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Il nostro viaggio nella Psicologia fuori confine continua con l’intervista alla psicologa Argentina Analia Andrada che ha studiato e ora lavora nella città in ci vive, Cordoba. Autrice dell’intervista, la collega Marzia Cikada. Buona lettura.

Psicologa oltre confine: Argentina

La terza “Intervista Oltre Confine” ci fa volare in Argentina, da sempre conosciuta come un paese che da molto tempo ha superato i tanti stereotipi e pregiudizi sulla nostra professione, ancora tanto presenti nel nostro Paese. La collega che conosceremo è Analia Andrada, 30 anni, laureata in Psicologia nell’ Universidad Nacional de Córdoba, città dell’Argentina centrale . Analia si occupa di riabilitazione e lavora in Equipe Interdisciplinare, per un Centro Privato che fornisce accompagnamento alla riabilitazione anche a domicilio. Analia è una grande amante della natura e dei momenti lontani dalla tecnologia, quindi la ringraziamo ancora di più per averci permesso di farle qualche domanda costringendala ad una lunga seduta di Skype.

D: Potresti illustrarci il percorso di studi tipico che uno psicologo, in Argentina, deve seguire per poter svolgere la professione?

R: Per diventare psicologo, in Argentina, è necessario studiare all’Università, pubblica o privata, ottenendo la laurea in Psicologia. Per diventare psicoterapeuta, invece, bisogna per prima cosa avere il titolo di laureato in Psicologia e poi ottenere una specializzazione in ambito pubblico o privato.

D: Gli psicologi possono lavorare in molti ambiti differenti, quali sono i più diffusi in Argentina?

R: Lo psicologo può lavorare in molti ambiti. Nelle scuole, come coordinatore e accompagnando la carriera scolastica degli studenti. Sempre a scuola è possibile entrare a fare parte del “Gabinete” della scuola, gruppo costituito dalla psicopedagogista, dallo psicologo e dall’assistente sociale. Frequentando 4 materie in più, in un corso di laurea pubblico, di ottiene poi il “Profesorado” in Psicologia con il quale si può insegnare, nelle scuole secondarie, superiori e all’Università. Abbiamo poi l’ambito ospedaliero, i Consultori privati o le cliniche private. E’ possibile fare lo psicologo anche nell’area della riabilitazione e della disabilità, in Centri Educativi Terapeutici, Centri di Riabilitazione, Centri Interdisciplinari, Centri diurni, come accompagnatore terapeutico, nel Campo dell’Emergenza, disatri e catastrofi ma anche nel campo della violenza e dell’abuso, della Terza Età, dello sport e delle dipendenze.

D: Esiste in Argentina qualcosa come l’Ordine degli Psicologi, presente in Italia? Si intende un ente nella quale bisogna essere iscritti per poter lavorare come psicologo e a cui ci si iscrive dopo l’Università.

R: Sì, mi pare che abbiamo qualcosa di molto simile. Ti spiego. Qui ci si iscrive nel “Colegio de Psicologos” che è diverso secondo la provincia di appartenenza. Il Colegio de Psicologos di Cordoba ti attribuisce un numero di matricola di cui hai bisogno per lavorare. Se si lavora da liberi professionisti si ha la matricola di tipo A ( costa molto, ma è quella che hanno la maggioranza dei colleghi, perchè c’è poca offerta di lavoro dipendente). Se si lavora come dipendenti si avrà una matricola di tipo B ( questa è gratuita e significa che si lavora con contratto). Se si esercita la professione senza matricola, si sta violando il codice deontologico della professione e si è passibile di sanzione e, in relazione al caso particolare, è anche possibile che non sia più possibie lavorare in futuro.

D: In effetti ci sono diverse somiglianze alla situazione italiana. Sapresti raccontarci quali sono i principali obbiettivi del tuo Colegio de Psicologos?

R: Certo, sono scritti nell’articolo 3 della legge 7156 che ha istituito il mio Colegio di Cordoba. Si tratta di vigilare sull’etica professionale, difendere i diritti dei professionisti, promuovere un continuo perfezionamento dei suoi membri dal punto di vista scientifico, tecnico e professionale, contribuire al miglioramento della legislazione riguardante la professione di psicologo, rappresentare i colleghi in caso di problemi con la giustizia o i loro datori di lavoro, combattere con metodi legali l’esercizio abusivo della professione, informare rispetto ai problemi della comunità, creare legami con istituzioni simili, argentine ma anche straniere, regolamentare la pubblicità ma anche stimolare le possibilità di lavoro. E non te li ho detti tutti, ma quasi.

D. In che settore lavorano di più gli psicologi in Argentina? E come funziona la formazione nel tuo paese?

In Argentina si sono molti psicologi, si dice che abbondano. Dal momento che tutte le aree sono occupate, ci si differenzia per linee teoriche e specializzazioni. Ma la situazione è molto diversa nelle differenti Provincie del paese. Nella mia città, Cordoba, ci sono molti psicologi e poca buona formazione, con numeroso corsi uguali. Io mi sto specializzando in Psiconcologia, specializzazione che in poco tempo sta prendendo molto spazio e creando possibilità di sviluppo. Qui, quest’anno, ci sono solo due corsi in tutta la provincia ma solo due istituzioni (una pubblica e una privata) lavorano con psicologi specializzati in Psicoloncologia. La maggioranza dell’offerta per la formazione si trova a Buenos Aires, questo implica che bisogna essere disponibili a viaggiare e avere il denaro per pagare le spese, che sono molto alte. Sono in pochi quelli che si formano là.

D: E’ facile trovare lavoro?

R: Non è per niente facile trovare lavoro da queste parti, proprio perchè siamo molti e c’è poca offerta che tenga davvero conto della formazione specifica. L’ambito con maggiore offerta in questo momento è quello della disabilità.

D: Prima lo accennavi, ma te lo chiedo nello specifico. E’ più facile lavorare nel pubblico o nel privato?

R: Qui la maggioranza lavora nel settore privato. Riesce a lavorare nel pubblico solo chi ha ottimi contatti o tanta tanta fortuna !!

D: Ti faccio una domanda su un tema molto caldo in Italia. Da voi ci sono differenze tra counselor, couch e psicologo? E’ possibile fare questi lavori senza aver studiato psicologia?

R: Si, ci sono differenze. Ma è una figura che è apparsa da poco. E’ possibile essere counselor senza essere psicologo. Si tratta di istituzioni private che offrono il titolo con soli due o al massimo tre anni di studio. Ti faccio un esempio:

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D: Pensi che ci sono sufficienti psicologi nel tuo paese rispetto al bisogno?

R: L’Argentina è il paese con più psicologi al mondo!! Eppure, nonostante siamo tanti, tutti possono provare a lavorare. Qui a Cordoba, per lavorare nell’ambitoprivato ci sonomoltespese da sostenere, specie per il costo della matricola e ti bloccano subito se non paghi. Questo rende complesso lavorare, se pensi che nei centri dove si lavora le ritenute arrivano anche al 50% del fatturato, che non viene regolamentato neanche dal Colegio de Psicologo al quale uno paga la quota mensile. Però mancano statistiche e politiche attue a permettere uno studio più appurato della quantità di psicologi attivi, mi spiace.

 

Ti ringrazio Analia, se stata veramente prezioza e ricca di informazioni. E’ stato un piacere raccogliere la tua esperienza.