
Uno, nessuno, centomila … counsellors!!!
14 Gennaio 2011
Uno, nessuno, centomila … counsellors!!! Atto II
20 Febbraio 2011
ELENCO DEI MOTIVI PER CUI SMETTEREI DI FARE LO PSICOLOGO …
- Perché espone ad un carico emotivo esagerato e non stacchi mai il cervello, il che alle volte ti fa desiderare di essere uno zappatore.
- Perché sono stanco di essere in un Ordine in cui le decisioni per i liberi professionisti incazzati le prendono i dipendenti pubblici sindacalizzati.
- Perché, se mi guardo intorno vedo grande crisi, se guardo avanti vedo pensioni di fame, se guardo indietro vedo tante occasioni mancate.
- Perché l’ENPAP, che serve a dare pensione ed assistenza agli Psicologi libero professionisti, è governato dal sindacato degli Psicologi dipendenti pubblici, che già hanno la loro ben più corposa pensione e le loro cospicue tutele dall’INPDAP.
- Perché è un lavoro che fatica a dimostrare la sua utilità sociale.
- Perché per vent’anni gli Ordini che dovevano rappresentare me e tutelare i cittadini hanno rappresentato solo loro stessi e tutelato i baroni della professione.
- Perché non bastavano i Medici Psichiatri a cercare di levarmi lavoro e legittimazione sociale: ci si sono messi anche i Counselor. E i Pedagogisti Clinici. E i Mediatori Familiari. E i Selezionatori. E i Consulenti Filosofici. E i Personal Coach. E le Tate in Tv. E gli Ordini imbelli.
- Perché le persone credono che si guadagni moltissimo (e perciò ti fanno pagare volentieri il conto).
- Perché lo so che non bastano la formazione, l’analisi personale, l’aggiornamento sui libri, la supervisione. Ma che vogliano a tutti i costi vendermi anche la paccottiglia degli ECM dei medici proprio non lo butto giù!
- Perché vorrei evitare le persone che, quando gli dici che fai lo psicologo, rispondono: “ah, io non ci credo nella psicologia”. E da quando in qua è diventata una professione di fede?!?
- Perché non voglio sgomitare con altri 80.000 colleghi inviperiti per ottenere un minimo di visibilità e dignità sociale.
- Perché è molto difficile riuscire a capire che con questo lavoro puoi anche guadagnare e che hai tutto il diritto di farlo.
- Perché a forza di somatizzare la frustrazione avrei proprio bisogno dell’assistenza sanitaria integrativa che l’ENPAP del sindacato ci ha appena levato.
ELENCO DEI MOTIVI PER CUI RESTO A FARE LO PSICOLOGO …
- Perché amo farmi gli affari degli altri e così ho una scusa professionalizzata per poterlo fare.
- Perché, finalmente, dopo vent’anni di immobilismo, qualcosa si muove nella professione ed alcuni Ordini regionali cominciano a rilanciare seriamente il senso della mia professione.
- Perché, se guardo attraverso gli occhi delle persone che incontro nel mio lavoro, intorno vedo orizzonti, avanti vedo possibilità, indietro vedo storie irripetibili.
- Perché non devo usare il colonscopio.
- Perché, quando i portavoce sindacali che governano l’ENPAP hanno toccato i diritti dei liberi professionisti, in 2000 si sono incazzati. E non è mica finita…
- Perché curare le relazioni tra le persone è il lavoro più importante ed utile del mondo.
- Perché se dovessi smettere di fare lo Psicologo il mondo sarebbe un po’ più povero (ed io pure).
- Perché, per quanto ci possano provare counselor, pedagogisti, filosofi, mediatori, coach e consulenti vari, “Psychologists do it better”.
- Perché facendo questo lavoro mi è un po’ più chiaro che l’universo ha davvero la possibilità di schiudersi come dovrebbe.
- Perché è uno dei pochi lavori che può unire il rigore scientifico ad aspetti divertenti e, in alcuni casi, anche creativi.
- Perché è un lavoro in cui puoi sentirti molto solo ma puoi anche scoprire il senso profondo della solidarietà. Anche con i colleghi.
- Perché la crisi ha colpito di più gli ingegneri.
- Perché, oltre che la Psicologia paludata nei finimenti baronali dei vecchi ordini, dell’accademia retriva, del sindacato fuori luogo, esiste un’Altra Psicologia. Ed io voglio farne parte.
