image_pdfimage_print

Cosa serve agli psicologi per implementare il proprio ruolo nella scuola? Quali sono le esigenze alle quali possiamo rispondere? Come possiamo valorizzare il nostro ruolo?

Nell’ultimo numero del Bollettino dell’Ordine Psicologi Emilia Romagna ci siamo occupati di Psicologia Scolastica. Nell’articolo “Cosa possiamo fare per la psicologia scolastica?” abbiamo indicato:

 

I motivi per cui riteniamo strategico investire sul ruolo dello Psicologo nella scuola:

la scuola è un punto di contatto privilegiato con il tessuto sociale attuale, sia in termini di micro sistema (famiglie, personale docente e non docente) sia e soprattutto rispetto alle nuove generazioni;

la scuola è un punto nevralgico della rete dei servizi sul territorio. Nella scuola si incontrano, infatti, i Servizi Sociali e Sanitari del territorio per la gestione dei casi di disagio, si impegnano le realtà del Terzo Settore per la promozione della cittadinanza attiva e si realizzano con gli studenti, i genitori ed il personale scolastico una pluralità di iniziative tese al miglioramento delle capacità psicologiche e relazionali;

• la scuola è una realtà sistemica nella quale la professionalità di uno Psicologo può dare risposta a esigenze differenti ma intercorrelate, offrendo al personale docente e non docente supporto e supervisione nella gestione del rapporto con gli studenti e delle dinamiche di classe, garantendo sostegno e prevenzione di situazioni di disagio professionale come stress lavoro-correlato o burn out, realizzando percorsi di sensibilizzazione e informazione in aula sulle diverse tematiche che interessano il mondo giovanile (educazione affettiva, bullismo, dipendenze, ecc.).

 

Gli obiettivi già identificati dall’Ordine per il prossimo periodo

Pur nella consapevolezza delle complessità date dall’attuale contesto economico e normativo e delle difficoltà riscontrate negli anni scorsi nei precedenti tentativi di una interlocuzione strutturata con gli Uffici Scolastici, l’Ordine intende tentare:

• un confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale e con la Regione per la promozione dello Psicologo nelle scuole pubbliche e paritarie;

• l’attivazione di iniziative di informazione rivolte a tutti i dirigenti scolastici rispetto ai rischi, anche legali, connessi all’affidamento del servizio di Psicologia scolastica a persone prive delle qualifiche professionali adeguate al compito richiesto o, quantomeno, ad alcuni aspetti dello stesso;

• la promozione di momenti di confronto e condivisione di strumenti operativi tra gli Psicologi scolastici della Regione.

Il Gruppo di Lavoro sulla Psicologia Scolastica verrà reso operativo nel 2015

 

Alcuni ulteriori punti che vorremmo sviluppare

Come AltraPsicologia, proporremo inoltre all’Ordine (dove, ricordiamolo, abbiamo un ruolo di minoranza) di lavorare anche su questi punti:

  • analisi delle esperienze positive realizzate in altri territori regionali per una condivisione di buone prassi (perchè inventare di nuovo l’acqua calda? )
  • promozione, nel rapporto con l’Ufficio scolastico regionale e con i dirigenti scolastici, di un modello di selezione dei progetti e dei professionisti da parte delle scuole che superi la logica del “massimo ribasso” spesso utilizzata. Per chi non avesse esperienza di progetti nelle scuole, la modalità che sempre più spesso viene utilizzata è questa: la scuola definisce un budget annuale per la realizzazione delle attività (es. 3000 euro annuali, perchè di questo ordine di grandezza parliamo) e un numero minimo di ore da realizzare. A partire da questi parametri, il professionista che si offre di fare il numero maggiore di ore (e quindi accetta il compenso orario minore) ottiene il posto. Noi vogliamo proporre di eliminare o comunque ridurre il “peso” del costo orario nella attribuzione di incarico. Il modello potrebbe essere: la scuola individua il budget annuale e il costo orario (che rimangono fissi) e una serie di parametri di valutazione (es. esperienza, qualifica professionale, flessibilità di orari, ecc. ecc.) sulla base dei quali costruire la graduatoria.
  • collaborazione con Università o centri specializzati per la formazione e la supervisione degli psicologi che lavorano nella scuola
  • valorizzazione del ruolo dei libero professionisti nella collaborazione con le strutture del territorio per la diagnosi e la gestione delle difficoltà di apprendimento (DSA, BES, ecc.)

 

A questo punto tocca a voi

 

Cosa ne pensate?

Quali proposte e idee avete?

Lo spazio qui sotto è a vostra disposizione …..