Il colpo di coda della balena. Cosa succede ora?

La notizia ufficiale è arrivata intorno all’1.20, in piena notte, di lunedì 13 gennaio: non è stato raggiunto il quorum. O meglio, mancano 14 voti al quorum di 1312, e ci sono 18 schede in merito a cui vi sono dubbi sull’ammissibilità a fini di quorum; il Seggio ha quindi deciso di chiedere un parere procedurale, tramite il CNOP, al Ministero di Grazia e Giustizia. Senza farsi troppe illusioni (è molto probabile che si dovrà tornare alle urne, spendendo altre decine di migliaia di euro per la mancanza di pochi voti), la domanda che dobbiamo rivolgerci in ogni caso tutti è: come siamo arrivati a questo punto di scarsa partecipazione?

Alcuni spunti ci sembrano importanti:

 

– I brutti toni che purtroppo qualcuno ha voluto dare alla campagna elettorale.

Sicuramente, anche alcune mail aggressive del presidente uscente Nicolussi, supporter della lista “Psicologi per il Veneto”, hanno contribuito ad avvelenare il clima elettorale, che fino a quel momento era rimasto tutto sommato sereno. Tali aggressivi attacchi “ad personam” contro esponenti e candidati di tutte le altre liste, piazzate su un sito apparentemente anonimo, hanno colpito negativamente molti colleghi per la loro pesantissima strumentalità elettorale.

Siamo perfino arrivati a livello dei giochi di parole da scuole elementari, con il Presidente uscente che storpiava continuamente il nome della lista di AltraPsicologia come “Anti Psicologia” (!) e quello della lista di Cultura e Professione come “Contro la Professione” in gruppi Facebook da lui gestiti… sempre in nome della neutralità e dei toni pacati, ovviamente…!

Come AltraPsicologia, si sa, amiamo il confronto serrato, e se serve anche duro; ma sempre rigorosamente corretto sulle persone. Abbiamo preso subito le distanze da tale atteggiamento squalificante e demotivante per tutta la categoria, soprattutto perché attuato da chi in teoria ci doveva rappresentare tutti neutralmente, mantenendosi sempre “super partes”.

Una cosa che quindi ci ha rammaricato molto è che nessuno dei candidati della lista “Psicologi per il Veneto” abbia sentito il bisogno di prendere pubblicamente le distanze da questi comportamenti aggressivi e squalificanti l’intera professione, come invece avevamo pacatamente richiesto loro nella nostra newsletter del 10 gennaio. Siamo ancora in attesa di scuse pubbliche, ma ormai temiamo non arriveranno più.

In questo clima di triste gazzarra, a molti colleghi è comprensibilmente passata la voglia di votare.

 

– La difficoltà logistica del voto è stato un altro fattore.

Il Presidente uscente, forse troppo preso dal costruire siti web pieni di allusioni personali contro i colleghi concorrenti alla lista che lui supporta, “Psicologi per il Veneto”, non si è preoccupato di facilitare concretamente il voto postale: ad esempio, predisponendo per tempo la rete capillare dei Notai sul territorio, per aiutare i colleghi a esprimere il loro voto senza dover venire fino a Mestre. Invece, ha finito col doverseli freneticamente cercare sotto Natale, davanti alle pressanti richieste del Consiglio, con esiti sconfortanti…

 

– Un altro motivo di astensione può essere la percezione di scarsa utilità e concretezza dell’istituzione Ordinistica.

Negli ultimi anni moltissimi colleghi si sono lamentati dell’apparente assenza dell’Ordine dalla loro vita professionale quotidiana. Consigli dedicati interamente alla correzione ortografica e sintattica dei verbali, in cui si affrontavano 4-5 punti su Ordini del Giorno che ne prevedevano 25 o 30, rinviati continuamente per mesi o anni; tranne negli ultimi mesi, che hanno visto – di certo casualmente – l’improvviso e caotico proliferare di Convegni, pagati con i soldi di tutti, proprio a ridosso delle elezioni; ed in cui, manco a farlo apposta, i relatori erano spesso i candidati della lista sostenuta dal presidente uscente. Un caso, certo.

Ecco, proprio questa logica strumentale relativa alla funzione dell’Ordine ci ha fatto ancor più indignare: in generale, gli Ordini professionali non possono e non devono essere centri di influenza ad uso e consumo di pochi, come abbiamo sempre sostenuto.

 

– Come mai c’è così tanta disaffezione verso la politica professionale?

Tutti noi candidati, di tutte le liste, ci dobbiamo porre francamente la domanda di cosa avremmo dovuto fare per favorire (e non solo a livello “logistico”) la maggiore partecipazione e il coinvolgimento attivo dei colleghi. Ci dobbiamo chiedere quali sono i limiti della comunicazione che – tutti quanti – abbiamo messo in campo, e quali siano i modi da cambiare nel condividere con i colleghi le nostre diverse “proposte di valore” per l’Ordine.

Ci dobbiamo chiedere, con fortissima onestà intellettuale, perchè non riusciamo ad appassionare i colleghi ad un voto fondamentale per determinare il futuro delle istituzioni professionali; voto che si tiene solo una volta ogni 4 anni. Perchè molti psicologi non votano?

Indifferenza? Mancanza di interesse su cosa può fare l’Ordine? Disaffezione, perché lo si collega all’immagine della politica tradizionale, da troppi anni inconcludente e deludente? Mancanza di senso di colleganza/appartenenza? Scarso empowerment e deresponsabilizzazione come categoria?

C’è un articolo interessante, scritto da un collega che non è legato ad AP, che porta delle riflessioni stimolanti e divertenti; lo trovate in questo blog:

http://blog.giordanochristian.com/2014/01/volevo-votare-pero-un-ufo-mi-ha-rapito.html

 

– Dove andare, ora?

Questa crediamo sia la sfida più importante che ci troviamo oggi ad affrontare: ritrovare un senso di identità che ci unisca e che non ci divida; e che, come per altre professioni, ci renda compatti e credibili nei confronti delle Istituzioni e della cittadinanza.

Per fare questo ognuno di noi si deve necessariamente attivare ed esporre in prima persona, a partire già dalla prossima tornata elettorale. Ciascuno di noi deve riscoprire un senso di appartenenza.

 

Noi, come AltraPsicologia, vogliamo metterci in gioco concretamente; così come ci siamo già messi in gioco, con successo, all’ENPAP e in altri Ordini regionali, e dove abbiamo dimostrato – dati oggettivi alla mano – che cambiare il senso e le funzioni delle Istituzioni professionali è possibile, e produce grandi vantaggi concreti per tutti i colleghi.

Come AltraPsicologia rivestiamo un forte valore di garanzia: non siamo, come altre liste, l’espressione di un “gruppo di interesse” specifico, e non rappresentiamo un “segmento di potere” della professione.

Siamo colleghi che operano nel Sevizio Sanitario come nelle Università, nella libera professione come nel privato sociale, nelle Scuole di specializzazione come nell’associazionismo.

 

AltraPsicologia non ha il “mandato” di rappresentare solo un interesse di parte, ma al contrario si pone come forte punto di sintesi delle “componenti sociali” della professione: dalle ASL al neolaureato, dal pubblico al privato.

Quello che ci unisce tutti in maniera profonda e appassionante è l’energico richiamo ai valori di Etica, Innovazione, Tutela. E di Lealtà alla Comunità Professionale, intesa nel suo insieme.

 

C’è molto ora su cui riflettere e tanto da fare, in Veneto.