La psicologia italiana raccontata da una figlia


Pochi giorni fa, finalmente, dopo tanto fermento e numerosi annunci di svariate proiezioni nelle diverse province campane, ho potuto  assistere alla proiezione del film “La psicologia italiana raccontata a mia figlia”.  Un progetto fortemente voluto dal Presidente dell’Ordine degli Psicologi Campania, Dott. Raffaele Felaco,  e prodotto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), per lasciare alla “figlia”, ossia, come ci ha spiegato lo stesso autore del film, alla società futura, un testamento delle radici della psicologia in Italia e del percorso coronato dalla nota Legge Ossicini, che nel 1989 ha regolamentato la professione di psicologo in Italia.

Durante i 60 minuti di proiezione riuscivo a pensare a una sola cosa :

Perché raccontare alla società psicologica futura qualcosa che è accaduto nel passato e non interrogare invece la società attuale su “come se la passa ultimamente?”

Un dilemma che mi attanaglia mattina e sera, e  credo che possa preoccupare chi come me è assolutamente figlia/o della società presente!

Sono figlia dell’oggi e come tale posso interrogarmi ma ancora di più, mi chiedo: posso fare qualcosa per quel che sarà domani?

Sono figlia di una generazione che ha contribuito a costruire la psicologia in Italia con le proprie mani per poi, però, lasciarsi scappare da sotto al naso momenti fondamentali per coltivare e rendere fertile questo terreno.

Allora sono forse una figlia ostinata o ribelle, se sono convinta di dover agire in prima persona, con la mia competenza ed il mio impegno, per coltivare quanto di fertile ancora c’è, senza restare impantanata in eterne e spesso cannibaliche formazioni!

Ma sento anche di essere figlia in un presente che non riesce a guardare più in là del “tra poco’”, perché il futuro è ancora troppo un’incognita senza argini né orizzonti.

Sono figlia e appartengo ad un popolo di figli che chiedono di poter  partire da ciò che è stato per potersi spiegare il presente ma soprattutto cambiarlo!

Se è vero che senza storia non c’è futuro, è pur vero che non c’è domani senza oggi!

AltraPsicologia in Campania, allora, vuole raccogliere la voce degli psicologi del presente, per raccontare la psicologia com’è oggi!

Partecipa al progetto fotografico “Cara psicologia vorrei” !

Lascia il tuo messaggio in una foto, inviacela all’indirizzo campania@altrapsicologia.com e condividila sui social network con l’hashtag #carapsicologiavorrei

Raccontiamoci la nostra psicologia e costruiamo insieme la nostra realtà!

 

 

Autore: Alessandra Bianco

Alessandra BiancoSono una psicologa che da sempre ha avuto a cuore la professione e che ha creduto che questo bastasse per poter fare “un buon lavoro”; l’esperienza sul campo mi ha invece insegnato a guardare anche oltre, accorgendomi che il contenuto è nullo senza un contenitore in grado di proteggerlo. Ho conseguito la laurea in psicologia a Napoli, alla Facoltà” Federico II” e subito dopo ho deciso che fosse necessario continuare il mio percorso formativo in strutture dove la clinica fosse in primo piano, così ho svolto attività di tirocinio presso diversi centri di salute mentale, a stretto contatto con le patologie psichiatriche e i disturbi psicologici. L’esperienza più importante per me è rappresentata dall’incontro con il “mondo degli adolescenti”, un’occasione unica per poter mettere in gioco me stessa e capire che bisogna immergersi “con mani e piedi” per poter dire di “esserci davvero”. Dopo un periodo piuttosto intenso nell’ambito delle risorse umane, dove mi sono occupata di ricerca e selezione, nonché di valutazione e formazione del personale presso aziende multinazionali, senza mai abbandonare l’ambito clinico, sono tornata ad occuparmi di clinica  a 360° con un bagaglio esperienziale e motivazionale arricchito e con le idee decisamente più chiare.