La Psicoanalisi viene ricondotta ad una Psicoterapia.
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11 Settembre 2011
Ogni tanto salta fuori la tarantella dell’abolizione degli Ordini: ci è toccata nel 2006, nel 2008, nel 2009. Il 2010 ha saltato. Ora tocca al 2011. Sembra che il provvedimento di estinzione delle “restrizioni alle professioni” sia contenuto nelle disposizioni urgenti in materia di stabilizzazione economica, che il governo sta completando in questi giorni.
I primi a reagire sono stati gli Ordini dei Giornalisti. L’Ordine Psicologi del Lazio ha lanciato un suo comunicato. E pure la Federazione Nazionale degli Ordine dei Medici ha detto la sua, giudicando “non plausibili” le interpretazioni della manovra economica che vorrebbero leggere, in alcuni passaggi, l’abolizione degli ordini professionali.
Marina Calderone, che presiede il CUP a livello nazionale ed è la voce forse più rappresentativa delle libere professioni in Italia, si dice “sconcertata” per le indiscrezioni che la stampa riporta, e ricorda che è in atto un percorso comune con il governo per la riforma delle professioni. Dice anche che produciamo, tutti insieme, il 12,5% del PIL nazionale, e questo è forse il messaggio più diretto rispetto alla necessità di coinvolgere i diretti interessati prima di muovere assetti così delicati. Infine, “si augura che sia una incomprensione di forma”.
E ce lo auguriamo anche noi, che sia un minestrone ministeriale: a leggere la bozza sembrerebbe così. Infatti, non si capisce bene di che [di chi] si parla, di cosa (“indebite restrizioni” che vuol dire?) e in che modo ci si dovrebbe riorganizzare dopo aver estinto di botto gli Ordini professionali.
L’Associazione Altrapsicologia ha una posizione ovviamente contraria alla modifica di qualunque assetto della professione di psicologo e delle professioni in genere, senza una preventiva concertazione con gli interessati, che in Italia sono un paio di milioni di persone.
E probabilmente sarebbe molto sciocco, anche per un governo come quello attuale, cancellare con un colpo di mano estivo gli assetti professionali di attività economiche con una storia consolidata di organizzazione in ordini, e con proprie casse previdenziali autonome.
Tuttavia, ultimamente in Italia siamo assuefatti anche all’incredibile, e restiamo in allerta.
Perché i nostri lettori si facciano un’idea della faccenda, vi alleghiamo sotto il testo incriminato: si tratta di una bozza che si sta diffondendo ovunque e che pubblichiamo, coscienti che potrebbe non essere un documento attendibile. Ma neppure le notizie che rimbalzano in queste ore potrebbero esserlo. Nel dubbio, prepariamoci a reagire, per noi e per la tutela della cittadinanza.
BOZZA DELLA MANOVRA ECONOMICA
“Disposizioni urgenti per la stabilizzazione economica”
Capo 14, articoli 1-3
Articolo 1
Principio di libertà d’impresa
L’accesso alle professioni e il loro esercizio si basano sul principio di libertà di impresa.
Le disposizioni vigenti che regolano l’accesso e l’esercizio delle professioni devono garantire il principio di libertà di impresa e di garanzia della concorrenza. Le disposizioni relative all’introduzione di restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni devono essere oggetto di interpretazione restrittiva.
Articolo 2
Abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni
Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni previste dall’ordinamento vigente, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto.
