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C’è chi dice che vi dobbiamo delle scuse…

Tutto è partito durante l’ultimo consiglio in cui stavamo chiedendo chiarimenti sulle spese dell’Organo Consiglio (pari a poco meno di 50.000 euro)

Considerato che in sei consiglieri sommando i nostri rimborsi e gettoni abbiamo ricevuto circa 2500 euro in tutto, abbiamo chiesto come si giustificava un tale disavanzo (6 consiglieri costano 2500 euro e 9 ne costano 47.500).

Ricordiamo che la legge 56/89 definisce chiaramente la collegialità dell’Organo, per cui se pur è ragionevole un disavanzo tra cariche e consiglieri, un tale disavanzo non è comprensibile anche alla luce dei lavori che sono stati fatti nelle 6 sedute di Consiglio.

Il Presidente Di Iullo ha riportato alcuni episodi in cui ci ha riferito di subire una mole di lavoro a volte troppo gravosa, per cui, a suo parere, tali rimborsi sono senz’altro giustificati.

Bene, ci siamo permessi di fargli notate che eravamo disponibili a dare il nostro contributo, come fatto già in altre occasioni,  e che se come previsto dalla 56/89 il Consiglio lavorasse con 15 persone coinvolte e non con 9, la macchina organizzativa lavorerebbe ancor meglio a favore degli iscritti.

Apriti Cielo!

 

Siamo stati accusati di:

  • Aver creato un Ordine parallelo
  • Far parte di un’associazione che fa Altra Rappresentanza
  • Infrangere lo spirito di colleganza all’interno del Consiglio
  • Esercitare l’attività di consigliere su doppio binario
  • Utilizzo identità Consigliere dell’Ordine in maniera impropria, e di rappresentare illegittimamente il Consiglio dell’Ordine
  • Far parte di un’altra lista che a differenza della loro è rimasta operativa anche dopo le elezioni
  • Fare verbali paralleli
  • Aver infranto il codice deontologico

Ma concretamente queste accuse perché ci sono state fatte?

Aver creato un ordine parallelo

Siamo forse colpevoli per aver realizzato attività gratuite per i colleghi dopo che le stesse erano state proposte dai Consiglieri AP  in Consiglio e bocciate o ignorate dalla maggioranza?

(N.B. è vero, in passato è accaduto che un nostro convegno, svolto il 7 marzo, si sia sovrapposto con uno organizzato dall’Ordine, ma è stato casuale. Come Consiglieri abbiamo avuto informazione dell’evento dell’ordine solo al consiglio del 21 febbraio, data successiva  alla richiesta dei permessi, all’invito dei relatori e all’invio della nostra pubblicità.  Diversamente avremmo scelto altra data.

Non vi sembra contrario allo spirito collegiale della 56/89 che il Presidente dell’Ordine, non sappiamo se solo o no, decida di organizzare un convegno senza chiedere minimamente il nostro parere di Consiglieri? Senza per altro renderci partecipi di nulla e invitando a relazionare solo i consiglieri che non sono di AP, escludendoci totalmente dalla programmazione e realizzazione dell’evento, del quale a mala pena sappiamo quanto è costato.

Far parte di un’associazione che fa Altra Rappresentanza

Innanzitutto sarebbe bello capire quale rappresentanza sarebbe, che poi, dato che l’incarico è nominale, si vota infatti la singola persona, non siamo forse 15 rappresentanze? Comunque, se abbiamo capito lo spirito con cui ci è stata fatta questa accusa, intendevano dirci che non saremmo in grado di rappresentare gli interessi di tutti gli iscritti, quando in realtà se c’è un’associazione che si è battuta per gli interessi di tutti gli psicologi (battaglia vs Counselor e recentissima campagna no ecm) questa è proprio AltraPsicologia!

Infrangere lo spirito di colleganza all’interno del Consiglio

Veniamo a conoscenza di attività istituzionali solo se pubblicizzate sulla newsletter iscritti. Di altre attività veniamo a conoscenza dopo mesi. Contrariamente al regolamento Patrocinio che prevede ratifica in consiglio nessun Patrocinio è stato sottoposto al Consiglio intero. È stato preferito pagare colleghi esterni al consiglio per attività istituzionali per cui ci siamo offerti  di operare gratuitamente. Se qualcuno pecca di colleganza non siamo noi…

Utilizzo identità Consigliere in maniera impropria

Qui l’accusa è specifica. In occasione del convegno del 7 marzo ci siamo presentati per quello che siamo. Psicologi e Consiglieri dell’Ordine. Come qualifica, incarico che ricopriamo perché VOI ci avete eletto! Nel convegno non si è parlato di linee politiche Ordinistiche. Con l’Ente Università non ci siamo presentati come ente Consiglio, ma come psicologi. A dar ragione all’accusa mossaci  se ci fate una domanda su come le cose stiano andando in Consiglio o volete un chiarimento su informazioni già pubblicate dal Consiglio dovremmo rifiutarci e invitarvi a contattare il Presidente. Se fosse per richieste istituzionali come Patrocini, collaborazioni, denunce deontologiche, sì, senz’altro lo faremmo. Ma per riportare in contesto informale i lavori di cui il consiglio si sta impegnando, no. Informazione e partecipazione sono due pilastri del nostro lavoro di Consiglieri.

Fare Verbali paralleli

Precisiamo subito che i nostri sono report, non verbali, hanno critica politica perché pubblicati su siti che seguono un certo indirizzo politico. Diversa è la comunicazione istituzionale. Di certo sono fedeli ai fatti accaduti, quale sarebbe la nostra colpa? Volervi informare portando l’attenzione su temi che secondo noi andrebbero affrontati in maniera diversa? Farvi leggere i nostri allegati che stranamente continuano ad essere assenti nei verbali ufficiali?

Aver infranto il codice deontologico

Questo è stato il passaggio più confuso tra tutti, siamo partiti dal codice deontologico peccando di colleganza secondo non precisati articoli; a nostra richiesta di chiarimenti si è passati al dire che avevamo peccato di buon senso. Chi stabilisca quale sia il buon senso non è dato sapere.

Esercitare l’attività di consigliere su doppio Binario

Se per doppio binario si intende vivere l’incarico non dimenticandosi di ciò che si è siamo colpevoli. È vero che siamo consiglieri ma siamo psicologi colleghi di altri psicologi. Non ci va di chiuderci in Consiglio come fossimo sull’Olimpo, rappresentiamo anche colleghi che nemmeno conosciamo, tra loro vogliamo continuare a stare, proprio per poter lavorare per loro in maniera più proficua.

Far parte di una lista ancora attiva sul territorio

Di questa accusa siamo orgogliosi. Il nostro scopo era cambiare le cose, da dentro o  fuori l’istituzione. Continuiamo a farlo da dentro e da fuori. Il nostro scopo non era farci eleggere e rompere il legame fiduciario con chi ci ha sostenuto. Noi continuiamo ad avere ideali comuni da portare avanti. Insieme, noi e voi. Ci conoscete bene e sapete che AltraPsicologia non è una lista, ovvero un gruppo di persone che si unisce solo in vista delle elezioni: purtroppo non è la stessa cosa che invece fanno gli altri, come è stato dichiarato in consiglio… E ne siamo fieri!

Forse con i consiglieri di maggioranza non saremo tanto “collegati”,  ma l’importante per noi è vivere lo spirito di colleganza tutti i giorni tra i colleghi, ascoltandoli e informandoli per una psicologia migliore!