Toscana: Indagine sugli psicologi e le nuove tecnologie

Se ti dicessi che c’è un ambito della psicologia dove la domanda è in aumento?
Un settore che potrebbe rappresentare un’enorme opportunità per gli psicologi e per la società.
Un settore che permetterebbe di aumentare i redditi degli psicologi da un lato e dall’altro permetterebbe l’accesso a servizi di psicologia a una fetta di popolazione in sempre maggiore espansione.

E se ti dicessi, poi, che questo è uno dei settori che è stato più ignorato negli ultimi anni, cosa mi diresti?

Ti svelo subito il mistero: il settore di cui parlo è quello che coniuga la psicologia con le nuove tecnologie.
In questo articolo ti parlerò in particolare del counseling e della psicoterapia online, nelle prossime settimane amplieremo il discorso a realtà virtuale, realtà aumentata e settori come la neuropsicologia e la riabilitazione.

In qualsiasi campo lavorativo votato al benessere e alla salute delle persone, la tecnologia ha portato molti miglioramenti: risparmio in termini di denaro e tempo, aumento dell’efficacia di alcuni trattamenti, gestione ottimizzata di alcuni processi lavorativi e non solo. Soprattutto le nuove tecnologie hanno permesso l’accesso a servizi di salute prima impensabili per ampie fette di popolazione.

Tutti miglioramenti trasferibili anche nel mondo della Psicologia.
Mentre in Paesi come gli Stati Uniti o in Europa, in Scandinavia, in questi settori stiamo assistendo a investimenti milionari, in Italia ci troviamo ad arrancare e stiamo seriamente correndo il rischio di perdere opportunità.

A CHE PUNTO E’ L’ITALIA? In Italia al momento si viaggia tutti a vista. Sul versante delle riflessioni cliniche tutto è affidato alla buona volontà di ricercatori e alcune scuole di specializzazione.
Grande assente è l’Ordine, che a livello nazionale ha prodotto delle linee guida che poco hanno aggiunto alla prassi quotidiana dei colleghi che lavorano online e che, di fatto, non ha mai preso in carico seriamente né la promozione di questo settore né i temi etici, deontologici e legali che inevitabilmente li riguarda.

A CHE PUNTO SIAMO IN TOSCANA? I più accaniti ricorderanno sul tema un unico evento a Firenze durante il quale però – e aggiungerei purtroppo – fu appena sfiorata la superficie senza entrare veramente nel vivo.

Eppure di questioni da affrontare seriamente ce ne sono, così come ci sono le opportunità da cogliere e che se non troveranno dei bravi psicologi e delle brave psicologhe in risposta, ne troveranno altrove (counselor compresi).

UN MERCATO IN ESPANSIONE. Chi lavora attraverso l’utilizzo di strumenti online sa che potenzialmente può aprirsi ad un mercato globale. Un mercato dove la domanda è in crescita esponenziale: basti considerare il crescente tasso di immigrazione di italiani in Paesi esteri in cui non sempre è facilmente reperibile un terapeuta di lingua e cultura italiana.
Lavorare online significa poi offrire ai pazienti una gamma di possibilità impensabili fino a 10 anni fa.
Significa garantire continuità a pazienti che per lavoro si spostano frequentemente, significa offrire possibilità a chi per ragioni di vita (ad esempio la nascita di un figlio o la malattia di un familiare) si trova ad avere una gestione dei tempi complessa, significa poter consentire l’accesso a prestazioni psicologiche a chi ha difficoltà di mobilità o vive in zone particolarmente isolate.

Significa, però, che ci sono anche nuove questioni di cui dobbiamo occuparci, sia a livello scientifico, sia a livello etico. Sarebbe bene che queste riflessioni non fossero lasciate ai singoli, agli eventi o, ancora peggio, ad una fantomatica “autoregolazione del mercato”: stiamo sempre parlando di prestazioni sanitarie.

Negli ultimi sei anni, i quattro canonici più i due di proroga, in Toscana l’Ordine non ha avviato alcun percorso al riguardo.
Qualsiasi iniziativa dell’ultima ora sarebbe poco più di uno spot, né sentirei credibile una qualche promessa di radicale cambiamento per il futuro, considerato il tempo e le risorse che ormai ci lasciamo alle spalle.

Ma l’esigenza resta, è forte e non può essere più rimandata.
Per questo come AltraPsicologia abbiamo deciso di iniziare un percorso di riflessione coi colleghi del territorio, innanzitutto cercando di conoscere le difficoltà che incontrano nel lavoro di tutti i giorni e poi anche di dare avvio alla raccolta di idee, criticità, dubbi da discutere insieme, online e dal vivo.

Iniziamo con questo questionario: ti richiederà 10 minuti e ti permetterà di raccontarci in che modo le tecnologie stanno cambiando il tuo lavoro, quali difficoltà incontri, quali opportunità intravedi.
Per noi sarà importante avere il tuo parere e quello dei tuoi colleghi – se vorrai aiutarci a far circolare il questionario – per poter poi ragionare insieme su risorse gratuite che potremmo mettere a disposizione, eventi, momenti di incontro per conoscerci e confrontarci.
Grazie sin da ora per la tua partecipazione!

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