Ordine Calabria: il Tribunale di Catanzaro accoglie in pieno il ricorso di AltraPsicologia

25 Maggio 2021, una data che AltraPsicologia Calabria difficilmente dimenticherà!

Il Tribunale di Catanzaro dichiara illegittima e annulla la delibera n.185 dell’Ordine degli Psicologi della Calabria che assegnava alcuni poteri centrali del Consiglio ai soli Presidente, Segretario e Tesoriere, sottraendoli di fatto agli altri Consiglieri democraticamente eletti, un provvedimento in palese contrasto con la legge 56/89.

QUI LA SENTENZA

I FATTI

Una storia iniziata il 3 ottobre 2020 quando all’ordine del giorno del Consiglio viene inserito il suddetto provvedimento approvato con gli 8 voti dei consiglieri di maggioranza e i nostri 7 voti contrari.

L’intera amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Ordine;

la cura del patrimonio mobiliare ed immobiliare;

la compilazione dei bilanci preventivi e consuntivi;

la tenuta dell’albo professionale;

la competenza a designare i rappresentanti dell’Ordine negli enti e nelle commissioni, a livello regionale o provinciale.

Tutte queste attribuzioni vengono sottratte al Consiglio e conferite in via esclusiva al Presidente, al Tesoriere ed al Segretario, peraltro con il voto favorevole e decisivo dei tre!

Il Presidente, le cariche illegittimamente insignite di poteri esclusivi e il gruppo di maggioranza all’Ordine, proseguono per la loro strada. A nulla valgono le nostre rimostranze in Consiglio e le nostre comunicazioni che richiamano all’evidente illegittimità della delibera, siamo costretti ad adire le vie legali.

LA “COMUNICAZIONE” DELLA MAGGIORANZA

Nel mentre, una sfilza di comunicazioni sopra le righe tramite i canali del gruppo di maggioranza politica all’Ordine. Articoli che parlano di onorabilità vilipesa, che bollano i nostri comunicati come fake news, si arriva addirittura a sostenere che non esista alcun ricorso in tribunale, qualcuno insinua che alle parole non avremmo fatto seguire i fatti, semplicemente perchè erano scaduti i termini per fare un ricorso al TAR. Sempre seguendo questa traccia, si trascende, ci sentiamo addirittura definire bugiardi e ignoranti… Gli autori di tali invettive avrebbero fatto meglio ad aspettare prima di parlare, perchè magari erano anche scaduti i termini per fare ricorso al TAR, ma non di certo quelli per impugnare la delibera presso il Tribunale Ordinario, come alla fine abbiamo fatto. Alle invettive si accompagnano le minacce di querela.

Così tuonava il gruppo di maggioranza dalle pagine del suo blog:

“Sono passati quindi oltre due mesi dall’ultimo Consiglio e sono rimaste solo parole, zero fatti. Tanto per cambiare. Forse c’era e c’è la paura di perdere ed essere condannati alle spese, oltre all’essere perseguiti per calunnia. Spesso infatti certe sicurezze vacillano pericolosamente varcando la soglia di un Tribunale. Quindi meglio soltanto il rituale tam tam mediatico fatto di opinioni discutibili, insulti e demagogia che non trovano conforto nemmeno nelle leggi tanto tirate in ballo. Stile Trump post elezioni. Solo che, ricordiamolo, accusare qualcuno di compiere azioni illegittime senza avere prove è allo stesso modo perseguibile in Tribunale, altra cosetta che forse si ignora.”

Ecco, ora di mesi da quel Consiglio ne sono passati un po’ di più, la soglia del Tribunale siamo stati costretti a varcarla per ripristinare la legalità all’interno dell’Ordine ed oggi è lo stesso Tribunale a cui ci siamo rivolti a definire illegittima quella delibera.

COSA DICE LA SENTENZA

Su Segretario e Tesoriere

Il Tribunale di Catanzaro impartisce una vera e propria lezione di legalità a chi evidentemente si considera al di sopra della legge. I Giudici osservano che né la Legge 56/89 nè il Regolamento interno all’Ordine degli Psicologi della Calabria prevedono la possibilità che il Consiglio attribuisca o deleghi proprie funzioni al Segretario ed al Tesoriere.

Sul Presidente

Quanto poi alla delega dei medesimi compiti in favore del Presidente, il Collegio Giudicante evidenzia come all’art. 13 della Legge 56/89 (“Il Presidente ha la rappresentanza dell’ordine ed esercita le attribuzioni conferitegli dalla presente legge o da altre norme, ovvero dal consiglio”), il legislatore abbia inteso conferire al Consiglio non già il potere di delegare proprie funzioni al Presidente, bensì quello di attribuire a quest’ultimo compiti, anche non tipizzati, che pur tuttavia esulino da quelli di competenza del Consiglio stesso, elencati nell’art.12 della 56/89. In buona sostanza la delibera risulta illegittima anche nella parte in cui viene delegato il Presidente.

Sull’Ordine Professionale

Il Tribunale chiarisce anche i compiti di un Ordine professionale, sottolineando come questi non possano essere considerati alla stregua di meri adempimenti formali e quindi trasferiti in scioltezza da un organo ad un altro o da un organo a singoli consiglieri che rivestono delle cariche, anche perchè i componenti del Consiglio, votati dagli iscritti, hanno un preciso mandato, assegantogli dalla legge, da espletare all’interno di un organo collegiale, nel nostro caso composto da 15 Consiglieri.

Così i Giudici del Tribunale di Catanzaro:

“Invero, deve ritenersi che il Consiglio Regionale non possa, con propria delibera, distogliere il Consiglio dall’esercizio dei compiti assegnatigli per legge. Si osserva infatti che la funzione principale degli ordini professionali consiste nel tutelare la collettività circa la professionalità e la competenza dei professionisti che svolgono attività delicate nel campo della tecninca, della salute e della legge e, pertanto, l’attribuzione di determinate funzioni ad un organo collegiale elettivo quale il Consiglio, lungi dall’afferire ad un mero adempimento formale, risponde evidentemente a precise esigenze di controllo.”

Sui Regolamenti

Nelle confuse repliche alla nostra impugnazione, viene tirato in ballo il Regolamento del CNOP nella parte in cui si assegnano funzioni amministrative alle cariche del Consiglio Nazionale: Presidente, Vicepresidente, Segretario, Tesoriere. I Giudici, oltre a ribadire che quanto riportato è del tutto inconferente con la materia trattata (una cosa è il CNOP, altra cosa è l’Ordine degli Psicologi della Calabria che ha un proprio regolamento) sottolineano come da un’attenta lettura del citato Regolamento del CNOP si traggano piuttosto elementi a sostegno della tesi di parte ricorrente, ovvero delle nostre ragioni. Il Regolamento del CNOP infatti non prevede alcuna sovrapposizione tra le attribuzioni del Consiglio e quelle delle cariche, come è giusto che sia, proprio perchè la legge non lo consente. 

DELIBERA TOTALMENTE ILLEGITTIMA (MA QUANTA FATICA)

Così, da oggi, la delibera n.185 dell’Ordine degli Psicologi della Calabria che di fatto istituiva un illegittimo “triumvirato” composto da Presidente, Segretario e Tesoriere, viene ANNULLATA da un Tribunale e detta così sembra semplice, ma vi assicuriamo che non lo è stato per nulla!

Il risultato è frutto del grande lavoro del nostro legale l’Avv. Giovanni Rossi del Foro di Reggio Calabria che ha seguito passo passo la vicenda giudiziaria, approntando un ricorso che ha permesso di ripristinare la legalità nel nostro ente. Questa sentenza è frutto della caparbietà di noi 7 ricorrenti, 7 Consiglieri che dalla sera alla mattina si sono visti spogliati delle proprie funzioni, privati della possibilità di espletare il proprio mandato, assegnatogli dalla legge e dagli iscritti all’Ordine. Questa vittoria in Tribunale è frutto del supporto costante del nostro Gruppo Regionale, di tutta l’Associazione nazionale e di tutti gli iscritti ad AP, colleghe e colleghi che ogni giorno lavorano incessantemente PER UN’ALTRAPSICOLOGIA, per garantire l’onorabilità della nostra amata professione all’interno delle istituzioni di categoria e nella società.

E’ la vittoria di tutte le psicologhe e gli psicologi calabresi e per il momento ci fermiamo qui. Da domani penseremo alle doverose letture politiche di quanto accaduto, alle responsabilità di chi per presunzione o per sciatteria ha guardato alle leggi come orpelli di cui potersi sbarazzare, ha considerato la rappresentanza democratica come una zavorra di cui liberarsi al più presto, ha perseverato nell’errore trattando la cosa pubblica come “casa propria”, dimenticando, troppo frequentemente, che l’Ordine è la casa di tutti!




Calabria: l’incredibile storia del RUP e di quei “rompiscatole” dell’opposizione

Oggi vi raccontiamo una storia. I personaggi sono:

un gruppo politico-professionale che ha amministrato l’Ordine degli Psicologi della Calabria per più di 30 anni e che attualmente esprime l’esecutivo del nostro ente con una maggioranza di 8 Consiglieri, tra “vecchia guardia” (pensate il Presidente è al suo quinto mandato) e nuove leve;

altri 7 Consiglieri, tutti alla prima esperienza ordinistica, espressione di un gruppo che va sotto il nome di AltraPsicologia Calabria e che dopo 30 anni di rappresentanza monocolore cerca di lavorare (con non poche difficoltà) ad un miglioramento della macchina del nostro organo di autogoverno, facendo informazione, ascoltando le istanze dei colleghi, chiedendo l’introduzione di regolamenti, vigilando sulle procedure;

il RUP, il “personaggio” principale di una storia che per gli amanti del dramma pirandelliano potremmo intitolare “7 Consiglieri in cerca del RUP” o se invece la preferenza è per i film di Indiana Jones “Gli 8 Consiglieri del RUP Perduto”.

Ma veniamo al punto.

Cosa non è il RUP?

Non è una creatura mitologica, non è il Sacro Graal, non è il nome di un nuovo vaccino anti-covid efficace per tutte le varianti del virus (purtroppo!)

Cos’è il RUP invece?

Per comprendere bene chi è e cosa fa il RUP, dobbiamo necessariamente partire dal suo habitat naturale: la stazione appaltante. Per la legge italiana (Codice dei Contratti Pubblici) la stazione appaltante è una pubblica amministrazione che affida appalti pubblici di lavori, forniture o servizi oppure concessioni di lavori pubblici o di servizi. Ecco nel nostro caso specifico la stazione appaltante è rappresentata dall’Ordine degli Psicologi della Calabria che (fino a prova contraria) è un ente pubblico, nello specifico un ente pubblico non economico, in quanto:

persegue fini pubblici (cura l’osservanza delle leggi concernenti la professione, si occupa della tenuta dell’albo, vigila sulla tutela del titolo professionale, svolge attività per impedire l’esercizio abusivo della professione e in questo modo tutela la salute dei cittadini);

è titolare di poteri autoritativi (ad es. adotta provvedimenti disciplinari);

lo ha istituito lo Stato (l’Ordine esiste in virtù della Legge che regola la professione dello psicologo, la 56/1989);

percepisce contributi pubblici (nel nostro caso le nostre quote di iscrizione in qualità di iscritti);

è assoggettato al controllo di pubblici poteri (l’Ordine è soggetto alla vigilanza del Ministero della Salute).

Insomma per farla breve, l’Ordine è qualcosa di pubblico. Non è un’azienda, non è una fondazione, non è un’associazione, non è un club privato…è un ente che cura dei pubblici interessi.

A questo punto torniamo al nostro caro vecchio RUP.

Le leggi e i regolamenti (l’art. 31, co. 3, d.lgs. 50/2016, meglio noto come Codice dei contratti pubblici e le linee guida N.3 dell’ANAC Autorità Nazionale Anti-Corruzione) ci dicono che ogni pubblica amministrazione è tenuta ad individuare come responsabile per le procedure riguardanti appalti o concessioni una figura che si occupi delle fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione dei contratti di lavori, servizi, forniture, sia che le procedure prevedano un bando, sia che non lo prevedano. Insomma qualsiasi contratto stipulato o servizio acquistato da un ente pubblico (anche se si tratta di acquisti in economia) deve seguire una procedura e per questa procedura ci deve essere un responsabile, il RUP appunto – Responsabile Unico del Procedimento.

A cosa serve il RUP?

Compito del RUP è quello di vigilare sulle varie fasi del servizio appaltato. Il RUP provvede a creare le condizioni affinchè il processo realizzativo del servizio/lavoro risulti condotto in modo unitario in relazione ai tempi ed ai costi preventivati, alla qualità della richiesta, alla manutenzione programmata e perfino alla sicurezza e alla salute dei lavoratori. Un esempio pratico. Nel caso in cui un Ordine professionale voglia fare un acquisto o rinnovare un proprio servizio, i passaggi sarebbero pressocchè i seguenti: il Consiglio discute della necessità in essere, a seguito della discussione approva una delibera, a quel punto la palla passa al RUP che dovrà, tra i vari compiti, coordinare o svolgere un’indagine di mercato in linea con le le esigenze dettate dal Consiglio (ad es. in termini di qualità, economicità, ecc.) e/o procedere all’organizzazione di una pubblica manifestazione di interesse emanata dall’ente, coordinare tutte le azioni atte a garantire il rispetto delle procedure di affidamento secondo quanto dice la legge, firmare una determina di affido e quindi impegnarsi a vigilare sul mantenimento delle condizioni concordate (ad es. che il lavoro in questione corrisponda alle richieste fatte o che venga consegnato nei tempi sui quali le parti si sono accordate). Tutto questo anche perchè qualora dovessero subentrare disguidi di qualsiasi genere, la responsabilità dovrà essere facilmente individuabile e non opaca e diffusa.

Cosa succede all’Ordine degli Psicologi della Calabria?

Qui entrano in gioco gli altri personaggi della storia. Il gruppo di maggioranza politica in Consiglio (composto da Colleghi che hanno ricoperto per anni ruoli apicali all’interno dell’Ordine) e il gruppo di opposizione, noi di AP Calabria, età media 35 anni. I secondi, ad ogni deliberazione sull’affidamento di un servizio chiedono ai primi: “Scusate chi è il RUP?”.

La risposta del Presidente e della sua maggioranza?

Non c’è bisogno di alcun RUP poichè abbiamo a che fare con l’acquisizione di servizi, forniture e lavori in economia (ovvero al di sotto dei 200.00 euro al netto dell’IVA).

Eppure basterebbe visitare la sezione Amministrazione Trasparente dell’Ordine degli Psicologi della Calabria per trovare un documento che sembra risolvere ogni dubbio il REGOLAMENTO SULLE ACQUISIZIONI IN ECONOMIA E SUL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI PROFESSIONALI E DI CONSULENZA DEL CNOP  (interamente recepito dal nostro Ordine Regionale) che all’art. 2 comma 2 recita:

Il Consiglio dell’Ordine, quando delibera la realizzazione del lavoro o l’acquisizione della fornitura o del servizio in economia, ovvero quando delibera di conferire un incarico individuale, nomina, anche tra i membri del Consiglio dell’Ordine, un Responsabile Unico del Procedimento per le fasi dell’affidamento, della stipula e dell’esecuzione del contratto, nonché per il conferimento degli incarichi individuali, nei limiti espressamente previsti dalla delibera del Consiglio dell’Ordine.”

e ancora all’art.2 comma 4:

“In mancanza di un’espressa disposizione del Consiglio dell’Ordine, il Responsabile Unico del Procedimento è il Consigliere Tesoriere, ovvero, laddove esistente, il Direttore Amministrativo.”

Chiaro no?

Il RUP ci deve essere comunque, l’incarico può essere svolto anche da un Consigliere, se non c’è un espresso provvedimento dell’Ordine il compito spetta al Tesoriere o al Direttore Amministrativo.

Tutto questo in linea teorica…perchè nella realtà in nessuna delle determinazioni economiche dell’Ordine degli Psicologi della Calabria viene indicato un RUP, il nostro ente non ha un Direttore Amministrativo e sopratutto in quasi due anni di consiliatura non abbiamo mai visto una determina di affidamento di servizi o di acquisti firmata dalla Consigliera Tesoriera!

Sito internet, Provider ECM, intermediario teconologico per il passaggio a Pago PA, agenzia interinale per l’assunzione di un nuovo dipendente e tanti altri servizi di cui si avvale o si dovrà avvalere il nostro Ordine, sono stati affidati senza la presenza di un Responsabile Unico del Procedimento.

Ecco la storia si conclude qui, triste, a tratti grottesca come tante altre storie che abbiamo avuto modo di raccontarvi. Una storia che costringe noi 7 Consiglieri di AP a non approvare le deliberazioni di carattere economico del nostro ente. L’ennesima inspiegabile storia di regole costantemente travisate o peggio ancora ignorate, nonostante i costanti richiami. La storia di una maggioranza ordinistica che dovrebbe portarsi dietro un’esperienza tale da evitare agilmente questi pericolosi strafalcioni da dilettanti allo sbaraglio, ma che evidentemente è troppo impegnata ad etichettare noi Consiglieri di opposizione come “rompiscatole” che votano contrario ad ogni cosa.

 




Ordine Calabria – “Aggiungi un posto a tavola…”

Qualche notizia dall’ultimo Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Calabria.

Quello di venerdì 30 aprile è stato il Consiglio del bilancio consuntivo 2020 e arrivati a questo punto, i segni di quasi due anni di opposizione che vigila costantemente si notano.

Alcune “novità” che in realtà sarebbero dovute essere la NORMALITA’

Alla voce “Acquisto libri, riviste, giornali” oggi troviamo ZERO! Ricordate la prassi di acquistare giornali che riportavano notizie riguardanti l’Ordine che poi a ben vedere erano riconducibili a ricevute intestate all’attuale Presidente? Adesso non c’è più… evidentemente di questa prassi si sarebbe potuto fare a meno da tempo.

La famosa voce dei rimborsi per i Consiglieri passa dai circa 35.000 euro del vecchio consuntivo a poco più di 18.000 euro. Un ridimensionamento siamo d’accordo, ma comunque un bel gruzzoletto considerando che in questa voce rientrano principalmente i rimborsi benzina in un contesto fatto di COVID, lock down, zone rosse e riunioni on-line.

I crediti verso gli iscritti che nel consuntivo 2019 ammontavano a più di 210.000 euro, adesso passano a 183.000. Si è (finalmente e dopo che per anni nessuno aveva mosso un dito) iniziato a mettere mano alle situazioni di morosità inerenti le quote di iscrizione all’Ordine che in diversi casi arrivavano anche a 10 anni di insoluti.

Il solito rendiconto “al buio”

Peccato però che ancora una volta, nonostante le reiterate richieste, non ci venga consentito di visionare alcuna documentazione inerente i rimborsi, le uscite di rappresentanza, le spese per commissioni e gruppi di lavoro, la partecipazione a convegni e congressi;  alcuna documentazione attestante  le procedure di recupero crediti; alcun report su quanto incassato dai crediti maturati in anni precedenti al 2020; nessun riepilogo per fornitore.

Ci viene chiesto di approvare un bilancio nella totale assenza di consapevolezza su chi siano i creditori e debitori del nostro ente, su quale sia il criterio di esigibilità dei nostri debiti, su quale sia il criterio di riscossione dei nostri crediti e delle procedure applicate agli stessi.

Tutto così… sulla fiducia. Con il solito giochetto retorico (e ormai patetico) che se chiedi in realtà stai dando del ladro a qualcuno, mica stai cercando di fare il tuo lavoro!

E badate bene, le richieste di approfondimento non sono state avanzate in Consiglio, ma settimane prima, chiedendo più volte un appuntamento presso la sede dell’Ordine e ricevendo più volte il solito immotivato rifiuto. Così Consiglieri dell’Ordine eletti dagli iscritti non hanno nemmeno l’opportunità di visionare una documentazione dettagliata in merito a ciò su cui sono chiamati ad esprimersi, si devono accontentare di una mera “fotografia” consuntiva… e attenzione, il criterio vale solo per i Consiglieri del gruppo di opposizione perchè, non molto tempo fa, qualcuno (il Consigliere Segretario per la precisione) ha avuto modo di visionare una documentazione contenente, tra le altre cose, contratti e ricevute di spesa.

Sorpresi? Noi non più di tanto. E’ una chiusura che conosciamo e che fa il paio con le fantasiose delibere che spostano  le funzioni del Consiglio nelle mani delle cariche ordinistiche. Quindi, mentre come ben sapete, attendiamo giustizia in tribunale, non possiamo che votare contrari all’approvazione del bilancio consuntivo 2020.

Un consulente “tuttofare”

Così tra l’approvazione (in netto ritardo) del Piano Triennale sulla Trasparenza (leggi qui per approfondire) e l’ennesima delibera di affidamento economico senza la benchemminima traccia di un Responsabile Unico del Procedimento (qui un altro approfondimento), passiamo a parlarvi dell’altro “piatto forte” dell’ultimo Consiglio dell’Ordine. Tutto ha inizio martedì 20 aprile quando riceviamo l’ordine del giorno della riunione e al punto 11 leggiamo “Consulente Rapporti con la Pubblica Amministrazione – Ufficio Staff di Presidenza”. A qualche giorno dalla data del Consiglio riceviamo documentazione sul punto. Una bozza di delibera e un Curriculum. La bozza di delibera prevede la nomina di un consulente per le seguenti materie: rapporti con la Pubblica Amministrazione, normativa contrattuale nazionale, materia normativa e legislativa, stato giuridico del personale e politiche inerenti la “comunicazione” dell’Ente. Il Curriculum è quello di Mario Sellini, già presidente del nostro Ordine regionale (1993-1999) e anche Segretario Generale AUPI, la più alta carica del sindacato di categoria. Nulla da eccepire sulle competenze del consulente designato, ci limitiamo piuttosto a fare alcune notazioni di natura politica.

Comunicazione dell’ente

Esiste già un gruppo di lavoro all’interno dell’Ordine per la cui composizione abbiamo presentato le nostre proposte tra le risorse interne al Consiglio, democraticamente elette dagli iscritti e che il gruppo di maggioranza in Consiglio ha ritenuto di non vagliare. Appare quantomeno singolare che, in merito alla comunicazione dell’ente, oggi si proponga la nomina di un consulente esterno, quando in precedenza si è attuata, nei fatti, una deliberata chiusura alle risorse interne al Consiglio.

Si pensa forse che internamente al Consiglio non siano individuabili risorse atte a sviluppare una comunicazione efficace? Il GdL “Comunicazione” non sta conducendo bene il suo lavoro? A dire il vero su quest’ultimo punto qualche criticità la riscontriamo e ci piacerebbe (o meglio ci sarebbe piaciuto) poter dare il nostro contributo di miglioramento come Consiglieri eletti.

Necessità, nel presente periodo storico (Covid-19), di assumere adeguate decisioni e risposte in tempi brevi, su questioni informative e su iniziative regolamentari, legislative e normative legislativa

Ci permettiamo di ricordare che il Presidente del nostro Ordine, oltre a ricoprire la suddetta carica, è attualmente anche Segretario Generale Aggiunto di un sindacato nazionale di categoria (AUPI) posizione che dovrebbe già assicurare le risorse e le competenze che si vogliono implementare con la nomina del consulente che tra l’altro ricopre il ruolo di Segretario Generale dello stesso sindacato.

Forse si pensa che il Presidente abbia bisogno di essere accompagnato per ciò che concerne le esigenze del nostro territorio, da chi, già in ambito sindacale, ricopre la funzione immediatamente superiore alla sua?

Inoltre il consulente designato riveste già un incarico all’interno dell’ampio staff di presidenza del CNOP per ciò che concerne l’area: Rapporti con la Pubblica Amministrazione e normativa contrattuale nazionale. Il nostro Presidente, in qualità di nostro rappresentante in CNOP, potrebbe quindi già avvalersi delle competenze richieste e poi tradurle sul territorio di competenza.

Per quanto attiene poi agli aspetti strettamente normativi, sottolineiamo come il nostro ente si avvalga già dei servizi di consulenza del nostro legale. Servizi ampiamente utilizzati (la presenza del legale dell’Ordine durante i Consigli è pressoché costante – ormai un “sedicesimo Consigliere”) e che recentemente sono stati estesi anche alla consulenza amministrativa.

Una resa?

Alla luce di quanto osservato ed in considerazione dell’ampiezza di mansioni che verrebbero assegnate al Consulente (svolte per altro in forma completamente gratuita), la proposta di nomina del dott. Sellini ci restituisce l’impressione che il Presidente e il suo esecutivo dichiarino una sorta di resa rispetto alle proprie competenze che finiscono quasi per essere commissariate.

A questo punto se il Presidente intende delegare mansioni chiave, tramite una consulenza, sarebbe più opportuno valutare le proprie dimissioni. Siamo consapevoli delle diverse criticità che gravano sul nostro ente, ma riteniamo più producente un maggiore coinvolgimento delle risorse interne al Consiglio ad oggi tendenzialmente escluse in termini decisionali, di partecipazione e di informazione piuttosto che l’introduzione di consulenze esterne.

“Scrivanie sovrapposte”

Queste le considerazioni che accompagnano il nostro voto contrario all’introduzione di questa consulenza o meglio di questo staff di Presidenza regionale composto da una sola persona(!). In Consiglio registriamo la reazione del Presidente (che definire scomposta è un eufemismo); le nostre notazioni a suo avviso sono da bollare come “barzellette” e dimostrano che “non abbiamo capito nulla”. Più sobriamente, nella lettera sui lavori del Consiglio pubblicata sul sito dell’Ordine, si parla di “potenziamento dell’azione del nostro Ordine sui tavoli istituzionali”. Ci domandiamo però cosa impedisca questo potenziamento senza l’introduzione di super consulenze, senza confondere l’Ordine con uno specifico sindacato di categoria.

L’abitudine di AUPI a queste sovrapposizioni ce la racconta la storia. Basta guardare ai “cartelli elettorali” sponsorizzati nelle elezioni ordinistiche di tutta Italia in questi anni e la conseguente “militarizzazione” della rappresentanza, i famosi 15 Consiglieri su 15 dello stesso colore politico (ormai, almeno in Calabria, un vecchio ricordo) o le Presidenze ordinistiche che ricalcano le segreterie regionali del sindacato.

Una sovrapposizione che nel tempo non sembra aver portato grandi risultati. Qualche esempio? I concorsi per noi psicologi nella dirigenza sanitaria si contano ancora sulle dita di una mano (soprattutto in Calabria); nonostante i recenti piccoli passi avanti per implementare la presenza dello psicologo a scuola (frutto di un impegno collegiale in CNOP) l’Italia rimane ancora l’unico paese d’Europa a non avere una legge sullo psicologo scolastico. Forse più che inseguire roboanti proclami, bisognerebbe guardare agli aspetti concreti semplicemente facendo ognuno il proprio lavoro istituzionale, magari partendo proprio dalle scrivanie che già si occupano da anni e recuperando il tempo perduto fino ad oggi.

 




Ordine Calabria: trasparenza o propaganda?

Come ogni anno, AltraPsicologia si fa un giro per le sezioni “Amministrazione Trasparente” dei vari Ordini Regionali degli Psicologi per valutare lo stato della reperibilità di alcune informazioni che i nostri organi di autogoverno, in quanto enti pubblici, sono tenuti a rendere disponibili alla cittadinanza tutta.

Qui linchiesta di AP a cura di Federico Zanon

Come AP Calabria abbiamo pensato di approfondire la tematica con un focus/aggiornamento regionale.

Piano Triennale Trasparenza e Anticorruzione: come siamo messi

Il Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPC) è un documento di natura programmatica previsto dalla legge n. 190/2012, che definisce la strategia di prevenzione della corruzione nell’ambito della singola amministrazione, sulla base di una preliminare analisi dell’organizzazione, delle regole e delle prassi di funzionamento della stessa, in termini di possibile esposizione al fenomeno corruttivo. Ogni ente pubblico ha l’obbligo di adottarlo e pubblicarlo entro il 31 gennaio di ogni anno. Per quest’anno, causa COVID, l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha concesso una proroga fino al 31 marzo. Non avendo il Presidente del nostro ente convocato riunioni nel mese di marzo, il piano è stato approvato, per il rotto della cuffia, attraverso un decreto presidenziale datato 30 marzo e portato in ratifica in Consiglio in data 30 aprile. Il PTPC rappresenta quindi una pianificazione delle “buone intenzioni” in termini di trasparenza e prevenzione del fenomeno corruttivo, ovviamente poi quelle buone intenzioni vanno rese pubbliche e soprattutto tramutate in fatti.

A proposito di buone intenzioni e fatti, fino a questa consiliatura, i piani triennali degli anni precedenti (incredibilmente) non erano disponibili sulla sezione Amministrazione Trasparente del nostro Ordine e ovviamente non sono mancate le segnalazioni da parte nostra, ancora prima di essere eletti Consiglieri.

Tra i dati non pervenuti in questi anni nella sezione amministrazione trasparente non ci sono solo i PTPC, ma anche tanto altro. Insomma per intenderci, in termini di adempimenti sulla trasparenza, l’Ordine degli Psicologi della Calabria, fino al 2020 vedeva pubblicati solo i rendiconti finanziari… uno “zerovirgola” rispetto alla messe di dati da pubblicare. In questa consiliatura, ci stiamo solo avvicinando a quei requisiti minimi che reclamiamo da anni, ma purtroppo, c’è ancora tanta strada da fare e soprattutto ancora molte cose ci appaiono inspiegabili. Vediamone alcune.

Bilanci incompleti

Nella sezione dedicata ai bilanci i dati risultano incompleti. Gli unici dati compilati correttamente riguardano il bilancio consuntivo 2020, il bilancio preventivo 2021 e il bilancio consuntivo 2019 di cui vengono riportati tutti gli allegati, dati aggiornati a seguito dell’inchiesta di AP (casualità?). Per i bilanci degli anni precedenti vengono invece mostrati solo i rendiconti.

Pagamenti dell’amministrazione – fischi per fiaschi

Come previsto dall’art. 4-bis, comma 2, d.lgs. 33/2013 “Ciascuna amministrazione pubblica sul proprio sito istituzionale, in una parte chiaramente identificabile della sezione “Amministrazione trasparente”, i dati sui propri pagamenti e ne permette la consultazione in relazione alla tipologia di spesa sostenuta, all’ambito temporale di riferimento e ai beneficiari”.

In questa sezione dovremmo quindi ritrovare il dettaglio di ogni singolo pagamento effettuato dall’ente (negli ultimi 5 anni) con l’indicazione della data, dell’importo lordo e dei beneficiari per quanto riguarda: forniture, consulenze, e perché no, anche gettoni di presenza e rimborsi per Consiglieri, componenti delle Commissioni e dei Gruppi di Lavoro. Quello che invece troviamo ha dell’incredibile: il rendiconto finanziario 2019, un documento che non c’entra proprio nulla!

http://amministrazionetrasparente.psy.it/Calabria/Pagamenti-dellamministrazione/Dati-sui-pagamenti.html

A questo punto, almeno per quanto concerne ciò che ci riguarda e che abbiamo modo di conoscere, un po’ di chiarezza la facciamo noi.

Indennità di carica

I Consiglieri che ricoprono cariche ordinistiche non percepiscono indennità e non ne hanno mai percepite. Questo tendono a specificare spesso gli attuali Consiglieri che hanno ricoperto cariche ordinistiche anche in passato. Continua quindi a suscitare ilarità la “promessa elettorale” che campeggiava sui programmi di quello che sarebbe diventato l’attuale gruppo di maggioranza in Ordine “I candidati, qualora eletti, si impegnano a rinunciare alle indennità di carica”. Insomma si sono impegnati a rinunciare a qualcosa che non hanno mai percepito (!)

Gettoni di presenza

Tutti i Consiglieri invece percepiscono un gettone di presenza onnicomprensivo (non è previsto rimborso chilometrico).

Nel 2020 sono state effettuate in tutto 9 riunioni di Consiglio, di cui 6 in presenza e 3 on-line. Per le riunioni in sede ogni Consigliere ha percepito un gettone di circa 160,00 €. Per ciò che concerne le riunioni on-line si è deciso per un dimezzamento del gettone (80,00 € circa).

Un ridimensionamento drastico, deciso durante la prima confusa riunione on-line a pandemia in corso e che sicuramente andrà rivisto in considerazione del fatto che un Consiglio dell’Ordine, che sia on-line o in presenza, prevede dalle 5 alle 8 ore di impegno, spesso in giornate lavorative. Esempio pratico: uno psicoterapeuta libero professionista per partecipare ad una riunione di Consiglio è spesso costretto a riprogrammare la propria giornata lavorativa e quindi a rinunciare (questa volta il termine ci sembra appropriato) a vedere i propri pazienti per la giornata in questione. Ammontano quindi a 1.210,00 € i gettoni di presenza percepiti da ognuno dei 15 i Consiglieri dell’Ordine degli Psicologi Calabria per l’anno 2020.

Rimborsi

Capitolo abbastanza fumoso quello dei rimborsi. Ogni Consigliere o componente esterno di Commissione ha diritto al rimborso delle spese di viaggio: biglietti (treno/aereo etc), autostrada – pedaggio, parcheggio, taxi, vitto, alloggio, rimborsi chilometrici (per i quali il Consiglio ha stabilito un calcolo pari a 0,45 € a chilometro andata e ritorno).

I documenti giustificativi o il totale dei chilometri effettuati, le motivazioni per le quali si è sostenuta la spesa e le giornate in cui è stata effettuata la trasferta devono essere riportate all’interno di una scheda rimborsi.

Per avere qualche dato in termini di amministrazione trasparente bisogna andare alla sezione “Organizzazione” – “Titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo”, dove si trovano i CV di ogni singolo Consigliere dell’Ordine e due prospetti riassuntivi (uno per semestre) in merito ai rimborsi percepiti nel 2020.

http://amministrazionetrasparente.psy.it/Calabria/Organizzazione/Titolari-di-incarichi-politici-di-amministrazione-di-direzione-o-di-governo.html

Facendo la somma dei due prospetti i rimborsi ammontano a 16.687,58 €.

Di questi 11.530,56 € sono stati riconosciuti alle cariche del Consiglio:

Presidente (6.097,60 €);

Vicepresidente (2.048,00 €);

Segretario (1.815,36 €);

Tesoriera (1.587,60 €).

I restanti 5.139,02 € sono andati agli altri Consiglieri

di cui 4.457,00 € al solo Consigliere Chizzoniti anche Responsabile Trasparenza.

A proposito di trasparenza non c’è modo di conoscere la descrizione di queste spese il cui totale appare leggermente inferiore rispetto a quanto riportato in bilancio consuntivo alla voce “Rimborsi Consiglieri” e cioè 18.347,06 €.

Probabilmente nel computo sono considerati anche i rimborsi per i componenti esterni delle Commissioni, ma questi ultimi potrebbero anche essere computati tra le spese per Commissioni e Gruppi di Lavoro. In ogni caso mancano all’appello i rimborsi di altra natura e cioè quelli per vitto, parcheggio, ecc …Quel che è certo è che non c’è modo di avere un dato chiaro e addirittura in Consiglio c’è chi, come il Consigliere Segretario, sostiene di poter esprimere “diniego” rispetto a questi dati…dimenticandosi forse di rappresentare un ente pubblico.

Noi possiamo restituirvi quello che sappiamo in virtù delle trasferte che abbiamo sostenuto e dettagliato perché, pensate un po’, a noi Consiglieri di opposizione, nonostante le numerose richieste, viene sistematicamente negato l’accesso a questi dati.

Qui il dettaglio dei rimborsi percepiti dai Consiglieri del gruppo AltraPsicologia:

Santo Cambareri (Componente Commissione Deontologica e Tutela)

Entità del rimborso: 270,00 €

Per: n. 2 trasferte con mezzo proprio per partecipazione alle riunioni di Commissione Deontologica

Date: 21.02.2020 e 25.09.2020

Calcolo chilometrico: 0,45 € * 150 KM A/R dal Comune di Reggio Calabria a quello di Catanzaro.

 

Domenico Foti (Componente Commissione Formazione)

Entità del rimborso: 141,75 €

Per: n.1 trasferta con mezzo proprio per partecipazione alla riunione di Commissione Formazione

Data: 14.07.2020

Calcolo chilometrico: 0,45 € * 157,5 KM A/R dal Comune di Reggio Calabria a quello di Catanzaro

 

Qui il dettaglio riferito ai Componenti esterni delle Commissioni del gruppo AltraPsicologia

 

Luca Cento (Componente esterno Commissione Deontologica)

Entità del rimborso: 135,00 €

Per: n.1 trasferta con mezzo proprio per partecipazione alla riunione di Commissione Deontologica e Tutela

Data: 17.07.2020

Calcolo chilometrico: 0,45 € * 150 KM A/R dal Comune di Reggio Calabria a quello di Catanzaro.

 

Stefania Marchese (Componente esterna Commissione Formazione)

Entità del rimborso: 87,84 €

Per: n.1 trasferta con mezzo proprio per partecipazione alla riunione di Commissione Formazione

Data: 14.07.2020

Calcolo chilometrico: 0,45 € * 97,6 KM A/R dal Comune di Cosenza a quello di Catanzaro.

 

Delibere (Cercasi)

Altra voce che lascia basiti è quella dedicata ai provvedimenti dell’organo di indirizzo politico. Nella sezione apposita troviamo un file pdf con dentro un link che rimanda nuovamente al sito istituzionale. Nella pagina troviamo 4 delibere presidenziali dell’anno 2020 a fronte delle diverse delibere approvate dal Consiglio. Un modo singolare e confuso di interpretare gli obblighi di trasparenza. La sezione andrebbe invece popolata con un elenco dettagliato dei provvedimenti del Consiglio degli ultimi 5 anni, indicando gli estremi dell’atto deliberativo, l’oggetto della delibera, l’oggetto della decisione, la data (cioè la seduta consiliare) in cui è stata presa la decisione e se si tratta di delibere economiche anche l’impegno di spesa e il destinatario.

 

Determine (queste sconosciute!)

La storia non cambia per ciò che concerne le determine di affidamento dei servizi per le quali la sezione Amministrazione Trasparente parla chiaro, devono essere riportati gli “Atti delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori distintamente per ogni procedura” e quindi ogni singola determina a contrarre, ogni singolo bando di gara, avviso pubblico, manifestazione di interesse, ogni singola determina di aggiudicazione o (nel caso di affidamento diretto come avviene per la maggior parte degli atti del nostro Ordine) ogni singola determina di affido diretto. Qui il problema sembra essere un po’ più ampio. Non è solo un problema di trasparenza, è proprio che le procedure di affidamento all’interno del nostro ente lasciano a desiderare. Un esempio? Non esiste determinazione economica dell’Ordine degli Psicologi della Calabria per cui sia indicato un Responsabile Unico del Procedimento (trovate qui un approfondimento sull’argomento). 

 

Consulenti e Collaboratori

Anche dove all’apparenza sembra tutto ok, mancano invece dati fondamentali. Alla voce titolari di incarichi di consulenza e collaborazione, troviamo sì i CV dei consulenti dell’Ordine con tanto di tabella/elenco delle professionalità, area di consulenza e durata. Peccato che nella tabella anzichè il compenso effettivo venga indicata una stima di compenso massimo (?) e soprattutto non vengano forniti gli estremi del provvedimento del Consiglio che ha deliberato l’affidamento della consulenza in oggetto.

 

Riassumendo

La sezione amministrazione trasparente dell’Ordine degli Psicologi della Calabria restituisce un quadro confusionario, specchio di una gestione alla bell’e meglio che inizia solo ora a prendere dimestichezza con adempimenti che avrebbe dovuto rispettare già da diversi anni, indaffarata a recuperare tempo perduto e soprattutto documenti mancanti.

Eppure tra i Consiglieri abbiamo diversi colleghi che annoverano anche decenni di esperienza ordinistica.

Le spiegazioni a tutto questo?

Sempre uguali, ripetute a cantilena dal Presidente e dal suo gruppo di maggioranza “Siamo un Ordine piccolo” … “Abbiamo una sola dipendente”. Poi però basta fare un breve giro nelle sezioni amministrazione trasparente di Ordini anche più piccoli del nostro per ritrovare quei requisiti minimi che un ente pubblico dovrebbe avere.

Poco edificanti risultano poi i tentavi di “mettere le pezze” a questa confusione, pubblicando documenti che nulla c’entrano con gli adempimenti richiesti o inserendo sul sito ufficiale sezioni separate dedicate alla trasparenza che risultano però prive di documenti fondamentali.

Il risultato è quello di una parvenza di trasparenza, un po’ di fumo negli occhi, utile forse a fare propaganda, ma di sicuro non un servizio efficiente per la cittadinanza e la comunità professionale.




Gli Psicologi ex art. 80 si mobilitano con una proposta collettiva nazionale

I professionisti Esperti di cui si avvale l’Amministrazione Penitenziaria per le attività di osservazione e trattamento ai sensi dell’Art. 80 Legge 354/75 si mobilitano con una petizione indirizzata al Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’Ammistrazione Penitenziaria e al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

La Proposta Collettiva Nazionale sintetizza le criticità inerenti l’esercizio della professione degli esperti ex art. 80 O.P, le procedure selettive e l’onorario.

AP Penitenziaria intende esprimere il pieno sostegno all’iniziativa che gode, tra gli altri, dei contributi professionali delle colleghe Paola Pagano e Giovanna Biagetti parte integrante del Gruppo di Lavoro di AltraPsicologia dedicato all’ambito penitenziario.

Gli psicologi rappresentano una parte significativa degli esperti ex art. 80 O.P. Anche per questo, nell’interesse della categoria, AP Penitenziaria si impegna a farsi portavoce di questa iniziativa presso tutti gli Ordini degli psicologi regionali in cui sono presenti rappresentanti istituzionali di AltraPsicologia in continuità con il manifesto programmatico che ha dato vita, a giugno 2020, al nostro gruppo di lavoro.

Al seguente link il testo integrale della Proposta Collettiva Nazionale

È possibile sottoscrivere la proposta esclusivamente inviando una mail a petizioneart80nazionale@gmail.com, indicando in oggetto: ‘Aderisco alla Proposta Collettiva Nazionale Esperti ex art. 80 O.P.’
Gli esperti ex art. 80 O.P., possono riportare nome e cognome PRAP o ufficio/centro del DGMC in cui si è in elenco/graduatoria; tutti gli altri, interessati a sostenere l’iniziativa, possono indicare nome e cognome, tipo di attività e luogo. Le adesioni possono essere inoltrate fino a giovedì 1 aprile 2021.

Il Coordinamento del Gruppo di Lavoro AP Penitenziaria