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Ordine e disordine dopo le elezioni
18 Febbraio 2025La professione psicologica si trova oggi in una fase di profonda trasformazione.
Stiamo affrontando temi cruciali che non possono essere delegati a iniziative locali, basate unicamente sulla disponibilità estemporanea di risorse economiche o sull’impegno virtuoso di alcuni Ordini Regionali.
È indispensabile evitare la frammentazione delle linee programmatiche e la distribuzione lobbistica di ruoli o compiti, come purtroppo è accaduto negli ultimi anni.
Un esempio emblematico è quello dello psicologo delle cure primarie, una svolta storica nel riconoscimento del nostro ruolo nella sanità pubblica, che richiede però, con urgenza, di definire regole di ingaggio e leggi attuative chiare, concordate a livello nazionale.
Anche le piattaforme digitali, che stanno rivoluzionando l’accesso dei cittadini ai servizi psicologici, rendendoli più immediati e accessibili, hanno bisogno di una controparte politico-istituzionale nazionale che garantisca qualità, equità, etica e tutela dei diritti: da una parte diritto alla salute e alla riservatezza dell’utente, dall’altra diritto ad un equo corrispettivo economico.
Altro tema centrale è quello delle Lauree Abilitanti, che deve diventare prioritario nell’agenda del prossimo Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP). Dobbiamo rispondere a interrogativi fondamentali: come assicurare che i neo-laureati siano preparati ad affrontare la complessità della pratica professionale? Quali percorsi formativi e strumenti di supervisione sono necessari per supportarli? E come possiamo sostenere politicamente l’occupabilità di un numero sempre maggiore di psicologi?
Un CNOP solido e coeso per il futuro della professione
Di fronte a queste sfide, il prossimo CNOP deve essere un organismo solido, compatto e capace di offrire una visione chiara e condivisa.
Non c’è spazio per personalismi o strategie autoreferenziali.
Servono idee ben definite, già presenti nei programmi elettorali e radicate nei valori fondanti delle liste candidate.
Tra gennaio e febbraio, 20 Ordini Regionali su 21 andranno al voto (l’Abruzzo è escluso poiché la consiliatura è iniziata da poco più di due anni) e in questi giorni sigle più o meno conosciute, di respiro nazionale o locale, storiche o improvvisate, stanno presentando le proprie proposte.
Un esempio di presenza storica e coesione: AltraPsicologia
In questo contesto, AltraPsicologia si distingue per la capacità di coniugare pluralità e coesione.
Con 15 liste di candidati in altrettante regioni, un unico programma nazionale, declinato con le opportune specificità locali, rappresenta la realtà più solida e strutturata.
Noi non presentiamo aggregati dell’ultimo minuto, ma professionisti che rappresentano un gruppo radicato sul territorio, che si identificano nei valori comuni, di un’associazione attiva da vent’anni per offrire rappresentanza autorevole e trasparente.
AltraPsicologia promuove la coesione tra istituzioni, Enpap e Ordini, razionalizzazione delle risorse e una conoscenza trasversale della comunità professionale.
Guardare al futuro con una visione condivisa
Non possiamo permetterci un CNOP frammentato, ostaggio di logiche personalistiche o localistiche.
Oltre ai temi chiave già citati, con il prossimo mandato si dovrà affrontare la revisione del Codice Deontologico, essere più incisivi sulla tutela della professione e mettere mano con chiarezza ai regolamenti sulla formazione continua ECM.
La nostra categoria ha bisogno di un’istituzione forte, capace di rispondere con chiarezza, coerenza e lungimiranza.
Solo così potremo affrontare le trasformazioni in atto, tutelando i diritti di tutti i colleghi e promuovendo il benessere psicologico in modo equo e sostenibile.

