PSICOLOGO DI BASE IN CAMPANIA: UNA SENTENZA STORICA

E’ del 13 dicembre 2021 la sentenza n. 241 con la quale, la Corte Costituzionale, ha RESPINTO il ricorso proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri contro la Legge regionale della Campania del 3 agosto 2020, n.35 che istituisce, presso i distretti sanitari delle ASL, il “Servizio di psicologia di base”. Legge fortemente voluta dall’Ordine Psicologi Campania per il tramite della allora V Commissione Sanità e approvata poi all’unanimità dallo stesso Consiglio regionale.

Di seguito il PERCORSO che ha reso possibile questo importante traguardo per la nostra comunità professionale.

Maggio 2020

Il 22 maggio, dopo mesi di confronto con l’Ordine Psicologi Regione Campania (OPRC), la proposta di legge: “Istituzione della figura dello Psicologo delle Cure Primarie dopo Covid 19” Reg. Gen. 805 ad iniziativa dei consiglieri Stefano Graziano (primo firmatario), Beneduce Flora, Borrelli Francesco Emilio, Ciaramella Maria Antonietta, Fiola Carmela viene inviata all’allora Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Rosa D’Amelio, e depositata al protocollo informatico nella stessa data.

Il 24 maggio la Presidente del Consiglio Regionale assegna il provvedimento in oggetto alla V Commissione Consiliare per l’esame (Presidente Stefano Graziano) e alla II Commissione Consiliare per il parere (Presidente Franco Picarone).

Il 29 maggio l’OPRC incontra presso la propria sede, insieme con i referenti della neo istituita Commissione Sanità dell’Ordine, il Presidente Graziano in vista dell’iter legislativo con partenza prevista la settimana successiva. “Piena sinergia” scrive Graziano, “sulle proposte e le considerazioni espresse e piena convergenza sull’utilità di questa legge che fornirà un primo livello di servizi e di cure psicologiche accessibile a tutti rafforzando, di fatto, anche la medicina territoriale”.

Giugno 2020

Il 25 giugno la proposta di legge per l’istituzione della figura dello psicologo di base viene approvata dalla V Commissione Sanità della Regione. Nello specifico vengono approvati una serie di emendamenti migliorativi presentati dal nostro Ordine insieme con la sezione campana del sindacato Aupi, recependo le osservazioni emerse nel corso della nostra audizione congiunta. Il provvedimento passa dunque all’esame dell’aula per l’approvazione definitiva che porterà ad una vera svolta nella nostra Regione nell’ottica di rafforzamento dei servizi di assistenza dopo l’emergenza Covid-19.

Luglio 2020

Il 15 luglio arriva il parere favorevole delle commissioni regionali competenti con lo stanziamento di 600mila euro per il 2020 e 600mila euro per il 2021.
Il 27 luglio il Consiglio Regionale della Campania approva all’unanimità la legge che istituisce in Campania il Servizio di Psicologia di base.

Agosto 2020

Il 3 agosto il testo di legge con gli emendamenti approvati viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regione Campania n. 157. Con la Legge Regionale 3 agosto 2020 n. 35 la Campania istituisce ufficialmente il Servizio di Psicologia di Base. Il 27 agosto l’OPRC organizza un primo incontro pubblico a Salerno insieme con: il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, la Commissione Sanità dell’Ordine coordinata dalla dott.ssa Antonietta Grandinetti, l’Ordine dei Medici di Salerno e la Direzione Generale della ASL di Salerno per presentare al pubblico la legge e discutere sugli adempimenti previsti nei successivi 180 giorni.

Settembre 2020

E’ del 30 settembre (reso noto il 1 ottobre) il Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 64 per mezzo del quale, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, viene deliberato di impugnare la legge della Regione Campania n. 35 del 3 agosto 2020, recante tra le altre l’“Istituzione del servizio di Psicologia di base”. Nel caso di specie viene sollevata la questione di legittimità costituzionale della predetta legge regionale, asserendo che la Regione Campania abbia travalicato la propria potestà legislativa di cui all’art. 117 della Costituzione.

Ottobre 2020

Il 1° ottobre convochiamo in Ordine la nostra Commissione Sanità ed i nostri consulenti legali di area sanitaria definendo le prime linee da seguire in merito al Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri.

Novembre 2020

Il 24 novembre il nostro studio legale, nella figura dell’Avv. Antonio Nardone, inizia il suo lavoro di confronto e affiancamento dell’Avvocatura regionale rappresentata dall’Avv. Almerina Bove, Vice Capo del Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale.

Febbraio 2021

Il 23 febbraio a seguito del lavoro istruttorio effettuato, supportiamo la decisione della Regione Campania di costituirsi in Corte Costituzionale e lavoriamo insieme all’Avvocatura regionale per la stesura delle memorie difensive.

Settembre 2021

In vista del passaggio in Corte Costituzionale, il 16 settembre incontriamo nuovamente le istituzioni (nella figura del Presidente De Luca) per fare il punto della situazione, anche in virtù del DDL sullo psicologo delle cure primarie, che vede come prima firmataria la senatrice Boldrini, fermo da tempo in Commissione Sanità al Senato.
In questa occasione il nostro legale di area Sanitaria, Avv. Antonio Nardone, illustra i riferimenti normativi che potrebbero risultare favorevoli alla Regione in Consulta, con specifico riferimento all’art. 20-bis “Disposizioni in materia di attività degli psicologi” inserito nella legge di conversione 18 dicembre 2020, n. 176.

Ottobre 2021

Il 19 ottobre si tiene l’udienza in Corte Costituzionale e viene riservata la decisione.

Dicembre 2021

Il 13 dicembre La Corte Costituzionale RESPINGE il ricorso proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri contro la Legge regionale della Campania del 3 agosto 2020 n.35 che istituisce, presso i distretti sanitari delle ASL, il “Servizio di psicologia di base”. La legge regionale della Campania è valida e non viola la Costituzione.

NEL MERITO

In estrema sintesi, lo Stato si era opposto per diverse ragioni: una contrattuale, una sulla presunta disparità di trattamento dei cittadini nel momento in cui si istituisce una figura in una Regione e non nelle altre ed una in materia concorrente riguardo alle professioni.

Tutte rigettate: perché la legge della Campania non entra nello specifico della regolamentazione del trattamento economico né si sostituisce alla negoziazione tra le parti; perché i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta possono aderire a modelli organizzativi multi-professionali ed in questo caso il servizio di psicologia di base, che opera presso i distretti del Servizio Sanitario Regionale campano, non si radica nell’organizzazione interna dei medici di base; perché la legge della Campania non va ad istituire un nuovo profilo professionale impiegando, tra l’altro, una figura professionale già esistente e regolamentata dalla legge 56/1989.

Quando la legge è stata impugnata abbiamo più volte precisato che impugnare non vuol dire bocciare e che forse dei margini di manovra c’erano. Così è stato e con questo spirito abbiamo portato avanti il nostro lavoro insieme con la Regione.

Una legge non si fa in un giorno e se la nostra è giunta a destinazione è solo perché dietro c’è stato un lavoro congiunto di ben due anni, possibile anche grazie ad un ordine professionale rivisto dalle fondamenta: dai regolamenti di gestione alla riorganizzazione degli uffici, dalla creazione di una Commissione Sanità interna alla ricerca di specifici consulenti a supporto della attività in essere e di quelle da portare avanti.

Se è dunque vero, come qualcuno ha detto, che “la forma libera il processo”, possiamo dire che in Campania stiamo facendo la nostra parte per dare forma e futuro alla nostra professione. Un passo alla volta.

 

Armando Cozzuto

Presidente Ordine Psicologi Regione Campania




Gli psicologi campani e il mistero della trasparenza perduta

Altro giro altra corsa… alla ricerca della trasparenza nel Consiglio dell’Ordine Psicologi Campania per noi consiglieri di AltraPsicologia.

I punti all’ordine del giorno restano invariati, fatta eccezione per una serie di “eventi formativi” che –  a pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio – appaiono quantomeno triplicati.
Per alcuni di essi, ad esempio quello sui DCA previsto per giugno a Caserta (che costerà a noi Psicologi Campani la modica cifra di 8000 euro) ne veniamo a conoscenza in modo superficiale e solo durante il consiglio stesso.
Nessuna traccia della “proposta di delibera”, nonostante il regolamento interno del nostro Ordine parli chiaro:

Articolo 3, comma 3:
Il materiale documentale e ogni atto necessario alla discussione sui punti all’ordine del giorno viene inviato ai Consiglieri almeno due giorni prima della seduta.

Articolo 4, comma 5:
Al termine della discussione il Presidente pone ai voti la proposta di deliberazione nonché gli eventuali emendamenti.

Per farvi capire meglio cosa vuol dire votare senza avere una proposta di delibera, pensate di dover acquistare un immobile: in questo caso il venditore, se agisse come fa oggi l’Ordine Campania,  invece del contratto d’acquisto vi chiederebbe di firmare (e dunque pagare) sulla base di una semplice brochure. In pratica alla cieca.
Per questo motivo, come preannunciato nel nostro precedente report, abbiamo dato e continueremo a dare in queste occasioni voto contrario, o astenuto laddove il regolamento lo preveda (Articolo 4, comma 6).

Ma le stranezze non finiscono qui.
Sempre in relazione a tali eventi noi consiglieri di AltraPsicologia non abbiamo potuto fare a meno di notare come, a presenziare a tali eventi, ci siano spesso alcuni dei possibili candidati al Consiglio dell’Ordine facenti parte dell’attuale gruppo di maggioranza (Psicologi per la responsabilità sociale).

–  La domanda dunque sorge spontanea: questi relatori vengono pagati?
“Si, con un gettone di partecipazione”, risponde la Presidente Bozzaotra.

– E come vengono scelti i relatori di tali eventi?
Silenzio tombale.

Il rischio infatti è che i candidati dell’attuale maggioranza prendano una grossa visibilità tramite tali eventi (che per costo e frequenza nessun candidato singolo potrebbe eguagliare)… per di più pagati dagli stessi psicologi che poi saranno chiamati al voto. In pratica campagna elettorale con i nostri soldi.
E’ questa l’etica di cui l’attuale maggioranza tanto parla in ogni occasione?

Come consiglieri approfondiremo questo e altri punti (trasparenza, questione deontologica, ecc…) con la promessa e l’impegno di tenervi informati, affinché la trasparenza all’Ordine Campania diventi una prassi e non più una chimera.

I consiglieri: Stefano Caruson, Luigi Iovino, Angelo Rega.
Il coordinatore regionale: Armando Cozzuto.




Siamo fatti per cambiare?

Settembre 2018, l’Ordine Psicologi Campania come 9 anni fa: nulla sembra cambiato.
Per comodità vi riassumo i punti salienti dell’incontro.

– Settimana del benessere psicologico
Mentre nei miei pensieri si insinua l’ombra fugace dei “braccialetti della colleganza” e della mitica “agenda 2019” (costata a noi psicologi campani appena 22.000 euro come ho già scritto qui: Un fiorino… per gli psicologi campani) la Presidente comunica con entusiasmo l’imminente avvio della Settimana del Benessere Psicologico, giunta oramai alla sua IX edizione.

Per farci un’idea della spesa complessiva ecco gli importi comunicati nei consigli precedenti:
Giugno 2018: 1200 € per concept grafico e layout; 15700 € per stampe manifesti, metro linea 1, “vela” su Benevento; 8674 € per altri manifesti, opuscoli, segnalibri; 14000 € per spot radio e tv nelle stazioni metro e funicolari; 10000 € per trasporti, spedizioni e rimborsi.
Luglio 2018: 15000 € tra altro materiale, artisti e concerto (?); 1710 per gli svuotatasche.
Il tutto più IVA, per un totale stimato di 80.866 euro.

Si avete letto bene: 80.000 euro, oltre 150 milioni delle vecchie lire.
“Stimati” perché dalla nostra postazione di uditori non sempre è facile ascoltare quanto viene discusso, per cui qualora l’Ordine volesse rettificare la cifra può farlo comunicando agli iscritti tutti i dati di spesa effettivi.
O meglio può farlo pubblicando verbali e delibere come fanno da anni tutti gli Ordini e l’ENPAP a guida AltraPsicologia.

Alla stregua delle attività dell’Ordine la nostra domanda resta dunque la stessa: è davvero necessario spendere queste cifre per promuovere la nostra professione? E’ questo il modo giusto?
L’idea degli studi aperti, e quindi dei primi colloqui GRATIS, è davvero ciò che serve oggi ai professionisti del benessere in Campania per promuoversi?
Non sarebbe il caso, dopo quasi 10 anni, di effettuare un’attenta analisi costi benefici di ciò che si configura a tutti gli effetti come “un investimento”? Perché se fai un investimento…  è importante andare poi a vedere qual è il ritorno di quell’investimento.
In  campo finanziario, ma non solo, si chiama ROI (Return on investment).
E se invece di regalare svuotatasche l’Ordine pensasse a come riempire le tasche degli psicologi campani rappresentando in modo più strategico la nostra professione?

Succede così che una parte della minoranza non trovando altro spazio per farlo (una richiesta di integrazione dell’ODG sarebbe stata forse più appropriata) si inserisce nel discorso ponendo invece una questione interessante: “il numero chiuso per l’accesso alla professione di psicologo”.
Con una domanda: “non è forse il caso che l’Ordine degli Psicologi della Campania prenda una posizione” o quantomeno –aggiungiamo noi adesso – si esprima su un tema tanto delicato quanto complesso?
Sono questi i punti cruciali che, a nostro avviso,  riguardano la professione e il suo futuro!
La presidente Bozzaotra “prende atto della richiesta”. In lingua italiana dovrebbe voler dire “tener conto al fine di prendere delle decisioni”.
Ci auguriamo vivamente che ciò accada e che l’atto in questione non diventi invece “un atto mancato”.

– Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre 2018)
La prof.ssa Arcidiacono legge ai consiglieri un suo contributo che viene acquisito e messo agli atti. Vengono stanziati 7000 euro per un convegno e/o seminario.

Tutti favorevoli tranne il gruppo Professione Psicologo che si astiene.

– Psicologia della Riabilitazione
Ancora una volta i colleghi che lavorano nel privato convenzionato appaiono destinati all’oblio, come se la legge regionale 11/84 (come riportato in un mio precedente articolo: Campania: piove ancora sugli psicologi della riabilitazione) quasi non esistesse.

Le linee guida di cui vi abbiamo già parlato e scritte da psicologi “volontari”(ricordiamo che i gruppi di lavoro furono messi al bando dal gruppo “psicologi per la responsabilità sociale” attualmente in maggioranza) sono pronte e vengono presentate ai membri del consiglio. Nessuno propone modifiche.
Attendiamo con ansia di poterle condividere e di poter valutare insieme a voi in che modo queste possano aiutare i colleghi della riabilitazione ad uscire dallo stato di totale abbandono in cui versano.
Tutti favorevoli.

– Protocollo informatico/documenti/archivio
Viene nominato un responsabile interno all’Ordine per la gestione dei dati, principalmente per la gestione della posta elettronica certificata.

Per la digitalizzazione e la dematerializzazione dei documenti dovremo attendere ancora nonostante tale punto, fondamentale per tante ragioni (snellimento procedure, risparmio tempo, riduzione costi, sicurezza, privacy, trasparenza ecc…) sia oramai all’ordine del giorno DA ANNI.
Tutti favorevoli.

– Deontologia
Il responsabile della commissione deontologica, Roberto Malinconico, “vista la sistematicità degli articoli del Codice Deontologico violati dai giovani colleghi” (e su questo possiamo solo farci delle idee) propone di organizzare degli “incontri di sensibilizzazione” sulle varie province a partire da gennaio 2019.

“Non si tratterà di un corso ma di incontri ridotti con pochi colleghi” si tiene più volte a precisare.
Come pensano di limitare l’accesso dei colleghi a tali incontri però non lo abbiamo ancora capito.
Vengono stanziati 3000 €. Tutti favorevoli.

– Fornitura servizi informatici
Deliberati 4186 € annui per l’assistenza tecnica (sito web, newsletter, anti spam…).

Ricordiamo a tutti che la gestione dei canali social prevede invece un costo a parte di circa 10.000 euro all’anno per ogni canale (Facebook, YouTube…).
Tutti favorevoli tranne il gruppo Professione Psicologo che si astiene.

Dopo un paio d’ore il consiglio volge al termine ed io, inquieto e a testa bassa, vado via con bottiglietta d’acqua e blocchetto degli appunti al seguito.
Sarà che in Ordine Campania hanno cambiato la disposizione del tavolo dove siedono i membri del Consiglio per cui, dalla precaria posizione in cui mi trovo, non mi è nemmeno più possibile “vedere” buona parte dei consiglieri.
Nello specifico tutto l’attuale direttivo è seduto al lato opposto, a me inaccessibile. I casi della vita.
Prima come “uditore” potevo solo ascoltare, adesso è quasi come farlo ad occhi chiusi.

Tutte queste cose messe insieme mi hanno ricordato perché, molti anni or sono, ho scelto di contribuire a far crescere e diffondere l’idea che un’AltraPsicologia è possibile, anche in Campania.




Un fiorino… per gli Psicologi Campani

Gli Psicologi campani ancora non lo sanno ma stanno per ricevere “un fiorino” dai Cavalieri del Sovrano Ordine di Malta.
No… non è la trama di un film, è solo l’esito dell’ultima riunione del Consiglio del 17 maggio 2018. Ma procediamo con ordine.

Della scorsa riunione del Consiglio di aprile cosa dire?
Scorrono veloci i punti all’Ordine Del Giorno: dalle comunicazioni della Presidente al bilancio consuntivo, dall’avvicendarsi del personale di segreteria (per assumere il quale ci comunicano di aver demandato ad una società interinale) per poi giungere alla “possibilità” di organizzare un evento sulla questione riabilitazione (insieme con i neuropsichiatri) arriviamo così al punto 11, forse vero motivo del nostro successivo stato dissociativo:
“Agenda Psicologi 2019: discussioni e deliberazioni”.

Il che tradotto in parole semplici vuol dire: 22mila euro.
Questo perché di agende ne stamperanno solo 4mila, e vuoi mai che non bastassero… perché in quel caso 5,50 € (il costo di una singola agenda) moltiplicato x 8000 (gli attuali iscritti in Campania) farebbe lievitare la spesa fino alla modica cifra di 44mila euro.

E se ognuno acquistasse l’agenda per conto suo, spendendo pochi euro, e quei soldi l’Ordine li utilizzasse per fare altro?
E se l’Ordine chiedesse a noi di cosa abbiamo davvero bisogno?

Beh nemmeno il tempo di rifletterci su che arriviamo al punto 14 dove ad attenderci c’è l’altro grande asso nella manica del nostro Ordine:
La settimana del benessere… tema di quest’anno “la resilienza”.

Si… sempre temi molto specifici, utili e spendibili per noi psicologi liberi professionisti.
Se poi penso che l’Ordine Lazio, gestito da AltraPsicologia, proprio in questo periodo sta dando vita ad un vero e proprio Festival della Psicologia… beh a  voi l’arduo confronto.

Chiudiamo e riapriamo gli occhi e siamo a maggio, altro mese altro Consiglio dell’Ordine.
Qui accade una cosa particolare, siamo infatti al punto 2 “Comunicazioni Presidente” e tira già una strana aria.
La presidente Bozzaotra si lancia infatti in un monologo, un monito a favore della “Consensus Conference sul Counseling” (lei che è anche Coordinatrice della Commissione Atti Tipici, Osservatorio e “Tutela” della Professione al CNOP) durante il quale si scaglia contro il referendum promosso dai noi di AltraPsicologia che definisce sedicente, autoreferenziale e demagogico.

“Chissà cosa penseranno di tali affermazioni i circa 10 mila psicologi che lo hanno sottoscritto…”, mi domando nel silenzio che avvolge la sala in quell’istante.
A parte ciò e tralasciando il fatto che una Consigliera dell’Ordine ne approfitti per chiedere “cos’è una consensus?” (annamo bene direbbero a Roma) ciò che ci lascia di stucco è la modalità di confronto utilizzata.
Di AltraPsicologia in quella sala c’eravamo solo noi “uditori”… che non abbiamo facoltà di replica, in pratica non possiamo parlare e dunque rispondere a delle affermazioni palesemente rivolte a noi.
Della serie… il potere ognuno lo gestisce a modo suo.

Poco dopo si è discusso della manutenzione ordinaria della sede dell’Ordine: 300 euro al mese ad una ditta per “varie ed eventuali”. “Metti che si fulmina una lampadina, che una porta non si chiude bene…”
Certo se un mese va tutto liscio 300 euro li paghi lo stesso, e che sarà mai.
Ma cambiare sede? Prenderne una più adatta e funzionale? Oramai partecipare ad un seminario è diventata una scommessa… del tipo che devi fare un voto a Santa Rita per riuscire ad entrare nella piccola ed unica sala disponibile!

Da bravi ossessivi quali siamo abbiamo però lasciato il meglio alla fine… ovvero il punto 8:
“Protocollo d’Intesa Ordine Psicologi della Campania e Ordine di Malta” dietro suggerimento di Raffaele Felaco.

Nonostante il D.P.R. 221/05 non consenta a quest’ultimo di essere in Consiglio (Art. 2 comma 2: I consiglieri, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, non possono essere eletti per più di due volte consecutivelui continua ad esserci “suggerendo dall’esterno”.
Non so voi ma in tema elettorale a noi ricorda tanto qualcuno che fuori proprio non riesce a stare.

Nella sostanza abbiamo stipulato o meglio ripristinato (così ci è sembrato di capire), su suggerimento di Felaco,  un protocollo di intensa con i Cavalieri di un Ordine Sovrano “militare” e “religioso”… e non è la trama di un film!
Dal dibattito in Consiglio purtroppo non è emerso cosa ci sia effettivamente scritto in questo protocollo, c
iò che sappiamo è che riceveremo un veicolo, un fiorino, ma non si capisce bene quale sarà l’impegno del nostro Ordine nei confronti di quello di Malta.
Si avete capito bene, un fiorino.

Servirà principalmente ad aiutare chi nel Sannio si occupa di Psicologia delle emergenze.
Il tutto verrà gestito tramite un progetto del quale si occuperà la Consigliera Luisa Petrosino di Salerno.
Ovviamente tutte le spese (assicurazione, benzina, garage, ecc…) verranno pagate da noi psicologi campani.

Una cosa però dobbiamo riconoscerla ovvero che il 17 maggio, per la prima volta, abbiamo visto un po’ di sana opposizione al Consiglio dell’Ordine Campania.
Il collega Angelo Rega si è infatti opposto alla proposta di associare l’immagine dello Psicologo campano ad un Ordine di chiara matrice cattolica e militare (dunque non laico come ci aspetteremmo), proponendo che fossero invece i colleghi del Sannio a fare richiesta di un veicolo (se proprio ce ne fosse bisogno) e lasciando all’Ordine Campania, in piena autonomia, la facoltà di decidere se finanziare o meno un tale progetto.

Gli animi si sono scaldati, i toni accesi, la maggioranza finalmente contraddetta. Le risposte sono state altrettanto dure e a tratti ci sono apparse quasi minacciose, come a voler passare un messaggio del tipo “non vi dovete permettere!”… o almeno questo è stato il nostro vissuto.
Ora tralasciando il fatto che la stessa Consigliera che poco prima aveva chiesto “cos’è una consensus?” abbia esordito dicendo che “i cavalieri sono gente perbene…” resta il fatto che 3 consiglieri su 15 abbiano finalmente dato voto contrario.
A voi sembrerà poco ma è un punto di partenza per contrastare chi in Campania gestisce l’Ordine oramai da decenni. E pensare che c’è stato chi, dalla maggioranza, ha risposto che si può firmare un protocollo con un altro ente pur condividendo solo una parte del lavoro che svolge.
Come psicologi contestiamo duramente tale affermazione perchè nessuno meglio di noi può sapere quanto siano importanti “la qualità” e “l’autenticità” nelle relazioni e di conseguenza che il fine NON giustifica i mezzi.

Fatto sta che il protocollo è stato approvato e noi psicologi campani ci ritroveremo con “un fiorino” gentilmente concesso dai Cavalieri del Sovrano Ordine di Malta.
Voi lo avreste mai immaginato, quando avete deciso di fare gli psicologi in Campania?




TUTTI PAZZI PER LA RIABILITAZIONE

In Campania il lavoro di centinaia di psicologi della riabilitazione continua ad essere a rischio, nello specifico parliamo di quei colleghi che da oltre un decennio offrono prestazioni psicoterapeutiche di eccellenza in convenzione con il SSN.

Chi volesse ripercorrere le vicissitudini di questa martoriata categoria di colleghi può farlo leggendo il nostro precedente articolo (CAMPANIA: PIOVE ANCORA SUGLI PSICOLOGI DELLA RIABILITAZIONE),  per coloro che preferissero invece guardare avanti il mistero si infittisce.
Mentre il rinnovo degli Ordini Regionali risulta oramai prorogato di ben due anni ecco che puntualmente intravediamo riaffacciarsi sulla scena i soliti noti… la vecchia guardia ci verrebbe da dire, coloro che da oltre 20 anni in Campania gestiscono il “potere” tra Ordine, ASL e centri di formazione.
Perché il fatto che ancora oggi a rappresentare una categoria professionale costituita quasi interamente da liberi professionisti ci siano – e continuino a proporsi – coloro che la partita IVA e il precariato nemmeno sanno cosa sono forse dovrebbe farci riflettere.
Nulla di nuovo se non fosse che per alcuni di loro IMPROVVISAMENTE il futuro degli psicologi della riabilitazione sembra essere diventato importante.
Parliamo soprattutto di AUPI da una parte (che nasce come sindacato degli strutturati pubblici) e del SUMAI dall’altra (il sindacato degli ambulatoriali) che, a quanto pare, sembrerebbero oggi ben disposti a rappresentare i colleghi della riabilitazione (riunitisi intanto in un comitato, il COPSIR) e dunque a perorarne la causa.
Retorico forse chiederci dove siano stati in tutti questi anni perché noi,  forse sbadati, davvero non lo abbiamo capito.
Insomma d’un tratto “tutti pazzi per la riabilitazione”.
E i politici attualmente in carica? Perché se qualcuno ancora non lo avesse capito la questione è politica e ruota intorno ad un numero non indifferente di interlocutori politici ed istituzionali.

Negli ultimi mesi noi di AP Campania abbiamo riflettuto molto prima di scrivere articoli a riguardo.
Se da un lato c’era infatti chi ci incitava a farlo dall’altro c’era chi temeva che “avremmo fatto arrabbiare qualcuno”. Per questo motivo, pur non condividendo questa modalità “del dover tenere buono” chi dice di poterti aiutare (come se non fosse di per sé un dovere per chi ci rappresenta) abbiamo mantenuto un basso profilo.
I fatti però hanno continuato imperterriti a parlare per noi.

L’attuale maggioranza alla quale fa capo oggi la Presidente Bozzaotra – ovvero l’Associazione Psicologi per la responsabilità sociale creata da Raffaele Felaco – ha ben dimostrato, in oltre un decennio di mandato, quanto sia disposta a fare per affrontare la questione riabilitazione.
Se poi aggiungiamo che nell’attuale minoranza dell’Ordine ci sono colleghi che pur lavorando da anni nei centri di riabilitazione solo poco fa si sono preoccupati di scrivere all’esterno quanto meno un articolo (il primo in quattro anni) e tra l’altro senza alcuna proposta concreta, il quadro diventa più chiaro.
Anche per questo motivo – e perché crediamo che nessuno possa meglio rappresentare il contesto riabilitativo di chi in quel contesto ci lavora e si attiva da anni – accogliamo il lavoro di Vincenzo Mazza al quale ci rivolgiamo nuovamente per fare il punto della situazione.
Perché questo ci preme sapere, a che punto siamo?


Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, ci sono luci e ombre all’orizzonte per il piccolo psicologo della riabilitazione. Ad un certo punto abbiamo creduto che anche lui potesse finalmente entrare nel mondo dei grandi. Perché le proposte che sono emerse, anche nell’ambito delle riunioni periodiche tenute dall’Ordine degli Psicologi, sono state talmente allettanti da sembrare inverosimili, essendo noi abituati a subire continui attacchi. Siamo partiti da una proposta velleitaria di una sanatoria. Di volta in volta é stata prospettata la creazione di un “dispositivo” per il riconoscimento del lavoro svolto da noi psicoterapeuti della riabilitazione, come “titolo preferenziale”, da utilizzare nell’ambito di avvisi e bandi specifici nell’area dell’assistenza psicoterapeutica dell’età evolutiva. Siamo stati invitati a perseguire l’obiettivo di una graduatoria esclusiva per noi Psicologi e Psicoterapeuti della Riabilitazione. Queste proposte, che rappresenterebbero una soluzione definitiva, verrebbero ovviamente accolte a braccia aperte.  Ma intanto continuiamo a tutelarci da soli. Ho sempre affermato a voce alta che in questi lunghi anni abbiamo costruito un servizio assistenziale che funziona bene; abbiamo svolto il nostro lavoro nell’ambito dei centri di riabilitazione, con organizzazioni private, ma offrendo, a tutti gli effetti, un servizio di eccellenza per il S.S.N. anche grazie all’efficienza dei contesti che abbiamo allestito. Contesti nei quali vorremmo rimanere, mettendo fine ai continui attacchi. Il nostro settore assistenziale, rivolto ai bambini e alle loro famiglie, è un settore che funziona bene, altrimenti non potremmo erogare, con dimostrabili successi terapeutici, 50000 psicoterapie all’anno. Continuerò sempre a ribadire che il nostro è un lavoro di rete, in un’ottica di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, svolto in sinergia con i vari interlocutori coinvolti nella presa in carico e nel processo di cura: Neuropsichiatri infantili dell’ASL, Servizi Sociali dei Comuni , Tribunali per i minori, Scuole e Associazioni. Per il 9 aprile era prevista un’assemblea con l’Ordine degli Psicologi poi rinviata al 14 maggio, come a voler confermare che ancora una volta le priorità sono altre… e questo fa riflettere. Per questo “luci e ombre”.


Come AltraPsicologia non possiamo far altro che constatare come tali promesse, per quanto allettanti, appaiano difficili da realizzare, altrimenti non capiamo perché fino adesso ciò non sia mai stato fatto.
Quella della sanatoria, nello specifico, richiama alla nostra mentre un’altra abissale promessa fatti agli psicologi campani (non a caso in periodo elettorale) ovvero quella del fantomatico Psicologo del Territorio (a tale proposito se qualcuno ne avesse mai incontrato uno… per favore batta un colpo).

AP Campania  (che al momento non ricopre alcuna carica per poterlo fare) partirebbe da un punto fondamentale che ad oggi sembra caduto nel dimenticatoio: LA TRASPARENZA.
Bisognerebbe ad esempio capire cosa c’è dietro quei bandi pubblici dove ti candidi per lavorare in Hospice e ti ritrovi come “Dirigente” in un altro servizio pubblico (UOMI, DSM , Dipendenze Patologiche, ecc…) attraverso  improvvisi scorrimenti di graduatoria da un servizio all’altro (come se le competenze degli psicologi fossero intercambiabili) che hanno reso possibili quei silenziosi processi di internalizzazione che stanno facendo fuori i colleghi della riabilitazione, rimbalzati qua e là dalle promesse dei vari politici di turno.

C’è dunque bisogno di un progetto serio e strutturato, di un lavoro mirato e trasparente che tenga conto dei processi politici e decisionali sottostanti affinché i colleghi della riabilitazione possano sentirsi degnamente rappresentati “senza dover chiedere nulla a nessuno”.
E’ infatti il lavoro svolto da questi ultimi a dover parlare e su questo credo che nessuno possa avere nulla da obiettare.
Finora chi ha avuto il potere di farlo perché non lo ha fatto?
Da bravi psicologi di fronte al peso di questa domanda non possiamo far altro che imparare a tollerare il vuoto della risposta.