Il preventivo scritto: un nuovo obbligo professionale

Siamo in vacanza, sotto il sole di agosto e con i piedi nell’acqua cristallina o negli scarponi da montagna, ma mai lontani dal nostro fedele smartphone o tablet, per non rischiare di restare ignari di ciò che si pubblica in giro, sui social e sulle riviste online. Stufi di vedere l’ennesima foto di gattini, decidiamo di dare un’occhiata a contenuti più seri ed ecco che per puro caso ci imbattiamo in una notizia fresca fresca. Proprio ieri, il 29 agosto, è entrata in vigore una nuova legge, la 124/2017, e pare che i suoi contenuti riguardino anche noi psicologi. Il testo pubblicato sulla gazzetta non è proprio la tipica lettura da spiaggia, sembra non finire più, con i suoi più di cento articoli. Forse è meglio aspettare, qualcuno ne pubblicherà certamente una sintesi e sarà più semplice capirne di più….

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Una buona notizia: non è necessario leggere tutti i contenuti della recentissima Legge n. 124/2017 per avere le informazioni che ci servono per capire le nuove disposizioni sulle professioni regolamentate, ma possiamo limitarci a focalizzare la nostra attenzione su un unico articolo, il numero 150, che recita:

“ All’articolo 9, comma 4, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012 n. 27, al secondo periodo, dopo le parole: «Il professionista  deve  rendere noto» sono inserite le seguenti: «obbligatoriamente, in forma scritta o digitale,» e, al terzo periodo, dopo  le  parole:  «la  misura  del compenso è previamente  resa  nota  al  cliente»  sono  inserite  le seguenti: obbligatoriamente, in forma scritta o digitale,» “. 

 

A questo punto, non ci resta che reperire il testo modificato della Legge n.27 del 24 marzo 2012, e tutto diventa chiaro:

Art.9 Comma 4:

“Il compenso per le prestazioni professionali è pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. In ogni caso la misura del compenso è previamente resa nota al cliente obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi”. 

 

In sostanza, a noi psicologi viene chiesto qualcosa che già facevamo, non solo per  obbligo legislativo, ma anche etico: siamo tenuti deontologicamente a dare ai nostri clienti tutte le informazioni necessarie ad ottenere un consenso informato sulla prestazione che andremo a erogare, tra le quali ovviamente anche il costo delle sedute e laddove possibile  la presunta durata dell’intervento, da cui si desume in linea di massima il costo complessivo della terapia, oltre agli estremi della polizza di responsabilità civile che abbiamo stipulato per coprire i possibili danni provocati al destinatario della prestazione durante l’esercizio della nostra attività professionale. La differenza, rispetto a prima, è che queste informazioni potevamo darle all’inizio del mandato professionale, in forma scritta oppure orale, mentre ora è necessario che esse vengano fornite esclusivamente nella forma scritta.

Sui siti dei nostri ordini regionali, sono reperibili da tempo dei modelli di consenso informato, che contengono i punti salienti del contratto con il paziente. Tali modelli paiono essere conformi a questo aggiornamento normativo, pertanto ciò che è necessario fare, per chi già non lo facesse prima, è fornire al paziente, da adesso in poi, il consenso informato scritto, il quale dovrà contenere, tra le altre cose:

1. Il costo unitario del compenso (singole sedute o parcella oraria, per altri tipi di prestazione), comprensivo di cassa previdenza ed eventuali altri oneri e spese (es. IVA, marca da bollo), e nel caso delle sedute la loro durata (es.50 minuti cadauna).

2. Il “preventivo di massima”, che può contenere, ad esempio, il numero di colloqui anamnestici, la frequenza degli incontri e la stima approssimativa della durata dell’intervento. Non è necessario che il preventivo sia perfettamente realistico: nei casi in cui la durata dell’intervento non possa essere stabilita a priori, in quanto legata a variabili non prevedibili (risorse del paziente, obiettivi condivisi e concordati nel corso del tempo) tale impossibilità va esplicitata, ad esempio utilizzando una formula di questo tipo: “La durata globale del trattamento non è definibile a priori, e viene concordata periodicamente con il professionista sulla base delle esigenze del/della paziente, compatibilmente con la tipologia dell’intervento in corso”.

3. Qualora si applichino delle tariffe in caso di seduta saltata, è bene specificarle, e specificare anche il tempo in base al quale tale addebito viene applicato (es. se la disdetta non perviene entro le 24 ore precedenti la data e ora dell’appuntamento).

4. Il numero della polizza assicurativa stipulata dal professionista a copertura dei possibili danni derivati dalle prestazioni (responsabilità civile).

Qualora il consenso informato continui ad essere espletato in forma orale (benché sia sempre consigliabile far sottoscrivere un modulo di consenso scritto ai clienti, che dimostri che abbiamo dato loro tutte le informazioni necessarie), i dati di preventivazione previsti dalla Legge 124/2017 dovranno in ogni caso, a partire dalla sua entrata in vigore, essere consegnati ai clienti nella forma scritta.

A questo proposito, specifico che la forma scritta, come indicato nell’art.9 Comma 4 della Legge 27/2012 sopra riportato, non deve necessariamente concretizzarsi nella consegna di un modulo stampato, bensì il preventivo può essere consegnato anche nella forma digitale (ad esempio può essere spedito a mezzo mail).




Il processo di accreditamento al STS passo a passo

In questi giorni sta arrivando la prima ondata di risposte da parte del Sistema Tessera Sanitaria alle tantissime richieste di accreditamento inviate dagli psicologi. Quindi, se siete tra quelli che quando controllano le loro mail fanno nevicare, vi consiglio di tenere d’occhio la vostra pec, perché potrebbero arrivarvi il codice di sicurezza e le istruzioni per terminare il processo di accreditamento e poter finalmente accedere alla vostra area riservata sul sito STS.

È importante che verifichiate la posta in arrivo della vostra casella pec, in quanto il codice di sicurezza che vi verrà inviato ha una validità di soli 7 giorni, poi scadrà, e se non effettuerete la procedura entro una settimana, dovrete chiamare il numero verde 800-030-070 e chiedere come averne uno nuovo.

Ottenuto il codice di sicurezza contenuto nella mail, dovrete accedere al seguente link:

https://sistemats5.sanita.finanze.it/simossAdesioneSistemaTS/

Si aprirà questa maschera di inserimento, che dovrà essere compilata come segue:

a

Inseriti i dati come nell’esempio, cliccate sul tasto “Conferma”. Vi comparirà una nuova videata di conferma dei dati inseriti, dalla quale dovrete scaricare il file pdf allegato.

b

Nel file pdf troverete una parola chiave, es.PE8DaR2q, necessaria per effettuare l’accesso al portale STS.

A questo punto dovete andare sul sito www.sistemats.it e cliccare sul pulsante grande a destra, con sfondo arancione: “Area Riservata”. Questo sarà il punto di accesso per tutte le future operazioni di inserimento dati (delega al commercialista, inserimento fatture, ricerca dati inseriti, ecc.).

c

All’interno dell’area riservata, scegliete l’opzione “Accesso con credenziali”.

d

Si aprirà una nuova maschera in cui inserirete i dati come da esempio qui sotto:

e

Cliccate sul tasto “Conferma”. Si aprirà una nuova maschera per la variazione della password (o “parola chiave”), assegnata solo per poter effettuare il primo accesso, ma “nata scaduta”, come indicato sul pdf che avete scaricato; è necessario, quindi, inserire una nuova password, che deve rispettare delle regole di lunghezza, sicurezza e complessità, ampiamente illustrate nella parte destra della schermata. Qui sotto le indicazioni per effettuare il completamento dei dati richiesti:

f

Dopo aver cliccato sul tasto “Conferma” vi comparirà nuovamente la maschera di login per la vostra area riservata, questa volta dovrete compilarla inserendo la nuova password che avete scelto. Questa maschera di login sarà quella che comparirà ogni volta che, successivamente, dovrete entrare nella vostra area riservata.

g

Come sempre, cliccate sul tasto “Conferma”. Si aprirà una nuova maschera. In alto vedrete i vostri dati già precompilati (codice identificativo, che corrisponde al codice fiscale; cognome; nome; data e luogo di nascita; sesso). Vi viene richiesto di compilare due domande di sicurezza e due risposte, che sceglierete voi, e che vi verranno riproposte in caso di problemi di dimenticanza della vostra password di accesso. Ecco qui delle domande e risposte di esempio (ripeto: le domande e risposte dovete sceglierle voi, anche in base a quelle che ritenete essere le più facili da ricordare) – Vi consiglio comunque di prendere nota delle domande e risposte fornite, per evitare di dimenticarvene (in caso di necessità di recupero della password, le risposte dovranno essere inserite in modo preciso, con gli articoli e tutte le parole indicate in questa fase, nonché le maiuscole e minuscole):

h

Cliccando sul tasto “Conferma” avrete accesso, a questo punto, alla vostra area riservata, che apparirà come segue:

i

Potrete verificare la data di ultimo accesso e la data di ultimo cambio password, e controllare, in questo modo, che siate stati effettivamente voi ad effettuare l’ultimo accesso o variazione (è un dato di sicurezza).

Accedendo alla sezione “Gestione dati di spesa 730”, in alto a sinistra, potrete effettuare, cliccando sul menu della barra superiore, tutte le operazioni utili di:

  • Inserimento delegato all’invio dei dati per vostro conto (Commercialista)

l

  • Inserimento delle fatture (seguendo le istruzioni inserite nei punti interrogativi a fianco di ogni campo da compilare).

m

  • Effettuare la ricerca dei documenti inseriti

n

  • Ricercare i numeri di protocollo attribuiti dal sistema all’inserimento dei documenti fiscali

o

E adesso, non vi resta che “divertirvi” 😉

Se ti restano ancora dei dubbi, guarda il video di Igor Graziato!




International Transgender Day of Remembrance

Il 20 novembre si celebra la diciottesima edizione del TDoR, in commemorazione di tutte le vittime della violenza anti-transgender.

AltraPsicologia è attenta al tema dei diritti umani e in questi ultimi tempi ci siamo impegnati moltissimo per diffondere l’informazione scientifica sui temi LGBT e per sostenere il diritto di tutti alla libertà e all’autodeterminazione. Siamo intervenuti sul dibattito delle unioni civili, abbiamo portato, anche tra la popolazione, la posizione della scienza sull’educazione alla sessualità e all’affettività, per contrastare la diffusione della falsa informazione sulle fantomatiche “teorie gender”. Vogliamo pertanto anche in questa occasione, far sentire la nostra voce a sostegno di questa iniziativa, perché le vittime della transfobia non vengano dimenticate, e per offrire qualche fonte di informazione utile su questo tema di grande rilevanza sociale.

Il Transgender Day of Remembrance è stato introdotto dall’avvocato transgender Gwendolyn Ann Smith in memoria di Rita Hester, uccisa nel 1998. La violenza non si è fermata, purtroppo, in quasi 20 anni dalla prima celebrazione di questo importante evento di sensibilizzazione e memoria.

Ogni anno, durante questa ricorrenza, vengono ricordate le vittime della violenza transfobica, il cui elenco (parziale, in quanto si riferisce ai casi registrati) è reperibile sul sito ufficiale dell’International Transgender Day of Rememebrance, https://tdor.info/. Violenza perpetrata con delitti atroci: accoltellamenti, percosse, strangolamenti, lapidazioni, uccisioni con armi da fuoco, a volte uniti a violenza sessuale. Violenza che non risparmia nessun paese del mondo, nessun grado di “civilizzazione”.

La violenza anti-transgender è spesso associata al razzismo, e le persone transgender che risultano maggiormente a rischio di violenza sono spesso quelle di colore.

Nell’ultimo decennio, più di una persona al mese è morta a causa dell’odio e del pregiudizio, e il TDoR ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione su questo tema (purtroppo poco trattato dai media, o trattato in modo parziale e spesso distorto), e di onorare tutti coloro che hanno perso la vita o una persona cara a causa della violenza anti-transgender.

Secondo quanto riportato dal sito Transgender Europe:

  • Tra il 2008 e il 2016 sono stati registrati 113 omicidi di persone transgender in Europa.
  • Un terzo di queste persone erano immigrati.
  • L’86% delle vittime europee erano sex workers (il 90% in Turchia e l’83% in Italia).
  • Vi è una forte correlazione tra razzismo, transfobia e whorephobia (in Italia il 93% delle vittime immigrate erano prostitute/i).

Sempre in base a quanto indicato da questa fonte, quest’anno si sono aggiunti alla lista mondiale di vittime da ricordare e onorare per il TDoR, duecentonovantacinque persone: 295 casi di omicidio registrati tra il 1 ottobre 2015 e il 30 settembre 2016, la maggior parte dei quali in Brasile (123). Seguono il Messico (52), gli Stati Uniti (23), la Colombia (14), il Venezuela (14), l’Asia (6), il Pakistan (5), l’Italia (5) e la Turchia (5).

Sono 2.264 gli omicidi di persone transgender registrati nel mondo tra il 1 gennaio 2008 e il 30 settembre 2016. La maggior parte di questi omicidi si è rilevata nei luoghi in cui i movimenti e le organizzazioni LGBT possiedono qualche mezzo di monitoraggio professionale. Mentre il Brasile, il Messico e gli Stati Uniti hanno i numeri assoluti più alti, i numeri relativi mostrano dei risultati ancora più allarmanti per le nazioni con popolazioni più piccole. La percentuale di omicidi di questo tipo per milione di abitanti, ad esempio, in Honduras, è altissima.

È importante, inoltre, sottolineare, che queste statistiche si riferiscono ai casi registrati, trovati attraverso ricerche sul web e la cooperazione delle organizzazioni e degli attivisti LGBT. Nella maggior parte delle nazioni, i dati sulle violenze di questo tipo non sono prodotti sistematicamente ed è dunque impossibile stimare il numero di casi non rilevati.

Molto deve ancora essere fatto per educare e sensibilizzare le persone su questo importante tema. Per questo ritengo utile fornire alcune fonti di informazione internazionali utili, sia per chi si occupa di queste tematiche professionalmente e sia per chi invece vuole sapere qualcosa di più e contribuire allo scardinamento di pregiudizi e falsa informazione:

Doubly Victimized: Reporting on Transgender Victims of Crime

http://www.glaad.org/publications/transgendervictimsofcrime

GLAAS Media Reference Guide – Transgender

http://www.glaad.org/reference/transgender

American Psychological Association Guidelines for psychological practice with transgender and gender nonconforming people

http://www.apa.org/practice/guidelines/transgender.pdf

American Psychological Association answers to questions about transgender people, gender identity and gender expression

http://www.apa.org/topics/lgbt/transgender.pdf

Trans respect versus transphobia publications

http://transrespect.org/en/tvt-publication-series/

Trans murder monitoring

http://transrespect.org/en/research/trans-murder-monitoring/




Sistema Tessera Sanitaria: tutto quello che avete osato (e non osato) chiedermi!

Da quando ho pubblicato il mio precedente articolo/vademecum sul Sistema Tessera Sanitaria, sono stata letteralmente inondata da richieste, dubbi, domande di tutti voi cari colleghi che seguite le pubblicazioni e le iniziative della nostra associazione. Questo momento di condivisione e discussione è stato faticoso ma molto bello, perché mi ha fatto sentire il vostro calore e la vostra partecipazione e mi ha dato ulteriori spunti di riflessione sul tema.

Ho pensato, dunque, di raccogliere qui le domande più frequenti che mi sono state fatte, su questo sito, nei gruppi Facebook dedicati alle questioni professionali, sul mio diario, e anche in privato, ma anche quelle che non mi sono state fatte, per fornire uno strumento di riepilogo sia per chi è intervenuto nel dibattito sulle nuove disposizioni inerenti il Sistema TS (chi ha osato) e sia per chi non è intervenuto, perché non ha avuto modo di leggere il vademecum o perché non ha ancora esplicitato i suoi dubbi (o non ha ancora osato esplicitarli).

Ecco dunque un elenco di FAQ (“Frequent Asked Questions”) e di NAQ (“Not asked questions”) che spero possano essere utili a tutti per quanto riguarda gli aspetti più applicativi e meno teorici della questione DM, provvedimenti AdE, accreditamenti, etica e fatturazione:

Entro quando devo registrarmi al Sistema Tessera Sanitaria?

La registrazione al sistema va fatta entro il 31 ottobre 2016 per tutti gli psicologi titolari di partita IVA (gli psicologi che lavorano come dipendenti, ad es.nelle strutture pubbliche, non devono effettuare la registrazione).

La registrazione entro il 31 ottobre deve essere fatta anche nel caso in cui si abbia intenzione di delegare il proprio commercialista per l’invio dei dati al Sistema TS?

Sì, perché per la gestione delle deleghe si deve comunque essere accreditati e richiedere la delega all’invio, accedendo alla propria area riservata e inserendo, nell’apposita sezione, i dati del commercialista (es.il suo codice fiscale e il suo indirizzo pec).

Qual è la procedura di registrazione?

Ci si deve collegare al sito del Sistema TS e chiedere le credenziali di accesso, selezionando dal menu a tendina la tipologia del richiedente (“Iscritti agli albi professionali degli psicologi”) e compilando i campi che vengono visualizzati dopo avere cliccato “conferma”, che sono: PARTITA IVA (dello psicologo o dello studio associato), CODICE FISCALE (dello psicologo o del legale rappresentante dello studio associato), NUMERO e DATA DI SCADENZA della tessera sanitaria del richiedente, cioè dello psicologo singolo o dello psicologo rappresentante dello studio associato (li trovate sul retro della tessera sanitaria), INDIRIZZO DI POSTA CERTIFICATA PEC del richiedente, REGIONE di iscrizione all’Albo (es.Piemonte – 010), selezionabile da un menu a tendina in cui sono già predisposti tutti i codici regionali, NUMERO e DATA DI ISCRIZIONE ALL’ALBO (il numero e la data di iscrizione sono quelli che trovate accedendo alla vostra scheda online sull’Albo al quale siete iscritti), DATA FINE (che corrisponde alla data di cancellazione dall’Albo se vi siete cancellati dopo l’01.01.2016).

Occorre infine trascrivere nell’apposito campo di controllo il codice captcha che viene visualizzato e cliccare su “conferma”. A questo punto comparirà una videata con un numero di protocollo di avvenuta registrazione della richiesta, che verrà inviato anche all’indirizzo PEC da voi indicato nel campo specifico durante la richiesta.

Ho appena aperto la Partita IVA ma non ho ancora emesso fatture; devo comunque registrarmi al sistema di tessera sanitaria entro il 31 ottobre?

In genere si apre la Partita IVA perché si ha in previsione di fatturare. Immagino, dunque che se ci si iscrive al STS entro il 31 ottobre, avendo tutti i dati necessari per farlo (p.iva, c.f., iscrizione albo, ecc.) lo si possa fare, anche in previsione dell’eventuale emissione di documenti fiscali entro dicembre 2016. Semplicemente si inizierà ad inserire i dati quando verranno emesse e incassate le prime fatture. Intuitivamente immagino che se non venissero emesse fatture nel 2016, l’accreditamento possa essere usato dal 2017.

Ho chiuso da poco la partita IVA, devo comunque registrarmi al Sistema Tessera Sanitaria? Mi sono cancellato dall’Albo, devo comunque registrarmi al Sistema Tessera Sanitaria?

Se hai emesso delle fatture dal 01.01.2016 alla data di chiusura della partita IVA, devi comunque iscriverti e mandare i dati ad esse relativi. Stessa cosa se ti sei cancellato dall’Albo in data successiva all’01.01.2016: in fase di auto-accreditamento inserisci la data di cancellazione nel campo “DATA FINE”e successivamente trasmetterai i dati relativi alle fatture emesse dal 1 gennaio alla data di conclusione dell’attività di psicologo.

Non ho partita IVA ma effettuo prestazioni di tipo occasionale. Come faccio a registrarmi al Sistema TS?

Non puoi registrarti al Sistema TS, in quanto per farlo devi avere la P.IVA. Attenzione, però! Secondo il ministero dell’Economia c’è l’obbligo della partita IVA, a prescindere dalla durata e dal compenso, se l’attività rientra tra quelle tipiche della professione per il cui esercizio è prevista l’iscrizione ad un albo, per cui tutti i compensi sono considerati redditi di lavoro autonomo, soggetti all’obbligo dell’apertura della partita IVA.
Lo stabilisce la nota n. 4594 del 25 febbraio 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In sostanza non è possibile effettuare prestazioni psicologiche di tipo occasionale.

Entro il 31 ottobre 2016 si devono richiedere le credenziali per accedere alle funzionalità del Sistema Tessera Sanitaria, ma se non si è emessa alcuna fattura sanitaria rivolta a persone fisiche nell’anno 2016, è necessario comunque effettuare la procedura di auto-accreditamento? 

Se hai partita IVA e sei in dubbio se fatturerai delle spese sanitarie entro dicembre 2016 ti conviene iscriverti. Nel caso poi che tu non emetta documenti di questo tipo, credo non ci siano problemi a utilizzare il servizio quando ne avrai, ad esempio nel 2017.
Se invece non hai fatturato perché non hai ancora la partita IVA la risposta è no, non ti devi iscrivere (perché non puoi senza questo dato e perché non hai nulla da inviare).
Dato che dopo il 31 ottobre ci saranno ancora colleghi che inizieranno la loro attività, sicuramente ci si potrà iscrivere al sistema anche dopo. Questa scadenza è stata messa per dare la possibilità all’AdE di controllare le richieste, dare gli accreditamenti e ricevere i dati in tempo utile per l’elaborazione dei modelli precompilati di quest’anno.

Cosa devo fare se non ho un indirizzo di posta elettronica certificata?

È obbligatorio da molto tempo per tutti i professionisti possedere un indirizzo PEC. Se non lo avete ancora fatto, potete richiederne uno gratuitamente al vostro Ordine, che fornisce questo servizio per tutti gli iscritti. Senza un indirizzo PEC non è possibile richiedere l’accreditamento al Sistema TS.

Mi sono accorto di aver commesso degli errori in fase di inserimento dati per la richiesta di accreditamento al sistema (es.indirizzo pec errato, compilazione del campo “data fine” anche se non mi sono cancellato dall’albo, ecc.). Ora cosa posso fare?

 Puoi chiamare il numero verde di assistenza del Sistema TS: 800 030 070 e spiegare il problema. Ti verrà permesso di correggere i dati errati o verrà annullata la tua registrazione e ti verrà richiesto di effettuare nuovamente l’auto-accreditamento.

Cosa succede dopo che è stata effettuata la richiesta di accreditamento al Sistema TS?

Il sistema verifica i dati inseriti con i dati messi a disposizione dal Consiglio Nazionale dell’Ordine (CNOP) e se è tutto in regola, invia alla casella PEC del richiedente le credenziali di accesso personali all’area riservata. A quel punto la persona accreditata potrà iniziare a inserire i dati delle fatture, accedendo alla funzione specifica presente in area riservata (nel caso si vogliano inviare i dati autonomamente) oppure delegare il proprio commercialista accedendo alla sezione dedicata alle deleghe (occorre verificare che la delega sia andata a buon fine).

Quali dati devo inserire sul sistema?

Tutte le fatture sanitarie incassate (per la differenza tra emesse e incassate vedere FAQ successive) dal 01.01.2016 al 31.12.2016, salvo quelle fatture per cui il paziente ha esercitato opposizione direttamente a noi (per l’esercizio dell’opposizione vedere FAQ successive).

Le spese non sanitarie (es.formazione) non sono scaricabili, dunque non vanno inserite nel sistema; lo psicologo dovrà quindi far confluire nel sistema solo le prestazioni fiscalmente detraibili.

Le comunicazioni da inviare al Sistema TS in via telematica riguardano le sedute di psicoterapia oppure anche quelle di consulenza che ad esempio gli psicologi non psicoterapeuti possono effettuare?

Le prestazioni erogate dallo psicologo volte a preservare, mantenere o ripristinare il benessere psicologico dell’utente rientrano nelle prestazioni sanitarie. Lo psicologo non psicoterapeuta fa consulenza psicologica e sostegno, e non psicoterapia, ma emette comunque ricevute sanitarie, esenti IVA. Pertanto anche queste devono essere fatte confluire nel sistema.

Devono essere inviate anche le parcelle relative alle CTU o CTP?

***AGGIORNAMENTO****

Le regole per il Sistema TS parlano anche di fatture con IVA e non solo di fatture esenti. Molti forum e siti (anche di Ordini dei Medici) specificano che le perizie effettuate per persone fisiche devono essere inserite nel sistema. Recentemente, però, è stato emesso un comunicato dal nostro ente di previdenza, che sottolinea che “non vanno inviati i dati relativi a CTU, CTP o perizie medico legali rese nell’ambito di procedimenti giudiziari e/o amministrativi”. Essendo ENPAP una fonte autorevole e soprattutto specifica per la nostra categoria professionale, terrei come risposta più sicura il NO, a questa domanda.

Quale importo deve essere considerato per l’invio dei dati? Devo inserire anche il 2% e la marca da bollo?

L’importo da indicare è quello totale, comprensivo di contributo previdenziale e marca da bollo (se questa viene addebitata al paziente). L’importo da inserire è quindi l’importo che il paziente paga, per cui gli spetta detrazione.

L’inserimento è obbligatorio anche se la fattura per prestazione sanitaria viene fatta ad una cooperativa (ad esempio) e non quindi ad una persona fisica?

No, l’inserimento va effettuato solo per le fatture emesse nei confronti delle persone fisiche.

Devo effettuare l’accreditamento al sistema e l’invio dei dati anche se lavoro in uno studio associato?

Se si lavora in uno studio associato (con partita IVA dello studio) il legale rappresentante dello studio potrà accreditarsi al sistema e trasmettere i dati di fatturazione utilizzando la P.IVA dello studio stesso (potrà accreditarsi e inviare i dati direttamente oppure accreditarsi  e poi delegare un intermediario per l’invio dei dati).

Se si lavora nello stesso studio (con divisione delle spese), ma con partite IVA individuali, non si è formalmente uno studio associato e in questo caso tutti gli psicologi dovranno accreditarsi e inviare i dati autonomamente (o anche in questo caso per mezzo di un commercialista delegato).

Nel caso, invece, che il legale rappresentante dello studio associato abbia anche una partita IVA personale, dovrà inviare sia i dati dello studio che rappresenta e sia i dati relativi alla sua attività individuale, facendo attenzione a inserire la partita IVA dello studio per le fatture che sono state emesse dall’associazione e la sua partita IVA per le fatture emesse da lui, in quanto avrà delle credenziali di accesso uniche.

Devo effettuare la richiesta di accreditamento e l’invio dei dati anche se lavoro in Asl e svolgo attività intramoenia?

No. L’attività intramoenia a livello fiscale è equiparata e assimilata al lavoro dipendente. Gli psicologi che lavorano come dipendenti non hanno nulla da comunicare al STS perché non hanno partita IVA.

Le fatture da inviare sono solo quelle dei lavoratori dipendenti?

Le fatture da inviare al sistema sono tutte quelle emesse ai cittadini/persone fisiche. Quindi tutte le fatture che emettiamo su codice fiscale del nostro paziente/cliente. Non inviamo invece le fatture che emettiamo nei confronti di enti, associazioni, aziende, per le quali la fattura viene emessa indicando la partita IVA (es.formazione, selezione del personale). Un lavoratore autonomo è comunque persona fisica nel momento in cui riceve una prestazione di tipo sanitario da parte nostra. Se avete partita IVA e andate a fare una visita sanitaria specialistica privata o in ospedale o se acquistate un farmaco, il ticket, lo scontrino o la fattura non vi vengono emessi su partita IVA ma in base al codice fiscale presente sulla vostra tessera sanitaria. Quindi, la distinzione tra lavoratori dipendenti o autonomi non va fatta nel caso delle prestazioni sanitarie.

Entro quando devo effettuare l’invio delle fatture?

La trasmissione dei dati delle spese sanitarie deve essere effettuata sempre entro e non oltre il mese di gennaio dell’anno successivo a quello in cui la spesa è stata effettuata da parte del cittadino. Quindi per il 2016 entro il 31.01.2017.

Posso inviare tutte le fatture in modo cumulativo o devo inserirle una a una?

La trasmissione può essere effettuata secondo tre modalità: inserendo i dati di ciascuna fattura, direttamente sull’area riservata del sito del Sistema TS, inviando i dati singoli attraverso web service, cioè un sistema software progettato per comunicare con il software del sistema TS (modalità sincrona), oppure attraverso l’invio di un unico file complessivo (modalità asincrona), sempre attraverso l’utilizzo di un software specifico, metodo generalmente utilizzato da parte dei commercialisti delegati alla trasmissione per conto del professionista.

È possibile inviare una parte dei dati attraverso il sito (area riservata) e una parte dei dati attraverso il commercialista delegato?

È possibile inviare i dati con questa doppia modalità, ma si deve prestare grande attenzione a non inviare dati doppi o errati (meglio dunque la scelta di utilizzare una modalità unica).

Il sistema dà una conferma rispetto agli inserimenti effettuati?

Sì, il sistema rilascia per ogni fattura inserita un numero di protocollo, che non attesta il corretto inserimento dei dati, bensì la ricezione degli stessi. Le ricevute di invio sono consultabili sull’area riservata del professionista o possono essere acquisite per via telematica tramite gli appositi web service di cui sopra.

Quali sono i dati da trasmettere per ogni fattura?

La PARTITA IVA del professionista (o dell’associazione professionale), il CODICE FISCALE del paziente/cliente (che deve essere corretto, in quanto il sistema confronta il codice fiscale inserito con quello presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria), il NUMERO, la DATA DI EMISSIONE e l’IMPORTO TOTALE del documento (comprensivo della eventuale marca da bollo, se è stata addebitata al paziente), la data di pagamento del documento e il tipo di prestazione erogata (l’imposta di bollo confluisce nella stessa tipologia di spesa dell’importo della prestazione, essendo riportato, come appena detto, l’importo totale della fattura comprensivo di questa voce, se addebitata al cliente).

Perché viene richiesto l’inserimento della data di pagamento della fattura oltre che della data di emissione?

Perché le fatture non vanno inserite e non vengono detratte con riferimento all’anno di emissione,  ma con riferimento all’anno in cui il paziente ha sostenuto la spesa (anno di pagamento della fattura). Quindi, se avete emesso una fattura a dicembre 2016 ma vi è stata pagata a marzo 2017, quella fattura andrà inserita nell’anno 2017 e risulterà detraibile dalla dichiarazione dei redditi 2018 del paziente, relativa all’anno 2017.

Sono previste delle sanzioni in caso di mancata trasmissione dei dati al Sistema TS?

Sì, sono previste delle sanzioni, che sono regolate dall’art.23 del Dlgs 158/2015, che recita:

“All’articolo 3 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n.175, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente: «5-bis. In caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati di cui ai commi 3 e 4 si applica la sanzione di euro 100 per ogni comunicazione, in deroga a quanto previsto dall’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.472, con un massimo di euro 50.000. Nei casi di errata comunicazione dei dati la sanzione non si applica se la trasmissione dei dati corretti è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza, ovvero, in caso di segnalazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, entro i cinque successivi alla segnalazione stessa. Se la comunicazione è correttamente trasmessa entro sessanta giorni dalla scadenza prevista, la sanzione è ridotta a un terzo con un massimo di euro 20.000″.

Quindi le sanzioni non sono cosa da poco. È possibile che l’applicazione delle sanzioni per i professionisti obbligati all’invio dei dati al Sistema TS solo da quest’anno (tra cui gli psicologi, appunto), venga effettuata solo dall’anno successivo, come era stato fatto lo scorso anno per i medici, ma al momento questo non deve essere dato per scontato.

Il paziente si può opporre all’invio dei dati al STS?

Sì, e lo può fare in due modi: a noi, manifestando la sua opposizione prima dell’emissione delle fatture, oppure direttamente all’AdE, inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica pubblicato sul sito internet dell’Agenzia, telefonando al Centro di assistenza  o recandosi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate e consegnando l’apposito modello di richiesta di opposizione (qui il modulo scaricabile).

Nel caso che il paziente si opponga a noi prima dell’emissione del documento fiscale, dobbiamo inserire una dicitura in fattura?

Sì, in caso di opposizione a noi è necessario inserire in fattura la dicitura (a mano o mediante un timbro): “Il paziente si oppone all’invio dei dati al Sistema TS ai sensi dell’art.3 del DM 31.07.2015” . 

Se il mio paziente esercita l’opposizione a me, sulla prossima fattura inserisco la dicitura di opposizione, ma questa opposizione vale in modo retroattivo per tutte le fatture che ho già emesso per quel paziente?

No. Per le fatture già emesse e/o precedenti all’entrata in vigore della disposizione, l’opposizione il paziente la può fare solo direttamente all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità spiegate sopra. Per quelle successive può farlo di volta in volta prima dell’emissione.

L’opposizione dunque non vale per il pregresso già fatturato, ma vale una volta per tutte dopo la prima opposizione?

No, il paziente ha sempre il diritto di cambiare idea. Anche per questo motivo è vietato far firmare allo stesso una dichiarazione di opposizione/non opposizione. L’opposizione va fatta oralmente prima dell’emissione dei documenti fiscali.

Per i pazienti che non ho più in carico, come mi devo comportare? Devo cercarli e chiedere loro se si oppongono alla trasmissione dei dati o no e inserire con un timbro la dicitura sulle fatture emesse per loro nel 2016?

No, i pazienti non possono opporsi a noi rispetto alle fatture già emesse, né sarebbe corretto inserire una dicitura che si riferisce a un DM emesso in data posteriore al documento fiscale. Il problema esiste solo dal punto di vista etico, dato che noi siamo obbligati a trasmettere questi documenti pregressi, e che l’unico modo in cui i pazienti possono opporsi per lo stesso pregresso è quello di farlo direttamente all’AdE. Quindi, i pazienti che riusciamo ancora a reperire, possono eventualmente essere informati di questa possibilità di opposizione all’Agenzia delle Entrate, ma per quelli che non riusciamo a contattare non si può fare nulla. Questo aspetto della delicatezza della nostra professione non è stato preso in considerazione dal DM, altrimenti sarebbe stato tutto risolto mettendo l’obbligo a partire dal 1 gennaio 2017 e non dal 1 gennaio 2016.

Se tutti i pazienti si opponessero all’invio di tutte le nuove fatture (es. a tutte le fatture del 2017, quando l’applicazione delle disposizioni non sarà “parziale” come quest’anno), allora non saremmo tenuti alla trasmissione di nessun dato?

Le fatture per cui è stato esercitato il diritto di opposizione non devono essere inviate al STS. È  difficile, comunque, che nessun paziente voglia usufruire del 730 o Unico precompilato. Se si verificasse una situazione così estrema, la cosa importante è che ciò succeda per reale volontà dei pazienti.

L’opposizione a noi preclude la possibilità per il paziente di scaricarsi la spesa sostenuta?

No, l’opposizione non preclude la possibilità da parte del paziente di scaricare comunque le spese sanitarie nella modalità tradizionale (es. rivolgendosi a un CAF o a un commercialista e producendo i documenti cartacei, anche se questi contengono la dicitura di opposizione).

Da quando i pazienti possono esercitare la loro opposizione a noi?

I pazienti potranno opporsi a partire dalle fatture emesse dal 14 novembre 2016. Essendo, però, il DM relativo all’obbligo di trasmissione per gli psicologi stato pubblicato a settembre del 2016, se qualcuno ha già provveduto prima ad avvisare i pazienti e ad inserire la dicitura di opposizione, non ha commesso una cosa scorretta.

Quando il paziente si oppone a noi, noi inseriamo l’annotazione dell’opposizione in fattura e quella fattura NON la dobbiamo comunicare? Oppure va comunicata ugualmente e ci sarà uno spazio apposito sul sito del STS dove dovremo annotare l’opposizione?

Sulle fatture per cui il paziente si oppone a noi si scrive che il paziente si oppone all’invio al Sistema TS ai sensi dell’art.3 – DM 31.07.2015, quindi no, quelle fatture non vanno inviate, ma solo le fatture precedenti al diritto di opposizione e le fatture per cui l’opposizione non è stata esercitata.

Per le fatture rilasciate a maggiorenni a carico dei genitori o del coniuge, come bisognerà procedere?

Le fatture vanno inserite nel sistema così come sono state emesse. Se la persona risulta a carico di qualcuno, il suo codice fiscale sarà collegato a quel qualcuno. Un familiare risulta a carico, non solo se non ha reddito, ma anche se ha un reddito inferiore a una certa cifra stabilita, e per noi non sarebbe possibile avere queste informazioni. Ovviamente la persona a carico può aver esercitato l’opposizione e in questo caso la spesa non confluirà nella dichiarazione dei redditi precompilata.

Per le fatture emesse  su cui il paziente non eserciterà l’opposizione e per le fatture emesse precedentemente all’entrata in vigore del DM cosa succede?

Succede che il professionista è obbligato all’invio dei dati al Sistema TS, di tutti i documenti emessi e incassati a partire dal 1 gennaio 2016, per i quali non è stato possibile esercitare o non è stato esercitato diritto di opposizione. Il paziente per questi documenti può esercitare opposizione all’AdE, ma non necessariamente ne è informato.

Come posso informare i pazienti in corso e quelli nuovi circa le nuove disposizioni e il diritto di opposizione?

Puoi esporre nel tuo studio, in modo che sia facilmente visibile dall’utente, un’informativa sulla norma e sul diritto di opposizione, redigere un’informativa da lasciare al cliente/paziente o integrare l’informativa nel consenso informato. È comunque importante rimanere a disposizione per eventuali spiegazioni aggiuntive e assicurarsi che la persona abbia compreso bene quanto è stato spiegato. L’informativa deve essere un’informativa, appunto, e non una richiesta di opposizione o non opposizione all’invio dei dati. Tale opposizione, infatti, deve essere fatta oralmente prima dell’emissione del documento fiscale.

Io svolgo consulenze online, ora cosa devo fare? Devo mettere un’informativa sul mio sito riguardante le disposizioni e il diritto di opposizione e se il cliente non mi chiede esplicitamente di non inviare i dati, inviare tutti i dati al sistema?

Il professionista per tutte le fatture per cui non viene esercitata opposizione deve espletare l’obbligo di invio. Sul modo in cui informare il paziente ognuno può cercare quello più congeniale. È importante però assicurarsi che il paziente abbia letto e compreso la comunicazione, se la si pubblica su un sito. Pertanto potresti informare il cliente al primo contatto online mentre gli fornisci le altre informazioni relative all’intervento e allo stesso tempo inserire una comunicazione ben visibile sul sito. Un’operazione non esclude l’altra, ed è meglio una doppia informazione che un’informazione non pervenuta.

Per i pazienti attualmente in trattamento siamo tenuti ad informarli fin da ora o a partire dal 14 novembre 2016, quando scatterà la possibilità, per loro, di opporsi oralmente all’invio delle fatture? Lo chiedo specie nei casi di pazienti che, pur essendo attualmente in trattamento, potrebbero terminarlo prima della data del 14 novembre 2016 e ai quali in ogni caso mi sembra confusivo dare un’informazione per la quale non sono io a poter accogliere il loro eventuale diritto di opposizione.

Personalmente penso che informare il paziente non sia mai un errore, anzi, un’operazione eticamente doverosa. Io sto informando a partire dall’uscita del decreto. Dire al paziente che ha il diritto di opporsi e secondo quali modalità (anche rispetto all’opposizione all’AdE e non soltanto quella a noi) mi sembra corretto. Già non possiamo farlo con alcuni pazienti non più in carico e non più rintracciabili. Il fatto che l’opposizione per il pregresso non ci riguardi operativamente non significa che non ci riguardi il paziente.

Se voglio esporre un’informativa in studio, quale testo posso utilizzare?

Un esempio delle informazioni che si possono esporre in studio è questo:

INFORMATIVA SUL DIRITTO DI OPPOSIZIONE ALLATRASMISSIONE DEI DATI DELLE SPESE SANITARIE
PER LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PRECOMPILATA
A seguito del D.Lgs. 175/2014 e del e il DM 01.09.2016, lo psicologo è tenuto a inviare elettronicamente al Sistema Tessera Sanitaria (STS) i dati contabili relativi alle spese sanitarie sostenute dai suoi clienti. Tali informazioni confluiranno nel mod.730 precompilato.
In applicazione al DM 31.07.2015, il cliente può esercitare la propria opposizione all’invio dei dati, prima dell’emissione della fattura, tramite esplicita richiesta verbale, che verrà annotata sulla fattura stessa.
Nel caso in cui il cliente non si opponga a suddetta trasmissione dei dati fiscali, le informazioni contabili relative alle prestazioni effettuate a suo favore confluiranno nel mod.730 precompilato, risultando, così, accessibili anche da parte delle persone alle quali il soggetto è fiscalmente a carico (es: coniuge, genitori).
ATTENZIONE: Se il paziente non ha compiuto i 16 anni di età oppure è incapace di agire,  l’opposizione deve essere effettuata per suo conto dal suo rappresentante o tutore.

Qui ho indicato i contenuti principali, ma la forma può essere diversa e personalizzata, purché si attenga alle disposizioni di legge.

ATTENZIONE:

Questo documento potrebbe essere integrato con nuove FAQ (e “NAQ”) nel tempo, o essere oggetto di revisione successivamente all’acquisizione di nuove informazioni disponibili, quindi vi consiglio di tenerlo sott’occhio 😉




Sistema Tessera Sanitaria: vademecum pratico

L’articolo 1 del DM 01.09.2016 ha previsto che anche gli psicologi iscritti all’Albo, secondo quanto stabilito dalla Legge 56/1989, dovranno effettuare la trasmissione telematica delle spese sanitarie sostenute dalle persone fisiche, ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle entrate, ad integrazione di quanto previsto dal precedente DM n.175/2014.

Eravamo in attesa di conoscere le specifiche tecniche, e le modalità operative, relative a questa nuova disposizione, e il Ministero dell’economia e delle Finanze le ha fornite con un nuovo DM, del 16.09.2016.

Proviamo allora a fare il punto su questa questione, che può apparire, al primo approccio, un po’ complessa da comprendere in via teorica e da eseguire a livello pratico:

LA PROCEDURA DI ACCREDITAMENTO AL SISTEMA TS

Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto attuativo, l’Ordine Nazionale degli Psicologi dovrà rendere disponibile al Sistema Tessera Sanitaria l’elenco degli iscritti all’Albo Nazionale, in cui confluiscono i dati di tutti gli psicologi iscritti ai vari albi regionali (art.3 DM 01.09.2016).

Il CNOP metterà a disposizione del sistema, dunque, le seguenti informazioni obbligatorie per ogni iscritto:

  • Partita IVA.
  • Codice Fiscale.
  • Cognome e Nome.
  • Comune, Provincia e data di nascita.
  • Codice della Regione di Iscrizione (010 = Piemonte; 020 = Valle d’Aosta; 030 = Lombardia; 041 = A. di Bolzano; 042 = P.A. di Trento; 050 = Veneto; 060 = Friuli Venezia Giulia; 070 = Liguria; 080 = Emilia Romagna; 090 = Toscana; 100 = Umbria; 110 = Marche; 120 = Lazio; 130 = Abruzzo; 140 = Molise; 150 = Campania; 160 = Puglia; 170 = Basilicata; 180 = Calabria; 190 = Sicilia; 200 = Sardegna).
  • Tipo di Albo (per noi: P = Psicologi).
  • Provincia ultima iscrizione all’Albo.
  • Data di ultima iscrizione all’Albo.
  • Nel caso lo psicologo sia stato operativo nell’anno fiscale di riferimento e poi si sia cancellato dall’Albo, la data di cancellazione dallo stesso.
  • Numero di iscrizione all’Albo.
  • Codice di attività Ateco.
  • Indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Gli psicologi, invece, dovranno richiedere, entro il 31.10.2016, le credenziali di accesso al Sistema Tessera Sanitaria (DM 16.09.2016), attraverso un processo di auto-accreditamento, accedendo al sito www.sistemats.it  nelle sezioni “730-spese sanitarie” – “Registrazione / Accreditamento al Sistema TS” e selezionando la tipologia del richiedente dal menu a tendina (“Iscritti agli albi professionali degli psicologi”).

Clicca qui per procedere alla registrazione.

Una volta collegato all’area di registrazione del portale TS, lo psicologo dovrà fornire i suoi dati personali e le seguenti informazioni (Allegato A – Disciplinare Tecnico):

  • Codice Fiscale del soggetto che richiede l’abilitazione all’invio telematico dei dati.
  • Codice fiscale del legale rappresentante della struttura (che può coincidere con quello del soggetto responsabile dell’invio).
  • Numero della tessera sanitaria del soggetto che richiede l’abilitazione.
  • Data scadenza della tessera sanitaria del soggetto che richiede l’abilitazione.
  • Partita IVA.
  • Codice di attività Ateco (per noi è il n.86.90.30 – “Attività svolta da psicologi”).
  • Indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Ricordo che il possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata è obbligatorio per gli psicologi iscritti all’Albo da tempo, e che per tutti gli iscritti agli Ordini è prevista la possibilità di attivazione gratuita di una casella PEC. Coloro che non avessero ancora provveduto all’attivazione, possono richiedere informazioni presso le Segreterie dei loro Ordini di appartenenza. Il Sistema Tessera Sanitaria richiede come dato obbligatorio l’indirizzo PEC ed è quindi necessario averne uno.

  • Numero identificativo (che per gli psicologi coincide con il numero di iscrizione all’Albo).

Il Sistema TS valuterà la corrispondenza tra i dati forniti e i dati messi a disposizione dall’Ordine Nazionale, e provvederà dunque a inviare, a mezzo PEC, al soggetto richiedente, le credenziali di accesso al sistema, oppure l’impossibilità di fornire le credenziali per mancata comunicazione delle informazioni necessarie da parte degli “Enti di competenza”.

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LA PROCEDURA DI INVIO DEI DATI RELATIVI ALLE SPESE SANITARIE

La trasmissione dei dati di spesa/rimborso di cui al  DM 31.07.2015 deve essere effettuata secondo quanto previsto dal calendario pubblicato sul sito del Sistema TS (www.sistemats.it).

In ogni caso, la trasmissione  dei  dati  deve  essere effettuata entro e non oltre il mese di gennaio dell’anno  successivo a quello della spesa effettuata dall’assistito, compresi  i  dati delle eventuali cancellazioni  e/o  variazioni  e  rimborsi (Allegato A del DM 31.07.2015 – Punto 4.6). Per l’anno fiscale 2016, dunque, i dati vanno trasmessi entro il 31.01.2017.

Per ciascuna spesa o rimborso, i principali dati da fornire al Sistema Tessera Sanitaria, secondo quanto stabilito dal Provvedimento N. 123325/2016 del 29.07.2016 dell’Agenzia delle Entrate sono:

a) codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso;

b) data del documento fiscale;

c) tipologia della spesa;

d) importo della spesa.

Per quanto riguarda il punto c), l’Allegato A (Disciplinare Tecnico) del DM 16.09.2016 specifica, al punto 2.2.1, che

per ogni fattura ovvero ricevuta emessa da ogni psicologo, a seguito della presentazione da parte dell’assistito della Tessera Sanitaria, devono essere inviate le informazioni relative alle prestazioni sanitarie

e che il campo specifico, nel nostro caso, assume il seguente valore: SP = Prestazioni Sanitarie.

La trasmissione può essere effettuata inserendo i dati di ciascun documento fiscale all’interno della pagina web dedicata al professionista accreditato, sul sito del Sistema TS, oppure attraverso l’invio di un unico file complessivo, soluzione certamente più comoda e che richiede un minore dispendio di tempo.
In questo ultimo caso, però, è necessario essere dotati di un software specifico, fornito da soggetti abilitati, che deve rispettare i criteri di privacy indicati dall’ allegato A del DM 31­.07.2015, che dice:

In particolare, il­ dato riguardante il ­codice fiscale rileva­to da parte delle struttur­e e soggetti abilitat­i, prima di essere tr­asmesso al sistema TS  deve ­ essere  sempre  cifr­ato  utilizzando  la ­ chiave pubblica RSA contenu­ta nel certificato X.­509 fornito dal  sist­ema  TS ed applicando il pad­ding PKCS#1 v 1.5.

La chiave pubblica è il certificato univoco che identifica il sistema TS (come per le banche che ci garantiscono che siamo sul sito della banca e non altrove), mentre il PKCS#1 indica una modalità definita a livello internazionale per organizzare lo scambio di informazioni. Si tratta comunque di aspetti tecnici che lasciamo risolvere alle aziende di software competenti.

In attesa di eventuali attivazioni di convenzioni da parti di Enti di categoria, possiamo dunque utilizzare il sistema di inserimento “documento per documento” fornito dal Sistema TS, per iniziare, oppure acquistare un software specifico, valutando però bene le eventuali offerte già presenti sul mercato.

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IL DIRITTO DI OPPOSIZIONE

In applicazione al DM 31.07.2015, il cliente o paziente può esercitare la propria opposizione all’invio dei dati al Sistema TS, prima dell’emissione di ogni documento fiscale, tramite esplicita richiesta verbale, che verrà annotata sulla fattura stessa. Nel caso in cui il cliente non si opponga alla trasmissione dei dati, le informazioni contabili relative alle prestazioni effettuate a suo favore confluiranno nel mod.730 precompilato, e risulteranno accessibili anche alle persone alle quali il soggetto è fiscalmente a carico (es: genitori, coniuge).

Anche se il tipo di spesa può essere identificata genericamente con la descrizione di “spesa sanitaria”, non necessariamente il paziente è d’accordo sul fatto di rendere note le prestazioni o di dover rispondere a eventuali quesiti di terzi su quale tipo di spesa abbia effettuato; inoltre, è un suo diritto decidere se scaricare o no la spesa, e secondo quali modalità.
Pertanto, è importante che il professionista provveda a informare in modo esaustivo e chiaro gli utenti sulle disposizioni previste dalla normativa e sul suo diritto di opporsi o meno alla trasmissione dei dati.

Rispetto alle fatture già emesse come ci dobbiamo comportare? Purtroppo non mi è chiaro, e mi auguro che la lettura di questo articolo da parte vostra mi porti a nuove riflessioni e soluzioni. Certamente non è possibile chiedere ai pazienti in corso (e tantomeno a quelli che hanno terminato il loro percorso) di esercitare il diritto di opposizione su documenti emessi con data precedente al decreto che ha stabilito anche per noi l’obbligo di invio.

Credevo di riuscire a trovare risposta nell’art.4 del DM 16.09.2016, ma seguendo la sequenza di riferimenti ad articoli dei precedenti DM e provvedimenti dell’AdE contenuti nell’articolo, mi sono trovata bloccata nell’ultimo passaggio.

Il DM 16.09.2016, infatti, stabilisce all’art.4 comma 2 e 3, che per quanto stabilito al comma 2, lettera b) dell’articolo 3 del DM 31.07.2015 (relativo al diritto dell’assistito a manifestare opposizione orale e alla necessità di annotare, da parte del professionista, sul documento fiscale emesso, tale opposizione) le disposizioni si applicano con riferimento alle spese sanitarie sostenute a partire dal sessantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate 15.09.2016, e che per le spese sanitarie sostenute nell’anno 2016 e per i rimborsi erogati nello stesso anno, la richiesta di opposizione all’utilizzo dei dati può anche essere effettuata in relazione alle voci aggregate per tipologia di spesa con la modalità di cui al punto 2.4.5 del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate 15.09.2016.
Il provvedimento citato, però, salvo mio errore di lettura causato dal sovraccarico cerebrale di questa full-immersion normativa, si ferma al punto 2.4.4, per poi riprendere al 2.5. Inoltre, l’articolo 2.4 pare essere specifico per le spese veterinarie e non per le spese sanitarie in generale.

Forse il riferimento non è al provvedimento n.142369 del 15.09.2016 ma al provvedimento  n.123325/2016 del 29.07.2016, che recita, al punto 2.4.5:

Dal 1° ottobre dell’anno di riferimento al 31 gennaio dell’anno successivo, l’assistito, in alternativa alla modalità di cui al punto precedente, può esercitare l’opposizione a rendere disponibili all’Agenzia delle entrate i dati aggregati relativi ad una o più tipologie di spesa di cui al punto 1.4 del presente provvedimento, comunicando all’Agenzia delle entrate, oltre alla tipologia di spesa da escludere, il proprio codice fiscale, gli altri dati anagrafici esposti nel modello di cui all’allegato 1 e il numero di identificazione posto sul retro della tessera sanitaria con la relativa data di scadenza. L’opposizione all’utilizzo dei dati relativi ad una tipologia di spesa comporta che le spese della tipologia selezionata e i relativi rimborsi non siano resi disponibili all’Agenzia delle entrate per l’elaborazione della dichiarazione precompilata.

In questo caso, dovremmo dedurre che l’opposizione per le fatture pregresse debba essere fatta direttamente dall’interessato e che i dati delle fatture precedenti di cui sopra debbano da noi essere trasmessi in automatico, senza permettere al paziente di opporsi?

Se sì, in questo caso dovremmo informare il paziente che potrà opporsi con noi da ora in poi, e che per il pregresso dovrà esercitare l’opposizione direttamente all’AdE, secondo le modalità stabilite al punto 2.4.5 del provvedimento del 29.07.2016

Per effettuare la comunicazione l’assistito può:
a) inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica che sarà pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle entrate;
b) telefonare al Centro di assistenza multicanale dell’Agenzia delle entrate mediante l’utilizzo dei numeri 848.800.444 – 0696668907 (da cellulare) – +39 0696668933 (da estero);
c) recarsi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate e consegnare l’apposito modello di richiesta di opposizione di cui all’allegato 1 del presente provvedimento.

Se l’assistito utilizza le modalità di cui alle lettere a) e b) può inviare il modello di richiesta di opposizione di cui all’allegato 1 o fornire le informazioni sopra indicate in forma libera. In tutti i casi di utilizzo del modello di cui all’allegato 1, alla richiesta occorre allegare copia del documento di identità, mentre nell’ipotesi di richiesta in forma libera è sufficiente indicare il tipo di documento di identità, il numero e la scadenza dello stesso.