Trasparenza: è ora che l’Ordine Lombardia si tolga la trave dall’occhio

Nelle ultime settimane all’Ordine degli Psicologi della Lombardia pare ci si sia dimenticati del regolamento di consiglio, del dialogo e delle norme di Amministrazione Trasparente. Tre elementi che dovrebbero essere sempre presenti e garanti del diritto alla conoscibilità, alla trasparenza e alla democrazia.

 

IN OPL NON SI RELAZIONANO I PROGETTI

Secondo il regolamento del consiglio, i Coordinatori delle Commissioni e dei Gruppi di lavoro dovrebbero relazionare al Consiglio per iscritto ogni trimestre.

Stiamo della Commissione Tutela o della Commissione Deontologia, oltre che i vari GDL: senza adeguata rendicontazione, come può il Consiglio svolgere la propria funzione consultiva e di supporto?

Ad oggi, ossia a 18 mesi dall’insediamento, con numerose progettualità attivate, nessuna rendicontazione è mai stata presentata in consiglio. Al massimo, se si ricordano, ci viene presentata la relazione di fine progetto. Ma anche vige l’assoluta disomogeneità tra rendicontazioni di 40 pagine e rendicontazioni di 3 righe.
Il mese scorso abbiamo dato un ulteriore suggerimento: inserire nei progetti degli indicatori di performance, in modo da valutare a fine progetto i risultati con maggiore oggettività.

Tra l’altro queste relazioni, come dice il regolamento, vanno riferite in Consiglio e verbalizzate, permettendo così a qualsiasi collega di accedere ed informarsi sull’andamento dei progetti portati avanti dal proprio ordine regionale: il modo migliore per conoscere come vengono spesi i soldi pubblici.

E attenzione, non stiamo dicendo che le cose sono fatte male o che i progetti non sono adeguati. Stiamo dicendo che manca la totale possibilità per i consiglieri e per qualsiasi collega di conoscere. Manca il diritto alla conoscibilità!

CI NEGANO LA REGISTRAZIONE DI UN INCONTRO

A proposito di (non) conoscibilità, abbiamo chiesto il verbale e la registrazione della Commissione Garanzia del 03 giugno 2021 per recuperare una dichiarazione del Tesoriere che giustificava il cambio di un coordinamento di un progetto, per avvenute divergenze politiche. Come dire: se non la pensi come me, anche se hai fatto un ottimo lavoro in questi anni, non c’è spazio di collaborazione. Dopo quasi dieci giorni di richieste, ci rispondono con un verbale che non riporta la specifica dichiarazione e che le registrazioni sono state cancellate.
Ça va sans dire” direbbero i francesi.

LE CREPE DELLA TRASPARENZA

Diritto alla conoscibilità che è il principio sul quale si basano le norme di Amministrazione Trasparente. Come ogni anno Altrapsicologia relaziona lo stato della reperibilità dei documenti, informazioni e dati oggetto di pubblicazione in Amministrazione Trasparente sui siti dei vari Ordini Regionali degli Psicologi. Il report, a cura di Federico Zanon, non ha risparmiato di osservazioni il nostro Ordine lombardo, tanto che nei giorni successivi il Direttivo ha risposto alle considerazioni del collega usando la NL regionale.

Ecco il report di Federico Zanon: https://www.altrapsicologia.it/ordinepsicologiold/la-trasparenza-negli-ordini-inchiesta-2021/

Una risposta sulle righe per sottolineare quanto di falso ci fosse nel report di Federico e quanto OPL sia in piena regola con tutto.  In realtà, per noi consiglieri che conosciamo bene le delibere di questi 18 mesi è stato abbastanza facile verificare la non completezza delle informazioni presenti nella sezione.

Questa l’articolo sul sito, usato per la NL: https://www.opl.it/notizia/01-02-2021-OPL-amministrazione-trasparente-comunicazione-trasparente-

In particolare, il documento Elenco Incarichi 2020 non riporta tutte le spese sostenute da OPL in merito ad incarichi dati. Questo il documento che trovate in Amm.Trasparente: https://www.opl.it/public/doc-trasparenza/16406-ELENCO-incarichi-2020_deliberati.pdf

Questo significa che non è possibile conoscere i compensi dei consiglieri e dei consulenti, verificare l’equa distribuzione dalla cassa ordinistica e conoscere con trasparenza le spese sostenute.

Queste informazioni sono in buona parte recuperabili dalle delibere, ma una cosa è leggere centinaia di delibere una cosa è avere un documento riepilogativo delle spese annue. E poi, non si capisce perché il documento debba essere parziale e riportare solo alcuni compensi.

Vogliamo e crediamo sia giusto rendere fruibile e di facile accesso la conoscenza dei compensi e delle spese dell’Ordine.

Abbiamo fatto notare ad inizio maggio tale mancanza e solo dopo un mese e mezzo, dopo numerose mail e una PEC, siamo riusciti ad ottenere qualche aggiornamento. Ma il documento è ancora incompleto e non permette quindi a nessun cittadino una lettura piena e chiara delle spese sostenute da OPL nel 2020 a fronte delle consulenze deliberate.

Siamo il secondo ordine più grande d’Italia, con quasi 23 mila colleghi iscritti e rappresentiamo un’istituzione pubblica con delle regole ben precise. Su queste premesse dovremmo fare le nostre considerazioni, mentre l’attuale gruppo di maggioranza si dimentica totalmente di questo aspetto fondamentale. In risposta alle nostre richieste ci dicono che hanno bisogno di tempo per preparare questi documenti: ma come, non dovrebbero essere già archiviati in segreteria d’ufficio?

Insomma, la solita scarsissima capacità critica di questo gruppo politico. Guai ad evidenziare una crepa in consiglio, si finisce con l’essere additati per aggressivi e distruttivi. Pensate che in consiglio ci viene tolta addirittura la possibilità di porre domande ai colleghi che presentano i progetti, così evitano polemiche o domande scomode. Il problema è che a volte non ci permettono neanche di fare i complimenti ai giovani colleghi che lavorano a utili progetti per la categoria, come è successo il mese scorso con i colleghi del progetto mappatura dei tirocini, che sono stati esclusi dal Tesoriere dalla riunione subito dopo la presentazione, giustificando che avrebbe risposto lui così da tutelari dal contesto del consiglio.

Insomma, niente è più difficile da vedere con i propri occhi di quello che si ha sotto il naso.




LIBERE ASSOCIAZIONI – MAGGIO 2021

Libere Associazioni è la nostra comunicazione periodica.
Libere Associazioni è il nostro modo di raccontarvi i fatti e le storie che riguardano la nostra professione e la nostra regione.
Libere Associazioni siamo noi e la nostra voglia di condivisione e confronto.

Noi siamo il gruppo lombardo di Altrapsicologia e con questa prima uscita vogliamo dare il via a questo nuovo progetto divulgativo regionale.

La settimana scorsa il consiglio dell’ordine si è riunito per deliberare sull’assestamento di bilancio, ovvero inserire nei diversi capitoli di spesa i circa 250 mila euro di budget i soldi avanzati lo scorso anno (causa covid).

Lavoro e Tutela sono stati i capitoli che abbiamo indicato come prioritari. In questo momento storico così complesso il nostro ordine deve sostenere la figura dello psicologo, rafforzando una sempre maggiore consapevolezza del proprio ruolo all’interno della società ed evidenziandone il riconoscimento e l’utilità.

L’interlocuzione che abbiamo avuto nei giorni precedenti con la maggioranza, in piena condivisione di intenti, ha portato quasi 125 mila euro di budget per lo sviluppo di una maggiore occupabilità e di una costante tutela del nostro lavoro.

La delibera di voto sull’assestamento di bilancio si è chiusa con voto unanime favorevole ma con la promessa che avremmo vigilato attentamente sulle scelte e sui progetti che si vorranno attivare nei prossimi mesi.

Sotto riportiamo le percentuali di budget allocato per capitoli di spesa.

Nonostante la forma sia pienamente condivisibile, rimane da chiarire il contenuto. Come saranno spesi questi soldi? Quali progetti OPL vorrà sviluppare per sostenere questi due temi così importanti come l’occupabilità e la tutela della professione?

Pensiamo che lavorare sull’occupabilità non significa solo creare convenzioni con i comuni per attivare sportelli di supporto psicologico né tantomeno organizzare eventi di benvenuto ai nuovi abilitati o aumentare il budget per gli eventi dei referenti territoriali. Occupabilità significa lavoro, attivismo, progettazione, partecipazione, sviluppo imprenditoriale, riconoscimento sociale e professionale. Da queste voci devono partire i progetti di OPL sviluppandosi nelle diverse aree di intervento dello psicologo.

Purtroppo, quanto raccontato e documentato da alcune colleghe sulle pagine del gruppo facebook di Altrapsicologia Lombardia sembra dirci che quando si parla di lavoro e comunicazione le cose non sono così chiare. Sul sito di OPL è presente un servizio di monitoraggio delle offerte di lavoro che non è in linea con le sue finalità, dimenticandosi di intercettare i bandi di concorsi pubblici delle diverse ASST e ATS della nostra regione. Un servizio che contrattualmente questi bandi li dovrebbe regolarmente intercettare e sul quale anche il vicepresidente non sembra riuscire a dare risposte interessanti.

Oltre al bando anche i timbri che ogni iscritto potrebbe ricevere gratuitamente, e che da delibera di assestamento di bilancio risultano nel “capitolo lavoro”, sembra una promessa mancata. Alcune colleghe ci hanno scritto di aver richiesto i timbri ben oltre un anno fa e la risposta ricevuta è stata sostanzialmente il classico “vi faremo sapere”, ma sono stati comunque molto gentili: hanno allegato il link delle convenzioni OPL in cui ci si può comprare da soli il timbro. Dal “vi faremo sapere” al “fattelo da solo”.  Il timbro sembra una cosa da poco; ma con tutte queste zone arancioni, gialle e rosse questo strumento è stato in realtà molto utile a tanti di noi per certificare le visite fatte ai pazienti in studio. Altro scivolone…

Il nostro Ordine della Lombardia ha dimostrato sempre più attenzione alla tematica dei Diritti Umani, istituendo tavoli di lavoro su tematiche che spaziano dalla Disabilità al Fine Vita, dalle Pari Opportunità alle tematiche LGBTQI+, cioè alle tematiche riguardante il genere e l’orientamento sessuale. E proprio su quest’ultimo tema è stato elaborato un glossario che aiuti gli Psicologi ad orientarsi nella comprensione e nel trattamento dei pazienti con orientamenti affettivi e sessuali specifici.

Il glossario riporta una serie di termini e relative definizioni utili per la nostra professione, all’interno si trova un glossario base e uno avanzato dove si possono scoprire le definizioni dei termini meno consueti come MTF/M2F, demisessualità o cissessismo.

Un documento che in questo periodo è ancora più importante, rafforzando l’impegno degli psicologi ad occuparsi di temi riguardanti l’orientamento sessuale, di genere e di identità di genere. Può aiutarci a comprendere anche quello che sta accadendo attorno al DDL Zan, che è un disegno di legge che richiede di aggiungere alle leggi contro le discriminazioni e violenze anche quelle contro l’orientamento sessuale, genere e identità di genere, come ad esempio la legge Mancino che prevede la condanna “solo” di reati di odio fondati su caratteristiche come la nazionalità, l’etnia o la religione.  Inoltre, il decreto vuole istituire la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia (sul glossario sono specificati anche questi termini).

La convinzione che la legge Mancino attualmente in vigore sia sufficiente, ha alimentato una serie di comportamenti ostruzionistici, che hanno allungato i tempi. Solo apparentemente si è trattato di questioni relative alla complessa burocrazia dei regolamenti e delle procedure, mentre i motivi alla base di questa preoccupante dilazione dei tempi sono di carattere prettamente etico e ideologico. Anche alcune frange “femministe” stanno criticando l’introduzione del genere femminile fra quello delle “minoranze discriminate”, considerandolo un modo di ghettizzazione delle donne. Il cavallo di battaglia più sfruttato in questo periodo fa riferimento alla definizione di “identità di genere” proposta all’art.1 comma d), ed è una critica trasversale che fa riferimento a presunte pregiudiziali ideologiche alla base di questa proposta di legge.

Altrapsicologia ha sempre ritenuto necessario occuparsi di queste tematiche, portando la sua voce all’interno delle istituzioni con l’intento di sensibilizzare la cultura di massa professionale nei diversi contesti a partire da quello educativo scolastico. Nel ciclo dei webinar sulle best practice dello psicologo scolastico abbiamo così inserito un evento per parlare dei progetti di educazione socio-affettiva nelle scuole. Lo faremo il 24 maggio alle 18.45 con il collega Paolo Bozzato. Se vuoi seguirlo compila il form per iscriverti.

Nel mese passato nel nostro gruppo Facebook di AltraPsicologia Lombardia si è accesa la discussione a un lungo post di Nicole Adami. Prendendo come spunto un’intervista del nostro presidente nazionale che dopo aver messo allarme sugli effetti dell’emergenza covid-19 ha fatto passare il messaggio che le reazioni da stress siano patologiche e un problema da curare. Nicole ha ricordato che “Noi psicologi non dobbiamo fare da amplificatori dell’isteria, del pressapochismo facile, delle risposte veloci, dei titoloni dei giornali” e ha proseguito segnando una traccia di come devono essere valutate le conseguenze dell’emergenza dal punto di vista scientifico e del fatto che non abbiamo elementi per gridare allarme. Il rischio di finire come Pierino che grida “al lupo!” è ben presente negli psicologi professionisti, tanto che al post è seguito un coro di “concordo”, “brava”, “sante parole” e addirittura un “amen, direi…”. Ancora una volta pare che gli psicologi e le psicologhe siano più attenti e realisti di chi li rappresenta.

Le nostre Libere Associazioni di oggi si concludono qui, un appuntamento periodico per informarvi e commentare quanto succede nella psicologia professionale nazionale e regionale. Se ti è piaciuta inoltrala ai colleghi o alle colleghe, e se vuoi seguire i nostri lavori con maggior frequenza e interagire con noi, seguici sul nostro gruppo Facebook o su Instagram.

Alle prossime Libere Associazioni!




E-Book sulla Psicologia Scolastica

CLICCA QUI PER SCARICARE L’E-BOOK SCOLASTICA A CURA DI ALTRAPSICOLOGIA

Durante e dopo la live del 28 gennaio sulla psicologia scolastica, la Redazione di AP ha raccolto diversi quesiti e testimonianze di colleghi e colleghe che, su tutto il territorio italiano, si trovano oggi impegnati con il bando psicologo scolastico.
Riguarda la Live: https://youtu.be/-Zi66WjX01Q

Con il desiderio di creare uno strumento condiviso, che raccolga le domande più frequenti ed utili sul protocollo d’intesa CNOP-MIUR e in relazione all’attivazione/implementazione del servizio di supporto psicologico nei contesti scolastici, nasce l’E-book Psicologia Scolastica di AltraPsicologia.

52 domande su normative, contrattualistica, best practice, privacy, consenso informato, contabilità e fatturazione.

Un E-book in costante aggiornamento: il nostro obiettivo è monitorare gli spazi di discussione tra colleghi e le normative in uscita così da aggiornare con costanza il documento in funzione di una sempre maggiore attenzione al ruolo dello Psicologo Scolastico e del supporto al collega.

Queste FAQ sono semplicemente una guida indicativa per orientarsi. Non sono esaustive, potrebbero non adattarsi a tutte le reali situazioni, e sono una sintesi delle fonti normative e contrattuali, a cui comunque si rimanda.

Le FAQ sono state raccolte sulla pagina del gruppo Facebook Psicologia Scolastica, sul sito del MIUR, sul sito del CNOP e dei diversi ordini regionali e partecipando ad iniziative e dibattiti informativi sul tema dello psicologo scolastico.

Hanno partecipato al progetto:
Cinzia D’amico, Valentina Mossa, Luana Valletta, Anna Santoro, Luca Granata e Marco Boldrin.

 

CLICCA QUI PER SCARICARE L’E-BOOK SCOLASTICA A CURA DI ALTRAPSICOLOGIA




“#tucomestai” un progetto di AltraPsicologia Lombardia per la promozione della figura dello psicologo

“Il benessere mentale è una componente essenziale della definizione di salute data dall’OMS. Una buona salute mentale consente agli individui di realizzarsi, di superare le tensioni della vita di tutti i giorni, di lavorare in maniera produttiva e di contribuire alla vita della comunità.”

Così la dott.ssa Margaret Chan, past Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, introduceva il Piano d’Azione per la Salute Mentale 2013-2020. Così la sfera mentale diventa parte integrante del benessere della persona, intesa sia nella sua individualità, sia nella sua sfera sociale. In Italia, secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità, le patologie psichiatriche più frequenti sono «la depressione, la schizofrenia e le sindromi nevrotiche e somatoformi». Il numero di persone con patologie psichiatriche assistite dai servizi specialistici sono state circa 850 mila, mentre le prestazioni erogate dai servizi territoriali sono state più di 11 milioni.

Un Piano d’Azione che puntava ad importanti obiettivi come equità, prevenzione dei disturbi mentali e maggiori opportunità di recovery.

Poi è arrivato il tempo della pandemia. dell’emergenza sanitaria e delle richieste di responsabilità individuale e sociale, fatte di quarantene, isolamenti e cambi radicali allo stile di vita. Un tempo complesso che ha rimesso in gioco le nostre abitudini. Un tempo in cui non tutti sono stati in grado di gestire lo stress psicologico e la paura creatasi.

Oggi siamo alle soglie di una seconda ondata. I casi dei malati Covid-19 continuano ad aumentare e questa situazione sta portando nuovamente malessere nella popolazione. Diversi i sintomi che possiamo raccogliere: ansia, umore deflesso (che si può trasformare in depressione), disturbi del sonno, paura del futuro, incertezza che impatta sulla quotidianità, isolamento sociale, timore di perdere il lavoro. Ma anche complessità economiche, gestione del tempo in casa con complesse ricadute sul sistema genitoriale e pensieri per i figli a scuola.

Preoccupazioni e ansie connesse in maniera più o meno diretta al virus che stanno colpendo duro la salute mentale della popolazione.

I numeri suggeriscono che dal punto di vista del benessere mentale l’autunno potrebbe svelarci una situazione difficile, in cui più di una persona su due potrebbe soffrire di disturbi legati alla sfera psicologica.

«Prima del Covid-19 si stimava che nel 2030, cioè tra meno di 10 anni, le malattie della mente supereranno le malattie cardiovascolari diventando le più diffuse al mondo: considerando l’enorme aumento di casi avuto in questo periodo tra pre e post lockdown, non è escluso che questo sorpasso possa avvenire addirittura prima, se non è già avvenuto”

In questo contesto, come AltraPsicologia Lombardia, abbiamo deciso di attivarci con una CAMPAGNA SOCIAL DI SENSIBILIZZAZIONE, che possa aiutare a comprendere a quante più persone possibile, la ricchezza dell’apporto che può dare la nostra figura professionale, oggi ancor più che in altri momenti storici.

Partendo dai temi che i nostri pazienti ci portano in studio, abbiamo creato una serie di vignette valorizzando lo psicologo e ciò che può fare aiutando le persone ad entrare in contatto con i loro vissuti al fine di sostenere e prevenire una cronicizzazione.

Mettiamo quindi a disposizione dei colleghi, un lavoro portato avanti dal Gruppo Comunicazione di Ap Lombardia, fornendo grafiche da condividere sui social principalmente utilizzati dai cittadini (facebook e instagram) per promuovere la figura dello psicologo. Tutti i colleghi potranno quindi utilizzare i materiali pubblicati sui nostri canali (https://www.facebook.com/groups/ap.lombardia/) e condividerli sulle pagine professionali e profili personali.

I nostri valori sono da sempre la rete e la colleganza.

Condividiamo con voi il progetto portato avanti in modo volontario dalla nostra task force ‘Comunicazione’ augurandoci che piccoli segnali come questo, possano fare grande rumore nell’amplificazione della rete.

#altrapsicologialombardia   #comestai   #cisonoglipsicologi

Erica Volpi




L’ordine della Lombardia spinge per lo psicologo volontario e il lavoro gratuito

Quando durante il consiglio dell’Ordine si parla di volontariato, ci si aspetta che tutti i rappresentanti coinvolti siano profondamente connessi e concordi tra loro, e cioè che al di là del valore sociale del volontariato, non possiamo andare avanti con il regalare le nostre competenze. Competenze spesso sudate e guadagnate con dedizione ed impegno.

E invece le sorprese non arrivano solo a Natale. In Lombardia, i colleghi consiglieri sono capaci di stupirti con effetti speciali anche a settembre, mostrando posizioni addirittura opposte, tanto che l’attuale maggioranza è riuscita a sostenere che il volontariato è una “conditio sine qua non” per ampliare le nostre competenze come psicologi, formarci e inserirci nel mondo del lavoro.

Non trovi lavoro? Vuoi farti conoscere e ampliare la rete dei tuoi pazienti?
Proporsi all’utenza con attività gratuite pare la strada migliore per OPL!
L’unica possibilità che il “povero” collega ha per arrivare a qualcosa di “pagato”: una sorta di purgatorio che tocca a tutti, in attesa di “sbarcare il lunario”.

Noi di AltraPsicologia la pensiamo profondamente in modo diverso. Non è un no al volontariato, che ha specifiche caratteristiche e valori che lo identificano nella sua attuazione concreta fra tutte le altre componenti della solidarietà organizzata, ma come istituzione che rappresenta 22mila psicologi, dobbiamo lavorare per promuovere l’occupatibilità, la territorializzazione e il riconoscimento della nostra professione.

Ora vi racconto cosa è accaduto.
Nell’ultimo consiglio, Professione Psicologo (il gruppo attualmente in maggioranza dei colleghi Parolin e Baventore) ha inserito in odg l’approvazione di un protocollo d’intesa con la Cooperativa Crea, l’ASST e il Comune di Lecco, per attivare un progetto di urgenza psicologica sul territorio.

Il progetto ha una sua storia ed è presente in altre provincie da più di 7 anni, inserendosi in una nicchia di bisogno che raccoglie probabilmente domande più complesse sia per i servizi pubblici che per gli studi privati. Un servizio che si pone come facilitatore nella presa in carico di quelle situazioni d’urgenza, dove i colleghi coinvolti svolgono sia sostegno telefonico che interventi al domicilio del chiamante.

Data la natura del servizio e la specificità delle competenze richieste, ci lascia perplessi fin da subito, convincendoci a prendere posizione contraria, la questione che il progetto si sostiene grazie alla “prestazione professionale di psicologi VOLONTARI iscritti all’Albo A, formati per la consulenza psicologica e psicoterapeutica”.

Quindi psicoterapeuti che offrono prestazioni professionali gratis? Fantastico!

Non è solo un problema di sostanza, ma qui si travisa completamente il tempo che si può dedicare ad attività per l’altrui bisognoso, con l’offerta di strumenti professionali e senza compenso ricevuto.

Il sig. vicepresidente, ci ha anche accusato di disonestà intellettuale durante la discussione in consiglio, sostenendo che la nostra posizione non considerava il contesto nel quale i colleghi sarebbero stati coinvolti: la psicologia delle emergenze. E che il progetto, era pensato come apripista per l’invio successivo a terapie a pagamento.

Sorvoliamo sull’offesa ricevuta, ma facciamo notare al sig. vicepresidente che in nessun contesto della psicologia dobbiamo, prima di tutto come ordine, considerare la possibilità di svendere le nostre competenze, altrimenti ci troveremo ad avere, non solo gli psicologi delle emergenze coinvolti in progetti di volontariato, ma anche psicologi dello sport, del lavoro, ricercatori o neuropsicologi in questa situazione e nell’attuale sistema sociale non ne abbiamo proprio bisogno!

Ma poi questo volontariato porta veramente a risultati? Analizziamo la storia del progetto e i risultati e scopriamo che tra i 2013 e il 2017 il servizio di urgenza psicologica a Milano ha gestito circa 120 chiamate all’anno, delle quali solo 10 hanno proseguito la consulenza non più volontaristica: praticamente meno del 10%. I numeri non sembrano restituirci l’idea di un volo pindarico verso la realizzazione di un lavoro retribuito, ma l’ennesima conferma che i servizi di volontariato restano fini a se stessi e la casistica non si attiva facilmente in “percorsi a pagamento”.

Inoltre ci è parso evidente che la presenza dell’ASST di Lecco come firmataria senza portafoglio, sottolineasse la forzatura di quest’ultima nel mettere il proprio “bollino” senza alcun investimento economico o di personale. Facile no?

Dopo le miriadi di proposte gratuite arrivate durante il Covid e dopo tante discussioni tra colleghi sul tema, il lavoro gratuito anche come volontariato non retribuito non è più accettabile.

Quasi due ore di discussione, in cui sapevamo benissimo che non ne saremmo usciti soddisfatti, perché loro hanno i numeri e con l’alzata di mano avrebbero fatto passare la delibera senza sforzi.

Secondo voi come è finita? 9 favorevoli (loro) e 6 contrari (noi).

Ma è così, a loro piace l’idea che lo “psicologo t’aiuta…e adesso anche gratis”, a noi piace più l’idea di “aiutare lo psicologo a fare il suo mestiere”. Ma sono visioni diverse!