L’incredibile storia dell’Ordine che patrocinava tutti.

L’Ordine Emilia Romagna concede il patrocinio ad un evento sull’affettività.
Il programma dell’evento appare innocente come un bambino alla prima comunione.

Dunque? Qual è il problema?

Il problema è che i relatori sono due volti noti per le loro posizioni contro quella che viene definita l’ideologia gender. Che ancora non abbiamo capito cosa sia, dato che i gender studies sono tutto meno che una forma di ideologia. 

Ad ogni modo, il patrocino concesso dall’Ordine Emilia Romagna ha scatenato molte polemiche. E si capisce perché: il dibattito su questi temi è molto vivo, come sono molto vivi i pregiudizi.
Un Ordine degli Psicologi non dovrebbe infilarsi in un tale ginepraio per patrocinare un evento, a meno di non avere la certezza che saranno espresse posizioni riconosciute dalla comunità scientifica.
Qui, non vi è assolutamente questa certezza.

Ma perché l’Ordine ha fatto una scelta diversa? perché ha patrocinato questo evento? Non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che il patrocinio è stato approvato all’unanimità, ma poi diversi consiglieri che prima avevano approvato, hanno chiesto per iscritto di rivederlo sulla base delle svariate segnalazioni sopraggiunte.

NON SI PUO’ NON PATROCINARE.

A questo punto è arrivato l’intervento pubblico della Presidente dell’Ordine, Anna Ancona, con una nota abbastanza singolare:


Il ragionamento non fa una grinza: non puoi negare il patrocinio a chiunque te lo chieda, a patto che abbia i requisiti (quali?). Altrimenti è abuso di potere. Che non è chiaro cosa sia, sotto il profilo giuridico.

Ora, incrociamo le dita e speriamo che all’Ordine Emilia Romagna non arrivino richieste di patrocinio troppo imbarazzanti. Ti voglio vedere se si presentassero istituzioni come l’Istituto Ufologico di Mazzaferrata per un convegno sulla psicologia extraterrestre, o il disciolto Partito Fascista per un evento sulla psicologia della democrazia, o il Ku Klux Klan per parlare di immigrazione e psicologia, o un qualche sostenitore di Kim Jong-un sugli effetti psicologici del nucleare.
Perché stando alla nota dell’Ordine, non disporrebbe di alcun margine di discrezionalità.

Fa nulla se il Regolamento per la concessione di patrocini (LINK) dello stesso Ordine Emilia Romagna dice espressamente che: 

l’Ordine può concedere il gratuito patrocinio a quelle manifestazioni e iniziative senza finalità di lucro a carattere Regionale di interesse generale rispetto alle quali la professione di psicologo assume rilevanza sotto il profilo dei valori sociali, morali, culturali e dell’immagine pubblica e che abbiano, tra i relatori, un’adeguata rappresentanza di psicologi o che siano ritenute, comunque, di significativo interesse per la Professione.

In quel “può”, che non è “deve”, c’è tutto il margine di discrezionalità che si deve avere come ente pubblico per concedere patrocini. E ci mancherebbe.

Per dirla con Mauro Grimoldi,

Il “patrocinium” è l’atto con cui un padre benedice un figlio, vero o simbolico. La concessione dei patrocini è un atto che distingue iniziative considerate dall’istituzione-padre particolarmente meritevoli.

Per questo riteniamo incredibile che un Ordine non si senta autorizzato a rivedere un patrocinio già concesso, qualora emergano criticitàConcedere un patrocinio è un atto di scelta politica, discrezionale e non imposto da alcuna Legge.

COSA ACCADRA’ NELL’EVENTO?

Non lo sappiamo. Nessuno può sapere cosa verrà detto in questo evento, possiamo solo fare ipotesi fantasiose. Se invitassimo Salvini ad un incontro sulla questione migratoria, o Totti ad un evento sulla rivalità Roma-Lazio, non potremmo sapere prima quel che direbbero. Però potremmo immaginarlo.

L’argomento è di certo delicato. Intreccia anche un’accesa conflittualità sociale. E non è certo la prima volta che vengono messe in dubbio le posizioni scientifiche largamente riconosciute, ad esempio sull’omosessualità.

Gandolfini, uno dei relatori dell’evento, ha espresso ad esempio l’idea che l’omosessualità fosse stata derubricata dall’elenco delle malattie mentali per una ‘scelta arbitraria, ideologica, assiomatica, sull’onda del politicamente corretto’:

Ovviamente si trascura di dire che correva l’anno 1973 e che sono passati 45 anni senza che la comunità scientifica internazionale abbia mai messo in discussione la propria posizione. Sarà sicuramente per colpa delle potentissime lobby gay.

E pazienza: a qualcuno piace pensarla anche così. Siamo in un paese libero, dove tutto viene normalizzato, per dirla con Gandolfini.

Basta che fra questi qualcuno non ci sia un Ordine degli Psicologi. E che non venga presentata come letteratura scientifica.