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E’ l’8 Ottobre 2010 quando viene emanata la Legge 170 “Nuove norme in materia di disturbi specifici dell’apprendimento in ambito scolastico”.

E’ un momento fondamentale per il riconoscimento del diritto allo studio e al benessere scolastico degli allievi con DSA!

L’Art.2 della Legge 170, elencando le finalità della stessa, parla di:

  • garantire il diritto all’istruzione;
  • favorire il successo scolastico, anche attraverso didattiche di supporto e l’adozione di modalità di valutazione adeguate alle necessità degli studenti;
  • ridurre i disagi emotivi e relazionali;
  • sensibilizzare insegnanti e genitori su tutti gli aspetti legati ai DSA;
  • favorire la diagnosi precoce e gli interventi riabilitativi.

 

Balzano immediatamente all’occhio le possibilità di intervento per gli psicologi!

 

Ma…ecco il fatidico “ma”

Per attivare tutti gli interventi elencati dalla legge, infatti, è necessario avere una diagnosi di DSA: e chi può effettuarla?

L’Art.3 della Legge 170 afferma che i soggetti titolati a porre diagnosi di DSA sono:

il Servizio Sanitario Nazionale

o

specialisti e strutture accreditate

 

Ecco allora l’intoppo!

Quali specialisti? Quali strutture? E soprattutto: accreditate con quali criteri?

La Legge 170 non chiarisce nulla in merito e lascia alle singole regioni il potere di decidere sulla materia.

Un problema nient’affatto trascurabile! Il SSN, sempre più oberato di lavoro e sempre più a corto di organico, può impiegare dai 6 ai 12 mesi per l’espletamento di tutto l’iter diagnostico. Per un bambino con DSA significa, in sostanza, non poter usufruire per interi semestri, se non per l’intero anno scolastico, di tutti gli interventi necessari a tutelare la sua salute e il suo diritto allo studio! Ossia…tutto ciò che la Legge 170 si proponeva di tutelare!

Per avere indicazioni circa i criteri di accreditamento, occorre attendere Luglio 2012, quando viene pubblicato lo schema di accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano su “Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell’apprendimento, dove all’Art.2 sono indicati i “Criteri qualitativi per l’individuazione dei soggetti per il rilascio della diagnosi”.

Come si sono regolate, allora, le varie regioni?

La Lombardia, con uno scatto degno di Usain Bolt, grazie anche all’impegno dell’Ordine degli Psicologi (a maggioranza AltraPsicologia), già a Settembre 2012 avvia le procedure per l’accreditamento di strutture e liberi professionisti, a patto che questi dichiarino di effettuare la diagnosi in collaborazione con neuropsichiatra e logopedista, non necessariamente operante nella stessa struttura o studio. Inoltre, è ritenuta sufficiente la firma di un solo professionista (psicologo o neuropsichiatra), responsabile del caso.

Una procedura snella, che innanzitutto velocizza i tempi per gli studenti e le famiglie,che agevola il lavoro all’interno delle strutture pubbliche e abbatte i costi per tutti.

Altre regioni in cui esistono meccanismi simili sono Liguria e Lazio, cui recentemente, grazie anche all’opera dell’Ordine degli Psicologi, si è aggiunta la regione Marche.

In altre regioni, come il Veneto e il Piemonte, la diagnosi rilasciata dal professionista privato necessita comunque di una convalida dal SSN, che ne controlla la regolarità.

Nelle altre regioni, Campania compresa, la questione resta sospesa…

Riteniamo che l’Ordine, così come accaduto in Lombardia o nelle Marche, debba attivarsi al più presto, affinché lo psicologo esperto in DSA possa essere messo in condizione di potersi accreditare e rilasciare certificazioni valide, a tutela della salute e del benessere dei bambini con difficoltà di apprendimento, delle loro famiglie e dei docenti!

[Aggiornamento: Arrivano finalmente le indicazioni anche per la Campania per l’accreditamento di professionisti privati in materia di DSA. Burc n.23 dell’Aprile 2014]

Autore: Ada Moscarella

Ada MoscarellaSin da subito, già durante il mio percorso universitario, ho fatto di tutto per fare esperienza diretta in diversi contesti. Questo mi ha aiutato a scegliere con più consapevolezza il mio percorso, che si è concentrato sulla clinica, sulla psicodiagnosi e sulla formazione. 
Negli anni da studente fuorisede all’Aquila ho imparato quanto la condivisione e il lavoro di gruppo siano le principali fonti di speranza e creatività per il professionista. Ho portato questa ferma convinzione anche nella mia vita professionale: sono Tesoriere dell’Associazione Psicologi Campani e Socio Fondatore e VicePresidente dell’Associazione LeGaMi. Gestisco inoltre un blog molto seguito dove racconto la vita dello psicologo libero professionista (#senzacamice). Amo i sistemi, le connessioni: sono costantemente e tenacemente alla ricerca di possibilità. Dalla mia adolescenza un po’ nerd, ho conservato la passione per la matematica, la tecnologia e soprattutto la narrazione. Credo nell’autenticità come base di ogni relazione e nelle relazioni come generatrici di speranza.