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7 Dicembre 2024Come avevamo già annunciato a giugno 2023 e poi a giugno 2024, gli Ordini guidati da AltraPsicologia hanno chiesto al CNOP di attivarsi per regolamentare la possibilità di iscriversi agli ordini regionali utilizzando un nome elettivo, il cosiddetto nome alias.
Il 31 Maggio 2023, a seguito della richiesta di professionistɜ non binarie, i 7 Ordini a guida AltraPsicologia (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Sicilia e Veneto) hanno chiesto insieme formalmente al CNOP di inserire questo punto all’ordine del giorno del Consiglio Nazionale che si sarebbe tenuto di lì a poco.
Oggi possiamo annunciare con piena soddisfazione che il CNOP ha approvato all’unanimità il Regolamento per l’utilizzo dell’Identità Alias, a cui hanno contribuito in maniera massiva persone di AP.
Gli step sono stati tanti e i tempi piuttosto lunghi.
Il CNOP ha inizialmente dato mandato al CPO (Comitato Pari Opportunità) di occuparsene, effettuando un’istruttoria che potesse fornire spunti utili per la discussione ma soprattutto proposte di soluzioni facilmente applicabili.
A supporto il CPO ha ritenuto necessario richiedere un parere specialistico all’Associazione Nazionale Rete Lenford che dalla sua costituzione si occupa di tutela giudiziaria, formazione e consulenza contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. L’avvocato da loro incaricato ha prodotto un parere con 4 opzioni possibili, suggerendo anche quella che ritenevano – alla luce della normativa, della giurisprudenza esistente e delle modalità di funzionamento degli ordini degli psicologi – se non perfetta, sicuramente più semplice da attuare.
Il passaggio successivo è stato di incaricare la Commissione Giuridico-Istituzionale del CNOP, che ha il compito di approfondire e proporre pareri e regolamenti, di fare una proposta di regolamento attuativo da votare in CNOP e successivamente adottare in ogni singolo ordine regionale, a sua discrezione.
Ma qual è la soluzione proposta?
Una cosa tecnicamente molto semplice da attuare, ma che cambierà la vita di tante persone transgender e non binarie che vivono con disagio il dover utilizzare un nome e un genere in cui non si riconoscono.
La soluzione prevede che si crei un elenco delle persone iscritte all’Albo, disponibile online, in cui ogni persona può apparire – su sua richiesta – con il nome anagrafico o alias. Questo permette di utilizzare da subito il nome elettivo anche nei confronti dell’utenza, in attesa della rettifica anagrafica in tribunale se la persona la richiede.
Spesso le persone non binarie o transgender utilizzano il nome elettivo già nei loro rapporti professionali, che siano con pazienti o in contesti di ricerca e già pubblicano articoli utilizzando un’identità alias al posto dei dati anagrafici. L’obiezione per cui l’adozione di un’identità alias possa indurre in errore o allarmare l’utenza non ha alcuna base. Al contrario, sembrerebbe molto strano trovare una dott.ssa PincA Pallo in elenco quando la persona è già conosciuta come dott. PincO Pallo e inoltre sarebbe una grave violazione della privacy di professionistɜ.
E adesso?
Ogni ordine potrà adottare il regolamento del CNOP, preparare un modulo per la richiesta e recepirlo nella prima seduta di consiglio utile deliberando di implementarlo subito. Un’analisi tecnica del proprio sistema di gestione del database di iscrizioni permetterà di capire subito che tipo di modifica va applicata per aggiornare l’elenco online delle persone iscritte all’albo.
Gli ordini AP, che ricordiamo hanno sollevato il problema e sollecitato il CNOP alla presa in carico e soluzione, sono già al lavoro da tempo per preparare quello che serve e adottare un regolamento prima possibile. Altri hanno chiesto un anno di tempo per capire come fare.
AltraPsicologia è l’unica associazione di politica professionale che già dalla sua nascita nel 2005 ha portato avanti battaglie, schierandosi apertamente e andando a volte controcorrente, per i diritti delle persone LGBT+, lottando contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Possiamo dire orgogliosamente che abbiamo portato nei nostri ordini questa visione e abbiamo cercato, ogni volta che ne abbiamo avuto occasione o l’abbiamo creata, di garantire e tutelare anche gruppi minorizzati all’interno della nostra categoria professionale. Ancora di più possiamo affermare che anche questa volta siamo in prima linea, al fianco di colleghɜ transgender e non binariɜ da cui è partito tutto, nell’ottenere risultati mai ottenuti da altri ordini professionali.

