La trasparenza negli Ordini | Inchiesta 2021

La nostra periodica inchiesta di Altrapsicologia sulla TRASPARENZA negli Ordini, questa volta ha preso in considerazione quattro tipi di informazione:

(1) Bilanci completi con tutti gli allegati, comprese le note integrative e le relazioni.

(2) Pagamenti dell’amministrazione cioè l’elenco dettagliato dei pagamenti effettuati dall’Ordine.

(3) Compensi dei consiglieri, argomento sempre delicato che richiede un’informazione autonoma e chiara.

(4) Delibere (ed eventualmente verbali), che dovrebbero essere presenti in modo completo, ordinato e leggibile.

Per molte di queste informazioni la pubblicazione è obbligatoria, ai sensi del D.Lgs. 33/2013. Quindi la loro mancanza non è soltanto scorretta verso psicologhe e psicologi, ma è anche una violazione degli oneri della Pubblica Amministrazione.

Fatte queste premesse, ecco i risultati Ordine per Ordine, a partire dal CNOP.

Con la solita disponibilità ad integrare su richiesta degli interessati qualora ci fosse sfuggito qualcosa:

CONSIGLIO NAZIONALE ORDINI PSICOLOGI

Il CNOP dovrebbe essere fonte di ispirazione, fare da apripista per gli Ordini e rappresentare la categoria.

La pagina dedicata ai compensi registra (da mesi) un tragico ‘Error 404 Not Found’.

Per cui, chi intende fare critica politica sui compensi dovrebbe partire da qui: il CNOP non rende noti i compensi dei suoi consiglieri e dei vari incarichi retribuiti per commissioni e gruppi di lavoro.

Passando alle delibere, sono pubblicate solo quelle del 2020, e solo quelle con impegni di spesa. Niente altro.

Sono presenti i documenti di bilancio in forma completo e aggiornati.

Mancano i dati sui pagamenti dell’amministrazione: sono presenti per il solo anno 2018.

Evidentemente c’è molto da fare.

ORDINE PSICOLOGI VALLE D’AOSTA

La tabella con i compensi è molto chiara e completa. Le delibere sono presenti per il solo 2019.

I bilanci sono pubblicati in modo frammentario e non aggiornato. Mancano in particolare tutti quelli più recenti.

ORDINE PSICOLOGI PIEMONTE

L’Area Trasparenza è graficamente molto chiara e subito raggiungibile dalla home page.

La delibera che regola i compensi è facilmente raggiungibile in Area Trasparenza, e rappresenta in modo semplice e comprensibile gli emolumenti che spettano a tutti i consiglieri e il loro tetto massimo individuale.

Delibere e verbali sono presenti e ordinati.

Punto molto dolente i bilanci: aggiornati solo fino al 2019, non sono integralmente pubblicati. Mancano documenti che li compongono, come le note integrative, le relazioni di tesoriere e presidente, la nota del revisore.

Non è presente l’elenco dei pagamenti effettuati negli ultimi 5 anni.

ORDINE PSICOLOGI LIGURIA.

L’area Amministrazione Trasparente è facilmente raggiungibile, ma internamente è disorganizzata.

Sono presenti i compensi erogati ai consiglieri a consuntivo, fino al 2019. Non sono presenti i criteri della loro determinazione.

Le delibere sono presenti in elenco, chiaro e semplice da consultare.

I bilanci sono laboriosi da raggiungere, ma va apprezzata la pubblicazione completa di tutti, fin dalla fondazione dell’Ordine. Peccato manchino proprio i più recenti: il consuntivo 2019 e i preventivi 2020 e 2021, che a norma di legge dovrebbero essere pubblicati entro 30 giorni dall’approvazione.

Presente e aggiornato l’elenco dei pagamenti effettuati per il 2019 e il 2020.

ORDINE PSICOLOGI LOMBARDIA

Ho cercato dappertutto: bilanci, pagamenti dell’amministrazione, sito. Nulla. Il secondo più grande ordine d’Italia oppone un muro di gomma sui compensi ad ogni tentativo.

I compensi non sembrano pubblicati. Presente solo una tabella riassuntiva che risale a 5 anni fa.

I bilanci iniziano finalmente ad essere pubblicati completi di allegati, ma il passato non è stato sanato.

Le delibere non sono pubblicate in elenco cronologico, è presente un macchinoso sistema di ricerca per date e parole chiave. Impossibile capire se ci sono tutte.

Pagamenti: è presente il solo elenco dei pagamenti effettuati nel 2018. Mancano totalmente quelli degli ultimi 2 anni.

ORDINE PSICOLOGI VENETO

Una recente news avverte che il sito è interamente in rifacimento anche nella parte di amministrazione trasparente. Che comunque resta curata.

L’informazione sui compensi è presente in modo chiaro e aggiornata in area amministrazione trasparente.

Sono presenti le delibere con impegno di spesa in elenco.

Pubblicati tutti i verbali, con un notevole ‘buco’ fra il 2014 e il 2019, coincidente con la precedente consiliatura.

I bilanci sono presenti, completi e aggiornati.

I dati sui pagamento sono presenti, completi e aggiornati.

ORDINE PSICOLOGI FRIULI VENEZIA GIULIA

In FVG la carica di consigliere è a titolo gratuito, e l’informazione è presente chiaramente sul sito. Sono presenti con aggiornamento semestrali i rimborsi spese.

Le delibere non sono pubblicate, nemmeno in elenco.

I bilanci sono pubblicati in modo incompleto: ci sono tutti, ma mancano dei documenti fondamentali come note integrative o relazioni. Va detto che l’esiguità del bilancio li rende comunque idonei ad avere uno sguardo d’insieme.

ORDINE EMILIA ROMAGNA

È uno degli ordini che ha dedicato più attenzione alla comunicazione chiara e trasparente. Il sito è graficamente molto chiaro e l’area Amministrazione Trasparente è personalizzata (a differenza degli altri ordini, che usano un layout obsoleto uguale per tutti).

Nell’area trasparenza c’è tutto: compensi degli ultimi 5 anni a consuntivo, delibere e bilanci che risalgono agli ultimi 10 anni (ben oltre il termine di 5 anni previsto dalla legge).

Mancano i criteri di determinazione dei compensi e i verbali dei consigli, che non sono mai stati pubblicati dalle precedenti amministrazioni, ma viene assicurato che lo saranno presto.

Sui verbali l’attuale amministrazione AP mi informa che sta raccogliendo le indicazioni legali per la pubblicazione completa, con tutela dei dati secondo il GDPR.

Presenti e aggiornati i dati sui pagamenti dell’amministrazione.

ORDINE PSICOLOGI TOSCANA

Sono pubblicati i compensi erogati fino al 2019, quindi al consiglio precedentemente in carica.

Non sono presenti i compensi erogati all’attuale consiglio, né è possibile sapere quali sono le regole attuali di determinazione dei compensi.

I bilanci sono presenti in modo completo e aggiornato.

L’area delibere è aggiornata solo fino al 2019, quindi l’attuale amministrazione non ha pubblicato nulla.

L’elenco dei pagamenti effettuati è presente e aggiornato.

ORDINE PSICOLOGI MARCHE

Sono presenti i compensi e anche la situazione economico-patrimoniale dei consiglieri, uno scrupolo che non si vede in altri ordini.

Sono presenti le delibere in elenco, aggiornate al 2020.

I bilanci sono pubblicati in modo completo e aggiornato.

I verbali sono in area riservata ma saranno resi pubblici.

Manca l’aggiornamento dei dati sui pagamenti dell’amministrazione, l’attuale amministrazione informa che saranno pubblicati a breve.

ORDINE PSICOLOGI UMBRIA

Presente una delibera del 2007 che stabilisce l’ammontare del gettone di presenza in euro 70, e rimanda a successive delibere la determinazione di eventuali indennità fisse. Tuttavia non ho rintracciato tale ulteriore determinazione.

I bilanci sono pubblicati in forma completa e aggiornata.

Presenti le delibere del 2018, 2019 e 2020.

Presente e completa la sezione sui pagamenti effettuati, ma aggiornata al 2019. Mancano tutti i pagamenti 2020.

ORDINE PSICOLOGI LAZIO

L’informazione sui compensi è presente in area riservata, nella sezione relativa agli organi amministrativi e di vertice.

Sono inoltre presenti informazioni complete sugli emolumenti erogati per incarichi politici nelle numerose commissioni dell’Ordine in cui partecipano gli iscritti non consiglieri.

I bilanci sono completi e aggiornati.

Sono inoltre pubblicati in modo completo e aggiornato i verbali, che contengono anche le delibere integrali.

I dati sui pagamenti sono presenti e aggiornati.

L’attività dell’Ordine è perfettamente e dettagliatamente conoscibile a tutti.

ORDINE PSICOLOGI ABRUZZO

L’area amministrazione trasparente non è nemmeno aggiornata rispetto agli organi amministrativi e di vertice: risulta ferma al precedente consiglio.

Assenti le indicazioni sui compensi. Riesco a quantificare l’ammontare complessivo della spesa in 70.000 euro dal bilancio previsionale per il 2021, di cui 35.000 in compensi e 35.000 in rimborsi spese.

Da altre fonti informali apprendo che il Presidente percepirebbe un compenso di 17.000 euro/annui.

Le delibere della precedente consiliatura sono ammucchiate alla rinfusa insieme ai verbali, con una numerazione non sequenziale che aumenta la confusione.

I bilanci hanno molti documenti e allegati assenti.

Ci si dovrebbe rivolgere al responsabile per la trasparenza, in questi casi. Ma il nominativo non è aggiornato.

Un’area trasparenza che esprime trascuratezza, il cittadino coscienzioso dovrebbe perderci giornate in accessi civici.

ORDINE PSICOLOGI MOLISE

Mancano informazioni basilari prescritte dal decreto legislativo 33/2013 sulla trasparenza nelle pubbliche amministrazioni.

I bilanci sono fermi al 2019 e pubblicati in modo parziale.

Fino al 2017 sono pubblicate le delibere, in discreto ordine, e poi più nulla.

Nessuna informazione sistematica sui compensi dei consiglieri, sappiamo da bilancio che la presidenza percepisce 6.000 euro/anno e il resto dei consiglieri 10.000 euro in totale.

Nessun documento nella sezione dei pagamenti effettuati.

A parziale discolpa, con un bilancio da 150.000 euro le risorse sono limitate e amministrare può essere difficile.

ORDINE PSICOLOGI PUGLIA

Non sono nemmeno riuscito a trovare l’area AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE, che secondo il D.Lgs 33/2013 dovrebbe essere accessibile dalla Home Page.

Non si trova nemmeno con la funzione CERCA.

ORDINE PSICOLOGI BASILICATA

La pagina relativa agli organi amministrativi e di vertice si pianta su Error 404 ed è quindi assente l’indicazione sui compensi ma anche sulla composizione del consiglio.

Bilanci non completi e non aggiornati: mancano note integrative e relazioni, manca il previsionale 2021 la cui pubblicazione è onere dell’attuale consiglio.

Le delibere sono presenti in modo frammentario, e riferite ad un ‘consiglio direttivo’, che nei testi diventa ‘Consiglio regionale’ o ‘consiglio direttivo regionale’, definizioni che non hanno alcuna corrispondenza nella legge 56/89 (che parla di ‘consiglio regionale dell’ordine’, o al limite di ‘consiglio regionale’).

Assente l’elenco dei pagamenti effettuati.

ORDINE PSICOLOGI CAMPANIA

Il presidente dell’ordine informa che ha svolto un laborioso processo di completamento di informazioni mai pubblicate prima, e che il sito è in totale revisione.

Sono oggi presenti i compensi erogati ai consiglieri negli ultimi 5 anni. Inoltre, è presente il documento che rappresenta il metodo di determinazione deliberato nel 2021.

L’area amministrazione trasparente ha tutti i verbali e le delibere in modo ordinato del 2020, ma non degli anni precedenti. Segno di un deciso cambio di passo verso la trasparenza dell’attuale amministrazione.

Manca l’elenco analitico dei pagamenti. Il presidente riferisce che sono stati pubblicati intanto gli elenchi delle delibere con valore economico degli ultimi 5 anni, non presenti prima. Mentre i dati sui pagamenti, mai compilati e pubblicati dall’amministrazione precedente, sono in corso di ricostruzione.

ORDINE PSICOLOGI CALABRIA

Non ho trovato alcuna indicazione relativa ai compensi dei consiglieri.

Sono presenti i verbali 2020, su insistenza della minoranza di AP che in regione è molto presente e attiva.

Non sono invece presenti le delibere.

Non ci sono bilanci completi, solo i rendiconti.

La sezione sui pagamenti dell’amministrazione, che dovrebbe riportare l’elenco dei pagamenti effettuati negli ultimi 5 anni, ha dell’incredibile: c’è solo il rendiconto finanziario 2019, un documento che non c’entra nulla.

ORDINE PSICOLOGI SICILIA

I compensi sono pubblicati in chiaro, in modo comprensibile e completo. Il documento deliberato dal CNOP come riferimento per gli Ordini spiega i criteri con cui sono determinati i compensi.

Sono pubblicati i verbali del consiglio dal 2020.

Presenti le delibere degli ultimi 5 anni.

Presenti in modo completo i bilanci e i dati sui pagamenti dell’amministrazione.

ORDINE PSICOLOGI SARDEGNA

I compensi dei consiglieri sono pubblicati a consuntivo e solo fino al 2018, in un formato poco comprensibile al pubblico (sono caricati direttamente i CUD). Non c’è modo di conoscere i criteri con cui sono determinati.

Sono presenti le delibere solo dal 2017. Mancano tutte le delibere 2020.

I bilanci sono pubblicati in modo incompleto: mancano dei documenti fondamentali che li compongono, come la nota integrativa, le relazioni di presidente e tesoriere o la nota del revisore.

Assenti i dati sui pagamenti effettuati.




Breve guida al CONSENSO INFORMATO

Il CONSENSO INFORMATO è un momento di grande rilevanza per il rapporto professionale. Specialmente in ambito clinico e sanitario, rappresenta inoltre uno snodo fondamentale.

La Legge 219/2017 ha introdotto importanti novità, che insieme al nostro Codice Deontologico rappresentano una guida per tutti gli psicologi.

Inoltre, esistono contesti particolari come la SCUOLA o il setting ONLINE richiedono specifiche accortezze nell’espressione del CONSENSO INFORMATO da parte dei destinatari delle nostre prestazioni.

Questa breve guida vuole essere un primo orientamento, non esaustivo, per approfondire.

Consenso informato per Psicologi | Ebook 2021




Psicologi in tutte le scuole: un’opportunità storica?

Ormai è ufficiale e stanno già uscendo i primi bandi: ciascuna scuola italiana avrà a disposizione un budget da spendere in servizi di psicologia scolastica con compenso per il professionista di 40 €/ora.

UNO PSICOLOGO IN OGNI SCUOLA

Ciascun istituto scolastico italiano potrà pubblicare un bando oppure affidare direttamente incarichi libero professionali entro dicembre, e potrà ricevere ulteriori finanziamenti se dimostrerà di avere svolto almeno il 50% del progetto.

I punti e requisiti fondamentali di questi servizi sono stabiliti da un protocollo siglato fra il consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi e il ministero dell’istruzione.

Nelle singole regioni, ciascun ordine regionale sta lavorando con le istituzioni del territorio per adattare il protocollo nazionale alle realtà locali.

Si tratta di un’occasione unica per la psicologia italiana e per la nostra comunità professionale: per la prima volta, gli psicologi entrano in tutti gli istituti scolastici in modo strutturale e retribuito.

ALTRAPSICOLOGIA LANCIA UN GRUPPO FACEBOOK DEDICATO

Per supportare e informare su questa importante svolta, Altrapsicologia lancia un gruppo Facebook dedicato: PSICOLOGIA SCOLASTICA

Il gruppo Facebook, a cui già è possibile iscriversi, è aperto agli PSICOLOGI, ma anche a studenti di psicologia interessati al settore.

Sarà un luogo con due funzioni:

(1) Condividere con tutta la comunità i bandi dei vari istituti scolastici di cui verremo a conoscenza.

(2) Condividere buone prassi, linee guida, progetti già realizzati, e tutto ciò che potrà essere utile per realizzare concretamente interventi di qualità e dimostrare che gli psicologi possono essere veramente utili al mondo della scuola.

Se ti occupi di psicologia scolastica o sei interessato al settore, iscriviti subito al gruppo:
https://www.facebook.com/groups/1474649406067366/

[EDIT DELL’AUTORE DEL 29.11.2020]: GLI ASPETTI CRITICI DEI BANDI

Sono passati esattamente 21 giorni dalla pubblicazione di questo articolo. E nel frattempo sono stati pubblicati svariati bandi che abbiamo attentamente visionato anche sulla base delle segnalazioni dei colleghi.

Le principiali criticità emerse, per numero e per importanza, sono sostanzialmente tre:

(1) I bandi al ribasso. Circa il 5% dei bandi analizzati è al ribasso. Nelle offerte al ribasso, i professionisti vengono ingaggiati loro malgrado in assurde aste a chi si offre di guadagnare meno, senza limite al peggio. Una piaga tutta italiana, che peraltro in questo caso non ha senso perché la tariffa (40 euro/ora) è indicata nella circolare del Ministero dell’Istruzione. Un metodo di selezione inefficiente, che svilisce il lavoro delle persone e di certo non porta alla scelta dell’offerta di migliore qualità. Un metodo che non si usa nemmeno per comprare il prosciutto al supermercato, che senso ha nella scelta di un professionista?

(2) La preferenza ai docenti. Circa il 30% dei bandi analizzati prevede la preferenza o l’esclusività di partecipazione per psicologi che siano anche docenti. Questo apre diversi fronti di criticità:

Deontologico, perché il collega psicologo che è anche docente in quello stesso istituto si troverebbe inevitabilmente esposto ad un doppio ruolo, ad indossare una casacca diversa a seconda del momento, in rischio di violazione dell’articolo 26 del Codice Deontologico.

Amministrativo, perché anche qualora si volesse premiare l’esperienza specifica come docente, essa dovrebbe intervenire attribuendovi un punteggio in sede di selezione, e non di certo una preferenza assoluta. Abbiamo visionato graduatorie assurde, in cui concorrenti classificati in 5° posizione per punteggio di titoli e offerta si sono aggiudicati il bando passando avanti a quattro persone, solo perché docenti. Ma anche bandi in cui, assurdamente, la partecipazione era interdetta a chiunque non fosse docente, il che pone anche una questione di equità e motivazione, perché il ruolo messo a bando è per psicologi, non per docenti.

(3) Abilitazione non necessaria. Ci siamo trovati infine di fronte ad una casistica limitata di bandi che non richiedevano abilitazione. Di solito, in combinato con la preferenza ai docenti. Si richiedeva la semplice laurea in psicologia, ovviamente non sufficiente per esercitare.

Il CNOP, in uno dei comunicati degli ultimi giorni, ha garantito che starebbe vigilando sui bandi. Non mi risulta: i colleghi invocano a gran voce un interlocutore istituzionale e non lo trovano. Per cui indirizzano a noi, alla nostra associazione, i loro disperanti messaggi. È ora che il CNOP, e in particolare il gruppo di lavoro sulla psicologia scolastica, si attivino effettivamente per dare risposte alle segnalazioni.




Il CNOP cambia idea sul voto elettronico? Forse.

In una lettera pubblicata su Quotidiano Sanità il 30/10/2020, David Lazzari – attuale presidente del CNOP – parlando del voto elettronico per le elezioni degli Ordini, dichiara testualmente:

Tale possibilità peraltro era già stata prevista dalla legge 3/2018 per le professioni vigilate da Salute, tra le quali rientra la professione psicologica. Già allora l’avevamo salutata come una innovazione benvenuta, che può favorire la partecipazione degli Iscritti alla vita ordinistica“.

‘Già allora l’avevamo salutata come un’innovazione benvenuta’.
Dice proprio così. Non ho assunto allucinogeni.

Ora, io non trovo traccia di questa gaia disponibilità verso il voto elettronico da nessuna parte.

Non la trovo nella Legge 3/2018, che prevede il voto telematico per tutte le professioni sanitarie tranne la nostra, normata da una sezione a parte.

Non la trovo nelle 25 pagine di programma di mandato dell’attuale presidente Lazzari per il CNOP, in cui la parola VOTO ricorre soltanto una volta in un passaggio nebuloso e le parole TELEMATICO e ELETTRONICO ricorrono zero volte. ZERO.

Non la trovo in nessuno dei programmi elettorali per gli ordini delle decine di schieramenti che si sono presentati nelle recenti elezioni.

Tranne Altrapsicologia, ovviamente. La nostra è l’unica realtà politica che da anni spinge per il voto telematico, e l’ha realizzato dove ha potuto: in ENPAP.

LE ULTIME ELEZIONI DEGLI ORDINI, E IL MURO DI GOMMA.

Ma io voglio aggiungere una nota in più. Nei mesi precedenti le ultime elezioni degli Ordini di fine 2019, come Altrapsicologia abbiamo cercato pubblicamente e privatamente un accordo sul voto elettronico. Con tutti i player della nostra politica professionale.

Ci siamo scontrati con un muro di gomma.

L’opinione che mi sono fatto è che molti vogliono mantenere un processo elettorale disordinato perché gli è funzionale. Non certo per agire a vantaggio della comunità professionale.

Comunque, preso atto di questa posizione politica divergente, l’abbiamo accettata continuando in solitaria la nostra battaglia per il voto elettronico.

Che però ora si arrivi a sostenere che il voto elettronico fu salutato come un’innovazione benvenuta, francamente non è accettabile.

Che si dica la verità: il voto elettronico non l’ha voluto nessuno.

LE ULTIME ELEZIONI PER GLI ORDINI

La prova sono le ultime elezioni per gli Ordini, svolte a fine 2019 (ben due anni dopo l’adozione della Legge 3/2018, fra l’altro): si sono svolte alla solita maniera.

Con le pietose scene elettorali di sempre: schede di voto svolazzanti per tutto lo stivale, trasportate in scooter, bicicletta, diligenza a cavalli. Confusione. Brogli più o meno da definire (ci sono ricorsi pendenti). Richieste di intervento al Ministero della Salute. Interventi plurimi delle forze dell’ordine nei seggi. Articoli sui giornali. Raccolta di voti porta a porta. Dimissioni di scrutatori di seggio in Puglia e Calabria. Una regione intera, la Puglia, in cui non si sa nemmeno quante schede siano state votate. Spreco di soldi degli iscritti, incertezza del voto, scarsa partecipazione.

Uno spettacolo indecoroso, indecente per una categoria di professionisti. A cui però una parte della politica professionale è evidentemente molto affezionata.

IL VOTO ELETTRONICO SECONDO IL CNOP.

Proseguendo la lettura dell’articolo, la questione si complica. Dopo il primo incipit entusiastico, David Lazzari avvita una collana di distinguo che tradiscono una posizione ambigua: voto elettronico si, ma su una piattaforma comune fra gli ordini, o con le altre professioni, o addirittura ministeriale. Una tela di Penelope.

Allora, intendiamoci: le soluzioni per il voto elettronico ci sono, stanno sul MEPA (mercato delle Pubbliche Amministrazioni), sono certificate e hanno dimostrato di essere robuste sia sul piano della sicurezza che su quello legale.

Se vogliamo il voto telematico, basta adeguare le norme che ci riguardano e svolgere normali gare pubbliche per selezionare il servizio migliore al miglior costo.

IL VOTO ELETTRONICO ESISTE, DA BANCA D’ITALIA IN GIU’.

Il voto elettronico a distanza – perché di questo di parla, della possibilità di votare dal proprio smartphone – oggi è adottato da svariate istituzioni pubbliche.

Banca d’Italia vota con voto elettronico. Banca d’Italia. Non l’Ordine dei Formaggiai della Val di Pino.

ENPAP, per rimanere in casa nostra, usa il voto elettronico con il benestare del Ministero del Lavoro e delle Finanze. E trattandosi di una fondazione che svolge un’importante funzione pubblica, non può essere considerato un sorta di ‘club privato’ che fa come gli pare.

Lazzari paventa un aumento dei costi, nella sua lettera. Ma il bilancio ENPAP certifica che il voto elettronico costa 1/10, ovvero che le elezioni tradizionali costano il 900% in più di quelle elettroniche. ENPAP ha risparmiato oltre 1 milione di euro degli psicologi.

Sempre a proposito di costi, l’Ordine Psicologi Lazio aveva stimato nelle ultime elezioni un costo di 27.000 euro per il voto elettronico, contro i 150.000 euro per quello tradizionale, 6 volte di meno.

Lazzari paventa il rischio contestazioni. Ma le elezioni con voto elettronico di ENPAP non ha avuto alcuna contestazione, nessun ricorso. Mentre le elezioni per gli Ordini sono continuamente oggetto di ricorsi e contestazioni: Puglia, Calabria, Sicilia, Veneto, Toscana… uno stillicidio ad ogni tornata elettorale.

PRENDIAMO IL BUONO.

E tuttavia, voglio trarre il buono da tutta questa vicenda. Confido che questa nuova posizione di David Lazzari sia l’apertura ad una nuova fase e non il classico salto carpiato con triplo avvitamento. Ottimo nelle gare di tuffi ma non in politica.

Abbiamo tre anni di tempo. Da domani mattina, con ogni mezzo e in ogni modo questo tema politico sarà riproposto all’interno del Consiglio Nazionale con la persistenza di una goccia che scava nel marmo.




DPCM 13/10/2020: COSA CAMBIA PER GLI PSICOLOGI?

Due nuovi provvedimenti sono stati emessi dal Governo in questo mese di ottobre 2020, per limitare la diffusione del virus Covid-19: il DPCM e le Indicazioni del Ministero della salute.

In questo articolo una selezione delle prescrizioni che possono interessare l’attività degli psicologi. Si rimanda in ogni caso al sito del Ministero della salute per le informazioni ufficiali e complete.

DPCM 13 OTTOBRE 2020, IN SINTESI.

L’ATTIVITÀ IN STUDIO

Articolo 1 Comma 1.

“(…) è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sè dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto ad eccezione dei casi in cui (…) sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento”.

Articolo 1 Comma 2

“È fatto obbligo di mantenere una distanza d sicurezza interpersonale di almeno un metro (…)”

Articolo 1 Comma 5

“L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio, come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani, che restano invariate e prioritarie.”

Commento

l’attività professionale degli psicologi deve essere effettuata sempre con mascherina di protezione delle vie respiratorie. Deve essere mantenuta la distanza di almeno un metro.

In assenza di specifiche disposizioni, per analogia con gli eventi e le attività ricreative, le attività di gruppo devono essere svolte con posti preassegnati e distanza di almeno un metro.

IL TIROCINIO

Articolo 1 Comma 6 lettera r): “(…) le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza”.

Commento

L’attività di tirocinio in presenza non è espressamente vietata, ma è possibile (e quindi riconosciuta a tutti gli effetti) l’attività non in presenza.

I PROFESSIONISTI SANITARI

Articolo 3 Comma 1 lettera a) “Il personale sanitario si attiene alle appropriate misure per la prevenzione della diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dalla normativa vigente e dal Ministero della salute sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, e i responsabili delle singole strutture provvedono ad applicare le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti fornite dal Ministero della salute.”

Commento

L’articolo si riferisce al ‘personale sanitario’, e quindi al personale che opera a qualunque titolo nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Tuttavia, riteniamo sia un utile riferimento per tutti i professionisti che operano in ambito sanitario, anche privatamente, a conoscere ed applicare le indicazioni del Ministero della salute e dell’OMS.

INDICAZIONI PER LA DURATA E IL TERMINE DELL’ISOLAMENTO E DELLA QUARANTENA – MINISTERO DELLA SALUTE – 13 OTTOBRE 2020

— [Inizio estratto dalle indicazioni Ministero Salute del 13/10/2020] —

L’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione.

La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

In considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico in data 11 ottobre 2020, si è ritenuta una nuova valutazione relativa a quanto in oggetto precisato:

Casi positivi asintomatici. Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).

Casi positivi sintomatici. Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

Casi positivi a lungo termine. Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).

Contatti stretti asintomatici. I contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare:

– un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure
– un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

Si raccomanda di:

– eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze;
– prevedere accessi al test differenziati per i bambini;
– non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di caso (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità
– promuovere l’uso della App Immuni per supportare le attività di contact-tracing.”

— [fine estratto dalle indicazioni Ministero Salute del 13/10/2020] —

ALTRE COSE IMPORTANTI DA SAPERE

Queste le informazioni di base da conoscere assolutamente per svolgere in modo corretto l’attività di psicologo/a. Si trovano sul sito del Ministero della salute e sono:

– la definizione di caso
– la definizione di contatto stretto
– la procedura di indagine epidemiologica e provvedimenti di quarantena che viene avviata per i casi positivi
– le indicazioni per gli esami (tampone e sierologico).

CONCLUSIONI: DOVERI DEL PROFESSIONISTA.

Questo nuovo DPCM introduce restrizioni che sono, tuttavia, molto meno vincolanti di quelle che abbiamo sperimentato nel periodo del lockdown.

Abbiamo la responsabilità sociale di diffondere fra i cittadini una cultura della prevenzione e del rispetto della salute di tutti. Dobbiamo, noi per primi, conoscere e rispettare le regole del gioco.

Ci lasciamo con l’augurio di adattarci al meglio a queste nuove avversità. Dipende anche da noi psicologi.