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Nello scorso quadriennio AltraPsicologia, eletta all’Ordine con una netta maggioranza, ne assunse la direzione con una linea politica chiaramente definita e caratterizzata da precisi obiettivi.

Usciamo dalla consiliatura con la soddisfazione di avere trasformato l’Ordine in un’istituzione attiva, che ha saputo perseguire la promozione della professione instaurando relazioni istituzionali inedite.

Ciò è stato reso possibile da una forte assunzione di responsabilità, consistente nell’individuare direzioni di sviluppo e adottare precisi criteri per distinguere ciò che è migliore. Noi abbiamo infatti lavorato per favorire la distinzione in ogni ambito.

Distinguere è un atto simbolico, con cui massimamente gli psicologi si debbono confrontare; esso non riguarda semplicemente l’atto professionale e la responsabilità che vi è connessa ma l’intera identità del professionista,  della nostra disciplina, della comunità professionale. Noi abbiamo assunto da psicologi e da professionisti il governo dell’Ordine per rianimare un’istituzione sinora caratterizzata da rapporti esterni e interni opachi, simili alla notte hegeliana in cui tutte le vacche sono grigie.

Ne è risultata una grande visibilità della psicologia all’esterno e una fecondazione viva dei rapporti interni alla comunità dei colleghi, sollecitati a confrontarsi, sin dai rapporti formativi delle Scuole con gli allievi, con  i criteri e parametri di qualità che delineano la costruzione sempre  in divenire dell’eccellenza delle prestazioni professionali.

Nei rapporti tra l’Ordine e gli iscritti non ci siamo mai sottratti a quella funzione di giudizio che è richiesta dal rispetto del Codice deontologico, non solo nella funzione disciplinare dell’Ordine ma anche nella costante elaborazione etica che esso richiede a una comunità impegnata nella costruzione di una civiltà professionale.

Abbiamo tracciato precisi confini su molti temi, come le cosiddette terapie riparative e i prerequisiti di esercizio della psicoanalisi; abbiamo indicato il bilanciamento di interessi costituzionali talora posti in tensione, come  il diritto alla salute e il diritto alla trasmissione del sapere. Abbiamo posto ogni sforzo per contornare i confini della psicologia che abitiamo così come abbiamo conferito abitabilità alla sede dell’Ordine, facendone un concreto luogo di incontro con i colleghi, luogo di studio e di lavoro.

Per non esserci sottratti alla responsabilità di svolgere la nostra funzione, appassionatamente dedicata allo sviluppo della professione, alla valorizzazione ed esemplificazione delle buone prassi da perseguire e indicare ai giovani colleghi come riferimenti, abbiamo certamente prodotto l’effetto di una dialettica  imprevista sia al momento dell’insediamento del precedente Consiglio sia in una comunità professionale abituata a un’istituzione inerte, spesso appiattita su un ruolo amministrativo e su sterili contese tra poteri. Siamo fieri, noi che ci siamo presentati – e ancora ci presentiamo – non come esponenti di interessi privati ma come portatori di parola,  di avere generato un vero confronto, il cui esito di forte segmentazione (dunque di distinzione) è evidente nel risultato elettorale, che ci vede divisi a metà all’interno del Consiglio.

I pochi voti che conferiscono la maggioranza di un consigliere a Professione Psicologo non  esimono noi dalla responsabilità di proseguire nella direzione che  abbiamo intrapreso, così come non ci sottraggono la responsabilità di ottemperare agli impegni assunti nei confronti dei colleghi.  Noi non crediamo infatti – e lo abbiamo dimostrato nella precedente consiliatura – che la tensione alla qualità e all’eccellenza,  la funzione di portare la parola per introdurre distinzioni,  l’orientamento allo scambio con i colleghi per un comune obiettivo di miglioramento possano venire obliterati da alcuna forza: si tratta di funzioni che possono sempre venire svolte, da ciascuno di noi come da ciascuno dei nostri elettori, nella vita consiliare come nella vita professionale.

Ciò che cambierà saranno dunque solo le forme e i modi del nostro impegno, che vogliamo,  all’inizio di questa consiliatura, confermare con fermezza, dedicandolo in primo luogo a Giuseppe Tessera, dal cui troppo breve passaggio da qui traiamo il nome e dunque l’identità del nostro gruppo consiliare assieme  all’energia e al convincimento che discendono dalla consapevolezza di un debito inestinguibile.

Roberta Cacioppo; Paolo Campanini; Mauro Grimoldi; Valeria La Via

con

Paolo Bozzato; Cristina Contini; Chiara Marabelli