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31 Marzo 2026Nell’agosto 2025, il Ministero della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità ha pubblicato un avviso per il “Rafforzamento della rete dei Centri per la Famiglia”.
L’avviso, destinato alle Regioni, prevedeva anche il finanziamento di attività di counseling dedicati ad adolescenti e ai loro genitori.
La regione Emilia-Romagna ha interpretato questa azione in modo singolare e rischioso, approvando il 9 febbraio 2026 una Delibera di giunta che prevede che il counseling possa essere svolto da psicologi, pedagogisti o counselor iscritti ad un’associazione privata ai sensi della legge 4/2013.
Gli obiettivi descritti nella delibera regionale sono chiari: lavorare sull’emersione di bisogni emotivi e fragilità, sulla gestione dell’ansia, dei conflitti familiari, degli snodi evolutivi degli adolescenti, sulla prevenzione della cronicizzazione del disagio psicologico.
Sono attività che incidono sulla sfera psichica delle persone — e che la Legge 56/1989 riserva agli iscritti all’Albo degli Psicologi.
È chiaro che una scelta di questo genere presenta diverse criticità per la salute pubblica, dai rischi per l’utenza, spesso con vulnerabilità, all’equiparazione di figure regolamentate e garantite dallo Stato in forma pubblicistica (psicologi e pedagogisti) con figure come i counselor, prive di alcuna garanzia pubblica.
Il 3 marzo 2026 abbiamo quindi scritto, come Altrapsicologia, una nota ufficiale al Ministero competente, al Capo Dipartimento, e per conoscenza alla Regione Emilia-Romagna, per segnalare questa criticità e chiedere che venga specificato, con una nota alle Regioni, che le attività di counseling previste dall’avviso possano essere svolte solo da psicologi o comunque figure professionali regolamentate e garantite dalla vigilanza dell’Ordine professionale.
Questo per prevenire eventuali interpretazioni critiche in altre regioni, e coadiuvare il lavoro di monitoraggio subito avviato dai Presidenti degli Ordini regionali a guida AltraPsicologia.
L’Ordine Psicologi Emilia-Romagna ha analogamente inviato una nota ufficiale e interloquito a livello istituzionale fin dalla prima ora con la Regione.
Il 9 marzo abbiamo notizia di un primo importante risultato del lavoro congiunto: la Regione Emilia-Romagna ha inviato una nota a tutti i Centri per le Famiglie (CPF), segnalando che “sono attualmente in corso approfondimenti di natura giuridica in merito ai profili professionali indicati nell’Allegato C della DGR n. 163/2026, con particolare riferimento all’utilizzo della figura del counselor, nel frattempo vi chiediamo di non procedere all’affidamento di incarichi rispetto a questa tipologia”.
Un’azione di tutela della cittadinanza che non si ferma. Vi terremo aggiornati dei prossimi sviluppi.

