
Gli eroi della gestione separata INPS.
26 Febbraio 2025
Il CNOP e il vuoto
18 Aprile 2025Concluse le elezioni negli Ordini territoriali, da qualche settimana sono in corso i preparativi per il nuovo Consiglio Nazionale.
Un appuntamento poco conosciuto dagli psicologi, ai quali da sempre è sottratta ogni possibilità di scelta, dal momento che la nomina di presidente, vicepresidente, segretario e tesoriere nazionali non sono dirette, ma votate dai nuovi presidenti degli Ordini regionali e provinciali.
Ed è sottratta due volte, perché in CNOP una testa è un voto, e quindi i 260 psicologi della Valle d’Aosta valgono a livello nazionale quanto i 24.000 psicologi del Lazio. Come a dire che uno psicologo del Lazio ha un potere che è 100 volte inferiore a quello di uno psicologo della Valle d’Aosta nel determinare, attraverso meccanismi di rappresentanza, le sorti della propria categoria.
Quando invece si tratta di denaro, le regioni devono contribuire con le proprie quote in base al numero di iscritti.
La conseguenza è che uno psicologo iscritto in Lazio ha 100 volte meno potere di uno psicologo della Valle d’Aosta, ma deve pagare uguale.
Questa iniquità di fondo, che come Altrapsicologia da ora in poi combatteremo qualunque sarà la nostra posizione in CNOP, si riverbera anche sui negoziati per le cariche del Consiglio Nazionale. Uno vale uno e tutto si gioca, come da sempre, nelle segrete stanze dove i presidenti degli Ordini, ma più spesso i loro sponsor, padrini e madrine che muovono i fili, si mettono d’accordo.
Altrapsicologia invece è libera. Noi fondiamo il nostro potere solo ed esclusivamente sul contatto con la comunità professionale.
Ci siamo presentati al tavolo con 9 regioni e la rappresentanza del 60% degli iscritti all’albo. Abbiamo dichiarato fin da subito e pubblicamente la disponibilità a collaborare per un governo della professione condiviso e ampiamente collaborativo, con la partecipazione di tutte le forze rappresentative della professione.
Lo abbiamo dimostrato da subito con i fatti: nelle regioni in cui siamo in minoranza abbiamo appoggiato l’elezione dei presidenti con il nostro voto. Una cortesia che è stata ricambiata unicamente in Campania.
Abbiamo poi avviato contatti personali con alcune nuove presidenti, che credevamo in linea con i nostri valori e portatrici di competenza e di statement. Parallelamente abbiamo formulato un invito aperto a tutti i presidenti. Ci siamo presentati per i nostri iscritti, che rappresentiamo: sono il 60% della comunità professionale. Abbiamo messo al tavolo i nove Ordini che guidiamo ed ENPAP.
Abbiamo viaggiato noi, da sud a nord e da nord a sud, per non scomodare le interlocutrici e dimostrare il nostro sincero interesse.
Per noi non abbiamo avanzato pretese: non la presidenza nazionale, né vincoli di cariche. Abbiamo solo proposto di ragionare insieme, aperti alla collaborazione con tutti, per realizzare il programma politico su cui abbiamo chiesto il voto degli psicologi e delle psicologhe.
Abbiamo ricevuto al momento molte dilazioni, qualche scusa puerile, rimbalzi, scortesie, scrollatine di spalle.
I nostri inviti sono caduti nel vuoto, mentre altri si trovavano al fine di spartirsi poltrone, sugellando la nascita di un Consiglio Nazionale privo di costrutto, opaco nei suoi intenti, chiuso ad ogni forma di confronto democratico.
Il nostro progetto cooperativo probabilmente resterà un sogno ad occhi aperti.
Perché nel frattempo un gruppo di presidenti di Ordini territoriali, legati da accordi più o meno recenti, sta facendo cartello per escludere sistematicamente i nove Ordini guidati da AltraPsicologia.
Un accrocchio di cui non si conosce il programma, gli intendimenti. Si sa solo che la distribuzione delle cariche è avvenuta scegliendo persone al secondo mandato, alla loro ultima chanche, e non certo per competenza, dato che alcune esercitano la professione solo occasionalmente (il dato è pubblico, non scriviamo nulla che non sia verificabile).
Quello che preoeccupa è lo scarso spessore politico ed etico di questa operazione-accrocchio, e la gestione di cortissimo cabotaggio che comporterà. Senza una visione, senza una cultura, senza un progetto, i prossimi 5 anni rischiano di andare persi. E 5 anni per la storia della professione sono tanti, troppi.
Rischiano di restare inevase le nuove grandi domande sociali e sanitarie legate a salute mentale, disagio giovanile, invecchiamento della popolazione, lavoro, migrazioni, crisi ambientali. Gli psicologi rischiano di non esserci, come non ci sono stati in molti dei grandi passaggi degli ultimi anni, a causa di una gestione disordinata e più orientata ai propri interessi personali che al bene della categoria.
Altrapsicologia ovviamente non resterà in attesa.
Come già annunciato, comunque andrà noi percorreremo la nostra strada con i nostri 9 Ordini ed ENPAP, che hanno già imboccato un percorso comune.
Non sarà mai un progetto chiuso.
Chiunque e in qualunque momento potrà unirsi a noi ora, durante o dopo.
Ma nessuna scelta è neutra e il nostro tempo chiaramente ha un prezzo.
All’interno del CNOP e delle regioni in cui siamo in minoranza, la nostra discreta presenza aiuterà tutte e tutti a stare sempre vigili. Nessuno correrà il rischio di annoiarsi.
È una promessa, e noi manteniamo le promesse.

