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Recentemente si è costituita in Abruzzo l’associazione “Nuova Psicologia” che riprende gran parte delle finalità di AP e si impegna a radicarle nella realtà di quella Regione.

Il gruppo costituitosi ha rapidamente strutturato un primo progetto che mira a proporre alle istituzioni abruzzesi il valore aggiunto che la Psicologia Professionale può apportare nella complessa situazione sociale ed economica di questo periodo e a dare rilevanza sociale all’impegno degli Psicologi.
Nelle prossime settimane verrà infatti presentato pubblicamente, in un incontro che si terrà a il giorno 27 giugno presso la sala consigliare della Provincia un progetto finalizzato ad attività di prevenzione e sostegno per arginare il fenomeno delle Nuove Povertà.

Va infatti emergendo da tempo una forma di povertà diversa da quella legata al limitato o mancato accesso a beni e servizi primari. La nuova povertà è una povertà “soggettiva”, percepita nel grado di soddisfazione per le proprie condizioni di vita: situazione economica, casa, salute, reti di supporto, tempo libero, ecc.
Sentirsi poveri nella percezione delle proprie condizioni di vita rimanda alle difficoltà incontrate – soprattutto in fasce della popolazione con scarsa contrattualità sociale (giovani, donne, anziani) – nel trasformare le proprie risorse in capacità operative socialmente riconosciute e crea una condizione di forte disagio attivando ricorsivamente fenomeni di esclusione sociale ai quali la Psicologia Professionale può aiutare a dare risposta.

Il termine “esclusione sociale” si riferisce infatti all’impossibilità, l’incapacità o la discriminazione nella partecipazione ad importanti attività sociali e personali per cui l’individuo perde la percezione di appartenenza ad una comunità.

In Abruzzo i fenomeni di nuova povertà e di esclusione sociale appaiono assumere una rilevanza sociale crescente, anche alla luce della frammentazione delle comunità locali, della perdita di densità delle reti familiari e di socialità primaria e delle forme sempre più estese di isolamento sociale.

L’Ass. Nuova Psicologia, costituitasi all’inizio del 2012, ha presentato un progetto al comune di Pescara per organizzare un servizio di volontariato per il sostegno psicologico e per studiare il fenomeno della nuova povertà. Un gruppo di giovani Psicologi e Psicoterapeuti, con il supporto di altre figure professionali quali avvocati ed economisti darà, per un periodo iniziale di sperimentazione e studio dei fenomeni di nuova povertà, il proprio sostegno alle istituzioni attraverso la creazione di call-center a servizio del pubblico.
Si conta così di rappresentare compiutamente, agli occhi della popolazione e delle istituzioni, il valore che la Psicologia Professionale può portare nell’affrontare i fenomeno di marginalizzazione e di promozione del benessere dei singoli e delle comunità territoriali.

Questa iniziativa viene presa da Nuova Psicologia in un panorama professionale abruzzese, peraltro, desolante, in assenza di altre iniziative concrete finalizzate alla promozione della professionalità dello psicologo in ambiti diversi da quelli tradizionali legati prevalentemente alla psicoterapia.
Il contesto abruzzese mostra, invece, una grande sofferenza della nostra professione: il reddito degli Psicologi abruzzese è di soli 10.557 euro annui, qualcosa in più di 850 euro al mese (dati ENPAP, 2011), circa la metà di quello che si registra nelle regioni più avanzate. L’attivazione diretta di colleghi, organizzati attraverso gruppi di pressione, nei confronti dell’Ordine appare indispensabile, quindi, anche in questa regione.

Invitiamo quindi i colleghi a partecipare all’incontro di presentazione dell’Iniziativa di Sostegno alle Nuove Povertà e del gruppo “Nuova Psicologia” che si terrà a Pescara alle ore 9,30 il 27 giugno presso la consigliare della Provincia di Pescara.