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12 Gennaio 2025
Ordine Lombardia: shopping di lusso coi soldi degli psicologi
25 Gennaio 2025di Nicole Adami e Stefania Vecchia
Negli ultimi anni, la professione psicologica in Italia ha attraversato una fase di crescita straordinaria, non solo in termini numerici, ma anche nella varietà delle opportunità offerte e nella considerazione dell’opinione pubblica. La Lombardia, in particolare, si distingue come un terreno particolarmente fertile, dove la psicologia si evolve con ritmi e peculiarità distintive.
Questi fenomeni emergono chiaramente da due importanti ricerche:
- “Lo stato e le prospettive delle professioni psicologiche in Italia – IV° Monitor 2023/2024” realizzata dalla Fondazione Ossicini https://www.fondazioneossicini.it/_files/ugd/e9c25c_c5cb29f802fe4d5e9b88fa9e61b8b61c.pdf da cui è stato estratto un approfondimento specifico sulla regione Lombardia scaricabile qui (https://www.opl.it/public/upload/Report_OPL_definitivo.pdf)
- “Il lavoro psicologico: la vita di chi lo svolge e le speranze di chi lo cerca” indagine svolta nel 2024 commissionata da ENPAP consultabile qui https://www.enpap.it/DOC/ENPAP_RICERCA_DI_MERCATO_2024.PDF
Entrambe offrono uno sguardo complesso e stimolante su questa professione in costante trasformazione.
In questo articolo abbiamo sintetizzato e messo a confronto i principali risultati emersi con un focus specifico sulla situazione Lombarda.
Dimensioni della Professione e Densità
In Italia, il numero di psicologi iscritti all’Ordine è arrivato a 127.000 nel 2023, con una crescita costante che dovrebbe raggiungere i 140.000 entro il 2027. La Lombardia, con i suoi 22.300 iscritti, rappresenta circa il 17,5% del totale nazionale, confermandosi una regione trainante. Qui, il rapporto psicologi/popolazione è di 1:447, leggermente superiore alla media nazionale di 1:464, a testimonianza di una maggiore concentrazione di professionisti.
Questo dato riflette non solo la vivacità della professione in Lombardia, ma anche la crescente domanda di servizi psicologici, un trend confermato dall’84,4% dei cittadini che riconosce l’importanza della psicologia nel contesto post-pandemico.
Una professione al femminile, ma con criticità
L’84% degli psicologi in Italia sono donne e la prospettiva è di crescita in questa direzione. Tuttavia, questa prevalenza femminile si accompagna a criticità strutturali: le psicologhe spesso sperimentano contratti atipici, retribuzioni inferiori e maggiori difficoltà nella conciliazione tra vita privata e professionale rispetto ai loro colleghi uomini.
Occupazione e Diversificazione Professionale
La quasi totalità degli psicologi italiani è occupata (92%), con un dato ancora più alto in Lombardia (95%). Nella regione, è più comune rispetto al resto del Paese che i professionisti svolgano più attività contemporaneamente, un segnale di adattabilità e intraprendenza.
La professione si articola in quattro principali aree di intervento:
- Psicoterapeuti privati (42%): con una presenza consolidata e un focus quasi esclusivo sulla pratica clinica.
- Consulenti (21%): che si dividono in professionisti che operano in vari ambiti: salute (79%) lavoro/aziende (35%), formazione (30%) Scuola (18%), università (16%)
- Servizi socio-sanitari educativi (26%): tra cui educatori, psicologi scolastici, psicologi nei sistemi sanitari, servizi sociali
- Professionisti in organizzazioni (5%): operanti in ambiti aziendali e di formazione.
In Lombardia, la libera professione è particolarmente diffusa (78% contro il 73% nazionale), seguita da una forte presenza nel settore della salute (83%). Durante il periodo Covid-19, molti cittadini si sono avvicinati per la prima volta ai servizi psicologici, rendendo gli psicologi un punto di riferimento essenziale per affrontare difficoltà personali e collettive e questo spiega l’aumento di occupazione nell’ambito libero-professionale rilevata negli ultimi anni.
Reddito Medio e Condizioni Lavorative
Il reddito medio netto di uno psicologo in Italia è di 23.000€, mentre in Lombardia sale a 26.900€, evidenziando migliori condizioni economiche per i professionisti della regione, che però va bilanciata col costo della vita.
Tra il 2008 e il 2023 sono emersi cambiamenti sostanziali sulle condizioni di lavoro: vi è da un lato una crescita dimensionale della Psicoterapia privata (+18%) e della Consulenza (+15%), dall’altro lato è avvenuto un calo significativo nei Servizi pubblici e sanitari (-32%). I ruoli a tempo indeterminato, appannaggio perlopiù di colleghi maturi (>45 anni), sono in diminuzione del 7% dal 2008, segno che l’investimento pubblico sulla salute mentale e di conseguenza sull’assunzione a tempo indeterminato di colleghi è in calo.
Questo è uno dei principali problemi per l’accesso alle cure psicologiche: i cittadini esprimono aspettative verso una maggiore accessibilità dei servizi psicologici che rimangono privati per la maggior parte, evidenziando come il costo delle sedute resti uno degli ostacoli principali per chi non usufruisce di questi servizi.
Formazione e Professionalizzazione: un nodo cruciale
Nonostante la laurea in psicologia sia stata recentemente riconosciuta come abilitante, emergono criticità significative riguardo alla sua capacità di preparare adeguatamente i laureati alle esigenze del mercato. Solo il 50% circa dei laureati in psicologia si iscrive all’Ordine, un fenomeno che pone interrogativi sulla percezione del valore della formazione universitaria. Degli iscritti agli ordini, il 53% è abilitato alla psicoterapia.
La formazione post-laurea riveste un ruolo cruciale nella costruzione della carriera psicologica. Tra le attività più seguite negli ultimi 12 mesi figurano:
- Aggiornamenti brevi online (76%).
- Scuole di Psicoterapia professionalizzanti (49%).
- Master di lunga durata (>600 ore) (37%).
Nonostante l’offerta accademica rimanga fondamentale, essa è percepita come meno rilevante rispetto a percorsi formativi extra-accademici più orientati alla pratica professionale. Infatti per il 59% dei colleghi è risultato abbastanza/molto difficile trovare un primo lavoro come psicologo.
Le ricerche sottolineano la necessità di migliorare il rapporto tra accademia e professione, potenziando competenze trasversali come progettazione, valutazione degli interventi e conoscenza dei contesti professionali. Inoltre, i percorsi post-laurea extra-accademici, come le scuole di specializzazione in psicoterapia, ottengono una valutazione significativamente migliore rispetto alle esperienze accademiche tradizionali. Gli psicologi chiedono percorsi che integrino competenze tecnologiche, marketing e nuove metodologie di lavoro, come l’utilizzo delle sedute online.
Lavoro a Distanza e Innovazione
Il lavoro a distanza è stato un punto di svolta per la professione. In Lombardia, il 90% degli psicologi ha sperimentato questa modalità, rispetto all’84% nazionale. Molti professionisti hanno scoperto che il setting online consente di raggiungere nuovi segmenti di utenza, come i giovani o chi vive in contesti meno accessibili.
Tuttavia, rimangono perplessità sulla natura relazionale del lavoro online, considerato da alcuni meno efficace rispetto agli incontri in presenza. Le piattaforme digitali, pur apprezzate, non sono ancora sufficientemente conosciute e utilizzate. L’intelligenza artificiale è vista come una risorsa potenziale, ma gli psicologi sottolineano la necessità di preservare il valore della relazione umana.
Le prospettive future: ottimismo e nuove sfide
Nonostante le sfide, la professione gode di un alto livello di soddisfazione: l’85% degli psicologi italiani si dichiara soddisfatto, con un leggero incremento in Lombardia. Un dato ancora più positivo è l’ottimismo per il futuro: il 56% degli intervistati prevede un miglioramento generale della professione nei prossimi cinque anni. Tuttavia, permangono preoccupazioni per la ridotta presenza della psicologia nel settore pubblico, come scuole, sanità e servizi sociali.
Le opportunità più promettenti sembrano collocarsi nel settore privato e in ambiti innovativi come le tecnologie digitali, il lavoro online e le pratiche di community-based psychology. La sfida sarà quella di bilanciare una crescente tendenza alla libera professione con la necessità di rafforzare il ruolo dello psicologo nei contesti pubblici.
Anche i cittadini riconoscono il valore crescente della psicologia, ma chiedono maggiore visibilità e investimenti per ampliare l’accesso ai servizi. Sottolineano inoltre l’importanza di una comunicazione efficace per valorizzare il ruolo dello psicologo. L’aspettativa è che gli psicologi si posizionino come leader nelle nuove frontiere della comunicazione e della tecnologia, rafforzando la propria presenza in settori emergenti e innovativi.
Conclusioni e Confronto
La professione psicologica in Italia vive un momento di transizione. Crescita numerica, diversificazione dei ruoli e nuove sfide formative sono segnali di un cambiamento in atto. La Lombardia, con il suo dinamismo, può essere la guida per un cambiamento positivo e inclusivo. Tuttavia, per garantire un futuro sostenibile, sarà essenziale affrontare le disparità di genere, migliorare l’offerta formativa e promuovere un maggiore riconoscimento sociale ed economico della professione.
Il confronto tra Italia e Lombardia e la visione degli psicologi e dei cittadini sulle professioni psicologhe offrono spunti di riflessione per la nostra categoria:
– La Lombardia rappresenta un modello dinamico, con una maggiore densità di psicologi, migliori opportunità economiche e una forte propensione all’innovazione.
– A livello nazionale, le sfide riguardano la necessità di migliorare la formazione accademica e rendere i servizi psicologici più accessibili a tutti.
– L’opinione pubblica riconosce a pieno titolo l’importanza della nostra professione e auspica una maggiore presenza nei diversi ambiti così come una maggiore accessibilità economica.
La psicologia in Italia ha quindi prospettive promettenti. Con una maggiore attenzione alla formazione, alla comunicazione e all’integrazione tecnologica, la professione può continuare a crescere e a rispondere ai bisogni di una società in evoluzione.
Il IV Monitor della fondazione Ossicini e la ricerca di ENPAP rappresentano una bussola preziosa per orientare il futuro della psicologia in Italia, stimolando una riflessione condivisa tra professionisti, accademici, opinione pubblica e istituzioni per costruire una comunità psicologica coesa, innovativa e pronta a rispondere alle sfide di domani.
