Home / Articoli / Psicologi obbligati a trasmettere dati dei pazienti: la tessera sanitaria.
Federico Zanon
Ho 40 anni, vivo a Padova e ho due figli. Da oltre 12 anni faccio lo psicologo. Ho lavorato nelle dipendenze e mi interesso di plusdotazione intellettiva nei bambini. Dal 2006 ho iniziato a occuparmi di politica professionale con Altrapsicologia, e da allora non l'ho più abbandonata. Mi sono interessato in modo particolare di previdenza, dal 2009 al 2013 sono stato consigliere di indirizzo generale ENPAP e dal 2013 sono vicepresidente dell'Ente. Sono diventato presidente di Altrapsicologia nel 2014.

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31 commenti

  1. Gianluca Franciosi

    A quanto mi risulta – a detta del mio commercialista – il paziente può rifiutarsi di comunicare i dati (tramite comunicazione scritta), sollevando di fatto il professionista da tale obbligo e relative responsabilità.

    • Ma come ci si regola con pazienti non più in trattamento ma comunque precedentemente visti nel 2016 dei quali teoricamente saremmo tenuti a trasmettere i dati?

  2. già la legge è RIDICOLA così com’è ma è ancora più idiota per essere reTROATTIVA
    riformulo la domanda logica di cristina, per chi non HA più rapporti con pazienti visti in precedenza che facciamo paghiamo multa?

  3. Quindi sono obbligata a trasmettere dati di un paziente che non ho più in carico senza avere la possibilità di informarlo che sto per fare questa cosa? E tutto questo perché ho avuto la correttezza e l’onestà di fatturare regolarmente?

    • Cara Laura,
      la legge non ammette ignoranza, sia tua che del paziente.
      Se il paziente non vuole la trasmissione del dato al sistema TS ti contatterà e ti chiederà di non farlo.
      La legge lo prevede. Così come vale per te la gazzetta ufficiale, vale anche per lui.
      Scriverai sull’originale e sulla tua copia la seguente frase.
      MI OPPONGO alla trasmissione dei miei dati sanitari dati al portale on line “sistema tessera sanitaria”(art.3 comma 2b decreto del Mef del 31 luglio 2015)

  4. Questa normativa impone nuovi obblighi e adempimenti e maggiori spese. E’ un dato di fatto, ma non quello più rilevante. A mio parere il punto centrale è la violazione del segreto professionale. Siamo costretti a trasmettere dati sensibili che devono restare riservati. Se riflettiamo su questo semplice aspetto possiamo ragionare in modo più chiaro: riteniamo giusto agire secondo questa legge? E’ coerente, democratico, professionale o eticamente accettabile che l’Agenzia delle Entrate abbia i dati di tutti i pazienti di psicologi e psicoterapeuti? Saremmo a nostro agio se lavorassimo con questi obblighi? riusciremmo a conciliarli con la deontologia professionale e con la nostra coscienza? La mia personale risposta è NO. No a tutte queste domande che mi sono fatto e che ora faccio a voi. Non me ne importa NIENTE se c’è il modello precompilato per fare opposizione e se i medici (incredibilmente!!!) già ottemperano a questi assurdi obblighi. Questa legge va ABOLITA. Quindi invece di lamentarci è bene organizzarsi per fare opposizione tramite ricorso o tramite i canali consentiti dalla legge. C’è un Ordine Professionale, se non agisce in questi casi quando dovrebbe farlo?

  5. ma scusate…sono uno psicologo. Leggo da anni su questo blog interessante di necessità di riconoscimento, di parificazione con i medici, di posti di lavoro necessari, di accesso all’ULSS, di difesa di tutto….e poi vi lamentate perchè la MACCHINA si è messa in moto!

    Nelle nostre società burocratizzate entrare a far parte del SISTEMA, traendone i benefici presenti e futuri (soprattutto) implica l’aggravio BUROCRATICO. Non serve essere sociologi per capirlo. Il Sistema BLINDA, e poi (forse) inizia a sganciare i dinderi.

    E’ così per medici, avvocati, architetti, notai….tutti i professionisti al giorno d’oggi sono professionista PRIMA della burocrazia, e poi delle tecniche della loro pratica professionale.

    Io capisco che nell’anima della psicologia c’è esistenzialismo, libertarismo, evoluzione, spirito, ecc ecc ma dobbiamo anche scende con i piedi a terra, non si può pensare che il ns lavoro sia imperniato solo attorno al Se’ del cliente

    Psicologi, benvenuti sulla Terra.

    • Caro Luca, mi hai tolto le parole di bocca!
      Sottoscrivo ogni tua parola!
      Su Facebook s’è attivato il circo…

    • Federico Zanon

      D’accordissimo. Ma ricordiamo che nella costruzione identitaria delle professioni è presente – sempre – anche la dimensione dialogica con lo Stato. Sul sistema tessera sanitaria, per rimanere sul tema specifico, la FNOMCeO non è mica stata zitta, c’è stata una bella bagarre maturata sul tema del coinvolgimento nelle decisioni che impattano sui professionisti. Ovviamente il confronto deve mantenersi su obiettivi di costruzione (magari in logica win-win).

  6. Scusa Federico, ma questo post che viene condiviso dai colleghi sta generando delle reazioni che danno informazioni sui colleghi…
    E, di nuovo, ti stimo, ma ci sono delle imperfezioni…
    Una domanda: ma il sito della tessera sanitaria, tu, almeno, l’hai letto?
    Dai commenti di alcuni colleghi, e da quello che scrivi, mi sembrerebbe che la risposta sia no. Ma correggimi se sbaglio.

    Su cosa si trasmette, rimando all’Allegato A del DM 31/07/2015 (cap. 3)
    Quali sono le informazioni sulla salute che verrebbero trasmesse? Che ha fatto una visita specialistica codice SR ?
    Ma non sta già scritto nella fattura? Qui diciamo solo visita specialistica, poi se si tratta di collocqui di sostegno, coaching, o psicoterapia è tutto nel calderone del codice SR. Tra l’altro comune a tutti i professionisti della sanità, infermieri inclusi.
    Scusa, non vedo violazioni privacy, cenni a situazioni psicologiche particolari… me le indichi?
    grazie!

    Poi sulla questione privacy, come la trattano gli psicologi, avrei molto da dire… vengono in mente teorie complottiste ed istanze paranoidee, più che tutela della privacy. Comunque ora il cittadino dal 2016 basta che lo dice al professionista che non vuole la trasmissione al sistema TS. Tra l’altro per chi ha la contabilità tenuta da un commercialista, CAF o simili, già trasmette a terzi le fatture, quindi non capisco perchè all’agenzia delle Entrate no, ma al commercialista si. Puoi illuminarmi su questo punto?

    Sul peso del professionista non cambia nulla, ripeto, se già trasmette i dati al commercialista. Il commercialista li carica nel proprio software e li registra, per poi elaborare le varie dichiarazioni. I pazienti sono inseriti nell’elenco clienti del professionista.

    Sulla categoria dei pazienti, sinceramente non trovo nulla. Da dove hai preso questa informazione che a me è sfuggita?
    A me sembra ovvio che l’Agenzia delle Entrate sappia già a quale categoria appartiene il possessore di quel determinato codice fiscale.
    Mi ripeto. Correggimi se sbaglio.

    Federico sui vari Ministeri… si legge “Testo del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, adottato di concerto con il Ministero della salute e con la Presidenza del consiglio dei ministri…”

    Sul CNOP… è un decreto del 16/09/2016… non mi pare che la categoria sia così celere, e poi fioccano certe “opinioni” in merito anche da parte di soggetti che siedono negli Ordini…

    Federico, quindi, non capisco se il testo è volutamente generico e diversamente preciso per far emergere gli isterismi della categoria?

    • Federico Zanon

      Fernando, l’articolo non è un vademecum per professionisti ma un editoriale di commento ‘a caldo’ su una vicenda che impatta sulla nostra professione. Contiene considerazioni, questioni aperte, critica politica. E poi sono linkati i decreti originali, perché uno se li possa guardare.
      Che la nostra categoria reagisca, commenti, dibatta… mi pare un dato sociologico sano. Segno che ancora ci si interroga su ciò che ci succede.
      Che la trasmissione dei dati a cura del professionista trasferisca un onere, non può essere negato. Che ciò che prima era una scelta oggi diventi l’opzione di default a cui eventualmente il cittadino deve esercitare opposizione, mi pare altra cosa che non può essere negata. Giusto? ingiusto? neutro? questa è materia del dibattito. Che peraltro non mi pare stia degenerando, non mi pare sia sterile, non mi pare abbia assunto toni isterici.
      Se poi vogliamo che la gente stia zitta, è altro discorso.

      • Rispetto a queste uscite a caldo, che gelano, preferisco il silenzio del CNOP, che almeno la categoria fa più bella figura.

        Indubbiamente la reazione, i commenti ed il dibattimento sono utili, ma dovrebbero avere per oggetto qualcosa di concreto che si basa sulle informazioni effettivamente contenute nei ink, che a quanto pare siamo in pochi ad averle lette, prima di intervenire con fantasie, proiezioni complottiste o deliri persecutori…

        E’ un onere la trasmissione dati? Si, ma quantifichiamolo. Facciamo scienza, e non cinematografia, che dietro la parola onere ognuno proietta e ci mette i propri fantasmi, che ti puoi immaginare quanto sono grandi se non si è avuto lo scrupolo d’informarsi andando a leggere la documentazione del tuo editoriale di commento.

        Non sarebbe il caso di informare, invece che scaldare per nulla? Dato che quel che c’era da commentare è già stato fatto dai medici nel 2015. A che serve scaldare oggi quando è ormai un sistema collaudato e che funziona?

      • Federico Zanon

        Fernando, ti stimo molto come collega attento e aperto. Ci segui però da un pezzo, sai che AltraPsicologia è un’associazione di politica professionale. Facciamo informazione, dibattito, critica politica, e governo delle istituzioni. Questo non era un articolo informativo, come è assolutamente evidente data la sua brevità, il suo taglio, i suoi contenuti: è un editoriale che esprime un’opinione su un fatto.

        Quando avremo anche il Decreto Ministeriale di attuazione del Decreto Ministeriale 01.09.2016 di ampliamento dell’obbligo di cui al Decreto Ministeriale 31.07.2015 e precedenti… insomma, quando raggiungeremo il punto finale di questa complessa catena di sant’Antonio di fonti del diritto, allora pubblicheremo un buon articolo informativo: sarà chiaramente informativo, neutrale, della giusta lunghezza. E allora qualcuno avrà da ridire sul fatto che ‘si, va bene, ci avete informati ma perché non dite che è un’ingiustizia cosmica?’

        Altrapsicologia svolge a titolo privato e volontario un’attività intensa e costante di informazione, stimolo del dibattito e critica politica da 10 anni. Oltre 1500 articoli pubblicati. Svariati ebook informativi. E tanta opinione politica. Questo editoriale esprime, attorno ad una notizia vera, alcune opinioni. Opinabili come tutte le opinioni.

        Il CNOP. Che dire? tu preferisci il silenzio del CNOP. Io preferisco la voce di AltraPsicologia. L’ho preferita sulla faccenda della formazione continua, degli ECM (puoi trovare vari articoli informativi che hanno richiesto lunghe ore di ricerca e anche vari articoli di critica politica, che richiedono un pensiero informato), della sanitarizzazione della professione passata sotto silenzio, dei garbugli elettorali in tour per l’Italia. E la preferisco su questa faccenda della trasmissione dei dati, che è un ulteriore onere, che pone questioni da risolvere, che non è passata liscia nemmeno quando è stata imposta ai medici.

        Spero apprezzerai che Altrapsicologia, con tutti i suoi limiti, è oggi l’unico spazio dove la comunità professionale può farsi un’idea dei fatti di attualità che ci riguardano e può discuterci sopra. Abbiamo la libertà di pensare, qui: merce rara.

        Un saluto e grazie per gli stimoli che da anni condividi qui.

  7. Piccola aggiunta.
    Nel mio UNICO ONLINE leggo questo:
    Il Sistema Tessera Sanitaria ha comunicato spese per visite o interventi specialistici. 80 SI
    Il Sistema Tessera Sanitaria ha comunicato spese per ticket. 172 SI

    Quindi 80 euro di visite specialistiche e 172 di ticket (farmacia o altre prestazioni).

    Quale privacy viene violata? Da quale specialista sono andato?

  8. Bello scambio, mi complimento con gli autori. Io penso che tutto l’agitarsi delle colleghe e dei colleghi su questo tema derivi da un lato da una mancanza cronica di cultura professionale reale, dall’altro dalla reazione chiaramente nevrotica quando solo si nomini “Agenzia delle Entrate”. Io adesso non voglio sparare sulla Croce Rossa, ma lo sappiamo tutti che il 90% delle psicologhe e degli psicologi fa una marea di nero. Il servizio si presta, l’organizzazione studio in casa anche, i clienti spesso ben contenti…ecc ecc.
    come categoria dovremmo mettere fine a tutto ciò. Personalmente ho gia’ segnalato alla Finanza due colleghe palesemente truffaldine fiscalmente, ma dovremmo farlo in più professionisti. Poi allora quando si vede Agenzia delle entrate non ci si agita più perchè la coscienza è pulita.

  9. La mia preoccupazione è la mole di lavoro per ricontattare i clienti del 2016 chiedere loro di firmare la dichiarazione sul fatto se acconsentono o no e poi apporre un timbro sulla fattura originale,che il cliente deve portare in studio, con la dicitura di opposizione …per il 2017 se lo devo fare lo faccio ex novo ma la retroattività per il 2016 è assurda!!! Ho scritto all’Ordine ma saranno parole al vento…se scrivessimo tutti sta cosa del 2016 chiedendo al CNOP ,assieme agli altri Ordini interessati, di fare pressioni sul Ministero Finanze???

  10. Roberto Pazzaglia

    Buongiorno,
    ho letto i commenti e rispondo volentieri cercando di animare ancora la discussone. Premetto che non sono un gran frequentatore di forum e social network, ho deciso di scrivere qui poichè Federico Zanon mi risulta essere l’unico ad aver commentato in modo critico e puntuale la questione.

    Primo punto. Fernando Bellizzi mi fa notare che al commercialista già trasmetto i dati che la nuova normativa mi imporrà di trasmettere all’Agenzia dunque che cosa cambia? La risposta è il tema centrale di questa faccenda, che forse Fernando non focalizza in pieno: il segreto professionale. Il commercialista, i suoi collaboratori ecc. sono tenuti per legge al segreto professionale e quindi alla riservatezza sui documenti che do loro… Non è la stessa cosa, è una cosa molto diversa.

    Secondo punto. La normativa impone un nuovo obbligo a me e al paziente dove prima vi era una scelta. Il paziente gestiva la fattura a suo piacimento, ora io ho un adempimento che ha implicazioni anche per lui. Non so se quando una libertà diventa un obbligo (pure sanzionato) e una scelta diventa un dovere si possa parlare a priori di progresso oppure no. Ognuno la vedrà a suo modo, io ovviamente penso sia un passo indietro.

    Terzo punto. Il segreto professionale, la relazione di riservatezza col paziente, la tutela dell’intimità di quanto attiene a questo rapporto non ha niente di idealistico, romantico ecc. E’ un aspetto concreto e sostanziale della professione e forse per questo provo disagio a dover “far uscire” i nomi dei miei pazienti e a dover parlare con loro di questa burocrazia demenziale. Dubito abbia utilità terapeutica. Il fatto che la sigla sia un generico “SR” o che i dati siano crittografati e garantiti dal Garante non conta niente. Questo è un punto non negoziabile: l’identità del paziente è un dato troppo sensibile. E’ meglio un sistema che non imponga a me di trasmetterlo, ma che lasci la decisione al paziente. In alcuni post traspare quasi l’idea che in fondo dovremmo semplicemente gestire una prassi discrezionale. Ribadisco, il segreto professionale è per noi un obbligo, non abbiamo la “libertà” di manipolarlo o relativizzarlo.

    Quarto punto. Continuare a richiamarsi alla legge e alle norme come unico faro che ci guida nella professione dovrebbe, prima o poi, far riflettere qualcuno sulla generale miseria culturale contemporanea. Freud e Kohlberg evidentemente hanno scritto invano.

    Quinto punto: Una cosa che non so. Se un paziente non fa la dichiarazione dei redditi devo trasmettere i dati lo stesso?

    Sesto punto. Alimento un po’ le psicodiagnosi tirate qua e là nei post (paranoia, isteria ecc.). Se un dipendente infedele dell’ Agenzia delle Entrate consegnasse i dati ad un’azienda, quanto vantaggio avrebbero i candidati all’assunzione che sostengono spese sanitarie continuate e regolari da uno psicologo/psicoterapeuta?

    …e infine: perchè norme che impattano così tanto sulla professione non sono precedute, gestite e coordinate anche dai nostri Organi competenti? Perchè da un giorno con l’altro ci dobbiamo trovare di fronte a novità del genere già decise da altri senza il nostro contributo? Ma ai ministeri non abbiamo nessuno?

  11. La privacy viene violata semplicemente perchè esiste un database che deve essere compilato a carico del professionista e non con pochi euro di spesa (almeno 100 euro per l’adempimento di commercialista ) che contiene dati più che sensibili anche se non compariranno sulla dichiarazione. Questa è la violazione, se per Barlizzi questo va bene, si legga i diritti costituzionai commentati dal giudice Barra Caracciolo.
    Il reale significato di questa idiozia a cui mi risulta incomprensibile ” gongolare ” con affermazioni “che va fatta, che non comporta nulla” etc.. è quello di scaricare una attività ispettiva e di incrocio dati sul professionista, figura che dovrebbe curare la gente invece di perdere tempo a fare l’impiegato dello stato in sostituzione dei budget di tagli di mansioni e personale che lo sciaugurato patto di stabilità (che ha ridotto l’economia e il welfare del paese nello stato in cui si trova) ha attuato passando sui più elementari principi di buonsenso e di rispetto del lavoro dei sanitari.
    Il costo per ricostruire retroattivamente la situazione e contattare i pazienti non più in cura, e fargli firmare o meno il diniego è di almeno 2-3 giornate lavorative per un professionista full time… fate voi …

  12. Chiedo Scusa per l’errore nel cognome, intendendevo Bellizzi

  13. Personalmente la questione segreto professionale non mi pare così importante, in effetti i dati trasmessi sono gli stessi che il cliente trasmetterebbe comunque.
    Quello che trovo assurdo è che debba essere io a farlo e che per questo rischi delle sanzioni. La nostra figura professionale è di psicologi, non commercialisti…
    Se una persona vuole detrarre le spese mediche e trovarsele sul modello precompilato dovrebbe stare a lei trasmettere i dati e non al professionista…
    Questa è un’inutile complicazione perché da un sistema in cui una persona, il cliente, poteva fare molto semplicemente la propria scelta, si è passati ad una situazione nella quale il professionista è sottoposto a due obblighi, il primo trasmettere le informazioni e il secondo informare il cliente delle modalità con cui può rifiutarsi di farlo, e il cliente rimane ancora sottoposto a una scelta… già che ci siamo tiriamo dentro anche il fioraio e chiediamo anche a lui di fare qualcosa.
    Perché non permettere al cliente di caricare in anticipo i propri dati per via telematica così da trovarseli, se vuole, nel proprio 730 precompilato? a che pro demandare il compito a qualcuno che di fatto è estraneo alla scelta (una scelta che comunque viene lasciata)?

  14. Mi sono reso conto di un’altra cosa: l’utilizzo di un sistema ad obbligo, al quale c’è diritto di opposizione va a contrapporsi ad un sistema a scelta non solo per via del fatto che è più complicato, ma anche perché giustifica la presenza di sanzioni che contrariamente non hanno ragione di essere…
    Io questa la chiamerei truffa…
    Si poteva demandare al professionista la trasmissione dei dati su richiesta del cliente (cosa comunque assurda, ma è per far capire il punto), ma si è scelto di porre un obbligo e un diritto di opposizione (un po’ come usare una doppia negazione in una frase per dire la stessa cosa) per poter imporre sanzioni a chi all’obbligo non sottostà, per errore o dimenticanza…

  15. Salve a tutti, il mio commercialista mi ha confermato che la trasmissione obbligatoria dei dati riguarda tutti i clienti, non solo i dipendenti o assimilati… Cosa vi risulta? Fonti? Grazie.

  16. questo è comunque quello che comporta essere diventati una professione sanitaria. Se la politica professionale fosse andata compatta in un’altra direzione, meno statica e più aperta alla realtà vera della psicologia professionale nella società, tutto questo probabilmente non si sarebbe verificato.

    Avete voluto la bicicletta? Avete voluto l’etichettina “sanitario” che fa più figo? Pedalate!

    Io faccio una psicologia che di sanitario non ha nulla, di conseguenza troverò altri modi di accreditarmi, altri codici attività, per continuare a fare quello che ho sempre fatto sotto altra veste, sperando di dribblare queste beghe da burocrazia sanitaria. Cosa volete che mi interessi se la mia parcella è detraibile o no?? Vedo di fare bene il mio lavoro punto

  17. Oggi sul sito del mio Ordine c’è scritto che i clienti possono esercitare il diritto di opposizione dal 14 novembre in poi !!! io ho già parlato con alcuni clienti che si sono opposti ed hanno firmato e invece …devo inviare tutto!!! solo dal 14 novembre cioè dal 60° giorno successivo alla data di pubblicazione del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate il cliente si può opporre!!! Prima di quella data il cliente, quindi anche i clienti del 2016 che non vedo più,che non sanno niente e che non sono informati, potrà opporsi attraverso il STS o l’agenzia delle Entrate!!! Ma è pazzesco!!!

  18. A parte la discutibile sintassi dell’articolo, la lamentosa rassegnazione è tipica dell’italiano medio contemporaneo, assai diverso da quello dei secoli passati, che sa solo lamentarsi e criticare senza però fare niente di concreto in prima persona per migliorare le cose.

    Dato che siamo così, perché stupirsi se le cose vanno così come vanno? Ce lo meritiamo, semplicemente.

  19. Colleghi, non so se a voi stia accadendo la stessa cosa che capita a me. Il mio browser (Firefox) si rifiuta di aprirmi la pagina per la registrazione dicendo che la connessione non è sicura. Provo con un browser alternativo (Chrome) e il risultato è identico. Insomma, dovrei inserire dati sensibili in un sito non adeguatamente protetto. Non so se ridere o piangere. Nel frattempo, qualcuno può dirmi se sono l’unica a imbattermi in questo blocco?
    Grazie, buon lavoro a tutti.

  20. Sono d’accordo su quello che dicono Pazzaglia, Cogorno e Zani, ma ciò che mi pungola e mi incuriosisce è questa domanda: “che cosa mi succede se mi rifiuto di tramettere un bel niente???” Quali sarebbero le sanzioni? Mi arrestano? E perché??? Se faccio le fatture come ho sempre fatto? Se mi trincero dietro il segreto professionale? D’altra parte, non faccio mica l’ortolano……Se non mi fido di qualche essere umano che sta all’ufficio XY e maneggia questi dati? Se devo tutelare pazienti che vengono di nascosto dalla famiglia o dal marito che la gonfia di botte se sa che va dallo psicologo? Oppure devo obbedire perché “va fatto!!” Storicamente tante cose sono state fatte perché ordinate da qualcuno che in quel momento governava e si sono rivelate deleterie?? Qualcuno sa rispondermi?

    P.S. Comunque, è un ottimo modo per indurre all’evasione. Vedremo quanti pz chiederanno di pagare in nero!

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