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Avete presente quando ricevete quegli strani inviti a fare un fine settimana in qualche bella località marina a dei prezzi oggettivamente bassi?. Si? Bene. Quindi avete anche presente il primo pensiero che vi viene in mente in queste situazioni:

Cosa c’è sotto? Mi vorranno mica vendere qualcosa …”.

Stiamo parlando in sostanza di quelle situazioni stile pacco e contropaccotto che, con la scusa del viaggio, ti ritrovi poi con la batteria di pentole al seguito e la bici con cambio Shimano.

Non ci crederete, ma è la stessa cosa che l’Ordine Psicologi Piemonte ha organizzato per noi iscritti. Ma andiamo per gradi.

Venerdì 18 gennaio, abbiamo partecipato ad un seminario del ciclo Forma Mentis organizzato dal nostro Ordine. Il titolo era intrigante: “Modelli e strumenti della psicologia del lavoro e delle organizzazioni per psicologi clinici”. Seminario peraltro interessante. Immaginatevi ora una platea di colleghi abbastanza vasta. Parte il seminario.

Eccovi la cronaca dei primi dieci minuti.

Il seminario, a cura dell’associazione Psicosicurezza, i quali componenti sono tra l’altro gli stessi della Commissione Rischio Psicosociale del nostro Ordine (controlla qui), è da poco iniziato. Ecco che la relatrice presenta la loro associazione ma, basta un attimo, che subito devia. Presenta il corrispettivo delle pentole  e bici con cambio shimano di cui sopra: il famigerato corso a pagamento.

Presenta infatti un corso di formazione che inizierà ad aprile, spiegando che l’associazione Psicosicurezza avrà il ruolo di mediatore tra aziende e professionisti formati (da loro). Chi seguirà il corso, diventerà quindi prima socio trainee e poi socio master. A questo punto, se e solo se l’associazione riceverà richieste di aziende, le girerà ai soci master.

In sostanza, l’unica certezza è la formazione. A pagamento, da loro.

Un po’ basiti, continuiamo la giornata in attenta attesa di altro “pentolame” che puntualmente arriva, e che vi porgiamo senza sapere se ridere o piangere:

“Nel corso che ho fatto per 17 mila dirigenti Fiat negli anni ’70, venivano fuori dei siparietti di cui solo chi farà il master verrà a conoscenza!”. E’ l’apoteosi. Ci manca solo il “d’acordo!!” finale in pieno stile Wanna Marchi.

Insomma, più che Forma Mentis, qui ci è sembrato di partecipare ad un programma televisivo il cui titolo potrebbe essere questo:  Forma deMentis. Nel quale i deMentis dovremmo essere noi iscritti.

Ora, in sé, nulla di male, se partiamo dal presupposto che siamo adulti e vaccinati e tutti in grado di scegliere se aderire o meno ad una proposta del genere. Come ci sembra poco interessante andare qui a valutare i contenuti o la validità della proposta formativa.

Ciò che ci preme mettere in evidenza è un piccolo particolare di non poca importanza: il tutto è stato fatto in un contesto istituzionale, organizzato insomma dal nostro Ordine, che è ente pubblico, il che pone la questione sotto un’altra ottica.

Siamo infatti dell’opinione che sia perlomeno inopportuno utilizzare un contesto pubblico e istituzionale come i seminari Forma (de)Mentis, organizzati con i denari e le risorse di tutti gli iscritti, per fare pubblicità a corsi privati (su diciamola per quella che è: per vendere corsi). Noi questa cosa la chiamiamo così:  utilizzo a fini privati della cosa pubblica. Il tutto, ed è forse la cosa più sconcertante, organizzata ed avvallata dal nostro Ordine.

Ma in fondo non è una novità questa. Già era successo con la consulente per i bandi europei che, per chi ha avuto la fortuna di accedere alle cosiddette consulenze individuali (pagate da noi), si vedeva proporre nel miglior stile da venditore di auto usate, un master da lei organizzato sulla Euro- progettazione, il tutto, ovviamente, nella sede del nostro Ordine.

P.s. Volete sapere se qualcuno di noi acquisterà il famigerato corso? Lo sapranno solo coloro i quali verranno al prossimo incontro Piemonte 😉