorevolmente la Consensus Conference sul counseling promossa del precedente CNOP, un tavolo cui sedevano insieme psicologi e counselor e che era stato definito un “percorso di pacificazione” . Anche in quell’occasione, come AltraPsicologia, ci siamo trovati soli, ma nonostante tutto non ci siamo mai scoraggiati e la consensus, per fortuna, non ha mai prodotto i suoi frutti.

Il nostro auspicio è che quello di martedì sia il primo di tanti momenti in cui finalmente l’intera comunità professionale esce dalle ambiguità cui abbiamo assistito in questi anni e che sia questo l’inizio di un percorso che sempre più nettamente si orienti sul tema della tutela, svincolandosi da conflitti di interesse.
Perché quando punti il dito contro qualcuno, ne punti tre contro te stesso: prima o poi dovremmo farci concretamente carico di affrontare il problema di tutte quelle realtà che, dall’interno della comunità professionale, sostengono e formano counselor.




Opt – Si comincia in salita…

Il 9 Gennaio c’è stato l’insediamento del nuovo Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Toscana.

All’Ordine del giorno:
1. la votazione delle cariche dell’esecutivo
2. l’elezione del candidato di Albo B per il CNOP.

REMIND: I RISULTATI DELLE ELEZIONI. Le elezioni a dicembre erano finite con l’ingresso in maggioranza di 9 Consiglieri del gruppo cosiddetto “psicologi in rete” e l’ingresso in minoranza di 5 Consiglieri di AltraPsicologia e della ex vicepresidente Christina Bachmann, risultata la più votata tra i candidati, ma senza un sostegno a tutta la sua squadra, rimasta invece fuori dal Consiglio.

L’INSEDIAMENTO. Il 9 Gennaio c’è la seduta di insediamento e il nostro primo compito è votare le cariche dell’esecutivo.
Contestualmente, il Ministero aveva convocato tutti i consigli regionali per votare il candidato di Albo B che siederà in Consiglio Nazionale.

L’ESECUTIVO. L’esecutivo di un Ordine prevede l’elezione di 4 cariche: Presidente, Vicepresidente, Tesoriere, Segretario.
La mattina del Consiglio giunge, come un fulmine a ciel sereno, la comunicazione della rinuncia dell’incarico della collega Bachmann: ci ritroviamo così in consiglio i 9 eletti in maggioranza e noi 5 consiglieri di AltraPsicologia.

I NOSTRI CRITERI DI SCELTA. Il risultato elettorale in Toscana ha espresso delle particolarità significative. Nello specifico tra le prime 4 preferenze espresse dai colleghi ci sono le 3 candidate “capolista” dei diversi gruppi che si sono presentati alle elezioni. Abbiamo letto questo segnale come l’espressione di una volontà, da parte dei nostri colleghi, di vedere il massimo impegno di tutti a collaborare nell’interesse della comunità professionale.
Abbiamo così deciso di dare un segnale concreto di apertura alla collaborazione: abbiamo votato la candidata Presidente Gulino e non abbiamo presentato nostre candidature per nessuna delle altre cariche.
È il nostro modo di dire: collaboriamo, facciamo rete, stiamo sui temi e lavoriamo insieme per l’interesse della comunità professionale.
Sul voto alle altre cariche ci siamo astenuti: non per un giudizio sui colleghi, ma perché, ignari del tutto di quali azioni programmatiche concrete si vorranno proporre a questo consiglio, non ci sembra responsabile esprimere un sostegno pieno su un progetto a scatola chiusa.

Le cariche si vengono così a configurare:
Presidente: Maria Antonietta Gulino
Vicepresidente: Simone Mangini
Tesoriere: Eleonora Ceccarelli
Segretario: Rossella Capecchi

cui facciamo sinceri auguri e a cui ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare e a confrontarsi.

Fine del primo consiglio.
Si apre un altro consiglio convocato direttamente dal Ministero di Giustizia: all’ordine del giorno l’elezione del Candidato di Albo b.

LA SCELTA DEL CANDIDATO DI ALBO B PER IL CNOP. Come primo atto, il nuovo consiglio di OPT si è subito trovato a prendere una decisione importate, ossia esprimere la propria preferenza per il candidato di albo B da eleggere direttamente in Consiglio Nazionale.
Un consigliere che ha diritto ad esprimere un voto in quel consiglio, esattamente come un presidente di un Ordine regionale.
Un voto che può risultare talvolta decisivo per l’intera comunità professionale in Italia.

Come AltraPsicologia, non è un mistero, avevamo proposto nei diversi consigli regionali di sostenere Dario Caminita.
Perché è un collega che ha esperienza istituzionale, perché ha idee chiare su temi che per noi sono importanti come la tutela, la trasparenza, lo sviluppo della comunità professionale.

Sin dal mattino, da prima del consiglio, eravamo stati avvertiti che la maggioranza in OPT non avrebbe sostenuto il collega Caminita.

Presentiamo comunque la candidatura di Dario e spieghiamo perché secondo noi è meritevole di un voto espresso da OPT: crediamo sia importante chiarire sempre le ragioni di una scelta e i criteri che portano a prendere decisioni, soprattutto così importanti.

Procediamo a votare, e prima dello scrutinio la Presidente Gulino chiede di mettere a verbale una dichiarazione in cui spiega che lei e i suoi consiglieri hanno deciso di scegliere un candidato in base alla valutazione fatta sui curricula.

Avevamo, nei giorni scorsi, anche noi dato lettura di tutto il materiale fornitoci dal Ministero, in particolare i curricula degli altri candidati e ce n’erano effettivamente di interessanti oltre quello di Dario Caminita, sia dal punto di vista formativo, ma soprattutto dal punto di vista dell’esperienza istituzionale.
Tra tutti però non ci aveva colpito quello della collega poi scelta dalla maggioranza poiché avevamo notato che, ben prima dell’abilitazione, aveva conseguito un “diploma” di counselor professionale e come counselor aveva lavorato in regime di libera professione con pazienti oncologici e in casa di cura.
E ancora oggi, nonostante l’abilitazione, si definisce sul suo profilo linkdin “COUNSELOR”.

Su un tema del genere, su cui come AltraPsicologia ci battiamo quotidianamente da 15 anni, non potevamo non esprimere almeno perplessità.

Un tema, per altro, sul quale pensavamo di poter costruire una posizione condivisa in consiglio.

Ci siamo chiesti:

E’ una svista? E allora non è un buon segno: con tutta la buona fede del mondo, una delibera inviata a un Ministero è un atto di rilevanza assoluta. La collega può ritrovarsi a rappresentare gli iscritti in consiglio nazionale. Non si possono fare scelte simili con leggerezza.

E’ una scelta deliberata? Ci è stato spiegato di sì, con un lungo post sui social dove ci è stato spiegato che il curriculum è stato esaminato attentamente e proprio per questo scelto tra gli 11 candidati.

Allora, a maggior ragione dopo aver preso una posizione di collaborazione e apertura, è necessario per noi sottolineare che su questi temi, con questo assetto, noi siamo per lo meno perplessi.

Speriamo che nei prossimi consigli il tiro si raddrizzi: noi, come detto e dimostrato, desideriamo poter fare il meglio per la nostra comunità professionale.

I consiglieri di AltraPsicologia Toscana