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Dal 2026 è stato attivato il Bonus Psiconcologia della Regione Lazio. Si tratta di un esempio virtuoso, nel quale si dimostra che la buona progettazione non è solo un dettaglio amministrativo, ma una condizione essenziale perché il diritto alla salute psicologica diventi realmente esigibile.
La misura nasce per rispondere al bisogno, spesso invisibile, di assistenza psicologica. Perché se è vero che la malattia oncologica investe, nel suo esordio, il corpo, allo stesso tempo la sua diagnosi modifica gli equilibri personali, familiari e sociali, generando bisogni psicologici che, ancora oggi, rimangono largamente insoddisfatti.
In Italia solo una minoranza delle persone con diagnosi oncologica accede a un percorso di supporto psicologico pubblico.
Chi può si rivolge al privato ma ciò non rende equo il diritto alla cura.
Il Bonus interviene proprio su questo divario, trasformando il bisogno in un’opportunità concreta di cura e l’intervento psicologico in una parte fondamentale e irrinunciabile del trattamento.
Il voucher da 1.200 euro, corrispondente a 16 colloqui di sostegno psicologico o psicoterapia -rinnovabili fino a 32 colloqui – garantisce percorsi strutturati, continuità assistenziale e la possibilità di assistere anche i familiari. Ma il valore dell’iniziativa va oltre il beneficio economico.
Una misura che tiene insieme utenti e professionisti
L’elemento distintivo del progetto è il modello costruito insieme dalla Regione Lazio e dall’Ordine degli Psicologi del Lazio.
L’Ordine non si è limitato a rappresentare la professione: ha contribuito alla progettazione della misura, ha costruito la rete dei professionisti, ha realizzato gli strumenti organizzativi necessari, ha gestito l’incontro tra domanda e offerta e ha garantito procedure snelle e pagamenti rapidi.
Ha dimostrato, in altre parole, che un Ordine professionale può essere un soggetto istituzionale capace di generare valore pubblico.
È questa la vera innovazione. Valorizzare la psicologia non significa soltanto rivendicarne l’importanza, ma creare le condizioni perché le competenze degli psicologi diventino un servizio accessibile, efficiente e integrato nel sistema sanitario.
Un progetto che funziona è possibile
I risultati parlano da soli: oltre 8.000 colloqui effettuati entro il mese di luglio confermano che una politica pubblica ben progettata produce risposte concrete per i cittadini e valorizza, allo stesso tempo, il lavoro dei professionisti.
Il Bonus Psiconcologia promosso dalla Regione Lazio insieme all’Ordine degli Psicologi del Lazio, rappresenta così un modello replicabile.
Dimostra che il finanziamento, da solo, non basta: servono una governance competente, procedure semplici e una regia istituzionale capace di connettere bisogni, professionisti e amministrazione. È in questo spazio che l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha espresso pienamente il proprio ruolo, contribuendo a trasformare una misura finanziata in un servizio che funziona.
Questa misura mostra cosa accade quando questi elementi vengono tenuti insieme. E conferma che far funzionare un progetto di psicologia finanziato con 5 milioni di euro di denaro pubblico è possibile.
La recente esperienza con progetti come quello dedicato alla psicologia scolastica e denominato “AscoltaMI” ci insegna che non basta ottenere un buon finanziamento per assicurarci che una misura funzioni e produca risultati.
Questa esperienza indica una prospettiva chiara: gli Ordini professionali possono essere protagonisti dell’innovazione delle politiche pubbliche, promuovendo modelli organizzativi che valorizzano la professione e rendono effettivo il diritto dei cittadini alla salute psicologica.
Quando questo accade, la psicologia non è più un intervento accessorio, ma una componente strutturale della cura.
Per informazioni e per presentare la domanda:
https://psiconcologia.lazio.it/

