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Cronache dalle Scuole di psicoterapia. CORAZZATA POTEMKÌN. Grottesco attacco dal Coordinamento Nazionale Scuole Psicoterapia (CNSP) all’Ordine Psicologi Lombardia

Abbiamo appreso con un certo stupore della delibera del Consiglio Nazionale Scuole di Psicoterapia (CNSP), che esprime netta ostilità all’adozione da parte dell’Ordine Psicologi Lombardia della Carta Etica per le Scuole di Psicoterapia e invita le Scuole a boicottare l’iniziativa.

Finora AltraPsicologia ha preferito concentrarsi sul rendere operativa la Carta Etica ma a questo punto diciamo la nostra sulla vicenda.

Forse è opportuna una premessa sulla Carta Etica. Si tratta di un documento, sviluppato in AltraPsicologia nel corso di anni, che contiene alcuni criteri di valutazione delle Scuole di psicoterapia. La Carta Etica è una proposta alle Scuole di Psicoterapia che scelgono liberamente se aderire o meno.
Ma andiamo con ordine…

Cosa non è la Carta Etica

Innanzitutto non è un obbligo: le Scuole scelgono liberamente se adottarne i principi o meno. Se non lo fanno, non vi è alcuna conseguenza.
Non è nemmeno un criterio di maggiore o minore qualità: si tratta semplicemente di un disciplinare che definisce con chiarezza la posizione di

Altrapsicologia, ed ora anche degli Ordini di Lombardia e Veneto (quest’ultima regione ha espresso interesse per la carta Etica, pur non avendola adottata operativamente), su alcuni punti contrattuali specifici nel rapporto fra Scuole e allievi. Se una scuola condivide questi principi e li applica, potrà adottare la Carta Etica. Se non li condivide e non li applica, non adotterà la Carta Etica.
Non è una autorizzazione al funzionamento: una scuola può essere autorizzata dal MIUR ad esercitare la propria attività e tuttavia non adottare la carta etica (o qualunque altra certificazione).
Né AltraPsicologia, né gli Ordini Regionali che hanno approvato la Carta Etica (Lombardia e Veneto) ritengono o sostengono che la Carta Etica certifichi una maggiore o minore qualità della formazione per le Scuole che la adottano.

Cosa è la Carta Etica

La Carta Etica è un insieme di principi e criteri di comportamento che la Scuola di Psicoterapia può decidere di adottare nel rapporto con gli allievi. Si tratta di principi individuati da AltraPsicologia, che è una associazione di categoria che può vantare di essere un ente “terzo” sia rispetto alle Scuole che rispetto agli allievi.
Alcuni Ordini Regionali, in cui membri di AltraPsicologia sono presenti come consiglieri, hanno proposto l’adozione della Carta Etica (Lombardia) o manifestato interesse (Veneto). Questo non significa affatto, come sostiene il Consiglio Nazionale Scuole di Psicoterapia, che gli Ordini Regionali si arroghino una potestà che non hanno: gli Ordini Regionali infatti non obbligano nessuna scuola e nessun allievo a riferirsi alla Carta Etica ma la propongono come uno fra i possibili criteri di valutazione, senza alcuna pretesa che sia meglio o peggio di altri.
Ma forse è il caso di fare un esempio pratico per capirci meglio: se per la cena di stasera voglio bere un vino prodotto con certezza in una certa zona geografica e con certi metodi, sceglierò un vino DOC, o un DOCG. Ma posso pure decidere che voglio un normale vino da tavola, oppure un altrettanto ottimo vino IGT.

Per l’azienda produttrice (o la scuola) è lo stesso: se decido di conseguire una certificazione mi attrezzerò per rispettarne i criteri. Se intendo produrre vini DOCG, sceglierò vigneti e metodologie specifiche. Se invece scelgo di non farlo, semplicemente e senza troppi complessi non metterò in etichetta che il mio vino è DOCG.
Insomma, tutto sta a cosa vuole il consumatore e alle politiche che il produttore intende adottare: esistono ottimi produttori di vini che per scelta non aderiscono ai disciplinari.

Il CNSP visto nel backstage

Vale la pena di fare un giro nel backstage, alla ricerca delle origini relazionali della posizione assunta dal CNSP. Due mesi fa il Coordinamento ci aveva chiesto di partecipare ai lavori di un loro disciplinare interno, definito “parametri di eccellenza” e tradotto in un questionario che le Scuole interessate avrebbero dovuto compilare.
Analizzati i “parametri di eccellenza”, abbiamo deciso di declinare gentilmente l’invito perché i criteri adottati dal CNSP non erano in linea con la nostra idea di disciplinare etico… forse noi andiamo un po’ troppo per il sottile su queste faccende, ma un disciplinare di eccellenza ce lo immaginiamo in modo diverso.
Questo non significa che il CNSP non lavori in modo etico, ma che l’etica di questo coordinamento di Scuole di psicoterapia non corrisponde alla nostra.

Per una forma di eleganza, evidentemente non compresa dal CNSP, abbiamo evitato ogni commento pubblico sui loro “parametri di eccellenza”, e abbiamo preferito continuare con il progetto Carta Etica, proponendo il documento (maturato in AltraPsicologia nel corso di anni) negli Ordini in cui oggi siamo a maggioranza.
Avremmo potuto far le pulci a questi benedetti “parametri di eccellenza”, suggerire che l’eccellenza non sta solo nell’informare il consumatore, ma anche nel proporre una condotta che si distingue davvero. Avremmo potuto opinare che i “parametri di eccellenza” del CNSP non ci sembrano per nulla di eccellenza, e nemmeno discriminanti su alcuni punti fondamentali. Avremmo potuto argomentare che hanno il limite di ogni forma di autodisciplina fra produttori (il conflitto di interesse). Insomma, avremmo potuto facilmente fare le pulci a diversi punti del documento, che ci sembra più un compromesso per non scomodare nessuno che un disciplinare di eccellenza, e invece abbiamo scelto la via del silenzio e del rispetto, che non è stata compresa e nemmeno ricambiata.

Qualche dettaglio per aiutarci a capire…

La delibera del CNSP sostiene che l’OPL “imporrebbe indebitamente una potestà” sulle Scuole di psicoterapia. Ebbene, abbiamo riletto le due pagine della Carta Etica per capire dove mai sta scritto che sarà imposta alle Scuole, ma non c’è scritto nulla del genere… La Carta Etica offre una proposta di valutazione qualitativa non obbligatoria. La singola scuola decide liberamente se aderire o meno.
Il CNSP sostiene che gli Ordini non hanno titolo ad immischiarsi nelle faccende delle Scuole. Beh, su questo punto si tratta di intendersi. Se l’Ordine si pone come ente al servizio agli iscritti, che sono i primi clienti delle Scuole, allora può benissimo adottare forme di classificazione per prodotti formativi presenti sul mercato, allo stesso modo dei patrocini che vengono concessi o meno sulla base di una insindacabile valutazione interna.
Nessuno obbliga l’organizzatore di un evento a chiedere il patrocinio dell’Ordine, e nessuno obbliga una scuola a chiedere la certificazione fornita dalla Carta Etica.
Giova infine ricordare, a chi pretende di non ricevere ingerenze nella propria attività, che gli Ordini Regionali, le associazioni di categoria e i liberi cittadini di questo paese sono fortunatamente liberi di esprimere il proprio parere sui prodotti presenti sul libero mercato, ed autonomi sia dal MIUR che dal CNSP.

La Carta Etica compie, da questo punto di vista, un’operazione all’avanguardia a cui certa società italiana, con la sua assuefazione agli interessi di bottega, forse non coglie: per la prima volta, nascono criteri terzi e neutrali per valutare l’offerta formativa in psicoterapia.
Si tratta di criteri trasparenti, chiari e realmente centrati sulle questioni di più vivo interesse (come il costo del colloquio di ammissione, della terapia obbligatoria o l’obbligo di rivolgersi a docenti della scuola stessa per il proprio percorso terapeutico).
Forse per la prima volta, qualcuno ha il coraggio di prendere una posizione e di non adottare disciplinari di bassa soglia, con filtri a maglie larghe che accontentano tutti in nome del democratico diritto a stare sul mercato al di là del merito.
Per la prima volta, qualcuno ha il coraggio di dire che le Scuole che hanno dei meriti in alcuni ambiti precisi, pubblici, chiari e trasparenti, possono ottenere un riconoscimento ufficiale.
Per la prima volta, qualcuno ha il coraggio di mettere il dito in uno dei nodi critici della nostra professione, ascoltando la voce di allievi e Scuole virtuose che per anni hanno segnalato storture e concorrenza sleale senza ricevere risposta.

Cosa dicono le Scuole?

Già, le Scuole. Direttamente interessate alla questione, cosa pensano le singole Scuole della Carta Etica? Avranno aderito in massa all’invito di boicottaggio del loro coordinamento, oppure hanno scelto di confrontarsi con la Carta Etica?

La vera discriminante è questa: alla fine, le Scuole di psicoterapia hanno scelto di aderire, e in numero elevato hanno contattato l’Ordine Lombardia per fregiarsi del riconoscimento secondo i criteri dettati dalla Carta Etica.
Che sia il segno che per molte Scuole di psicoterapia la qualità e l’etica non rappresentano un problema, e quindi sanno affrontare senza alcun timore il rapporto con il consumatore e con gli enti che lo rappresentano?
A questo punto, viene da chiedersi di cosa ha paura il Coordinamento Nazionale Scuole di Psicoterapia, se deve muovere le corazzate per opporsi ad una pacifica iniziativa di qualificazione?