PSICOLOGI: TARTASSATI O LIBERATI

Un mare di nuove scadenze costose sono in arrivo per gli Psicologi italiani, in questo scorcio di estate imminente:

1) tra pochi giorni, dal 6 giugno, la Fattura Elettronica (che, in barba alla dichiarata sperimentalità e alla gradualità, da subito coinvolgerà tutte le colleghi e i colleghi liberi professionisti che lavorano con le scuole di ogni ordine e grado – ne parla Ivan Graziato qui);
2) dal 30 giugno l’onere di dotarsi del POS (tra mille incertezze, pratiche e normative, che Federico Zanon esplicita qui);
3) dal 14 agosto l’obbligo di Assicurazione per la Responsabilità Civile (ne abbiamo parlato qui prima che ci fosse l’ennesimo rinvio e torneremo presto sull’argomento).

 

Nel frattempo stanno maturando nell’oscurità nuove complicazioni che nei prossimi mesi ci troveremo a dover affrontare:

la formalizzazione della formazione permanente (ECM si o ECM no?) riguarderà tutti gli Psicologi individualmente.

Al contempo nuove tasse stanno colpendo il nostro risparmio per la pensione, quello depositato all’Enpap:

1) con l’aumento della tassazione per le rendite pensionistiche (l’Enpap è costretto a pagare tasse aggiuntive sui rendimenti, che abbassano ancora di più le magrissime pensioni),
1) con la tassazione aggiuntiva per la spending review (passata ora al 15% delle cosiddette “spese intermedie”) che toglie all’Enpap risorse che potremmo di certo impiegare più utilmente per gli iscritti.

 

Tutti questi movimenti normativi segnano, ancora una volta, quanto i professionisti Italiani – e gli Psicologi tra questi – siano visti da chi governa come una sorta di casta all’interno del sistema economico nazionale, “potenziali evasori fiscali” a cui è normale chiedere sacrifici in  tempo di crisi in ragione dei privilegi goduti finora.

Non so se la fantasia della casta e dei privilegi abbia mai avuto corrispondenza con la realtà di altre categorie professionali, in passato. Di certo non ha mai avuto alcun nesso con la realtà degli Psicologi.

Da sempre i redditi della nostra categoria sono tra i più bassi tra tutti i professionisti Italiani. È chiarissimo nelle tabelle pubblicate dal sole 24 ore qualche mese fa.

Il Bilancio dell’Enpap per il 2013, approvato proprio in questi giorni, dimostra, una volta di più, che i redditi degli Psicologi sono ulteriormente calati e in alcune regioni del Sud sono molto sotto la soglia di povertà (circa 13.600 euro il reddito netto su media nazionale, circa 9.000 euro nelle regioni del Sud). E sono molto più bassi per le donne, piuttosto che per gli uomini (in media i maschi guadagnano il 40% in più delle colleghe donne).

redditi psicologi

 Redditi Iscritti Enpap

 

In questi giorni ci stiamo impegnando a concretizzare una prima serie di iniziative per sottolineare – sul piano culturale ed economico – la parità di genere e la possibilità di dare nuove occasioni alla Psicologia.

Al Consiglio di Indirizzo siamo riusciti ad approvare all’unanimità una nuova forma di assistenza per la paternità e la genitorialità, un’iniziativa su cui stiamo lavorando fin dal principio del mandato eche aiutierá ad evidenziare che l’onere della cura dei figli ricade su entrambi i genitori indipendentemente dalle condizioni di genere (ora questa nuova assistenza va scritta in forma di regolamento e poi dovrà passare all’approvazione dei Ministeri).

Abbiamo poi fatto fare un altro passo avanti alla procedura per attivare il Microcredito e la formazione imprenditoriale per gli iscritti che hanno buone idee da sviluppare in piani economici: in modo che siano sostenute le capacità creative ed imprenditoriali di chi vuole investire nelle professione di Psicologo e che attraverso l’Enpap possano arrivare finanziamenti a sostegno dell’attività degli Psicologi.

La lotta per far rispettare la nostra categoria e liberarne le energie creative sarà necessariamente lunga e non possiamo essere soli, in questa azione.

Abbiamo richiesto ed ottenuto l’attivazione dellAssociazione di tutte le Casse di Previdenza dei Professionisti (l’AdEPP, www.adepp.it) per confrontarsi direttamente con il Governo e con i fornitori di servizi sulle questioni della Fatturazione Elettronica, del POS della Tassazione delle rendite degli Enti di Previdenza.

Si è riusciti così a far tornare sui suoi passi il Governo sulla tassazione, che sta per tornare ai livelli precedenti e viene promessa in calo il prossimo anno.

Siamo poi in attesa di chiarimenti regolamentari ed agevolativi sulle altre scadenze: nei prossimi giorni l’Agenzia delle Entrate dovrebbe fornire un software gratuito per la fatturazione elettronica e si attende una norma che riduca i costi delle transazioni bancarie per luso di strumenti come il POS.

Resta tantissimo da fare.

Spero che il nuovo Consiglio Nazionale degli Ordini degli Psicologi, che dopo le elezioni degli ultimi mesi si insedierà nelle prossime settimane, sia in grado di sostenere il lavoro che, dall’Enpap e come AltraPsicologia, facciamo e in cui non vorremo essere lasciati, ancora una volta, da soli.

 

   Felice D. Torricelli

(Past President e Fondatore di AltraPsicologia)

 




Ancora pochi giorni e potremo cambiare la Psicologia negli Ordini.

In questi giorni e fino a domenica, con orari diversi a seconda dei territori interessati, si voterà ai seggi per rinnovare i Consigli degli Ordini della maggior parte delle regioni italiane.  In Piemonte si sta già votando adesso…In alcune regioni le elezioni si sono già concluse ed hanno marcato l’avanzamento concreto di quell’AltraPsicologia che da sempre propugniamo.

Nelle Marche AltraPsicologia ha vinto le elezioni con un approccio concreto centrato sulle necessità della categoria, forte di quanto già realizzato nel passato mandato come componente attiva e propulsiva della maggioranza. Già nei prossimi giorni comincerà l’attuazione del programma,volto a concretizzare quanto APMarche ha promesso in fase elettorale e relativo ai suoi primi “cento giorni” di governo.

In Toscana il gruppo indipendente Noi Psicologi Toscaniha riscosso un consenso massiccio che lo mette in condizione di governare con una maggioranza giovane e determinata. La squadra è forte dell’esperienza portata avanti negli ultimi anni da Sandra Vannoni, sostenitrice di AP, e capace di un pensiero all’avanguardia in moltissime questioni cruciali per lo sviluppo della professione.

In Sicilia – da sempre una roccaforte dello strapotere delle componenti più clientelari della professione, che riuscivano a governare in assenza di ogni minoranza piazzando 15 consiglieri della loro lista su 15 posti disponibili – AltraPsicologia ha sparigliato i giochi e, oltre a garantire per la prima volta l’accesso al Consiglio di una vera minoranza con due suoi consiglieri (Angelo Barretta e Dario Caminita), ha scoperto, documentato e rivelato i giochi oscuri attraverso i quali è stato gestito il consenso finora. Stiamo per questo proponendo ricorso al TAR affinché le elezioni vengano ripetute senza i comportamenti scorretti che abbiamo registrato.

Nelle regioni più piccole, come la Val d’Aosta e il Friuli Venezia Giulia, il numero ridottissimo di votanti e l’assenza di gruppi organizzati di AltraPsicologia hanno purtroppo consentito ai gruppi espressione della conservazione dello status quo, quasi unici competitori, di confermarsi nel governo.

Nei prossimi giorni si svolgeranno, ora in seconda convocazione a causa del mancato raggiungimento del quorum nella prima, le competizioni più attese, quelle per le regioni con il maggior numero di iscritti (Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, che insieme rappresentano ben più del 50% degli Psicologi italiani). Ma non solo: vedremo in gara anche Abruzzo, Campania e Puglia, dove i gruppi locali di AP hanno deciso di presentare le loro candidature.

In questa tabella le date di voto nelle varie regioni:

ABRUZZO

prima convocazione: 11-12 gennaio

seconda convocazione: 18-19 gennaio

PUGLIA

9-10-11 gennaio

CAMPANIA

10-11-12 gennaio

VENETO

10-11-12 gennaio

LAZIO

10-11-12 gennaio

PIEMONTE

6-7-8 gennaio

LOMBARDIA

10-11-12 gennaio

Il voto per corrispondenza, ancora una volta, si è dimostrato poco efficace nel sostenere la partecipazione elettorale, complice la recente normativa – applicata a macchia di leopardo – che obbliga ad applicare il bollo da 16 euro sulle autentiche di firme presso gli uffici comunali (un altro dei tanti modi che il Governo nazionale ha trovato per spremere i professionisti, negli ultimi anni). Solo la Lombardia, con una decisione coraggiosa del Presidente Grimoldi (membro di AP), si è distinta garantendo la possibilità di voto postale a tutti i suoi iscritti inviando loro le schede di voto direttamente a casa. Ora in alcune regioni, complice l’ignavia degli Ordini più conservatori che non hanno voluto considerare l’aggravio di costo chiesto ai colleghi attraverso il bollo sull’autentica, si corre il rischio di non raggiungere il quorum minimo per la validità delle elezioni.

I temi della campagna nelle diverse realtà territoriali sono brillantemente raccolti negli articoli presentati nelle aree regionali del sito http://www.altrapsicologia.it e redatti dai gruppi territoriali di AP.

Restano cruciali in tutte le proposte dei gruppi di AP i temi fondanti della nostra Associazione, quegli stessi temi intorno ai quali si sta declinando la nostra azione nel Consiglio di amministrazione dell’Enpap:

  • attenzione alle fasce più deboli della professione,
  • promozione della Psicologia professionale e del lavoro per gli Psicologi su solide basi di sostenibilità,
  • trasparenza vera degli atti di governo in termini di incentivo alla partecipazione degli iscritti e della tracciabilità delle responsabilità,
  • tutela della salute dei cittadini garantendo confini stabili e presidiati agli interventi qualificati dei professionisti Psicologi,
  • proposta dell’impegno politico in termini di servizio alla comunità professionale.

Uno degli argomenti tangenziali alla campagna elettorale, su cui la demagogia si va sprecando e non sono mancati attacchi personali un po’ sguaiati e un po’ curiosi, è quello dei costi della politica professionale, questione così di moda in contesti più “alti”.

Di certo è curioso il tentativo di portare la discussione sul tema dei compensi per i nuovi consiglieri da parte di colleghi che per 20 (dico, venti) anni circa hanno goduto di indennità di ordinistiche tra le più consistenti (il presidente uscente del Lazio, ad esempio, che firma un articolo sul tema, si è recentemente aumentato l’emolumento. Essendo la collega rimasta in carica per una ventinad’anni ai vertici dell’Ordine del Lazio – il  maggiore d’Italia – vi invito a fare un po’ di calcoli su quanto è costato a tutti noi il suo “lavoro”). Rimane però aperto un quesito: cos’è riuscita a fare in questi 20 anni per essere ricordata dalla categoria?

Mi consento una piccola divagazione personale al riguardo, visto che sono stato chiamato in causa direttamente, in alcune note polemiche, come nuovo presidente dell’ENPAP: la collega presidente uscente dell’Ordine del Lazio mi taccia, infatti, di essere contemporaneamente nei Consigli di amministrazione dell’ENPAP, della CAMPI e dell’EMAPI (e stranamente, visto che nel suo scritto fa le pulci agli incarichi di tutti, dimentica di dire che sono anche presidente di AltraPsicologia :o)

Fa così un bel po’ di confusione, dimostrando che in questi vent’anni poco si è occupata della professione in generale.

Amando la nostra professione mi sono dedicato, negli anni, alla cura dello sviluppo di diverse iniziative a sostegno degli Psicologi e della Psicologia sempre a titolo gratuito.

Sono nel CdA della CAMPI (che è ente mutualistico privato) dal 2006 e al Consiglio di amministrazione di EMAPI partecipo da maggio scorso proprio nella qualità di presidente dell’Enpap (assieme ai presidenti di tutte le altre casse aderenti al consorzio). Sono poi stato fondatore di AltraPsicologia, che presiedo dal 2008.

In questi anni in CAMPI, poi, assieme agli altri consiglieri, ho contribuito ad attivare concretamente servizi utili come le assicurazioni a prezzi introvabili sul mercato, il microcredito a sostegno delle idee professionali innovative, le borse di studio, per i figli degli psicologhe e degli Psicologi in difficoltà.  Sono servizi che l’Ordine del Lazio del presidente uscente non ha mai neppure considerato di attivare.

Sul tema “costi/benefici della politica professionale” AP è sempre stata attentissima: in Lombardia la gestione di AltraPsicologia ha ridotto del 30% i costi dell’Ordine moltiplicando al contempo i servizi offerti agli iscritti, come il grafico qui sopra evidenzia bene e come spiegato puntualmente nel bilancio sociale di fine mandato dell’Ordine della Lombardia.

Per dare credito davvero a questo nostro modo di intendere le responsabilità istituzionali per la categoria è necessario andare a votare nei prossimi giorni, consapevoli del fatto che la possibilità di espandere quest’Altra Psicologia passa solo attraverso la sensibilità democratica delle Psicologhe e degli Psicologi.

Buon 2014 alla Psicologia italiana.

Felice D. Torricelli




Mettiamo Ordine: il Rinascimento della psicologia.

Ci siamo. A questo punto in alcune Regioni si sta ormai votando per il rinnovo degli Ordini; in alcune di quelle più piccole le procedure di voto sono addirittura già terminate mentre in quelle più grandi è presumibile che i quorum si raggiungeranno solo in seconda convocazione, a gennaio.

Queste elezioni segnalano, una volta di più, la centralità dei temi della promozione, della tutela e della trasparenza di cui AP si è fatta prima portatrice alla sua nascita, ormai otto anni fa. Nel 2005, quando AltraPsicologia appena nata indisse la prima manifestazione nazionale di piazza a difesa della Psicologia Clinica, questi argomenti erano marginali nel dibattito elettorale. Oggi non si può evitare il confronto su queste aree, che sono gli argomenti cruciali su cui si confrontano sostanzialmente tutte le liste presenti alla competizione elettorale.

La sensibilità su questi temi degli Psicologi italiani, in questi anni, è cambiata. Ma non è di certo migliorata la condizione della professione. Gli Psicologi iscritti all’albo sono oramai quasi 100.000 – i nuovi arrivati sono circa 8.000 all’anno – e i redditi individuali devono fare i conti con la perdurante contrazione del mercato, con il ripiego strutturale dello Stato Sociale e con la concorrenza sleale, sempre più sfrontata e aggressiva, di pseudo-professionisti del benessere psichico.

I Principi di AltraPsicologia restano cruciali per orientare l’impegno per la politica della professione:

LA PROMOZIONE

La Psicologia deve entrare nel dibattito sociale, prendendo posizione sui principali temi di attualità. Lo psicologo deve evolvere in una figura conosciuta e affidabile di un professionista con un ruolo peculiare ed identificabile, in grado di portare competenza e valore nel quotidiano di tutti

LA DIFESA DELLE FASCE PIÙ DEBOLI

Che vuol dire impegnare gli Ordini nel sostenere concretamente i colleghi più giovani, i liberi professionisiti e quelli del privato sociale vampirizzato e stremato in sovrappiù dalla crisi degli ultimi anni, piuttosto che fare gli interessi dei baronati che cannibalizzano e depauperano la professione, anche tentando di impadronirsi del presidio degli Ordini.

LA TUTELA

Difendiamo la nostra professione perché per noi è un valore. La tutela dei confini professionali è importante per il lavoro degli psicologi ma è essenziale per garantire ai cittadini il diritto alla salute e la chiarezza nel rapporto con il professionista

LA TRASPARENZA

Come azione concreta e continuata per rendere ricostruibili le decisioni, chiare le responsabilità, comprensibili le azioni di governo a tutela del bene comune che sono le nostre istituzioni professionali.

IL SERVIZIO

Una visione orientata al superamento dei meri compiti stabiliti dalla legge, per arrivare ad un modello di Ordine come “centro di servizio”, che sappia valorizzare la quota associativa e sostenere la costruzione di una comunità dialogante tra i colleghi.

La strada da fare è ancora tanta. L’uso solo strumentale da parte di altri di argomentazioni che AP sostiene da sempre non è raro ma intanto le questioni vengono poste, e i colleghi sono sempre più consapevoli ed attenti a questi temi, certi che lo sviluppo della loro attività professionale non possa prescindere da azioni concrete che AP ha dimostrato di saper attuare.

La partita che si sta svolgendo vede competere da un lato forze tese a conservare lo status quo, infiltrate a peggiorare i luoghi della professione, dell’Università, delle scuole di psicoterapia e del sindacato, e dall’altro lato si propongono le istanze trasformative e vitalizzanti a cui vuole dare voce AltraPsicologia, sostenute da colleghi impegnati totalmente nella professione, parte di una comunità operante e consapevoli delle necessità di chi ogni giorno si occupa di Psicologia e vive di questo.

AltraPsicologia è in grande crescita anche perché in questi anni nulla ha fermato il declino della professione se non le azioni decise che AP ha messo in piedi. Le sole vittorie della Psicologia – le Sentenze contro i counsellor, i Festival della Cultura Psicologica, le convenzioni per la Psicologia Sostenibile e cento altre iniziative di successo – vengono dalla Lombardia, l’unica regione in cui AP ricopre le principali cariche ordinistiche.

Anche per questo AP si espande e quest’anno presenta le sue liste in otto Regioni cruciali. I gruppi di AltraPsicologia sono in:

Abruzzo
Campania
Lazio
Lombardia
Marche
Piemonte
Veneto
Sicilia

I temi proposti localmente declinano nelle situazioni particolari lo spirito e le idee di AP. E le idee si propagano: molti singoli candidati o liste locali si ispirano ad AP e declinano localmente le nostre stesse idee.

Accade di certo in Liguria, in Toscana, in Sardegna.

E’ ora il momento di attivarsi, di informarsi, condividere e finalmente di votare. Come sempre si potrà votare per corrispondenza (con meccanismi farraginosi e anti-partecipativi, come descriviamo in questo articolo) o – meglio – ai seggi, dove si potranno incontrare i colleghi di AP, conoscerli e toccare con mano la comunità dei professionisti in cui vorremmo che ogni Psicologo si riconoscesse.




Chiacchiere, soldi e bisogni sociali. Chi paga la Psicologia?

Che gli Psicologi siano tanti, troppi, è un dato ormai innegabile. Che lo Stato Sociale italiano ricorra alla professionalità degli Psicologi in misura assolutamente marginale rispetto al bisogno e all’opportunità è altrettanto inconfutabile.

Negli ultimi tempi si è avuto notizia di diverse iniziative, più o meno strutturate e più o meno sensate, finalizzate ad innovazioni di legge che attivino ulteriori servizi pubblici di psicologia con una bassa soglia di accesso per i cittadini, in modo da renderli fruibili da fasce più ampie della popolazione, dando al contempo più occasioni di impiego alla nostra categoria.

Al di là della sostenibilità scientifica delle ipotesi finora messe in campo nelle diverse parti d’Italia, uno resta il punto comune di queste esperienze: tutti i tentativi attuati finora si sono conclusi con un sostanziale nulla di fatto.

Esaurito il clamore mediatico – che forse porta qualche momento di notorietà al promotore – si rischia che la Psicologia professionale si ritrovi ancora più marginalizzata di prima, a fare i conti con un ulteriore arretramento della sua legittimazione sociale, e che i cittadini si ritrovino, ancora una volta, illusi dalla politica e privi di servizi essenziali per la loro qualità di vita.

Uno dei progetti più interessanti, tra i tanti proposti di recente, è di certo quello di Psicologo di base portato avanti dal professor Luigi Solano con la scuola di specializzazione in Psicologia della Salute dell’Università La Sapienza. Il progetto è particolarmente apprezzabile per il fatto di definire una bassissima soglia di accesso alla Psicologia professionale, attuata affiancando lo Psicologo al medico di base durante l’apertura degli studi di medicina generale. Nel tempo Solano ha strutturato un modello operativo credibile e – soprattutto – sostenibile economicamente attraverso i risparmi che consente in termini di riduzioni delle prescrizioni di farmaci, analisi cliniche, visite specialistiche da parte degli studi medici coinvolti.

Perché questo è il vulnus principale della maggior parte delle ipotesi che si fanno sulla Psicologia del territorio: la sostenibilità economica.

Se la questione del finanziamento era cruciale qualche anno fa, oggi il pagamento delle attività di prevenzione è un problema che pare insormontabile e, purtroppo, non considerato all’interno delle proposte di innovazione normativa che cercano appoggio.

Lo stato sociale, in Italia come in gran parte delle società occidentali, non è più nella condizione di investire i suoi soldi in prevenzione, con il risultato che tutta una serie di servizi territoriali a bassa soglia di accesso vengono chiusi.

Questo dato ha una ricaduta particolarmente grave per la nostra professione: sono tantissimi i colleghi e le colleghe che vedono ridotto il loro lavoro da anni, a causa di questo arretramento dello Stato Sociale. Sono molto diminuiti (e continuano a diminuire) i progetti di prevenzione psicologia in tutti i settori, da quello scolastico a quelli rivolti alle fasce più deboli della popolazione. Altro che nuovi servizi di Psicologi nel territorio!

Nelle proposte di legge sulla psicologia territoriale che circolano, quello che meno si capisce è proprio come debba essere finanziato questo tipo di servizio. Anche quelli che vengono ventilati come successi, ad esempio la recente innovazione normativa della Regione Campania, scontano un enorme vulnus: chi paga?

Non c’è infatti nessuna previsione di copertura finanziaria, anzi – comprensibilmente – il legislatore si premura di sottolineare che l’innovazione non dovrà ulteriormente gravare in nessun modo sulla finanza pubblica. Non è che finisce anche qui con gli psicologi che, se lavorano, lavorano gratis?

Appare quindi sostanzialmente irrazionale l’ipotesi di attivare – in questa fase storica – servizi di Psicologia di base che non siano in grado di sostenersi autonomamente dal punto di vista economico.

In verità, è difficile affermare, di fronte a politici sempre più attenti alle questioni di spesa, le buone ragioni della Psicologia se non in termini puramente idealistici e va riconosciuto un grande limite alle ricerche in Psicologia: pochissime sono le ricerche che abbiano valutato l’impatto economico delle attività degli Psicologi.

Questo fatto ci mette nella poco invidiabile condizione di non essere in grado di negoziare con la pubblica amministrazione se non in termini clientelari o i pietistici, implorando qualche piccola posizione individuale che non potrà mai diventare una opzione seria per la categoria.

Il passaggio indispensabile per la legittimazione sociale e normativa della Psicologia professionale è – oggi più che mai – attraverso la dimostrazione di validità non solo scientifica ma soprattutto economica dei nostri interventi professionali.

Finché non sapremo dimostrare, numeri alla mano, che attraverso l’accesso facilitato ai servizi dello Psicologo (di base, del territorio, o di qualunque altro genere) è possibile per la collettività operare non solo in termini di miglioramento della qualità della vita ma anche di un dimostrabile e significativo risparmio di spese per il sistema sanitario e assistenziale non avremo di fatto possibilità serie di far passare alcun intervento sensato e generalizzato di psicologia diffusa nel territorio.

Questa è la vera sfida e non la si risolve né con l’amicizia di qualche politico né con le sottoscrizioni pubbliche.

Felice D. Torricelli




Risposta del Presidente di AltraPsicologia al comunicato dell'Ordine Psicologi Abruzzo

Egregio Presidente,

abbiamo letto, io e il Consiglio Direttivo di AltraPsicologia, il Suo comunicato pubblicato in data 3/10 u.s. sul sito ufficiale dell’Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo, dopo aver ricevuto notizia dai nostri iscritti abruzzesi che lo stesso era stato da Lei inviato ad personam a tutti gli iscritti all’Ordine regionale.

Siamo indignati, nonché, per usare i Suoi stessi termini, “raccapricciati” e “sconcertati” per le affermazioni gratuite e palesemente diffamatorie indirizzate alla nostra Associazione.

Ci accusa di aver ospitato sul nostro sito istituzionale (e viene da chiedere: con superficialità? o con complicità?) una “indegna” e “martellante campagna mediatica e investigativa”, di avere cioè avviato e diffuso in rete un “linciaggio mediatico nei confronti dell’Ordine costruito volutamente per delegittimare”.

Le chiediamo: delegittimare chi? E a vantaggio di chi?

Per cercare di capire, mentre il nostro iniziale sbalordimento lasciava posto alla crescente indignazione, abbiamo chiesto lumi ai nostri associati abruzzesi, promotori della petizione oggetto del Suo comunicato.

Ci è stato confermato che la semplice consultazione dell’“Elenco dirigenti a tempo indeterminato” sul sito istituzionale della ASL di Pescara, elenco pubblico e pertanto di libero accesso a tutti i cittadini, ai sensi del D.Lgs. 14.3.2013 n.33, ha consentito ad alcuni iscritti abruzzesi di individuare una significativa e inquietante corrispondenza tra le iniziali di un reo confesso pubblicate da organi di stampa locali e quelle di un dirigente Psicologo, titolare di una prestigiosa carica istituzionale, rappresentativa dell’intero Ordine.

Gli stessi iscritti, per conoscere la posizione dell’Ordine, aspettativa che francamente appare più che legittima, turbati per la notizia pubblicata sui quotidiani, si sono rivolti ai Consiglieri dell’Ordine, in via riservata, inoltrando la lettera che segue:

“Gentili colleghi Consiglieri,

vorremmo avere conferma o meno rispetto al fatto che il dirigente psicologo della Asl Pescara dipendente presso il consultorio familiare, il quale, indagato per truffa ai danni dello Stato, ha patteggiato la pena di 3 mesi e 300 euro, indicato dagli organi di stampa con le iniziali D.R., non corrisponda al nostro Vice Presidente, anch’egli dirigente psicologo impiegato presso il consultorio della Asl Pescara e anch’egli avente per iniziali le lettere D.R.
Vi chiediamo di fornirci urgentemente risposta, a tutela della trasparenza e dell’immagine dell’Ordine Abruzzo e di tutti noi psicologi iscritti a tale Ordine.
Con l’augurio che si tratti di una curiosa coincidenza, vi ringraziamo.
Si allegano articoli di giornali riportanti il fatto di cronaca.”

Tale documento, lealmente sottoscritto con nome e cognome da alcuni componenti della sezione abruzzese di AltraPsicologia, a nostro avviso esprime semplicemente una motivata e legittima perplessità.

Lei ritiene che violi la legge chi, sulla base di dati assolutamente pubblici, chieda chiarimenti al proprio Ordine professionale nel porsi questa domanda: “Come può rappresentarci nelle sedi e nelle funzioni istituzionali chi non è stato in grado di testimoniare di persona l’osservanza delle norme giuridiche e morali che chiede agli altri di rispettare? “

I nostri associati firmatari della mail dunque hanno chiesto apertamente al Consiglio di essere tranquillizzati sulla circostanza che la persona riconosciutasi responsabile di un reato in sede di patteggiamento non fosse la stessa persona che li rappresentava a livello istituzionale; ovvero di essere garantiti da un rigoroso intervento del Consiglio dell’Ordine.

Questo comportamento Lei lo ritiene giustizialismo? Giacobinismo fuori legge? Odio e ignoranza delle Leggi dello Stato?

Non pensa che è stata la mancanza di una risposta invano attesa a dare l’input all’iniziativa della petizione, che è stata pubblicata nel ns. sito, ricevendo l’adesione di più di 650 Psicologi (li ritiene tutti facinorosi neogiacobini?), e che qui riportiamo:

Cari colleghi, questa è la domanda: se il Vice Presidente di un Ordine Psicologi viene licenziato per assenteismo nel suo ruolo di Dirigente ASL, se viene Indagato per truffa ai danni dello stato e patteggia 3 mesi e 300 euro di multa, secondo voi può continuare a rappresentare la professione? Secondo voi mantiene quei requisiti minimi di decoro professionale ed etica previsti dal nostro Codice Deontologico? E l’Ordine a cui appartiene può rimanere passivo di fronte ad un fatto del genere? Noi pensiamo di no, e voi?

Ci sembra che la petizione sia rivolta a tutti gli Psicologi semplicemente per conoscerne il parere e la posizione (visto che non è stato possibile conoscere direttamente quelli dell’Ordine!), in merito ad una situazione che sollecita interrogativi di natura etica e deontologica.

L’alto numero di adesioni e di commenti favorevoli nei confronti dell’iniziativa dimostra che il tema dei rapporti tra la “base” e gli organismi rappresentativi è sentito e condiviso a livello nazionale.

Egregio Presidente, AltraPsicologia è da sempre particolarmente impegnata sul fronte della trasparenza, della tutela e della promozione della figura professionale dello Psicologo: eviti pertanto in futuro di attribuire alla nostra associazione oscure manovre, maligne intenzioni e inesistenti comportamenti.

Auspichiamo che rivolga la Sua indignazione nei confronti di coloro che violano le norme del codice penale e non nei confronti di chi, in qualità di iscritto, Le chiede trasparenza e applicazione delle norme deontologiche.

Confidiamo che la presente sia pubblicata sul sito dell’Ordine, in modo che chi ha letto le accuse da Lei ingiustamente avanzate nei confronti di AltraPsicologia, e sulle quali vorremmo “calare la tela”, abbia la possibilità di conoscere anche la nostra interpretazione dei fatti e di farsene una propria opinione.

Distinti saluti.
per AltraPsicologia
Il Presidente